Quando leggo certe notizie, come ad esempio questa: “La RAI ha deciso di chiudere la trasmissione Passepartout”, mi sale la rabbia e viene da chiedermi “Ma cosa pago il canone da fare?”.
Eliminare dai palinsesti un programma come quello ideato e condotto dallo storico dell’arte Philippe Daverio, per di più dopo dieci anni di onorata carriera, è senza mezza termini una scelta scellerata, insensata, anti culturale.
Tra le righe dell’annuncio della nostra “televisione di stato”, si legge: “Bisogna contenere i costi, questa era una produzione esterna”… stramaledetti, con tutto quello che “spendono e spandano”.
Il pensiero di non guardarmi più la puntata della domenica dopo pranzo mi renderà senz’altro più ardua la digestione, quelle che Daverio ci dava erano pillole del buon umore, tanto da “pettinarci lo stomaco”. Era praticamente l’unica trasmissione di cultura ragionata, intelligente e creativa.
Mi mancherai Monsieur Philippe, uomo d’arte più d’ogni altro, sì, mi mancheranno i tuoi aggettivi beffardi, le tue inquadrature da acuto osservatore, i tuoi commenti “elementari” ma estremamente efficaci. Non solo, mi mancherà anche il tuo savoir faire, il tuo immancabile papillon da dandy, la tua travolgente passione per l’arte.
Mi rendo conto che sto scrivendo come se fossi passato a vita migliore, televisivamente parlando, ma dentro di me ho sempre viva la speranza del ripensamento, alla nostra considerazione di telespettatori paganti, ma che alla fine valgono meno di nulla. Questa è la vita, la triste realtà italiana? Mà...