Il carnevale

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  • Il carnevale

    La staffetta inizia il Gioved' grasso.
    Appuntamento a casa di Maurino, stesura dell'itinerario da seguire, eventuali esclusioni di quei macachi che si fanno smascherare dopo mezzo secondo e conferma della regola fondamentale della missione: divisione in parti uguali dell'intero 'raccolto'.
    Alle due si parte per le Moline, Ronconovo e Pansamora una soffiata ci ha detto che la zona non è ancora stata visitata dalla concorrenza. Praticamente siamo dentro una vera e propria storia di spionaggio. Ma per Carnevale si fa questo ed altro..
    L'iter del buon sabbione ha così inizio.
    Tanto per iniziare suona il campanello e non deve assolutamente rispondere al.
    -Chi è? -
    - ... ... ... ... ... ... ... ... ... -
    - Chi è? -
    Di nuovo tutto tace.
    - Ma chi è? - gracchia un citofono spazientito.
    La scena muta prosegue fino a quando la signora non scende in strada e apre la porta per svelare il mistero.
    - Ah siete voi, ma che belle mascherine, me lo dite chi siete? -
    Silenzio. Teniamo duro fino a costringerla a dire la parola chiave:
    - Se mi dite chi siete, vi do cinquecento lire. -
    Iniziano le consultazioni a segni e le occhiate di consenso oltre le maschere. Un po' a malincuore, ma non tanto, decidiamo di alzare le autorevoli sembianze di Breznev, Carter e Andreotti e mostriamo tre sorrisi compiaciuti.
    La scena si ripete per tutta la giornata sicuri dell'infallibile metodo:
    - O la borsa o il silenzio! -
    A sera, a conti fatti, la giornata si presenta abbastanza buona: quattromila lire, tre dozzine di uova "di giornata", due pacchetti di caramelle frizzanti, un trancio di canestrello e una manciata di cioccolatini svizzeri a testa.
    La cuccagna però non dura molto.
    Passati i primi giorni dove si è ben accetti, i seguenti si presentano come delle perdite di tempo.
    Se suoni il campanello e non rispondi, nessuno si presenta più ad aprirti. Solo in certi casi qualcuno risponde:
    - In questa casa non ci abita nessuno! - come nella favola di Pinocchio!
    Ma costoro non la passeranno liscia. Al calar della sera basterà passare da Modesto a comprare una fila di mortaretti, infilarli nel citofono, suonare, accendere la miccia e al...
    - Chi è? -
    - Tra ta ta paaan... ... ... - per andar pari.
    Ma la festa non è ancora finita.
    Rimane il veglioncino della domenica pomeriggio. lì sì che è una vera pacchia, tra caramelle all'aglio, bisce di gomma, sigarette esplosive e ciunghe con la molla.
    Quando entri ti regalano due pacchetti di coriandoli, uno addirittura è di quelli filanti. Una volta dentro, con il vestito di Zorro nuovo di pacca, sei abilitato a manganellare chi ti pare, rompere fialette puzzolenti, ballare e se ti va di cantare al microfono dell'orchestra, non devi far altro che presentarti sul palco. Nessuno di noi però ha mai osato tanto.
    Caso unico, rimasto negli annali del locale e fisso nella memoria popolare, è stato lo scorso anno Domenico che ha chiesto di cantare 'Montagne Verdi' facendo rimanere noi 'bambini normali' a bocca aperta. Il successo è stato grande, alcuni ragazzini gridavano 'bis bis', anche se altri gli davano del gasato, ma siccome prevalevano gli applausi ai fischi, lui non se lo fece dire due volte. Breve consulta con gli orchestrali e...
    - Il grillo disse un giorno alla formica... il pane per l'inverno tu ce l'hai...' e avanti così, oriettabbettando!!!
    In quest'attimo di smarrimento generale Pinuccio il fotografo ne approfitta per bloccare le mascherine e metterle in posa sul tavolino. Scatta istantanee che poi troverai in bella mostra nella vetrina del suo negozio.
    Purtroppo sono arrivate le sette, 'I Dinosauri' intonano la sigla di chiusura, Arturo vorrebbe aggiungere ancora qualcosa, ma il microfono emette un sibilo straziante... in quei pochi attimi di silenzio viviamo l'illusione di un eventuale messaggio teso ad un prolungamento della festa. Qualche colpetto al microfono...
    - Prova A, prova A, un due tre prova A... -
    Ora la voce è di nuovo forte e chiara.
    - Con i ringraziamenti della direzione (Davide) vi diamo appuntamento al prossimo anno, grazie a tutti. -
    Tutto qua.
    così nello sconforto generale ci avviamo sudati come cotechini verso l'uscita, dove i genitori ci attendono impazienti con il nostro cappottino in mano.
    La voglia di ritornare a Las Vegas è tanta, il dover aspettare ancora un anno per ritornare a ballare e a divertirci ci sembra impossibile.
    Ma un giorno ce la faremo a diventare grandi e ad entrare regolarmente sulla pista de 'Las Vegas'.
    Chissà come sarà allora.