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  • Bedonia: il paese degli alberi che scompaiono - V Atto

    Sei tigli morti o agonizzanti non fanno notizia. Non sono nemmeno degni di una foto su Facebook, a differenza di altre che, se pur di normale ammistrazione, stimolano più facilmente il compiacimento. Eppure questi alberi, oltre a essere un bene pubblico, rappresentano anche una valenza culturale ed emozionale per i bedoniesi, grazie anche alle piacevoli sensazioni che il loro caratteristico profumo d'estate, o di “Madonna di San Marco”, in essi suscita. Fragranza annualmente ricorrente grazie all’impianto di centinaia di tigli, avvenuto nel primo dopoguerra, che andava a coronare ed abbellire il nostro paese. Numero, oggi, drammaticamente ridotto dai frequenti, a volte magari anche necessari, tagli e dal non rimpiazzo degli alberi eliminati.

    Una conservazione attenta e responsabile degli alberi del capoluogo, per lo più tigli ed ippocastani, non sembra proprio essere, e da sempre, una priorità per chi amministra la cosa pubblica locale. I recenti altri tagli in via Divisione Julia e viale Europa lo dimostrano. La gestione del verde pubblico, da parte delle Amministrazioni che nel tempo si sono succedute, non riceve infatti la sufficiente attenzione, proprio come dimostrano i quattro post scritti su questo stesso argomento nel corso degli anni e che sono tutti qui da leggere.

    Nonostante, in questo anno, mi fossi ripromesso che avrei fatto parte del gruppo nel quale ricade la stragrande maggioranza dei Bedoniesi, ovvero quello del “I se rangeran” (che hanno ragione, perché si vive molto meglio), popolare categoria di indifferenti/menefreghisti che tutto ti concedono, ma fino al momento in cui non gli tocchi il proprio orticello, in questo caso ho deciso di esprimere la mia idea. Sì, perchè a questi tigli c’ero particolarmente affezionato Ricordo pure la persona che li piantò (per volontà del Sindaco Cattaneo), perché quel giorno ero lì nella "Breia": lui con la vanga in mano e io con il pallone sotto al braccio. Eravamo alla fine degli anni ’70.

    In realtà, la sopra menzionata ultima “perdita”, ha qualcosa di piuttosto strano e singolare, che avrebbe dell’incredibile, se non fosse invece tutto tristemente vero: si mette in essere un’opera pubblica e, dopo qualche mese, nel contesto di quello stesso cantiere, tutti gli alberi antistanti seccano. Da una parte si abbelisce e dall’altra si deturpa. Un po’ più di accortezza, sensibiltà e prudenza sarebbero state indispensabili, da parte di tutti, impresa esecutrice ed Amministrazione appaltante i lavori.

    Ho fatto un sopralluogo per avere un paio di pareri e andare così oltre alla mia semplice convinzione. Pure altre persone, ben più competenti di me in materia, concordano: “Un albero può seccare, tutti e sei insieme è assai improbabile, a meno di un qualche evento sfavorevole esterno. Anche la metodologia errata dell’ultima potatura non li ha certamente aiutati”. Si riprenderanno? Speriamo.

    Se ben ricordo, il cantiere è aperto dallo scorso anno. Suo scopo era di rimuovere il vecchio intonaco dal muro del ponte, logorato dall’umidità, per posarne uno nuovo, più adatto al contesto e capace di contrastare più efficacemente l’umidità di risalita. Non sarà che le acque piovane che hanno dilavato i materiali asportati dal muro, rimasti accumulati a lato degli alberi per mesi, abbiano finito per alterare la composizione chimica del terreno ed avvelenare l’apparato radicale dei tigli? Azione magari rinforzata pure dallo scarico delle acque di lavaggio della betoniera che veniva utilizzata in loco per effettuare i lavori?
     
    Qualora queste non fossero più recuperabili, si dirà, sempre se l'argomento sarà degno di interesse, che sono "solo" sei piante, che i problemi sono ben altri e che ne verranno semplicemente piantate di nuove (sempre se le caratteristiche del terreno che le ospiterà lo permetterà). Ma è fuor di dubbio che un albero di cinquanta o cent’anni non ha lo stesso valore, estetico, paesaggistico ed affettivo, di una piantina appena uscita dal vivaio. Il discorso si presta anche al recente taglio degli undici tigli in via Monsignor Checchi, che verranno poi sostituiti con altri diciotto novelli.

    Ma perché ricorrere sempre alle soluzioni più drastiche (tagliare, sostituire) e mai cercare soluzioni che includano quanto già esiste e che, in un certo qual modo, fa già parte di quello che noi siamo? Decine di anni saranno necessari per riavere alberi delle dimensioni a cui ci eravamo abituati! Anni durante i quali gli alberi scomparsi avevano affrontato difficoltà di ogni tipo. Saranno in grado le nuove piantine, anche alla luce dei drammatici cambiamenti climatici che stanno influenzando pure le nostre vite, di raggiungere le stesse dimensioni, rigoglio vegetativo e bellezza estetica di quelli che sono andati persi?

    Siamo noi la memoria degli altri, ricordiamocelo. Del resto anche il più piccolo uomo è capace di uccidere degli alberi: non possono gridare, né difendersi e neppure scappare. La loro morte è un po’ anche quella del paese e, in fondo, anche la nostra.

    P.S.
    Mi sembra già di sentire: “Perché tu, perchè io, perché noi…”. Francamente me ne infischio!

19 Commenti

  • Virgy

    22/06/2020

    Che brutta notizia. Quante battaglie abbiamo fatto x niente, ogni pianta che tagliano, tagliano un pezzo della nostra storia! Va beh lasciamelo dire, al posto di abbellire il nostro paese, lo fanno sembrare "una scimmia con il culo pelato"

  • Fiammetta

    22/06/2020

    Ci vorrebbe una cultura del verde in generale. I tigli che hanno tagliato di recente erano già rovinati da anni di capitozzature selvagge (e illegali). Alberi tagliati in orizzontale a 3 metri di altezza, con tronconi enormi che buttavano fuori decine di esili ramoscelli per compensare la perdita delle branche principali. Un lavoro da chiodi, irrispettoso della pianta prima ancora che dell'estetica. Se i lavori non li si sanno fare non li si devono fare, meglio piuttosto lasciare la pianta crescere naturalmente o piantare alberi tenendo conto dell'ingombro futuro.

    Chiaro che se ripianteranno tigli a 2 metri dalle case il problema si ripresenterà tra qualche anno. Spero che in futuro si scelgano le piante prevedendo che cresceranno o, se proprio si vuole lo storico tiglio, si investa su ditte che sappiano quello che stanno facendo, perché un taglio fatto bene costa, ma non va rifatto ogni 2 anni e crea una pianta contenuta ma sana. La capitozzatura che tanto è andata di moda in questi anni ha creato alberi con mille ramoscelli fragili, oltre ad aver spalancato le porte a infezioni di ogni tipo per la pianta.
    Belli i tigli, ci sono affezionata come ogni bedoniese e magari me ne pianto anche uno nel bosco.

    Ma santiddio un po' di criterio nei tagli. Perché dopo 20 anni di tagli orizzontali, è ovvio che prima o poi ne va fatto uno orizzontale a 5 cm da terra. Fai una passeggiata per il paese e guardali, i nostri tigli: tutti quelli che vedi col troncone e i rametti sono destinati a fare la stessa fine.

  • Trilussa

    22/06/2020

    La tendenza dell'oggi è quella di semplificarci le nostre vite. Come si è scelto l'erba sintetica nel vicino campo, suggerisco di impiantare alberi di plastica. Gli stolti, come le
    galassie, non hanno confini.

  • Mony

    22/06/2020

    Il profumo dei tigli rappresenta per me un dolce ricordo dell'infanzia quando, con mia nonna, percorrevo la salita che conduce alla Basilica della Madonna di San Marco. Sarebbe opportuno investire nella tutela e nella salvaguardia del patrimonio verde già presente senza ricorrere alla soluzione estrema dell'abbattimento

  • Laura Carpani

    22/06/2020

    Bedonia senza il profumo dei tigli non riesco ad immaginarla

  • E. Mazzadi

    22/06/2020

    Ciao Gigi.
    Sai quanto io tenga agli alberi, in particolare ai nostri tigli.
    Gli alberi, oltre ad ornare gli spazi pubblici, portano ossigeno e aria più fresca, fattori importanti in questi anni di riscaldamento globale.

    Sono progettista e direttore dei lavori di riqualificazione di via Monsignor Checchi.
    I pochi tigli che erano rimasti erano stati danneggiati da potature sbagliate: dopo una "capitozzatura" rimane di fatto solo il tronco e la pianta "impazzisce", getta lunghi e deboli rami ed è soggetta a malattie.

    Abbiamo deciso di sostituire i 12 tigli rimasti anche per ragioni di sicurezza stradale: alcuni erano troppo vicini alla carreggiata, altri non consentivano di creare dei marciapiedi a norma disabili.

    In autunno verranno quindi piantati 26 tigli, di cui 10 nel parco dell'asilo, che riporteranno un po' di riparo ai giochi dei bambini.

  • Mrm

    22/06/2020

    26 tigli che tra 26 anni riporteranno un po' di riparo :D (io per prima ne ho piantato uno l'autunno scorso, o forse due autunni fa, è ancora lì uguale). Lasciamo gli alberi a fare agli alberi ... e noi facciamo altro...

    su come poi la gente ed i cosiddetti professionisti lavorano, purtroppo potrei scrivere un libro :(
    io per prima non ci credo, eppure succede, giuro che non so perchè :(

    che ho appena rifatto un bagno e che no era colpa dell'idraulico, e no del piastrellista, poi forse di chi ha progettato il box doccia... e chi paga il conto, alla fine?
    io oggi coi miei soldi per il mio bagno e domani i vostri figli con l'aria.
    mah....

  • Piero Rizzi Bianchi

    23/06/2020

    Fai benissimo, caro Gigi, a denunciare questo fenomeno che bellamente si ripete a Bedonia, ma consólati che ogni luogo ha la sua croce. Tanto per fare un esempio, sia a Milano che a Piacenza, ho notato ultimamente che nel verde pubblico l'erba viene tagliata e poi raccolta alla bell'e meglio, lasciandone una parte sparpagliata sul prato, col risultato di creare ben presto in più punti dei micidiali "tappi" in grado di soffocare la ricrescita degli steli: ed ecco che dei prati rigogliosi, dopo due o tre di questi trattamenti, diventano spelacchiati.

    Finché non si capirà che ogni lavoro dovrebbe essere non solo fatto ma benfatto, pena conseguenze imprevedibili ma sicuramente negative; e che il lavoro benfatto porta un valore aggiunto di positività nel tempo, mentre quello malfatto toglie valore alle cose della vita, a TUTTE le cose della vita... finché non si comprenderà questo, dicevo, il progresso sarà solo una terribile e angosciosa farsa.
    Il problema è che, per come va il mondo di oggi, ci vorrebbe un miracolo al secondo...
    Ho pena per questi poveri alberi, che vegetando non possono sfuggire alla logica perversa di cui sopra. Gli uomini, invece, dovrebbero fare di tutto per sfuggirvi; ma troppi uomini si comportano da vegetali.

  • Luca Lusardi

    23/06/2020

    Siamo l'impresa esecutrice che ha effettuato i lavori di ristrutturazione al muro del ponte pelpirana, visto che siamo stati citati in questo articolo vorrei precisare alcune cose. Sei tigli morti fanno ovviamente notizia, ma per scrivere un articolo bisogna avere CERTEZZE su ciò che si scrive non solo pareri o convinzioni, questa mi sembra una novità che mi lascia perplesso. Partendo dal presupposto che siamo amanti della natura, del verde e delle piante essendo che hanno una funzione molto importante per il pianeta, cerchiamo sempre di rispettare l'ambiente in ogni lavoro che eseguiamo e svolgerlo al meglio. Da quando è stato avviato il cantiere l'anno scorso abbiamo sempre avuto particolare attenzione a tutto ciò che ci circonda, senza mai trascurare nessun dettaglio o utilizzare prodotti chimici o acidi che andassero ad alterare il terreno o recare un danno alle piante. Quando si diffondono certe notizie bisognerebbe informarsi molto bene (DA FONTI CERTE) puntualizzare tutto e non sorvolare su alcuni aspetti, le macerie che sono state accumulate e il lavaggio della betoniera veniva effettuato all'esterno della canonica e ora mi chiedo, che anche altre persone si domandano questo...come mai se le macerie e il lavaggio della betoniera venivano effettuati all'esterno pure le piante all'interno della canonica stanno seccando? Si fa riferimento solo alla zona esterna e le foto ritraggono solo quella parte ma all'interno della canonica le macerie non sono mai state depositate e la betoniera non è mai stata portata però la situazione è la stessa le piante sono nelle stesse condizioni, questo come lo spieghiamo...? Non è stato scritto questo, un articolo pubblicato senza neanche avere un nostro punto di vista o un opinione di chi ha direttamente effettuato i lavori, ma bensì solo su pareri. Poichè è da qualche mese che sentiamo parlare di questo, il problema a nostro modesto parere e anche secondo il parere di esperti, le piante si sono seccate a causa di una errata potatura e non per un'imperizia nei nostri lavori di muratura. Ovviamente è importante salvaguardare il nostro paese e curarsi di ciò che succede però prima di fare ACCUSE INFONDATE bisognerebbe informarsi meglio, analizzare meglio la questione e utilizzare un po' di accortezza, sensibilità e prudenza anche nel dichiarare alcune frasi perché si possono recare danni soprattutto quando si amministrano blog importanti.
    P.S.
    Meglio fare parte del gruppo dei "se rangeran" che fare brutta figura.

  • Chi paga il danno?

    23/06/2020

    Una delle due ditte ha creato un danno. Chi lo paga?

  • Esvaso.it - Gigi Cavalli

    23/06/2020

    Mi ha fatto piacere leggere anche la versione dell’impresa esecutrice.

    Ora che i pareri sono due tiriamo le somme: l’Impresa non è stata e l’attuale Amministrazione nemmeno, la colpa ricade semplicemente sulla precedente Amministrazione quale responsabile della potatura. Le piante però restano e sono lì da vedere.

    Solito guazzabuglio all’italiana, l’imperizia è sempre degli altri, mentre i cittadini hanno solo un compito: pagare per tutti.

    Concludo con una visione alla Curà. Sembra di rivivere le scene del film “La città delle donne”, una serie di vere e proprie avventure dove il protagonista, dopo due ore di vicende deliranti, si sveglia tranquillamente: “Niente paura, è stato tutto un sogno”.

  • Remo Ponzini

    24/06/2020

    E' una situazione assai complessa ma gli interventi di chi mi ha preceduto evidenziano un deciso diniego circa il taglio degli alberi. Mi chiedo, da profano, se quella potatura impropria sia stata deleteria per la loro salubrità.  Però non vi sono dubbi sulla sofferenza che presentavano da molti anni. Da ciò deduco che la sofferta decisione di sradicarli non sia condannabile a priori.
     
    In altre strade del paese i tigli sono floridi ma può essere che dipenda dalla loro collocazione. In via Mons. Checchi erano soffocati dall'asfalto e dai muretti di cinta e ciò potrebbe aver influito sul loro malessere. Mi auguro che siano messi a dimora delle piante già un  pochino cresciutelle per limitare l'impatto negativo che si presenterà a lavori conclusi.
     
    Comunque bisogna considerare che l'amministrazione comunale, a prescindere dalle piante, sta sistemando quella via nel migliore dei modi. Ho la massima fiducia nell'Architetto E. Mazzadi perchè è una persona che ha sempre lavorato in sintonia e con rispetto dell'ambiente. Presumo che quel taglio l'abbia vissuto con sofferenza e quindi che vada compreso per la decisione assunta. 

  • Francesco

    25/06/2020

    Mi sono fatto una idea sull'accaduto. Poche accortezze da parte di committente ed esecutori sono evidenti ma trattandosi di alberi (...). Sono stati posizionati teli impermeabili attorno alle piante per la durata dei lavori in modo da bloccare le infiltrazioni chimiche dei cementi utilizzati ? Le potature vengono ancora affidate all'elettricista del paese e perchè non ad aziende specializzate che sanno come e cosa tagliare ? Questo mio paese non cambierà mai, così era, è, sarà.

  • Mariani Massimiliano

    25/06/2020

    Buongiorno a tutti, io sono L’ elettricista del paese citato dal sign. Francesco. Riguardo la potatura delle piante , è un lavoro che non faccio per hobby, la mia azienda ha sostenuto corsi per la potatura degli alberi, e ottenuto qualifiche , e dalla camera di commercio i codici ateco per esercitare questa professione a norma di legge, pertanto chi volesse prendere visione della documentazione che abilita la nostra azienda a questo tipo di lavori , può recarsi presso di noi in loc. palazzina di Albareto , dove gli saranno messi a disposizione i documenti in oggetto. Riguardo le piante in questione site in prossimità del campo di pallavolo parrocchiale, faccio notare che la potatura eseguita dalla nostra azienda ha interessato solo 2 piante (tigli) all’ interno del campetto medesimo. Con mio enorme stupore noto però, che sulla stessa linea sono appassite anche tutte le altre. Perciò desumo che la causa non è da attribuire ad una potatura errata. Per quanto riguarda la potatura conservativa o l’abbattimento di alberature, è ordinata e determinata dagli uffici comunali preposti , pertanto se ci viene ordinato di potare in maniera energica , nei limiti della conservazione della pianta o di eseguire un abbattimento determinato da motivi di sicurezza o di somma urgenza, noi ci atteniamo alle prescrizioni date. Comunque, se il sign. Francesco, ritenesse di avere conoscenze superiori in materia, noi saremmo lieti di prendere visione e nozioni da un suo insegnamento , siccome ,come si suol dire ,non si finisce mai di imparare ..

  • Chi paga?

    25/06/2020

    Da fonti internazionali ci informano che è stata una nube tossica proveniente da non si sa dove che si è abbattuta sui tigli..... speriamo che l'ispettore gagget risolva il problema. Nel dubbio io cambièrei ditte.....

  • Che ditta consiglia?

    25/06/2020

    Decida lei su chi deve effettuare il pagamento... giudici improvvisati che formulano sentenze un po' di cultura farebbe bene, forse è sempre quella nube tossica che crea certi "mal di pancia" fortunatamente le farmacie sono aperte...

  • Luca Lusardi

    26/06/2020

    Buongiorno, per chiunque volesse informazioni più dettagliate e accurate, si può recare direttamente al nostro cantiere sul ponte pelpirana, saremo lieti di offrirvi ogni particolare.

  • Francesco

    26/06/2020

    Signor Mariani la ringrazio e non posso che compiacermi se la usa attività risulta idonea al taglio. E la ringrazio anche della specifica sulla potatura di queste piante, due e non sei, escludendo quindi questa causa. Cordialità

 

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