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  • Arrendetevi

    Arrivati a questo punto hanno tirato troppo la corda. Ormai sono in molti a crederlo, non solo chi è coinvolto in prima persona. La gente è talmente stanca, delusa e scoraggiata che la loro fiducia non sarebbe recuperabile nemmeno se da quei camini uscissero coriandoli.
    A dare conferma che l’aria che abbiamo sopra alla testa e che respiriamo tutti (lo specifico per i più diffidenti), non è più quella del passato, basta fare riferimento alle continue segnalazioni ai medici di famiglia, pronto soccorso e pediatri, tra queste quelle provenienti dalla scuola media di San Rocco (proprio quella che non dovrebbe esserci ma c’è), dove non passa giorno senza segnalazioni di malesseri urticanti a danno degli alunni (vedi foto allegate).

    Una situazione incresciosa, con risvolti spesso paradossali, che sta dimostrando l’impossibilità di conciliare “lavoro, ambiente e salute”. A questo famoso spot, recitato da tredici mesi dal primo cittadino e dalla sua giunta, ci credono solo loro e i soliti affiliati di irriducibili opportunisti, quelli che non si arrendono mai, quelli che stanno nel mezzo e aspettano silenti alla finestra per ottenere qualcosa in cambio o che ringraziano sentitamente per quanto già ricevuto.

    Oltre all’aspetto politico c’è la mancanza di fiducia nelle istituzioni che è ormai giunta al lumicino. Arpae, AUSL e Amministrazione Comunale negano anche l’evidenza pur di non arretrare di un passo, pur di non fare “Mea culpa” e i profondi solchi delle loro unghiate sugli specchi ne sono la prova conclamata. Ora sono tutti lì che aspettano la magistratura per una via d’uscita indolore e poter dire: “Io non c’entro”.

    Nessuno che si assuma la responsabilità delle autorizzazioni preventive concesse, nessuno che mostri un minimo di orgoglio, nessuno che dica: “Ci siamo sbagliati, pensavamo fosse bianco e invece è nero. Scusateci.”. Anche se farlo ora sarebbe tardi, la frittata è fatta. Invece tutti avanzano a testa bassa, senza guardare in faccia nessuno, salvaguardando le loro scelte personali e politiche, proprio come se nulla gli accadesse attorno, senza calarsi nei panni di chi non può più vivere sereno in casa propria, magari con un bambino con irritazioni cutanee dovute a sostanze presenti nell'aria, e senza tutelare minimamente chi in questa valle ci dovrebbe vivere e lavorare serenamente. In certi casi beffeggiandoli anche per il subbuglio che creano.

    Facile tagliare nastri, presentare libri, organizzare fiere e partecipare agli incontri istituzionali (feste tirolesi comprese), più complicato è prendere decisioni rilevanti. Nessuno ha dimenticato scelte a loro parere favorevoli come la centrale a turbo-gas, l’impianto eolico Santa Donna, sventate poi dai cittadini, e non ultima la chiusura del Punto Nascita dichiarata in nome della sicurezza.
    I provvedimenti responsabili e non più rimandabili sarebbero il riavvio delle procedure AIA (Autorizzazione Integrata Ambientale) e VIA (Valutazione di Impatto Ambientale) per capire se la fabbrica è compatibile o meno con una valle chiusa come la nostra. Vi sarebbe inoltre la sospensione, per motivi sanitari, della produzione per un mese e costatare cause-effetti sulla popolazione. Si tratterebbe di un’indagine epidemiologica semplice, inequivocabile e subito rilevabile. Ricordo che in un anno le segnalazioni inoltrate agli Enti, tra avvertenze, malesseri e malori, hanno oltrepassato quota 800, di cui un buon numero attribuite a minori. Periodo in cui, è giusto sottolinearlo, nessun amministratore di maggioranza si è mai schierato al fianco di tutte queste famiglie o ha rilasciato dichiarazioni pubbliche a loro sostegno o tutela.

    Ecco perchè c'è la necessità di cambiare rotta, di avere rappresentanti di tutti i cittadini e non solo di una minoranza a loro favore. La classe politica attuale, giunta a questo punto, è miope e perciò insostenibile, scaduta prematuramente come un cartone di latte al sole, e non è più in grado di rispondere alle necessità oggettive per cui era stata investita, tra queste la serenità sociale e sanitaria. Fate un esame di coscienza. Per arrendersi non è mai troppo tardi.
    Serve un commissario che interloquisca imparzialmente con enti, azienda e popolazione e traghetti poi il paese a nuove elezioni. Ora qualcuno potrà anche pensare chi sono io per sostenere questa posizione. Non sono nessuno, però lo penso e quindi l'ho scritto.

    In allegato il servizo della trasmissione Le Iene andato in onda ieri sera.

44 Commenti

  • Elle

    26/03/2018

    Concordo col tuo ottimo articolo. Basta con le bugie...perché le balle...hanno le gambe corte...e a continuare a dirle purtroppo poi si vede come ci si riduce...

  • Frensis

    26/03/2018

    A questo punto, da parte del primo cittadino è venuta meno la tutela riguardo la salute dei suoi cittadini, l'ascolto e la solidarietà, è venuta meno la garanzia di una vita tranquilla e serena; di una vita di comunità. Il paese si è fratturato in due parti. A questo punto ci sarebbero tutti gli estremi per il fatidico "PASSO INDIETRO"

  • Piero Rizzi Bianchi

    26/03/2018

    Sì giusto, basta bugie! E attenzione, perché credo che le stesse balle dalle gambe corte potrebbero riportare, proprio per queste emissioni, ulteriori deformazioni! :-)

  • Monica Pellerano

    26/03/2018

    Non è il servizio delle Iene che avvalora o meno le voci di un popolo. Certo la tv è efficace, spettacolarizza ed enfatizza ma, il popolo parla e non credo abbia mai parlato a vanvera.Ho trascorso un breve periodo a Borgotaro, e, faccio parte di quella minoranza che non ha avvertito il problema in prima persona.

    Non per questo, ho mai sminuito o non creduto a coloro che, invece il problema lo hanno vissuto e continuano a viverlo.Mi piace, mettermi nei panni anche di chi viene accusato e passare dall’altra parte e non voglio pensare nemmeno per un momento che non ci sia stata, in passato la volontà di risolvere il problema che, evidentemente ha incrinato gli equilibri di una comunità intera.
    Qui non è questione di stare dalla parte dei vincitori o dei vinti, in mezzo ci stanno le vittime, coloro che non stanno bene e che continueranno a non stare bene, ma anche coloro che potrebbero perdere il posto del lavoro, con l’incertezza del proprio futuro e quello dei propri figli. Qui non c’è un modo di dire le cose, di dirle a metà, di non dirle proprio o di essere simpatici o antipatici se ci si espone o si delega invece di fare parlare gli altri.

    Le ripercussioni, gli screen shot perché quello ha detto quello, ma questo la pensa come me, fanno male, a chi li legge, a chi li riceve e soprattutto non sono risolutivi ma addensano quella nube che non solo avvelena ma disunisce un paese, quando invece c’è bisogno di compattezza ed unità.
    Mi imbarazza non poco esprimermi in questi termini, perché mi sembra di non avere il diritto di farlo, non vivo più il mio paese a tempo pieno ma è vero che, a tempo pieno il paese vive in me. Mi ha fatto male vedere il mio paese alle Iene, avrei voluto che venissero per sottolineare quanto di bello abbiamo attorno a noi. Mi ha fatto peggio vedere che chi dovrebbe proteggerci preferisce annusare solo gli odori che vuole sentire, terribilmente doloroso doverci identificare nel paese che non respira più.

  • Daniele Uboldi

    26/03/2018

    Certo, stride.
    Da una parte il malessere di molti cittadini, comprovato da foto eclatanti e da tredici mesi di segnalazioni agli enti preposti, dall'altra le continue rassicurazioni del Sindaco, dell'AUSL e della stessa Laminam, condensabili nel medesimo ritornello: " dai controlli effettuati, le emissioni risultano tutte nei limiti della norma" e, come chiosa finale dell'AUSL: " allo stato attuale non si evidenziano pericoli per la salute".

    Proviamo a capire un po' meglio a cosa è dovuta questa dicotomia, tra fatti reali e, sostanzialmente, la loro misura. La risposta è semplice: si sbaglia scala di misura.
    Ci sono fenomeni acuti, quasi istantanei quanto dirompenti, che durano solo pochi secondi. Il terremoto è uno dei piu' eclatanti. Se, anzichè misurare i picchi dei momenti in cui avvengono le scosse, li si calcolasse in termini di medie orarie, i picchi sparirebbero e le case che vengono giu', con la gente sotto, sarebbero solo una suggestione; così come è una suggestione la "memoria olfattiva".
    Se la percezione odorigena io la misuro, non come fa comodo, ma come è dovuto, in base alla fisiologia umana, ossia ogni cinque secondi:quanto dura il tempo di un respiro, allora le cose cambiano, di molto!
    Anzichè la linea piatta delle medie orarie, avrò, in un'ora 720 picchi possibili, registrati ogni cinque secondi ( 720 x 5 = 3600 sec.= 1 ora).
    Ecco che allora la "memoria olfattiva", la suggestione di pochi impressionabili diventa una verità rilevata e rivelata, anche strumentalmente.

    Galilei Galilei ha scritto:"misurare ciò che è misurabile, rendere misurabile ciò che non lo è". Noi misuriamo tutto: il benessere, la ricchezza, la velocità della nostra auto, il tempo, la pressione dell'aria ( anche quella contenuta nei pneumatici dell'auto). Se si misura in modo sbagliato ciò che affligge una intera popolazione, viene allora piu' di un sospetto che lo si faccia apposta, per negare l'evidenza.
    E questo è quanto.
    Dice un vecchio proverbio russo: " Quando un intero popolo sospira, si alza un forte vento". Speriamo.

  • Franz

    26/03/2018

    Sono sempre più sconcertato, politici così allineati con i poteri forti non esistevano nemmeno ai tempi del fascismo. Non c'è uno del PD locale che abbia preso posizione. Commissario subito che garantisca la salute dei cittadini.

  • Castore

    26/03/2018

    Le mucose non hanno tessera politica. si ammalano indipendentemente dalla fede di partito. chi non lo cpaisce e ne fa una battaglia politica deve dimettersi e prendere una luuunga vacanza, insieme a chi butta in atmosfera certe schifezze.

  • Monica

    26/03/2018

    "...loro non vogliono cambiare, loro" (cit)

  • Fausto

    26/03/2018

    Evito di dire quello che penso perchè altrimenti dovrei veramente consultarmi con il mio legale...

    Ma vi invito a leggere quanto riportato da una persona che stimo molto. Meditate...

    Di Riccardo Manzotti Borgotarese Doc e Scienziato ( Vero) di Fama Mondiale :

    "Come tutti ieri ho visto il mio paese alle IENE. Da filosofo, quello che mi ha colpito è un ragionamento del Sindaco: "non si può fare niente se non si trova la causa dei malesseri".
    Eh no! questo è falso, perché nelle scienze mediche la CAUSA si trova solo dopo anni di ricerche e studi molto costosi che coinvolgono migliaia di casi. Nelle scienze mediche, anche in casi importanti come fattori di rischio per malattie diffuse, ci si accontenta della CORRELAZIONE, e in questo caso mi sembra sia abbondantemente dimostrata.
    Continuare a dire che non si può fare nulla a meno che si dimostri la VERA CAUSA, mi sembra un sofisma, perché la vera causa richiederebbe soldi per ricerche e, aimé, migliaia di malati. I primi non ci sono e i secondi non li vogliamo, spero!"

  • GIAMPAOLO

    26/03/2018

    Frequento la zona da 40 anni, e quindi conosco l'ambiente. Mi sembra impossibile sentire da parte delle istituzioni, quindi il sindaco in primis, che e' stato eletto per proteggere i cittadini esprimersi con una sfacciataggine al limite della decenza.
    Come fa a nascondere il fallimento della sua politica? Concordo pienamente con chi sostiene che se va in vacanza lontano, fa solo del bene agli abitanti di Borgotaro.

  • Claudio Agazzi

    26/03/2018

    Buongiorno.

    Visto che non è una cosa da poco, visto che riguarda migliaia di cittadini, visto che la società ha una sistema di autogestione e la politica ne fa parte a piene mani mi chiedo dove sono i politici? Rossi non lo considero tale, non so cosa sia e dopo ieri sera davvero ho paura. Ma Alessandro Cardinali? Serpagli? Barilli? Non sento alta la voce neppure dell'opposizione di Borgotaro a dire il vero.

    Ma ci aggiungo anche le associazioni di categoria come i sindacati. A Borgotaro non c'è un certo Spagnoli, credo si possa nominare o rischio l'estinzione? Dove è? Non deve tutelare la salute dei suoi iscritti?

    E poi le associazioni di categoria come Ascom, Confesercenti loro non dicono nulla?

    La Confagricoltura e le altre? Tutto bene? Se va tutto bene ditelo. Abbiate il coraggio di esprimervi.

    Signori siete voi che avete deciso di mettervi a capo di organizzazioni sociali non io.

    Altrimenti passate o per lavativi o per codardi.

    Ma come vivete questa situazione? Io la vivo male e ne sono fuori quasi totalmente. Voi che avete scelto di dedicare parte importante del vostro tempo alla collettività, dove siete?

    Mah

  • Sonia

    26/03/2018

    Anch'io ho visto la trasmissione le Iene.
    Ma lei lo sente l'odore in questo momento ?
    Domanda del sindaco Rossi alla giornalista Toffa.
    Parole che si commentano da sole.
    La vera percezione del problema è tutta in quella frase infelice.

  • Davide Galli

    26/03/2018

    Il caso Laminam è nato come prassi politica dalle cave ofiolitiche con autorizzazioni scadute e che disperdevano amianto. Ma anche dal progetto eolico del Santa Donna, con le tante strane visure e passaggi di proprietà di terreni, dagli espropri o affitti con 2 pesi e 2 misure, dagli uffici tecnici che non avevano rilevato 46 errori nel progetto iniziale, dai rappresentanti politici che andavano a braccetto spudoratamente con le aziende.

    Spiace riscontrare che senza puzza o danneggiamenti diretti (l'amianto non si vede e le pale non sarebbero state visibili o quasi dal paese) i borgotaresi non abbiano capito in tempo i segni evidentissimi della direzione politica che avevano ampiamente legittimato. E che hanno rivotato. La maggioranza attuale non è lì con un golpe.
    L'atteggiamento sulla salute pubblica e sulla trasparenza politica era già chiaro e alla maggioranza delle persone stava bene così, per una miriade di incroci di interesse personali, clientelismo, favoritismi. Compresi molti che oggi protestano.

    Quindi la Laminam, se avessero voluto vederla, c'era già prima di esserci e ognuno anche col voto, ma non solo, ha contribuito alla situazione attuale.
    La vera svolta passerà dalla presa di coscienza di ogni persona. Altrimenti sarà la solita illusione collettiva. Non illudiamoci che la politica sia altro da noi: è il nostro stesso specchio.

  • Sonia Berni

    26/03/2018

    Ciò che emerge dai fatti concreti che riguardano il paese è una incompatibilità assoluta ad amministare la cosa pubblica

  • Daniele Uboldi

    26/03/2018

    Vorrei dare alcune risposte, stimolato dall'interessante dibattito.
    A Fausto dico: le correlazioni vanno dimostrate e non è facile, perchè esiste il confondimento: ovvero la possibilità che un certo fenomeno (nel nostro caso le molestie dovute agli effluenti Laminam) possa derivare anche da altre sorgenti.
    Ci sarebbe un modo empirico semplicissimo, per dimostrare ciò che è complesso per via statistica: chiudere la fabbrica a tempo indeterminato e contare quanti casi di malesseri si registrano nel periodo e fare i dovuti paragoni.
    Siccome l'art. 28, commi 6 e 7 del d.lgs. 152/06 consentono agli Enti di intervenire, sospendendo l'AIA, e fermando la fabbrica, in caso di evidenti difformità tra autorizzazioni ed effetti delle effluenze, non resta che insistere perchè questo principio di precauzione venga attuato al piu' presto.

    A Sonia, invece, vorrei dire che la sottovalutazione dei temi ambientali non è prerogativa solo di Rossi, ma un po' di tutti i sindaci della valle. Li ho visti tutti (in fotografia) con la fascia tricolore, a tagliare nastri, quando hanno inaugurato lo stabilimento. Scripta manent e le foto pure. Ma la questione non riguarda solo gli eletti, quanto e soprattutto gli elettori. Alla base di tutto ci sta l'idea di sviluppo della valle. Su questo blog mi sono preso parole da una gentile signora, per avere scritto, in tempi non sospetti, che la Valtaro non ha bisogno di ecomostri, ma ha risorse nel suo Capitale Naturale che se, ben congeniate e opportunamente valorizzate, possono generare molti posti di lavoro ecosostenibili. Ho anche ricordato che le prime cinque multinazionali al mondo non producono uno spillo!
    Dunque serve una riflessione di fondo che investa l'idea di futuro di queste valli (includo anche Valceno).
    Continuo ad asserire che se, un tempo, la distanza dai grandi centri urbani era considerata una maledizione che condannava alla miseria o all'emigrazione, oggi non è piu' così, perchè metà dei lavori possibili sono immateriali e non risentono della distanza o della collocazione geografica; in quanto viaggiano in rete. Forse che potrebbero esistere colossi come Google, Amazon se non ci fosse la rete? Allora perchè pensare che il SOLO sviluppo possibile sia quello di barattare l'ambiente e la qualità della vita per una manciata di posti di lavoro, in una fabbrica insalubre? Quindi la questione non è Rossi o non Rossi, ma è ben piu' vasta e riguarda tutti noi, il nostro modo di pensare e immaginare il futuro.

  • Davide Galli

    26/03/2018

    Sonia Berni: come ho scritto quell'incompatibilità emergeva già in modo evidente per diversi casi precedenti.
    Ma non c'era la puzza...
    Il caso Laminam purtroppo non mi stupisce e in fondo vedo andare in scena il solito copione.
    Cambiano alcuni attori della parte avversa. Ad esempio c'è chi prima sosteneva l'attuale maggioranza e ora ne combatte, anche giustamente, le scelte e gli atteggiamenti sbagliati sulla salute pubblica per Laminam.
    Ma il sindaco e la sua maggioranza si stanno comportando come sempre e prima o poi doveva succedere che una situazione fosse più percepibile come danno collettivo. E non che gli altri casi non lo fossero, ma semplicemente erano meno immediatamente tangibili.
    È quindi mancato un necessario passaggio, da parte di alcuni, in cui andava ammesso di aver precedentemente sbagliato.
    Si può anche cambiare idea, figuriamoci.
    Ma non far finta di niente. Si chiama credibilità.

  • Alvaro

    26/03/2018

    Caro Gigi grazie per aver sottolineato il problema LAMINAM...quello che trovo sconcertante è che nell'intervista la posizione del sindaco non solo non era per nulla "costruttiva"...(nel suo ruolo come minimo dovrebbe rimettere tutto in discussione e rivedere le cose ),ma addirittura negare i fatti ed i dati oggettivi e difendere la posizione LAMINAM rimandando ad altri il compito di decidere e di valutare..sono veramente senza parole!!!
    CHE FIGURACCIA !!!|!

  • Valtaro

    26/03/2018

    Caro Diego

    Per il bene dei tuoi cittadini e della tua persona non puoi e non devi continuare a ricopre l' incarico di sindaco. Sei nella peggiore situazione in cui un amministratore si possa trovare perché:
    Non c' e Nessuna certezza scentifica che le emissioni fanno male
    Ci sono i posti di lavoro da tutelare, come i tuoi cittadini
    Essendoci un grande problema come questo e non avendo le armi opportune per chiudere temporaneamente la fabbrica la cosa migliore è che tu faccia un passo indietro.
    Un in bocca lupo
    Da un bedoniese

  • Sonia Berni

    26/03/2018

    E' la mia impressione dopo aver visto il programma e letto in questi mesi articoli e social. Non essendo di Borgotaro ho fatto un commento per mezzo di riassunto sommario e senza entrare nel dettaglio. Nel caso avessi scritto qualche parola di troppo o male interpretata mi scuso.

  • Archaeopteryx

    27/03/2018

    Il servizio delle Iene, di parte, molto di parte, il vero giornalismo è tutt'altro (Indro Montanelli docet), ora però occorre aver coraggio, non uno ma tre (cento) passi indietro, non sono chimico, ne tanto meno ingegnere e non mi spaccio per scienziato, una persona come tante, che si è fatta una opinione; Serve una svolta, si abbia il coraggio di chiudere questo triste libro dove nessuno, aimè sarà vincitore, per il semplice fatto che siamo stati usati e messi gli uni contro gli altri, fratelli contro fratelli, amici contro amici, alziamo la testa e con orgoglio diciamo basta alla logica del profitto a tutti i costi.
    "Se vuoi costruire una nave, non devi dividere il lavoro, dare ordini e convincere gli uomini a raccogliere la legna. Devi insegnargli, invece, a sognare il mare aperto e sconfinato".
    Antoine De Saint Exupery, scrittore e pilota.

  • Remo Ponzini

    27/03/2018

    Anche se non sono direttamente interessato ho cercato di calarmi nei panni di chi ci abita. Si tratta, pur sempre, del capoluogo della Alta Val Taro e quindi anche i comuni che ne fanno parte non possono sottacere e girare la testa altrove.

    E' una problematica spinosa, ostica e molto ardua per la sua complessità. Non dimentichiamoci che questa vicenda coinvolge anche la vita di circa 80 dipendenti e delle rispettive famiglie.

    Mi sono posto una semplice domanda al pari di tutti voi.
    E' giusto che una intera popolazione debba respirare aria infetta (credo che non ci siano più dubbi su ciò) per salvaguardare i posti di lavoro citati ?

    NO. Tutti hanno diritto di respirare pulito; anche gli stessi dipendenti. NON si può barattare questo bene che mamma natura ci ha donato. NON si possono subire ricatti di questo genere. Se l'azienda coinvolta non è in grado, anche con investimenti importanti, di ovviare a questi inquinamenti, mi sembra, dolorosamente giusto, che chiuda o che cambi produzione senza arrecare danni.

  • Mente Semplice

    27/03/2018

    Riassunto delle puntate precedenti: Laminam: "noi siamo in regola, fino a prova contraria"; il Sindaco: "siamo sul pezzo da mesi, ma nessuno, tra quelli che hanno titolo, mi dice che c'è del pericolo; solo puzza; anzi, in questo senso ci sono dei miglioramenti"; AUSL e ARPAE: "abbiamo capito che c'è qualcosa che non va, stiamo lavorando per voi, ma intanto non troviamo nulla di fuori norma; acroleina: la Regione, con le sue norme, non ritiene che sia da misurare". Tanta gente di Borgotaro, tante mamme, il comitato (1000 persone), l'associazione, l'opposizione: "stiamo male, sentiamo puzza, siamo molto preoccupati, abbiamo dei danni; passano i mesi e nulla cambia, solo parole". Soluzione possibile, immediata, ragionevole, scientifica secondo il semplicissimo "criterio ex juvantibus - ex adiuvantibus": si ferma la fabbrica per un periodo significativo, in questo periodo di fermo si raccolgono i dati sulle variazioni dello stato effettivo del disagio della popolazione, in modo accurato. Alla fine del periodo si avrà un'idea più concreta tra causa ipotizzata dei malesseri lamentati (Laminam) ed effetti del disagio sulla popolazione. Possibili controindicazioni al metodo: il costo del fermo produzione. Possibili soluzioni: si quantifica pubblicamente il costo industriale del fermo (non il prezzo di vendita, in quanto prevedibile il fermo produzione e quindi senza danno di mercato), il comune di Borgotaro/la Regione/le istituzioni che non sanno dare una risposta al problema pagano alla Laminam il mancato valore della produzione, per il solo periodo di fermo; Laminam, come azione pubblicitaria, come impegno sociale, anche per cercare di rappacificarsi con il territorio, per mettere a tacere definitivamente tutte le forme di protesta nei suoi confronti, per aiutare a comprendere le cause del problema, potrebbe sostenere l'onere, tutto o in parte, della mancata produzione concordata; come atto di dialogo con il territorio, basato su fatti concreti e non su parole o intenzioni.
    Diversamente, ho paura che saranno solo carte bollate su carte bollate...

  • Fausto

    27/03/2018

    Credo che sia importante sapere che esistono delle Leggi e tali leggi possono essere applicate a discrezione della Pubblica Amministrazione che sono a tutela dell'interesse pubblico. Quindi se è vero che decorsi i termini di impugnazione di una autorizzazione quella diventa "Blindata" è altrettanto vero che una Pubblica Amministrazione può sempre procedere in regime di autotutela.

    Cito di seguito alcuni passaggi in merito alla normativa che potrebbe essere applicata nel caso specifico.

    Scrivo potrebbe utilizzando il condizionale perchè il procedere in tal senso ha solo ed esclusivamente una scelta di natura Politica, così pure la stessa responsabilità.

    La normativa è chiara ed adeguata quindi se non si procede in tal senso è per una lampante volontà politica.

    Non andiamo a cercare altri tipi di via di uscita, se la Regione (a maggioranza PD) vuole ha lo strumento normativo per intervenire.

    SE NON LO FA E' PERCHE' NON VUOLE. PUNTO.


    3. Le modifiche alla legge 7 agosto 1990 n. 241

    ... per cui deve pacificamente ritenersi che l’amministrazione possa legittimamente revocare un proprio precedente atto, tutte le volte in cui ricorrano, in un momento successivo all’adozione dello stesso, motivi di
    pubblico interesse.

    Il recente intervento normativo ha invece modificato l’altro presupposto, ossia quello relativo al mutamento della situazione di fatto. Rispetto a tale elemento, la norma ha limitato la portata di fatti e circostanze sopravvenute, come presupposto logico- giuridico della revoca. Infatti se precedentemente doveva considerarsi ammissibile la revoca a fronte del mutamento della situazione di fatto tout court, ora è ammessa solo nel caso in cui tale mutamento non sia da considerarsi come prevedibile già al momento dell’adozione dell’atto da sottoporre a
    revisione.

  • Daniele Uboldi

    28/03/2018

    Mi permetto di dissentire, rispetto alla proposta avanzata da Mente Semplice.
    Negli anni '50, un economista di nome Arthur Cecil Pigou pensò ad una tassa, al tempo irrisa da tutti i colleghi che, anni piu' tardi, costituirà il pensiero fondante del Protocollo di Kyoto e che si può semplificare con l'espressione: "chi inquina paga". Il ragionamento di Pigou è semplice: l'azienda che non si cura delle proprie emissioni, o lo fa in modo insufficiente, pone a carico di terzi non coinvolti nel processo di produzione costi impropri, definiti come "esternalità". Dunque, se all'inquinatore si fa pagare una tassa pari o superiore ai costi che lo stesso dovrebbe affrontare, qualora decidesse di non inquinare, ciò vanificherebbe il vantaggio di inquinare e, cosa non trascurabile, correggerebbe uno vantaggio sleale verso i concorrenti, che adottano comportamenti virtuosi. Da qui la "tassa pigouviana" che qualche governo ha anche provato ad applicare.I detrattori di Pigou, hanno provato a sollevare la questione, anche in senso contrario, ponendosi la seguente domanda: " quant'è la misura del danno arrecato ai terzi non coinvolti nel processo?" Gli stessi si sono risposti, con la seguente definizione: "il danno arrecato è pari alla somma che collettivamente i terzi danneggiati sono disponibili a esborsare per mandare via colui che produce il danno". Posta la questione in questi termini, non resta che chiedersi quanto i cittadini di Borgotaro sarebbero disposti a pagare per chiudere posisitivamente questa vicenda. La cosa non deve stupire. Ci sono illustri precedenti. E' accaduto in rispettabili quartieri dei bianchi, nel profondo sud degli USA che, avendo dei neri comperato casa nel quartiere, venisse loro proposto di ricomprare la loro casa, pur di levarseli dai piedi.
    Ma, nel caso di cui parliamo, per fortuna ci sono leggi che, se applicate mettono in gioco la forza dello Stato e non costringono i cittadini ad agire in proprio, per fare valere i loro diritti.
    L'art. 28, commi 6 e 7 del d.lgs. 152/06 dice chiaramente che l'AIA, una volta rilasciata, deve essere corrisposta. Qualora, per diversi ordini di ragioni, non venisse ottemperata ( anche per sopraggiunte difficoltà oggettive), gli Enti preposti possono anche SOSPENDERLA; in attesa che vengano apportate le necessarie azioni correttive. In assenza delle quali, la sospensione si trasformerebbe in revoca. Dunque non serve indennizzare niente e nessuno: basta fare valere le leggi di autotutela, basate sul principio di precauzione.
    Questo è quanto può essere fatto e, a mio avviso, va fatto.
    Rimane il fatto che, per ricorrere all'art. 28, devono sussistere validi motivi. Forse che le centinaia di segnalazioni e le molte decine di casi sanitari non siano sufficienti a fare scattare provvedimenti cautelativi?

  • Archaeopteryx

    28/03/2018

    Normativa dei limiti delle emissioni in atmosfera.
    Sentenza Corte di Cassazione n. 14467/2017
    I Giudici del Palazzaccio hanno quindi rimarcato che, come precisato più volte dalla giurisprudenza, la contravvenzione prevista dall’art. 674 c.p. “è configurabile anche nel caso di ‘molestie olfattive’ a prescindere dal soggetto emittente con la specificazione che quando non esiste una predeterminazione normativa dei limiti delle emissioni, si deve avere riguardo, al criterio della normale tollerabilità di cui all’art. 844 c.c.”.
    Però ...

  • Mente Semplice

    28/03/2018

    Grazie per i vostri pensieri, condivisibili al 100%: però, permettetemi di dirlo senza offesa, nella sola teoria. In pratica, come appare evidente, siamo in un stato di grave emergenza e di "impasse". Forse anche voluto da chi ha poco interesse ad arrivare alla reale comprensione dei problemi.

    Se aspettiamo che la macchina lenta e complessa della Giustizia italiana, con leggi, leggine, norme, pareri e contropareri, con una selva di legali a difesa delle parti pronti a tutto, ci dia una mano nel breve, penso che rimarremo delusi. Occorre agire presto e bene, con azioni concrete e ben comprensibili a tutti, anche provocatorie, nell'interesse primario di valori come la salute e il benessere fisico e interiore delle persone. Bisogna mettere con le spalle al muro, con soluzioni ineccepibili, chi si trincera dietro alle possibili pieghe dialettiche e interpretative delle norme.

    Il fattore tempo è e resta secondo me determinante: penso che ogni possibile soluzione debba essere messa in campo con molta tempestività. Dopo, ci sarà anche il tempo per applicare tutte le possibili forme di pensiero teorico. Ma solo se ci sarà un dopo: le vicende legate all''Ilva o all'Eternit, per fare due esempi su migliaia, dovrebbero farci riflettere su come evolvono le cause ambietali.

  • Castore

    28/03/2018

    E' notizia recente che alcuni genitori ieri hanno chiesto al provveditore di spostare fisicamente alcune classi delle medie. già questo è grottesco, ma la risposta del provveditore è stata che quello è compito del comune.

  • Giovanni Costella

    28/03/2018

    QUALCHE RINGRAZIAMENTO

    Grazie al Sindaco Dott. Diego Rossi per averci fatto capire che a Borgo val di Taro non ci sono problemi di inquinamento e che i sintomi e i disturbi avvertiti da una piccolissima parte di cittadini e di bambini sono molto probabilmente da riferirsi ad allergie indefinite.
    Grazie al vice Sindaco Matteo Daffada' per non aver mai proferito verbo in questa vicenda.
    Grazie al responsabile AUSL Dott. Veterinario Gianluca Pirondi che ci rassicura che non ci sono problemi sanitari.
    Grazie ai dirigenti ARPAE che ci hanno delucidato che l'ACROLEINA non può essere ricercata causa direttive della Regione Emilia Romagna che prevedono l'utilizzo di un test EPATO11A che la stessa ditta produttrice afferma non essere idoneo alla ricerca dell'ACROLEINA stessa.
    Grazie inoltre per averci informato che i valori delle emissioni sono tutti entro i limiti di legge, pur essendo stati verificati (non per causa loro) in occasione di attivita' non in pieno regime nemmeno della prima fase.

    Dott. Giovanni Costella

  • Remo Ponzini

    29/03/2018

    Volete sapere cosa è l' ACROLEINA ? Una risposta esauriente dell'Enciclopedia TRECCANI:

    http://www.treccani.it/enciclopedia/acroleina_%28Enciclopedia-Italiana%29/

    PERCHE' ALLORA NON SI POSSONO ESAMINARE I DANNI DI QUESTA SOSTANZA SU DISPOSIZIONE DELLA REGIONE ??? INCOMPRENSIBILE e DELINQUENZIALE !!!

  • Anna

    29/03/2018

    Come mamma di due bimbi piccoli un anno e mezzo fa riguardo la questione Laminam ero confusa: "come mai l'aria é spesso, per non dire sempre, irrespirabile e quando arrivo a casa la sera da lavorare (Bedonia) arrivata all'altezza della ex Cementi Rossi si vede una nuvola viola,o blu a seconda dei giorni, avvolgere il Borgo? E come mai sempre alla sera la mia voce diventa tanto roca fino a volte a sparire quasi del tutto?". In poco tempo grazie al Comitato Aria del Borgo e a chi si impegna concretamente a difendere la nostra bella Valle, ho avute le risposte che mai avrei voluto conoscere. E la mia confusione é divenuta triste e ansiogena consapevolezza.

    Poi a Gennaio 2018 leggo i titoloni rassicuranti sulla Gazzetta di Parma: "situazione nettamente migliorata: l'aria di Borgotaro è buona!". E allora mi chiedo come mai mentre leggo queste dichiarazioni di arpae ausl e sindaco, mia figlia di 5 anni ha croste e forti bruciori al naso, come mai io ho ho avuto dopo un mese croste e sanguinamento dal naso, come mai pochi giorni fa ho avuto di nuovo un fortissimo bruciore al naso e prurito insopportabile in faccia...quella che prima era confusione, poi divenuta triste consapevolezza, ora é PAURA. PAURA che se nulla cambia i miei figli e la mia famiglia non avrà un futuro qui a casa nostra. PAURA che se decidiamo di non scappare, come purtroppo hanno già dovuto fare molti, la nostra salute ne risentirà ancora più gravemente. PAURA che il nostro Paese comunque a livello umano non sarà mai più lo stesso.

  • Mente Semplice

    29/03/2018

    Scusate, alcune domande semplici, sempre sulla vicenda Laminam. Magari qualcuno che legge mi può dare una mano? Ho dei buchi di memoria, oppure mi sono perso dei pezzi.

    1. I sindacati di Borgotaro, in tutta questa vicenda, che posizione ufficiale hanno? Io non ho ancora sentito nulla: eppure a volte per molto meno, di solito parlano parecchio. Nessun convegno in comunità montana in vista?

    2. I dipendenti Laminam, come è il loro stato di salute? Visto che ci sono bambini che fuori fabbrica stanno male, per loro che sono dentro, è previsto un monitoraggio sanitario accurato e scientifico? Immagino di si, con il loro medico competente; e lui, cosa dice, nel complesso della vicenda?

    3. Il parroco di Borgotaro,si è espresso in qualche modo sulla vicenda delle emissioni e dei disagi alla popolazione? Ci sono state sollecitazioni dei parrocchiani sulla vicenda, soprattutto in relazione alle preoccupazioni sulla salute dei bambini che vanno all'asilo parrocchiale?

    4. E' vero che un grande capannone industriale, che produceva materie plastiche a Borgotaro, è stato venduto di recente all'asta? E' vero che, vista la destinazione d'uso industriale chimica, è stato acquistato da un'impresa di costruzioni con lo scopo di trattare anche rifiuti inerti ceramici e scarti di lavorazione provenienti da Sassuolo? Laminam usa scarti di lavorazione e rifiuti inerti ceramici nella sua produzione di Borgotaro?

    Qualcuno mi aiuta? Grazie anticipatamente.

  • Anna

    29/03/2018

    Le domande senza risposta cominciano ed essere troppe...ma non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire! E aggiungerei anche che non c'è peggior cieco di chi non vuol vedere...

    P.S. concordo col dott. Uboldi, credo che la nostra bella Valle potrebbe creare più posti di lavoro e più attrattiva cercando di valorizzare l'ambiente naturale piuttosto che stravolgerlo. Progresso e benessere non equivalgono per forza di cose a "INDUSTRIALIZZAZIONE SELVAGGIA", anzi direi che chi dalle città ha avuto il coraggio e la lungimiranza di investire nel nostro territorio recuperando la nostra tradizione agricola e biologica offrendo ospitalità a chi desidera rigenerarsi a contatto con la natura, ora purtroppo é rimasto con in mano un pugno di mosche e forse anche qualche debito. NON SI PUO' CREARE LAVORO A DANNO DEL LAVORO DI ALTRI!!!! Conosco ragazzi del posto che si sono rimboccati le mani per continuare la vita contadina dei nonni, e ragazzi che con grande coraggio e passione sono partiti da zero in questo mondo agricolo sicuramente molto faticoso, facendo una ben precisa SCELTA di vita. Perché nella vita si può e a volte si DEVE scegliere.

    Eccoci quindi altre domande che si aggiungono alla lista:

    quante piccole stalle e aziende agricole sono morte nella valle perché molti dei "nostri" non ritiene sia un VERO LAVORO mungere le mucche, coltivare la terra, fare la legna nei boschi? O forse spaventa dover sporcarsi e sudare? Quante altre attività alternative potevano e potrebbero dare lavoro a quelle famiglie che ora dipendono dalla Laminam?

  • Federico

    29/03/2018

    Dopo aver letto i numerosi interventi qui sopra (e anche quelli pubblicati nei mesi scorsi), la domanda nasce spontanea: perché non è ancora avvenuta una manifestazione di protesta dei cittadini di Borgotaro fuori dallo stabilimento Laminam?
    La salute è un diritto di tutti, e come tale va tutelata sempre e comunque.

  • Laura Bersellini

    29/03/2018

    In questi ultimi due anni i miei "borgotaresi" hanno avuto davvero così tanta pazienza e tolleranza.
    Quella valle così tanto amata da chi aveva bisogno di respirare aria pulita (un mix perfetto fra montagna e aria marina) gente accogliente e buon cibo , anche il fungo pregiato "Fungo di Borgotaro " IGP - Indicazione Geografica ... P dovrebbe stare per Protetta, giusto?

    L'anno scorso è stato chiuso pure il PUNTO NASCITE dell'ospedale di Borgotaro, così le mamme di tutti i comuni sono COSTRETTE a partorire in ALTRI ospedali... il più vicino ? A Parma, circa 70 km (un'ora di viaggio - autostrada della Cisa ... avete presente, no??) .

    Che sia un CASO??

    A volte non è necessario 20 o 30 anni per vedere le conseguenze, quindi... non monitoriamole, così almeno nessuno se ne accorge.

    Sono una ex- cittadina di Borgo Val di Taro, ho avuto la residenza per più di 30 anni, ci torno ogni anno con i miei bambini anche per far loro respirare aria buona.
    Oltre al mio sostegno morale, ditemi in che modo posso essere d'aiuto e lo farò.

  • Tranquillo

    29/03/2018

    L'aria è pesante in tutti i sensi. persone che non salutano altre persone, informatori che dicono chi è pro, chi è contro, sputtanamenti incrociati, spionaggi e controspionaggi, ritorsioni e ripicche. questo clima d'odio e sospetto è ancora peggio di quell'odoraccio. perchè l'odore passa (speriamo), le divisioni purtroppo rimarranno. troppo facile dare la colpa al sindaco e basta, il cerchio è molto più largo. sarebbe bello trovare il modo per uscirne bene da questa storia, salvando capra e cavoli, arrivando a eliminare odori e sostanze nocive ma continuando la produzione. sarebbe bello arrivare al ...e vissero felici e contenti.
    ecco la mia domanda... esiste un modo per uscirne tutti vincitori?

  • Daniele Uboldi

    29/03/2018

    Leggo tante domande; ad alcune delle quali vorrei tentare di dare delle risposte.
    Remo solleva il problema del controllo dell'acroleina.
    I protocolli di monitoraggio dell'aria, e parlo in generale, non nel caso specifico di un luogo con un preciso problema, come può essere Borgotaro con Laminam, prevede che vengano monitorati: PM10, PM2.5, SO2, NOx, CO, Benzene, e Ozono. Quindi, un conto sono i controlli eseguiti in continuo dalle centraline disposte sul territorio della Provincia ( di cui nessuna presente in Valtaro e Valceno, per cui si usano modelli matematici per l'interpolazione dei dati); un'altro i controlli specifici al camino e presso i recettori, per la vicenda specifica Laminam. Dunque, quando si dice che il controllo dell'acroleina non è previsto, si intende che non è previsto nei controlli di routine per la qualità dell'aria. Mentre invece l'acroleina, come le aldeidi in generale, sono rilevate a camino. Il problema che si pone è dell'affidabilità del metodo utilizzato (campionatori passivi, tipo Radiello),piuttosto che altri metodi in continuo. La polemica, sollevata da un chimico, sta nel fatto che i campionatori passivi fanno fatica a rilevare l'acroleina e, quando la rilevano, hanno un range di tolleranza molto ampio; per cui la misura non è molto affidabile, in quanto ad accuratezza. Ragione per la quale la Conferenza dei Servizi ha chiesto a Laminam di predisporre un monitoraggio in continuo. Ciò si rende necessario anche per altri aspetti tecnici che sarebbe lungo spiegare in questa sede. Dunque la vicenda è in itinere. Resta il fatto che, se ci fosse stata piu' accuratezza, alla decisione del monitoraggio in continuo si poteva arrivare molti mesi fa; risparmiando alla gente di Borgotaro, mesi di molestie odorigene e problemi sanitari.

    Mente Semplice chiede dei sindacati, del Parroco, dei controlli sanitari ai dipendenti. Beh, i sindacati hanno brillato per il silenzio assordante attorno ai temi ambientali. La loro prima e, a quanto pare, unica preoccupazione, è quella di salvaguardare i livelli occupazionali; ovviamente dei loro associati. Fanno il loro mestiere. Tuttavia trascurano che si sono anche altri lavoratori, magari autonomi, e tanti cittadini che, dal peggioramento della qualità dell'aria hanno avuto un danno. Penso agli agriturismi ai B&B, ai piccoli produttori del biologico, al mercato della compravendita immobiliare. Anche costoro sono lavoratori. Anche chi ha una casa che ora si vede deprezzata ha messo sudor di fronte per poterla avere, ed ora fa fatica a venderla o deve venderla sottocosto. Quanto al Parroco, non si può dire che sia stato molto presente in questa vicenda; anzi: si è tenuto a debita distanza. Tuttavia, un certo contributo alla causa ambientale e alla salute dei cittadini pensiamo di riceverlo prossimamente, mediante una presa di posizione tramite il bollettino parrocchiale.

    A Federico dico che, il 21 di Aprile è prevista una grande manifestazione, per la quale dobbiamo impegnarci tutti, per garantire la massima partecipazione.
    L'opinione generale è che, dopo un anno di lotte e di iniziative faticose e difficili, qualcosa si stia sbloccando; anche grazie, bisogna dirlo, al voto elettorale che ha indotto le forze politiche a guardare con altri occhi alla vicenda di Borgotaro. Su questo non dico altro, perchè ciascuno è in grado di fare le sue valutazioni.

    A Tranquillo dico che "uscirne tutti vincitori" sarebbe una contraddizione in termini, perchè, in questa partita ci sono dei responsabili e delle vittime. I primi devono pagare dazio per le loro colpe. I secondi devono ottenere giustizia.Mi sembra il minimo.Mentre tutti, ma proprio tutti, abbiamo il dovere di interrogarci su questa vicenda e comprendere come la Valtaro di tutto ha bisogno, tranne che di fabbriche insalubri.


  • Laura

    30/03/2018

    Una volta nei paesini come Borgotaro, le figure più autorevoli erano i dottori. C'era il dott. Grossi, una garanzia, ancora oggi chi non ci salta fuori con altri medici si sente consigliare "vai da Grossi". C'era il dottor Costella, dentista, anche se si andava a Parma "da quello bravo che ti metteva solo l'apparecchio" il dentista di pianura se gli dicevi che eri di Borgotaro ti consigliava di andare da lui per qualsiasi altro problema al di fuori dell'apparecchio che ti metteva. C'è il dottor Bernardi, otorinolaringoiatra, di cui nessuno possa mettere in dubbio la professionalità.
    Tre medici che si dichiarano seriamente preoccupati per la salute degli abitanti del loro paese,che si sono esposti in prima persona non di certo per ottenere visibilità perché' non ne hanno bisogno.
    Poi ci sono un bancario, un veterinario e un ingegnere direttore di stabilimento che dicono che e' tutto nella norma, che l'aria e' pulita, che la gente che sta male e' in preda a psicosi olfattiva.
    Ultimo capitolo la questione arriva al consiglio regionale che stanzia 400mila euro di soldi pubblici per cercare cosa se va tutto bene?
    Io, onestamente, preferisco ancora credere ai Dottori ❤️

  • L'ape maia

    30/03/2018

    Ho letto le sagge parole del dott. Costella. Tra gli attori di questa triste vicenda è molto evidente il silenzio del vice - sindaco Matteo Daffada'. Perchè tace e non si espone ? Non è sempre stato il paladino di tutti gli sponsor - basket - fiere - calcio - E perchè non sostiene il coraggio del sindaco Diego Rossi e il suo ruolo ? Perchè a ogni incontrio pubblico rimane ai margini e si defila dalla porta secondaria ? Un silenzio che può tornare utile ? Ma quando ?

  • Mente Semplice

    30/03/2018

    Scusate, altro dubbio: ma siamo proprio sicuri che OGGI (marzo 2018) la Regione possa TECNICAMENTE assicurare al 100% di poter spendere IMPROVVISAMENTE 400.000 euro PUBBLICI? Oltretutto per delle difficoltà probabilmente prodotte da azioni private, che quindi in linea teorica possono essere sospese con semplici atti amministrativi, e non per cause di forza maggiore imprevedibili, come nel caso di eventi eccezionali come i terremoti o le frane? Mi risulta che ci dovrebbe essere un iter tecnico e burocratico ben specifico, avvalorato da documenti e progetti firmati da funzionari regionali (mi domando anche chi si prenderebbe una simile responsabilità?), con un necessario assestamento del bilancio in corso già ben consolidato, variazioni importanti di impegni di spesa (tagli!), da attivare a novembre 2018 e che prima di agosto 2018, come prassi, risulta molto difficile da definire nei numeri. MI BALLA UN OCCHIO, come direbbe mio nonno, PARLIAMO DI MEZZO MILIONE DI EURO, senza copertura preventiva e senza fondi specifici strutturali. Quindi? Cardinali Alessandro, cosa ci dirà ancora a tal proposito? Altre promesse da marinai, come per il punto nascite che non si sarebbe mai e poi mai chiuso?

  • Daniele Uboldi

    31/03/2018

    Buongiorno, Mente Semplice (chissà perchè, pensando a Lei, mi viene in mente la Finta Semplice di Mozart :-) ).
    Tecnicamente parlando, la possibilità di stanziare fondi di un ente pubblico è dovuta alle variazioni di bilancio. In pratica si trasferiscono fondi da un capitolo di spesa ad un altro. La Gazzolo, al Tavolo Tecnico, ha motivato la cosa dicendo che il suo assessorato ha fatto delle economie. Nel senso che, soldi impegnati per uno scopo non sono stati effettivamente spesi; per cui, tornando in economia, possono essere reimputati ad un altro capitolo. Sin qui nulla di anomalo. Negli anni in cui sono stato pubblico amministratore, mi sono sempre opposto alle variazioni di bilancio "facili". Perchè, seppure la legge prevede questo artificio contabile, dal punto di vista delle buone pratiche di governo, significa redarre i bilanci di previsione a casaccio, tanto poi, i soldi li si sposta dove si vuole. In questo modo manca la programmazione ed un preciso progetto di governo.

    Quanto alla sostanza del provvedimento, credo sia bene fare due osservazioni.

    La prima: sarebbe indecente ed eticamente insostenibile utilizzare soldi pubblici per fare controlli che spetterebbero agli interessati, come atti dovuti per tranquillizzare l'opinione pubblica, circa la non pericolosità delle proprie emissioni.Quindi, se spesa pubblica deve essere, che torni indietro addebitando all'interessato tutti gli oneri, sotto forma di cartella erariale.

    La seconda: i 400.000 euro possono essere anche considerati come un investimento positivo, se questi soldi vengono utilizzati in Valtaro, per installare una rete di monitoraggio, ora inesistente. Una rete in grado di erogare servizi utili anche all'economia "green": quella che vive di aria buona e salubrità della matrice ambientale. Penso al fungo porcino, piuttosto che al mercato immobiliare, o agli agriturismi.
    Siamo stati noi, come Comitato Aria del Borgo, in tempi non sospetti ( esattamente un anno fa) a chiedere che venisse implementato un osservatorio, con fondi pubblici, ma con la prospettiva che la struttura scientifica messa in piedi, nel volgere di pochi anni, si rendesse economicamente autonoma e fosse in grado di operare in economia di mercato (analisi ed informazioni per gli enti pubblici e privati)Qui la nostra proposta: https://www.youtube.com/watch?v=iECn-2j-Whg
    Cordialmente, D.U.

  • Mente Semplice

    31/03/2018

    Buongiono Daniele, appena letto, ho pensato subito la stessa cosa di Lei... ma che coincidenza! :-) Grazie per la risposta: però i dubbi mi restano e i tempi sono sospetti. In una giunta regionale, per 400.000 Euro fuori bilancio, ad un anno dalle elezioni, ci si scanna di brutto: vogliono dire 100 interventi "a pioggia" da 4.000 Euro. Sono migliaia di voti di vari clientes bisognosi di aiuto, con cui fare una bella foto pre-elezioni, con taglio di nastro. Allora, l'unica giustificazione di questa fretta (la salute che sta improvvisamente a cuore non convince molto, ci avrebbero dovuto pensare un po' prima) potrebbe essere l'incubo "acroleina" per gli enti pubblici: se venisse controllata (cosa che oggi sembra non essere fatta) e dovesse risultare pericolosa per le quantità immesse in atmosfera, a livello regionale potrebbe far saltare l'intero comparto ceramico. Considerando che Laminam si definisce una delle aziende "più virtuose", unica per i filtraggi a carboni attivi, sarebbe una cataclisma per le altre 200 aziende regionali. Più che ad un filtro forse si pensa ad un tappo (sulla bocca)?

  • Carola Costella

    31/03/2018

    EPA TO 11A E' UN CAMPIONAMENTO ATTIVO NON PASSIVO... SEMPLICEMENTE INAPPLICABILE PER ACROLEINA. I RADIELLO LI HANNO USATI PRESSO I RICETTORI E ARPAE HA PROVATO A DIRE CHE SE NON SI VEDEVA CON QUELLI NON NE USCIVA dal Camino... peccato che con i Radiello non han mai visto neppure formaldeide (che ne han dimostrato uscire eccome)... anzi l'han trovata solo una volta... a ditta FERMA!!!... NO COMMENT.

    I RADIELLO NON SONO ACCREDITABILI ALL'ANALISI DELL'ACROLEINA MA SONO SOLO CERTIFICATI DALLA DITTA CHE LI VENDE. NON SONO PERTANTO IDONEI A VALUTARE I LIVELLI DI ACROLEINA IN TERMINI DI ESPOSIZIONE CRONICA NE TANTOMENO DI ESPOSIZIONE A BREVE TERMINE DURANTE EVENTI ODORIGENI, DANDO SOLO LA MEDIA SETTIMANALE... POI CHE TROVINO LE ALDEIDI SOLO A DITTA FERMA FA RIDERE DATO CHE IL PARAMETRO E' CRITICO E ININFLUENZATO DAI FILTRI C.ATTIVI.

    Chi ci dice che EPA TO 11A 1999, ultima versione ESISTENTE, NON E' APPLICABILE E' L'EPA STESSA, OVVERO L'ENTE PROTEZIONE AMBIENTE AMERICANO, NEL 2000 IN ADDENDUM UFFICIALE E CI SONO VENT'ANNI DI LETTERATURA... CE LO DICE IL FATTO CHE LA TROVANO SEMPRE A ZERO O IRRILEVANTE A CAMINO, DOVENDOSELA ASPETTARE... E CIO' CI VIENE SOLAMENTE SEGNALATO DA "LE MADRI DELL'INTUIZIONE".

  • Luciana Bertorelli

    04/04/2018

    Carissimo Gigi
    quando ci sono questi gravi problemi bisogna avere il coraggio di tirarli fuori e mettere i responsabili con le spalle al muro.
    Perchè ci sono sempre dei responsabili: al giorno d'oggi, con la comunicazione capillare che esiste, non si può dire non sapevo, la responsabilità non era mia ecc. Chi occupa un posto di comando deve mettersi in testa che ha la grave responsabilità di tutelare i propri concittadini e deve fare tutto il possibile per risolvere il caso.
    Apprezzo il tuo coraggio e la tenacia con cui porti avanti questo caso!

 

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