Monte Zatta: alta via dei Monti Liguri

Al Passo del Bocco ci sarò passato mille volte, ma mai avrei immaginato che nei dintorni ci fossero luoghi così piacevoli: il viaggio, l’orologio e le curve ti fanno sempre pensare ad altro. A lato del Passo padroneggia il Monte Zatta, l’obiettivo del giorno, 1.404 metri sopra al livello del mare, posto all’interno del Parco Regionale dell’Appennino.

Il sentiero si sviluppa attraverso una faggeta monumentale, dove a farla da padrona, nel silenzio più assoluto, è la luce che filtra attraverso le foglie. Raggiunta la cima, la sorpresa è davvero appagante, è stato come aprire un sipario: i faggi avevano ceduto il posto all’erba, ai fiori e a piccole conifere piegate dal vento, i crinali più bassi sembravano scivolare verso il mare, mentre sullo sfondo si delineava la costa, segnata dalle scie biancastre delle barche… un mare purtroppo più percepito che ammirato, il tempo non era dalla nostra parte.

Sospesi su quel paesaggio abbiamo preso la via del ritorno. L’atmosfera del bosco e della pineta era nel frattempo mutata, la foschia e la pioggia lo rendevano ancor più piacevole e misterioso. Alla fine, che ci sia stato sole o pioggia, è stata una bellissima esperienza. Grazie Emanuele, ho aggiunto un’altra “tacca” alle mie passeggiate e questa, più che fisica, è stata sensoriale.

Monte Zatta: andata e ritorno



3 Commenti
  1. Maria Grazia

    Grazie Gigi !!! fantastico compagno di viaggio...
    E condivido il tuo sentire e descrizione dell'escursione...

  2. Paola

    Il monte Zatta lo conosciamo da memoria bambina.
    Da Santa Maria si va spesso a pic nic nella terrazza Buones Aires, un luogo incantevole e che consiglio a chi non lo avesse ancora scoperto e nel pomeriggio la salita alla cima per godere di una vista mozzafiato. Grazie

  3. Italo Vignali

    E' qualche tempo che seguo, distrattamente, devo ammetterlo, questo blogger conterraneo, ma da un paio di giorni, mia moglie mi ha interessato "all'uomo".
    Devo ammetterlo, sono stato fulminato sulla via di Damasco!
    Solo per quanto riguarda i servizi fotografici, si nota una passione per le nostre valli solo retaggio dei.... poeti.

    Grazie per aver valorizzato le nostre vituperate terre, come d'altra parte sta ormai proponendo l'amico Valerio.

    CREDO, che abbiate contribuito, più voi in un paio di anni, alla valorizzazione del territorio, che una trentina di "parolai" negli ultimi quarant'anni....

    Grazie ancora....

Commenta

Somma e invia : 1 + 11 =
Accetto Non accetto


Resta aggiornato

Post simili

La fiera di San Terenziano

Isola di Compiano: una volta era ricordata come la "Fiera dei Fichi"

La Pieve di Gravago in Val Noveglia

L'Alta Val Ceno: sapienti architetture, tanto antiche quanto spontanee, si immergono in una natura rigogliosa

Verdura d'artista

Peppino e Manfredo: ortolani soprattutto per passione

Da Levanto a Monterosso, a piedi

Un sentiero a picco sul mare, praticamente in bilico tra il verde e il blu, tra terra e acqua

Quarantaquattro pioppi

La Provincia di Parma è decisa a tagliare un lungo filare di alberi a Sugremaro?

La passeggiata nel vento

Alla passeggiata "contraria" alla costruzione di un impianto eolico sul crinale del Santa Donna

A tartufi con Sergio, Furia e Balù

Nei boschi autunnali della Val Taro per un'esperienza emozionale e sensoriale