Il 150°, ovvero la "Guerra di Piero"
Ma chi l’ha detto che a Bedonia non si è organizzato nulla per il 150° anniversario dell’Unità di Italia? Invece qualcosa si è fatto… eccome se si è fatto.
Pur trovandomi a 2000 km di distanza la notizia mi è giunta ugualmente e puntuale. Come ben sapete ogni “giornalista” che si rispetti ha la sua fonte fidata (Nicola) e se si trova nell’impossibilità di fare il relativo reportage ha lo scagnozzo sempre pronto a fotografare l’evento (Iero). Vista l’eccezionalità del caso mi è sembrato quindi opportuno muovere le giuste pedine e stare così sulla notizia ancora "fresca".
L’evento è questo. La nostra camicia verde locale Piero ha avuto sì un’iniziativa, ma controcorrente, coraggiosa e fedele alla base della Lega. Ehh sì, il suo orgoglio leghista non è proprio riuscito a contenerlo. Detto e fatto. Il 17 Marzo, al balcone di casa sua, è apparso un bel cartello, anzi, a giudicare dalle dimensioni, ha usato un lenzuolo che riportava uno slogan “anti garibaldino” a caratteri cubitali:
LE DISGRAZIE NON SI FESTEGGIANO...
W LA PADANIA LIBERA E SOVRANA !
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certe cose fanno mancare le parole, ma il pensiero no
Rispetto le scelte e le idee di ognuno ma se avesse appeso a fianco anche il tricolore sarabbe stato una protesta più sensata. Piero ma ti senti un pò italiano o solo padano?
Dal Balcone Padano Altovaltarese giunge un editto che non dà scampo. Veniamo bacchettati come il popolo sciocco che danza sui propri disastri:
LE DISGRAZIE NON SI FESTEGGIANO.
Probabilmente lautore non ignoto di questa lenzuolata solitaria e triste, sicuramente fine studioso di storia patria, ha tratto ispirazione dal celebre aforisma mussoliniano che fa ancora mostra di sé sulla parete di una vecchia casa a pochi metri di distanza dalla Villa Verde:
"E' LARATRO CHE TRACCIA IL SOLCO E LA SPADA CHE LO DIFENDE!
Ora, per tornare allattualità, quale sia laratro del popolo leghista labbiamo capito: oltre alla incapponita ossessione di appartenere ad una terra di pura invenzione chiamata padania ( non cè in nessuna carta geopolitica ) orgogliosamente avulsa dal resto del Paese, questo nuovo aratro dovrebbe tracciare il solco che divida la civiltà celtica dalla barbarie. A difendere i veri o i finti lumbard che hanno osteggiato con magri risultati i 150 Anni della Repubblica ci sarebbe poi la spada di Alberto da Giussano che oggi si chiama er Trota.
La popolazione bedoniese dovrebbe fare un pellegrinaggio alla Villa Verde per avere una interessante lezione di arroganza razzista.
W LItalia? No. W LA PADANIA LIBERA E SOVRANA come i naufraghi dellisola dei famosi.
Ma dai Piero... non lo sai che nell'Italia Unita e libera il vilipendio alla bandiera è un reato penale!!!
Come ti permetti di manifestare il tuo pensiero?
Non penserai mica di essere libero di dire la tua come il Generale dei Carabinieri di Lampedusa che ieri sera ad Anno Zero ha infangato e ricoperto di insulti il Governo...?
Non ti crederai libero al pari del Magistrato super partes che "critica in piazza" la riforma della Giustizia proposta dal Governo in carica?
Non penserai di poter offendere impunemente l'istituzione Italia come quelli che ricoprono di insulti l'istituzione Presidende del Consiglio.
Tu sei solo Piero perciò "hai reato" esprimendo in piazza il tuo pensiero.
Piero, VERGONA E CHIEDI SCUSA, altrimenti paga e vai in galera nelle carceri dell'Italia Unita.
Per una volta sono stato d'accordo con il Sindaco di Borgotaro (ma sono certo che lo abbia fatto per sbaglio)... ma mi rincuora non esserlo con il Maestro d'Arti.
Lo spirito di appartenenza, al pari del rispetto, non si impone costituzionalmente, bisogna costruirlo e meritarlo sul campo.
Civilmente non è mai stata raggiunta l'Unità di Italia, è stata solo sancita sulla carta, la classe politica eletta dal popolo del Sud non è stata in grado di raggiungere tale obiettivo.
Siamo diversi ed è proprio nella diversità che potremmo crescere insieme, se solo riuscissimo ad accettarla.
Non c'è un migliore o un peggiore, però ci sono due realtà e mentalità agli antipodi.
Le convivenze forzate non portano buoni frutti mai, generano solo insofferenze.
Culturalmente parlando non penso di avere più affinità con un Meridionale rispetto a quelle che potrei avere con un Francese o con un Tedesco o con un Inglese.
L'Italia Unita con la conformazione attuale non è altro che il frutto del caso.
Tolte le vostre belle parole di circostanza cosa intendereste fare voi per risolvere il problema del divario con il SUD?
Gli mandate soldi? Gli mandate persone che gli insegnino la cultura della legalità? Andate a valorizzare l'immenso patrimonio paesaggistico che hanno?
A parte le frasi di circostanza... COSA CONSIGLIERESTE DI FARE?
Ma mi sono rotto i maroni di apparire come quello sempre contro... perciò mi allineo al pensiero del Maestro... PIERO VERGONA!!!
Ps. ho un sacco di amici meridionali brava gente e lavoratori più dei borghesani... ma ho anche un sacco di amici stranieri (anche extracomunitari) altrettanto bravi e altrettanto lavoratori, perchè i secondi non li dovrei considerare miei connazionali? A sto punto facciamo un globo unito, a cosa serve imporre micro aggregazioni?
REATO: voce del verbo REARE.
Coniugazione: Io ho reato, tu, Piero, hai reato, egli ha reato, noi abbiamo reato, voi avete reato, essi hanno reato.
E poi, tra gli altri strafalcioni non lessicali, anche per ben due volte VERGONA al posto di Vergogna.
Visto che con caparbietà vengo puntualmente ripreso da questo inFausto bloggista, mi prendo la soddisfazione di fare non il Maestro d'Arte ma semplicemente il Maestro Elementare che ancora pratica correttamente la lingua italiana.
Complimenti dietro la lavagna.
Vede Egregio Maestro prima di fare il brillante ed incorrere in tali rilievi dovrebbe essere più attento al contesto in cui ho inserito il VOLUTO ERRORE.
E' tipico della sgrammatica (mi raccomando corregga anche questo...) lessicale meridionale l'utilizzo dei verbi intransitivi in maniera impropria...
Le cito solo alcuni esempi...
ESCO A PISCIARE IL CANE, È MORTO SPARATO, HO SCESO LA VALIGIA.
Forse gli apici non erano sufficienti a contestualizzare il voluto errore. Oppure non erano sufficienti, veda lei.
Le passo solo l'errore di battitura relativo alla Vergogna, e me ne dolgo e me ne compiaccio allo stesso tempo perchè significa che nel merito del mio discorso lei non ha nulla da eccepire.
PIERO... HAI REATO E DEVI PAGARE CARO.
La vedo molto meglio come maestro d'arti che come maestro elementare.
Faccio un salto dietro alla lavagna... ma attento a quello che ci trova scritto quando la gira... in ITALIANO SI SCRIVE BLOGGHISTA E NON BLOGGISTA.
Anzi... mi dica come affronterebbe la questione meridionale per fare in modo che l'Italia diventi veramente unita perchè nella foga si è dimenticato di dare un contenuto al suo dire.
Grazie
Fausto
Caro Fausto. Arturo mi fa venire in mente una frase, molto nota, in America che dice," He's a jack of all trades and master of none," come tutti noi. Mi fa venire in mente un'altra cosa, hai mai ascoltato certi politici e parlamentari quando ce un dibattito? Parlano per dieci minuti e poi quando hanno finito la gente si guarda intorno e dicono " cosa ha detto ??? cosa ha detto" ???
Per quanto riguarda la correttezza della lingua Italiana forse non sa che la POESIA non ci sarebbe se si dovrebbe, sempre, praticare CORRETTAMENTE la lingua Italiana...
Per quanto riguarda sopra NON sono per la divisione dell'Italia. Negli Stati Uniti ho sempre diffeso la nostra gente e l'Italia con DENTE E CHIODO, ma una SCOSSA ci vuole.
Non si puo sempre mandare fondi al sud che poi una grande percentuale finisce in niente, ho nelle tasche della criminalita' organizata. RICORDATE L'ALFA SUD???
Piero hai tutta la mia stima!!!
Occhio però rischi seriamente che, per una stronzata del genere, la magistratura italiana faccia rispettare la legge.....vedi il "carro armato di carnevale" di molti anni fa in Piazza San Marco.
Fratelli su libero suol.
Caro Bossi, in questo tristissimo giorno, prima di salutarti un'ultima volta domani a Pontida, voglio dirti solo un profondissimo e monumentale GRAZIE!
Un grazie ormai a puro titolo personale, perché la tua creatura, ora geneticamente modificata in Lega-non-più-Nord, è oggi uno zombie che ha perso la sua anima e il suo scopo e significato, un inutile relitto nel gran lago palustre della politica.
Tu invece, pur bloccato dalla malattia da alquanti anni, hai conservato la tua dignità e un posto nel mio cuore e nella mia coscienza.
Grazie per averci provato!
Invero, tutti noi mortali siamo difettosi, e tu non facevi certo eccezione. Ma, seppur con i tuoi limiti e talvolta le tue cadute di stile, hai avuto il coraggio e la forza morale di voler rompere il muro di gomma del becero conformismo buonista che da decenni – allora come ora – ottunde questo infelice Paese, e di chiedere a gran voce quello che era ed è sacrosantamente giusto!
Tu solo hai provato a rivendicare a quella che gli stessi Romani conquistatori chiamavano con un suo nome proprio, la Gallia Cisalpina da te felicemente ribattezzata PADANIA, la sua identità: un'identità declinata nei caratteri delle sue popolazioni, le cui differenze fanno più certa e interessante la sua grandezza.
Ricordo ancora con commozione quella meravigliosa giornata di fratellanza e indipendenza, quel 15 settembre 1996 vissuto in decine e decine di migliaia nell'abbraccio del grande Po! Allora, e in tante altre occasioni venute prima e dopo, era palpabile e inebriante vedere il risveglio di un popolo, desideroso di prendere in mano il proprio destino.
Ma l'impresa era titanica, e tu a un certo punto ti sei un po' intimorito e hai fermato il tuo slancio e il tuo intuito, e così hai lasciato passare il treno della Storia che puntualmente stava arrivando: nel maggio 1997, quando a Venezia quegli impavidi patrioti riuscirono a porre il vessillo sul campanile di San Marco, per rievocare la Serenissima Repubblica a 200 anni dalla sua fine, tu rinunciasti a mobilitarci in loro sostegno e a dare, così, un reale inizio alla lotta per l'autodeterminazione del Nord. In quel momento, non pochi animi si erano accesi, e ancora oggi ho l'impressione che sarebbe bastata una scintilla… che però non giunse, e che rimpiangerò per sempre.
Quel magnifico progetto, da allora, si è man mano rimpicciolito, e le alleanze di compromesso lo hanno vieppiù soffocato, senza poterlo avverare che in una minima e poco significativa parte; fino ad arrivare al tuo declino, e al tradimento di chi indegnamente ti è succeduto – nefandezza il cui nome non voglio oggi ricordare.
E così, mentre perfino microscopiche isolette del Pacifico si fregiano del titolo di Stato, la nostra cara Nazione, densa di una storia e di una civiltà che hanno ben pochi pari nel mondo intero, resterà molto probabilmente misconosciuta e sommersa, rischiando addirittura di sparire, incosciente ed indifesa, nella marea montante del globalismo selvaggio!
O meglio, quest'ultima sarà la nuova battaglia da sostenere: poiché la situazione si è deteriorata a livelli prima inimmaginabili, e una lotta per la sopravvivenza andrà pur fatta, ma sarà cosa tetra e sorda. Tu invece ci avevi donato la grande speranza di una vera fioritura.
ADDIO, GRANDE UMBERTO! Con te muore il più bel sogno! Imperituro onore a te!