Prologo

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  • Prologo

    La maggior parte dei racconti narrati dai nostri nonni, sono dedicati ad un passato di guerre, fame e sacrifici. Per mia grande fortuna non posso narrare storie di tedeschi, mongoli e partigiani. Mi limito solo a dare un piccolo assaggio di quello che la nostra generazione, l'ultima cresciuta a biscotti Mellin, sul cavallino a dondolo e con il "prete" nel letto, ha vissuto spensieratamente tra gli anni settanta e ottanta. Il motivo che mi spinge quindi a mettere gli occhi su un foglio bianco e scaricarvi dentro un'intera Bic è il tentare di far rivivere proprio quelle emozioni, solo sopite dentro di noi ma sempre pronte a riemergere ogni qual volta ci ritroviamo assieme, spesso con le gambe sotto a un tavolo.

    Il significato della parola Esvaso. Come titolo, inizialmente, avevo pensato a "Chitti", ma poi la scelta è ricaduta su "Esvaso", altra parola molto ricorrente in quel decennio, che nulla voleva dire, bastava sostituirla al momento opportuno facendo così fesso l'amico con lo scontato "Hee...?". Seguiva risposta, il chiaro rimando era ad un bisogno fisiologico, che per buon gusto è meglio tacere. Quindi tutto voleva dire e nulla significava; un po' come questo insieme d'episodi.

    Leggendo questi brevi racconti vi chiederete allora il perchè sono stati scritti; forse per divertirmi, forse per ricordare insieme o forse per non dimenticare. Spero li leggerete con il sorriso e ciò mi appagherà di tutti quegli sforzi rubati a brevi pause pranzo, a lunghe notti assonnate e a molte albe insonni. L'unico mio consiglio è di leggerne un capitolo al giorno, perchè per cinquanta giorni, oltre che a levarvi il medico di torno, vi aiuterà a combattere "Contro il logorio della vita moderna".


    A mia nonna Valentina