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SvizzeraAgosto 2006“Una croce bianca in campo rosso è la sua fotografia…” è ispirandomi a De Gregori che ha inizio questo viaggio in Svizzera. Prima di tutto una verità: sono partito prevenuto sugli svizzeri, ho dovuto ricredermi. A dire il vero ne ho visitato solamente una piccola parte, due Cantoni, Ticino e Grigioni, ma questa breve esperienza è stata più che positiva. Ci sono due tipi di Svizzera: quella immaginaria e quella reale. In quella che immaginiamo, quella dei luoghi comuni, tutti i negozi dovrebbero vendere barrette di cioccolato; le banche occupare tutti i palazzi dei centri storici; il tempo essere scandito esclusivamente da lancette di fabbricazione elvetica; gli angoli delle piazze presidiati dalle gloriose “guardie”; i paesi abitati solamente da produttori di formaggio; tutte le persone sarebbero tenute a portare in tasca il famoso coltellino “mille usi”; i mezzi pubblici “spaccherebbero” sempre il secondo con la loro puntualità; oppure un luogo dove non esistono città, ma solo verdi pascoli e con le mucche al posto delle auto… Nella Svizzera reale, perlomeno nelle zone che ho visitato, le città brillano effettivamente di funzionalità, efficienza, splendore e pulizia, ho notato che c’è persino la raccolta differenziata del vetro per colore, ma anche il più piccolo centro abitato trasmette un senso di perfetta organizzazione, dove nulla è lasciato al caso. Nelle zone montane gli scenari sono poi impressionanti… laghi, pascoli, castelli e paesini sembrano effettivamente “rubati” ad un quadro ad olio, luoghi ideali per ambientarci una qualsiasi favola. Ora sono costretto ad appellarmi alla “Convenzione di Ginevra” e alla “Croce Rossa” per dissentire sul sistema politico/amministrativo/culturale svizzero. Quanto appena detto non basta a distogliermi dalla profonda convinzione negativa che ho sulla loro posizione di “neutralità” e “chiusura”, troppo facile tapparsi le orecchie e chiudere gli occhi; ribadire che la Svizzera con il resto del mondo non c’entra; voler essere iper-riservati solo per non intaccare il collaudato sistema finanziario e comportarsi sempre e solamente da primi della classe… Ciò nonostante, quello che più importa, è che in questi giorni ho incontrato persone cordiali e gentili ed anche se non mi sono imbattuto nei “Maîtres Chocolatiers”, nel caro signor Patek Philippe o nella spettabilissima Banca del Ticino ho trascorso ugualmente una bella vacanza. |
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