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  • 16
    Ago

    Corchia, la perla dell'Appennino

    Possiamo definirla una perla, un gioiello incastonato nel nostro Appennino. La frazione di Corchia è praticamente eclissata dentro alla Val Manubiola (Comune di Berceto) e contornata da castagni secolari e orti ben curati. Che non sia dietro l’angolo te ne accorgi affrontando le curve che la separano dalla strada di fondovalle.
    La prima volta che la visitai era in un giorno d’agosto dell’88, ad accompagnarmi Simona, allora neo Architetta di origini bercetesi: “Non puoi non aver mai visitato Corchia, è il tipico esempio del borgo medievale”. La seconda volta è stata oggi.
    In questi trent’anni il borgo è cambiato, ad eccezione di alcune case ancora diroccate, è totalmente ristrutturato, con un metodo diligente a conservativo. Sarebbe da portare ad esempio a molte delle nostre frazioni, “distrutte” e snaturate a partire dagli anni 70.

    La strada asfaltata termina alle porte del paese, da lì si prosegue attraverso un lastricato con ai bordi case in pietra, porticati, corti interne, archi, balconi fioriti. Certamente singolare è la sopravvivenza di un antico essiccatoio con il suo “Testo” ancora in funzione. Al centro del paese la chiesa originaria di San Martino con un curioso campanile sorretto da un arco, mentre poco distante ne sorge un’altra, nuova, edificata per volontà dei locali emigrati, un omaggio alle loro famiglie, a le loro origini. Molto bello e caratteristico è anche il suo piccolo cimitero, le cui lapidi sono contrassegnate solo da una manciata di cognomi.

    Vita dura quella degli abitanti di Corchia di un tempo. Oltre alla zona del Penna, anche questo comprensorio è stato utilizzato durante la rivoluzione industriale per le sue miniere di rame, lo sfruttamento iniziò nel 1865 e si protrasse fino al 1942. Ai piedi del monte Maggio sono ancora oggi visitabili alcune di quelle gallerie (visita su prenotazione).
    Da alcuni anni, l’attrazione principale del borgo, non è tanto il locale Museo dedicato al pittore Martino Jasoni o la Sagra della Patona in agosto, quanto la locale trattoria/pizzeria, nota per la sua pizza cotta nel “Testo” (vedi video), altro gioiello da aggiungere al meraviglioso contesto.

  • 10
    Ago

    Silent Party

    A differenza delle altre serate estive tutto è filato liscio. Stavolta tutti zitti. Persino i Carabinieri non stati distolti, con la solita e puntuale telefonata d'intervento, dalla loro mansione principale, ovvero quella che sono chiamati a svolgere: sicurezza e prevenzione.
    Quello dell’intrattenimento musicale notturno, scelta indispensabile per la sussistenza di bar, associazioni e del paese stesso, è per Bedonia un tema sempre all’ordine del giorno.
     
    Nei mesi di luglio e agosto vengono proposte serate musicali per non fare annoiare avventori, popolazione residente e turisti, soddisfatti di qualche diversivo. Una buona idea per molti, visto che da noi l’inverno è lungo, dura dieci mesi, mentre per altri, pochi, si trasformano in serate fastidiose, eccessive, inutili.
     
    Il “Silent Party” può mettere d’accordo tutti: divertirsi senza disturbare. Si tratta di uno spettacolo “Silenzioso”, in questo momento di gran moda in Italia, dove la musica non è trasmessa attraverso le classiche casse acustiche amplificate, ma inviata per “frequenza” alle cuffie dei partecipanti. Tre i generi musicali mixati dai DJ in consolle: deep house, dance e revival/italiana, ed ognuno è libero di sintonizzarsi sul canale preferito e ballarla dove più gli aggrada.

    Il centro storico era così invaso da tantissimi gruppetti di ragazzi con il capo illuminato di blu, rosso e verde, sembravano tante lucciole colorate che vagavano per il paese. Quasi trecento le cuffie noleggiate durante la serata. Questa prima edizione, organizzata dal Comune di Bedonia, è stata più che soddisfacente e non ho dubbi a pensare che la prossima avrà ancor più seguito... per buona pace di tutti.
     
    Orgogliosamente in fede
    Stronzo, grandissimo stronzo, che non la finisce di farsi gli affari degli altri”.