Isola d'Elba

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Sono ancora qui, al Frank Hotel, a Naregno di Capoliveri: 'stessa spiaggia stesso mare'.
'Bagliore, sei secondi di buio, doppio bagliore, uno breve l'altro prolungato, poi di nuovo buio e ancora bagliore.' E' così che l'avevo lasciato in una notte di giugno ed è così che l'ho ritrovato a settembre. Preciso. Tale e quale: 'bagliore, sei secondi di buio, doppio bagliore, uno breve l'altro prolungato, poi di nuovo buio e ancora bagliore.', dall'imbrunire ai primi riflessi mattutini. E' la cadenza del faro di Naregno. Rimane in cima ad un promontorio, a picco sul mare, racchiuso tra alte mura di cinta, a differenza di altri che sembrano dei minareti musulmani, è basso, a guardarlo di giorno sembra un soldato con l'elmetto in testa nascosto dietro un muro di una fortezza, ma appena cala il sole è pronto a farsi vedere a parecchie miglia di distanza. Non importa che siano imponenti o ridotti, quando cala la notte sono tutti uguali, con la loro presenza gratificano i marinai, è il loro punto di riferimento.
Quel faro lo è anche per me, sia di giorno, quando il sole fa luccicare 'l'elmetto' e attira a sè il mio sguardo silenzioso, che nel buio quando il suo fascio luminoso si rispecchia nel mare piatto, monopolizzandomi in un solo istante tutti i pensieri. La sera mi siedo spesso sul pontile lì vicino, nel silenzio del mare di notte, con le gambe a penzoloni e con il sigaro acceso, avvolto pienamente in quel fascio di luce, una luce calda, soffice, ammaliante. Il mare di giorno è invece trasparente, quasi vitreo, e azzurro, di un azzurro ceruleo, da non confondere col blu oltremare, quasi metallico.
E le onde, oggi troppo scontrose, non tralasciano più quella loro calma apparente, estiva, anzi continuano a prendere a 'sberle' i grossi sassi che le infrangono ad ogni ripetuto colpo. Ovunque ti trovi lo senti, il mare con le sue rocce che cambiano forma ogni volta che le guardi, aldilà di ogni curva, anzi migliaia di curve, c'è una dimensione diversa. E poi ci sono i colori dell'orizzonte all'imbrunire: una striscia giallognola, una verde, di un verde marcio, una striscia turchese, e una blu per arrivare piano piano all'azzurro, a quel cielo di un azzurro terso, di fine settembre, di fine serata. Una vacanza serve anche a questo, a rallegrarsi l'anima.