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  • NEMA PROBLEMA

    Il 20 maggio è stato proiettato al Cinema Cristallo di Borgotaro, in contemporanea nazionale, il film "NEMA PROBLEMA" diretto dal parmigiano Giancarlo Bocchi e sceneggiato dal bedoniese Arturo Curà.
    La proiezione è stata anticipata da un piccolo dibattito da parte dell’Assessore alla Cultura del Comune di Borgotaro Ernesto Ferri, dal regista e dallo sceneggiatore; parole utili per comprendere un film, una guerra, la storia.
    Allo spettacolo cinematografico erano presenti una sessantina di persone, tra cui alcuni giornalisti che hanno avuto modo d’intrattenersi con gli addetti ai lavori nei minuti precedenti la rappresentazione.
    Ma veniamo alla “pellicola” vera e propria, quindi alla mia impressione che è stata quella di assistere ad un bel film, e non è una “sviolinata” a nessuno, tanto meno una frase di circostanza, è solamente obiettività. Mi aspettavo, infatti, di assistere ad un filmato “documentaristico”, riguardante la recente guerra nella ex Jugoslavia, invece ho trovato una storia appassionante e ricca di colpi di scena, una storia di persone scaraventate dentro ad una guerra, una storia realizzata, girata ed interpretata con maestria e professionalità; il lungo applauso finale da parte del pubblico in sala ne è stata la testimonianza.
     
    Giunti a questo punto mi sembra d’obbligo aggiungere alcune informazioni sulla “vita cinematografica” del nostro Arturo Curà, con lui "giochiamo in casa", ovviamente senza nulla togliere alla bravura di Bocchi.
    Arturo non è nuovo alla cinepresa, dal 1975 al 1977 realizzò quattro film usando il "superotto". Il primo è “Passione, Morte, Resurrezione a Berceto” che partecipò con notevole successo alla grande Rassegna degli Autori del superotto al Filmstudio di Roma ( Dicembre 1975). In seguito realizzò “La Sposa Fedele”(1976), un racconto onirico sulla crisi di un pittore e di una società già schiava dei consumi, dedicato a Pier Paolo Pasolini.
    “I giorni delle nuvole bianche”(1976), un amarcord valtarese presentato al festival di Salsomaggiore. Ed infine una favola-apologo: “C’era una volta un Re…” (1977) sulla sconfitta del mondo contadino davanti alla potenza dei regnanti (la borghesia).
    I film di Arturo Curà hanno avuto proiezioni a vari festival: nella rassegna “Il gergo inquieto” per due anni a Genova, a Firenze per un’altra rassegna di cinema, a Milano nello spazio cinema di Brera, al Festival Internazionale di Caracas e nella enorme manifestazione di Modena dedicata agli autori emiliano-romagnoli del cinema.
    La città di Terni ha dedicato a Curà una personale di tutte le sue opere nel 1977.
    Arturo non è nuovo nemmeno alle sceneggiature cinematografiche. Oltre a quella di “NEMA PROBLEMA” di Giancarlo Bocchi, sempre per Bocchi scrive “Il Tesoro-Casa Kowalskj” ancora da realizzare e con Primo Giroldini la sceneggiatura di un “noir” intitolato “Neve Rossa”. E proprio da una sceneggiatura scritta nel 1980 “Orsanti” trae il Romanzo omonimo.
    Ha scritto anche il soggetto e la sceneggiatura per “Piccole Passioni”, realizzazione naufragata a causa degli scandali attorno al famoso “Articolo 8” che infatti fu sospesa proprio quando il progetto aveva buone possibilità di realizzazione.

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