• 28
    Set

    Dai monti al mare... di corsa


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    È stata l’edizione “Zero”, ma non poteva andare meglio, tutto è filato liscio come l’olio. Una sorta di prova generale prima di lanciare la manifestazione in grande stile, quella già in cantiere per l’autunno 2017. “Ultra-Trail AV 5 Terre” è questo il nuovo percorso e la nuova opportunità sportiva che offre il nostro territorio, soprattutto per la posizione strategica della Valtaro con la vicina Liguria, capace quindi di richiamare atleti nazionali e internazionali. L’evento è stato organizzato dalla ASD 3T Valtaro in collaborazione con il Consorzio Turistico Occhio Blu di Levanto.

    La bella giornata di sole e l’assenza di vento hanno reso il percorso ideale per questo tipo di gara. Una competizione iniziata sul Passo del Bocco e terminata a Levanto. 40 atleti, 9 ore di percorso per 48 km di sentieri che hanno attraversato l’Alta Via dei Monti Liguri, passando per la Val di Vara e la Val Graveglia. Un tragitto contrassegnato da faggete, pendii brulli e verdi praterie, per poi scendere in picchiata verso il mare.
    Al Santuario di Velva c’è anche stato l’incontro con i venti escursionisti di “Trekking Taro e Ceno”, da tre giorni in marcia per raggiungere le Cinque Terre. Due diversi modi di vivere l'entusiasmo per il nostro Appennino, ma entrambi uniti dalla passione per l’attività fisica all’aria aperta e lo sviluppo turistico del territorio.

    Gli organizzatori, grazie alla collaborazione che si andrà a definire con il CAI, le Amministrazioni Comunali e tutte le Associazioni del territorio attraversato dal percorso, puntano a ripresentare questa esperienza in forma competitiva: 70 Km che uniranno il Comune di Albareto con il Comune di Levanto.
    L'idea è quella di abbinare la manifestazione al periodo delle Sagre del Fungo in Valtaro, un’occasione per far conoscere al meglio le offerte della nostra valle. Non solo, coordinandosi con il CAI è possibile tabellare in maniera definitiva tutta la tratta che da Borgotaro e Albareto porta a Levanto attraverso l'Alta Via dei Monti Liguri e l'Alta Via delle Cinque Terre.
    Le possibilità di sviluppo di questa manifestazione sono davvero entusiasmanti, tant'è che un gruppo di atleti inglesi ha già richiesto di partecipare alla prossima edizione. La prima di molte altre, c’è da crederci.

  • 22
    Set

    Le Olimpiadi degli altri


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    È inutile girarci intorno: siamo un Paese con le pezze al culo! Non possiamo andare da nessuna parte o fare quello che ci piacerebbe fare. Certo, sarebbe bello ospitare a Roma i giochi olimpici del 2024, ma non possiamo premettercelo. È un evento economicamente insostenibile.
    A manifestarcelo c’è il debito pubblico italiano (2.230 miliardi), il debito del Comune di Roma (12 miliardi) e le sfortunate edizioni delle precedenti edizioni sportive: Italia 90, le Olimpiadi Invernali di Torino (spesa aumentata dell’80% e costruzioni fatiscenti), per non parlare poi dei campionati mondiali di nuoto dove le piscine sono ancora lì a gridare vendetta e non per ultima la corruzione di un paese abituato ad arraffare dalla politica. Per fortuna adesso c'è chi dice no!

    Ricordo bene quando nel 2012, per voce dell’allora Presidente del Consiglio Monti, l’Italia si dichiarò contraria alla candidatura di Roma già per quelle del 2020… e tutti a dargli ragione per la sua fermezza e per evidenti motivi di bilancio, mentre ora, che a confermarlo è la nuova Sindaca di Roma, si crea il caso nazionale: “Una grande occasione persa”, oppure “La manifestazione costituiva un incredibile volano per la capitale”. Credo invece che l'opportunità sia svanita per i soliti furbetti delle opere pubbliche. Le Olimpiadi dei tempi moderni sono solo un’opportunità per far girare denaro e ciò che ne consegue.
    E poi, mettiamocelo in testa, Roma e i romani hanno ben altre priorità, tra cui quella più essenziale: la normale amministrazione della città.