Alla scoperta dell'Alta Val Ceno

La Val Ceno e la Val Noveglia: un invito per scoprire gli angoli incontaminati dell'Appennino parmense
Una giornata d’aprile, con il tempo e con l’umore incerti, l’unico rimedio è munirsi di ironia e sdrammatizzare… detto fatto, chiamo una cara amica e le propongo d’andare a vedere le “piramidi”, e lei, pronta: "Come no, l’Egitto è a due passi". Si parte con l’intento di fotografare le famose "Piramidi d’Egitto", ma in quel di Bardi e con un po’ di fortuna si raggiunge ogni meta.

Arrivate a Bardi la mia guida mi fa sbagliare strada, invece di prendere per Noveglia salgo verso Grezzo, e capisco il gioco perché sulla strada provinciale s’affaccia un esempio architettonico “minore” ma molto interessante: la chiesetta romanica di San Siro, citata in un documento del 1010 ma più antica, costruita su preesistente luogo di culto cristiano.

Mi colpisce la piccola finestra lasciata aperta per dar la possibilità al pellegrino di sbirciare all’interno e di leggere ad alta voce una breve preghiera posta all’interno della grata, per far sentire l’ottima acustica di questa antica costruzione. La mia amica, prova a recitare e l’effetto è incredibile: sembra di essere in una cattedrale!

Ci spostiamo di pochi metri su ampio punto panoramico: si vede la Val Toncina, la Val Noveglia, nostra meta, e l'abitato di Bardi, con i suoi due campanili ed il vecchio maniero arroccato su diaspro rosso. Guardo, ammiro, fotografo e provo grande meraviglia.

Ma bisogna raggiungere le “piramidi”, passiamo il ponte sul Noveglia, costruito durante il periodo fascista, come dice la targa posta al varo del ponte. La valle è aperta, larga, abitata a giudicare dai campanili che s’innalzano dalle varie frazioni. In lontananza vediamo pareti rocciose con strati arenacei di bell’effetto.
Vorrei andare a vedere ogni borgo, ogni pieve, ma in un pomeriggio è impossibile.

A Noveglia ci accolgono con lo stemma del Castello Landi-Platoni: se del castello ci sono solo resti, la memoria sembra viva e cara! Nel Medioevo il Monastero di Gravago ha avuto importanza per esser sede di Abbazia Benedettina in costante corrispondenza con l’Abbazia di San Colombano di Bobbio; la fondazione risale al VII sec., ed è citato in molte fonti documentarie fino al XIII sec. quando già faceva parte del feudo di Ubertino Landi che in Val Noveglia trovava rifugio sicuro (V. Castello roccaforte, Battagliola).

Saliamo verso Brè passando per Monastero ove la bella chiesa titolata a San Michele desta attenzione meritando scatti fotografici, non possiamo non fermarci a visitarla tanto più che oggi il portale, lavorato ad arte tra pietra e legno, è aperto perché sono in corso i lavori di pulizia per un prossimo evento riguardante la “Via degli Abati” nonché per la sagra che sarà festeggiata la prima domenica di maggio.

Facciamo un giro per l’abitato, ammirando le vecchie case in sasso dai tetti in piane, alcune fatiscenti, altre in via di ristrutturazione, ma tutte interessanti. Mentre l’amica si perde tra la storia e gli aneddoti sulla frazione, il tempo passa, decidiamo di accelerare per arrivare alla nostra meta di partenza, ma passando davanti al sagrato incontriamo il parroco, lo salutiamo, scambiamo due parole che diventano quattro e ahimè l’Egitto è veramente lontano, ma non indecifrabile!

Ritorneremo in Val Noveglia, per visitare abitati, fontane, pievi, fortificazioni dell’uomo, bellezze naturali e conoscere le usanze e la storia di questa valle.

In giro per la Val Ceno



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