Bedonia: il paese degli alberi che scompaiono - I Atto

Il taglio indiscriminato e spesso insensato di alberi è sempre all'ordine del giorno
Nonostante possa sembrare il titolo ad effetto per un romanzo di genere poliziesco "Il paese degli alberi che scompaiono" invece esiste per davvero.
Trattasi, infatti, di Bedonia dove, furtivamente e persistentemente "mani ignote" (in realtà, notissime, se solo si avesse la volontà di volerle scoprire), hanno già fatto sparire dai viali alberati di questo paese una quantità spropositata di platani, ippocastani, tigli e pruni che, durante molti anni, lo hanno abbellito e rallegrato.

Le ragioni di queste sparizioni appaiono, agli smarriti cittadini di Bedonia, esclusivamente legate ad esigenze di privati cittadini ai quali i viali alberati ostruiscono l'accesso ad un potenziale garage o ad uno spazio in cui, comunque, poter parcheggiare veicoli o decurtano la quantità di luce naturale di cui le proprietà di loro appartenenza potrebbero, invece, beneficiare.
Tutte ragioni, quindi, che nulla hanno a che vedere con quanto in genere si intende per "pubblica utilità".

Quanto, comunque, lascia più sgomenti di questa vicenda, è non solo lo stato di assoluta impunità di cui godono i mandanti (ed esecutori) di questi atti disgraziati ma, soprattutto, il fatto che assolutamente nulla venga intrapreso 'dalle autorità competenti' per porre rimedio a questa situazione. Ovvero, che non solo non si vogliano prendere provvedimenti nei confronti di chi commissiona (e/o esegue) questi tagli ma, soprattutto, che nulla si intenda fare per rimediare al torto che la cittadinanza intera subisce a causa di questi atti scellerati. E' davvero così difficoltosa l'individuazione degli artefici di queste azioni non autorizzate? E costa (socialmente) davvero così tanto il rimettere a dimora quegli alberi così vigliaccamente eliminati, addebitandone i costi del loro riacquisto e re-impianto ai responsabili dei tagli non consentiti?

Non sarebbe forse, nel lungo periodo, più alto il costo derivante dal dover vivere in un contesto urbano reso più triste (e meno salubre) da viali in cui regnano sovrani solo asfalto e squallide scatole di latta? Deve realmente accettarsi qual "dato di fatto" che un patrimonio così sapientemente voluto dai nostri antenati sia in questo modo stoltamente sottratto ad una intera comunità causa la insipienza ed inciviltà di alcuni privati cittadini?


1 Commenti
  1. Zanelli P.

    Complimenti per la piacevole disquisizione che le fa onore

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