Londra

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1/4 Novembre 2012

Chi non ha mai visitato Londra alzi la mano? Fino a qualche giorno fa sarei stato tra quelli ad alzarla.
Cupa, grigia e caotica… Londra la immaginavo così, ma così non è stato. C’è anche da dire che ho avuto una fortuna sfacciata, per tutto il mio soggiorno ho visto il sole splendere e nuvole bianche trascinate dal vento, senza uno scroscio di pioggia.
Mi sono reso conto che Londra è una metropoli senza confini, c’è dentro di tutto e di più, te ne accorgi camminando per le strade, tra quegli edifici che s’intersecano tra loro, dai palazzi vittoriani alle torri di vetro e acciaio, tra autobus rossi a doppio piano ai classici Taxi neri…. non ho visto, purtroppo, lo stereotipo della “City”, l’omino in bombetta con ombrello al braccio. In compenso ho osservato tutte le altre persone, in particolare quelle sedute sulle panchine dei bellissimi parchi o ai bordi di una piazza, lì ci puoi trovare dalle vecchiette con il cappellino in macramè, al punk borchiato di tutto punto, al gruppo di ragazzini rapper con le cuffiette alle orecchie, agli studenti composti in perfetto “English style”… in pratica un groviglio di popoli, stili e mode che convivono senza pregiudizi di sorta, quasi fossero fusi uno dentro l’altro.

Potrei dire che Londra è semplicemente Londra, una città funzionale sotto ogni aspetto, puntuale, pulita e senza clacson; se ti guardi intorno in cerca di un aiuto, dalla semplice informazione o per capire “come funziona”, c’è sempre la persona addetta a tale scopo, particolare che ti fa sentire sicuro di viverla come, quando e quanto vuoi; la immagini ingozzata dal traffico, invece è una città a misura d’uomo; “Underground” è la metropolitana ed è a tutti gli effetti un simbolo, fatto di precisione ed utilità, bisogna persino tenere la destra mentre ti muovi tra una scala mobile e un varco, addirittura impossibile vedere una cartaccia per terra o una scritta sui muri… e racchiudere tutto questo in un solo nome si può: civiltà.

Ma non è finita qui. Oltre a questa interessante esperienza ne ho vissuta un’altra, molto ma molto più coinvolgente, è quella di mia nipote Barbara… finalmente si è decisa, a quarant’anni suonati, a sfidare i cieli… sì mi ha seguito ed è salita su un aereo. Scusate se è poco, ma per una come lei che oltrepassare Via Roma significava andare incontro all’ignoto, c’è davvero da sbalordirsi, tant’è che dopo aver toccato il suolo inglese non ho potuto che affidarmi ad una celebre frase: “Un piccolo passo per l’uomo, un grande balzo per l'umanità”.