La gita premio

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  • La gita premio

    Una volta arrivata tutta la 'famiglia Brambilla' in riva al mare, è scoppiato un putiferio di ordini e contrordini che mi sembrava di essere a scuola:
    - Ci stiamo poco che è già tardi e alle cinque bisogna tornare. Attento dove metti i piedi! Non andare troppo vicino all'acqua che ti bagni i sandali nuovi che poi non si asciugano e si rovinano e ti vene la tosse! Hai fame? Vuoi mangiare il panino? No, il gelato adesso no. lo prendiamo dopo. Che caldo. io non ci sto qui a bruciarmi. vado là all'ombra! -
    Che qualcuno avesse esclamato: che bello il mare! Niente. Come se il mare non ci fosse e ogni altra sciocchezza fosse la cosa importante da discuterci e soprattutto alzarci la voce..
    Mentre stavo sul bagnasciuga con gli occhi perduti sulle onde, cercando di ascoltare solo il loro magico rumore, le voci della famiglia mi erano sempre più distanti e allora, chissà perchè, mi ha preso un ricordo di scuola, il tema di un mio compagno di ritorno da una gita al mare. La maestra Maura l'aveva letto ad alta voce che era il più bel premio che si potesse immaginare.
    Il tema più o meno era così:
    'Sono rimasto letteralmente incantato da quell'immensità che avevo di fronte, veramente blu e con le onde. Era proprio come lo immaginavo quando lo intravedevo sulle cartoline dei 'saluti e baci' spedite dagli zii da Sestri Levante. Mi aspettavo qualcosa di grande, con molta acqua, ma certamente non così tanta.
    'sarà alta anche mille metri' è stata la prima cosa che mi sono detto, appena giunto ansimante sulla riva. Mi sono arrestato di colpo, cercando di raggiungere con lo sguardo l'altra sponda. Ma non c'era altra terra che mi permettesse di arrivare sino là. C'era solo un'infinita striscia di sabbia sotto ai miei piedi, lunga fin dove l'occhio può guardare.
    Le donne si sono sedute vestite sulla sabbia, con il fazzoletto in testa e le scarpe in mano, mentre gli uomini si sono alzati l'orlo dei pantaloni per avvicinarsi alle onde, dopo si sono tolti anche i calzini per entrare di qualche passo. Io, in canottiera e un poco intimorito, ero pronto a toccare e assaggiare finalmente quell'immenso 'pentolone' d'acqua con dentro il sale: così mi dicevano a casa quando chiedevo:
    - Ma che gusto ha l'acqua del mare? -
    E gli altri:
    - Amara! -
    - Salata o amara? -
    - Amara, t'ho detto! -
    Ho scavato qualche buca con la paletta e nel retino ho messo le conchiglie raccolte che mi sembravano gioielli da portare a casa come trofeo di quell'indimenticabile giornata.
    Ho costruito un castello di sabbia sul bagnasciuga, ma ha fatto presto ad essere rosicchiato dalle onde che si erano alzate.
    Ciao mare, tornerò presto'.

    Era proprio così quel tema, bello da farmi invidia.
    - Quando mi porteranno al mare ne scriverò uno più bello! - mi ero ripromesso.
    Ma che tema potrei scrivere adesso che sono qua e sento gli urli della 'famiglia Brambilla' che mi intimano di tornare indietro che mi riempio i sandali di sabbia, che non mi devo allontanare che mi perdo, che mi prendo un'insolazione e poi stanotte non dormo, che se arriva l'onda mi bagno tutto, che....?