Discesa libera

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  • Discesa libera

    A parte la neve che scende su Venezia quando si gira sottosopra la boccia di vetro, l'ultima volta che abbiamo visto una nevicata bianca e farinosa è stato lo scorso Dicembre, l'unica dell'intero anno. Tutti a lamentarsi e noi che al contrario ne avremmo voluto di più, almeno il doppio, il triplo.
    'Iglù', 'cristi' e pupazzi di neve in quantità industriale, ma innanzitutto il momento d'oro per sfruttare la cosa che si è preparata fin dall'estate: la lunga e meticolosa perlustrazione dei prati del circondario per classificarne i più scoscesi, quelli senza alberi e possibilmente con qualche trampolino naturale a mo' di 'montagne russe'.
    Naturalmente non per andarci con gli sci ai piedi, nessuno sarebbe capace di usarli, anzi:
    - E chi ne ha mai visto un paio? Col bob si scia! -
    C'è il bob a due extralusso e quindi di pochi, il bob ad un posto più frequente e da ultimo nella hit parade dell'inverno lo slittino in legno. Allora, come se fossero spedizioni al Polo Nord, si parte.
    Ma ciò che ci si dimentica in queste occasioni esaltanti è che quando nevica fa freddo. L'abbigliamento è il solito di tutti i giorni. La sola differenza è che è moltiplicato per due; due paia di calze, due maglioni, due sciarpe ecc. e la cosa micidiale, non potendo portare due paia di scarpe, è la completa assenza di riparo ai piedi.
    Tutti abbiamo gli stivali di gomma neri portati con i pantaloni infilati dentro, ma proprio per questo motivo dopo la prima discesa sono già pieni di neve, con il catastrofico risultato che le calze finite in fondo sono impossibili da recuperare, solitamente inzuppate come il marzapane con l'Alchermes, e il terribile congelamento ai piedi ti suggerisce di andare dritto a casa per infilarli direttamente nel forno della stufa a rischio geloni assicurati. Qualche volta faremo la fine di Pinocchio.
    Anche il 'K-Way', che si porta in tutte le stagioni, fa parte dell'abbigliamento da discesisti, ma, guarda caso, la cerniera d'inverno s'inceppa sempre. Anche i guanti non scherzano: in pochi minuti sono tutti di un pezzo come le mani e il naso. Una sofferenza vera. La voglia di mollare e tornarsene al calduccio è forte, ma eroicamente si resiste.
    In tali condizioni fare più di cinque risalite è già da record assoluto: non c'è nulla al mondo di più infinito di una salita nella neve.
    Le discese invece, quelle discese stupide durano al massimo quindici secondi.
    Se poi a metà salita ti scivola la corda del bob o il 'pilota' te lo fa finire in fondo alla discesa, il pomeriggio è finito.
    Chi andrà a riprenderlo visto che il bob è a due?
    Scattano immediatamente le responsabilità, ma non si arriva a nulla. Alle sei il bob sarà ancora là, avvolto nel buio, in attesa di essere recuperato un giorno o l'altro!.

    Piccola annotazione tecnica a mò di P.s.
    Dimenticavo. Nel 'bob a due'quello che sta dietro guida, quello davanti dice solo:
    - F..F..FRENAAAAAA!!!! -