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  • 27
    Apr

    Le miniere di Corchia

    Si tratta di un altro angolo nascosto e perciò poco conosciuto della nostra valle, sono le miniere metallifere di Corchia, splendido borgo medievale posto nel Comune di Berceto. Grazie ad un’escursione organizzata dalle guide di Trekking Taro e Ceno, ho avuto l’occasione di visitarle e conoscerne la storia.

    La notizia più antica documentata riguardo alle miniere di Corchia è datata 23 Agosto 1856 dove in un decreto Ministeriale veniva formalizzata la scoperta della mineralizzazione e se ne dichiarava la concessibilità. L'inizio effettivo dei lavori nelle miniere, ebbe però luogo nel 1886, ma durò solamente per 15 giorni soltanto. Negli anni successivi diverse società minerarie si cimentaono nell'impresa.
    Le poche informazioni che si hanno relative a quegli anni segnalano l'apertura di due cantieri principali: il Donnini-Speranza alle falde del Groppo Maggio e il Cantiere Pozzo, alle pendici del Monte Binaghè. I lavori compiuti furono saltuari e caotici e lo sfruttamento procedette di pari passo con le ricerche.

    Un nuovo impulso allo sfruttamento delle miniere di Corchia ebbe inizio nel 1937 con il conferimento della concessione alla Società Newton Canovi di Milano. A partire da questa data vennero installate due piccole ferrovie minerarie con locomotore e vagoncini ribaltabili, adibite al trasporto all'estero del minerale estratto, venne così costruita la “Polveriera” e venne messo in funzione un motocompressore a gasolio che azionava due martelli.
    Fino al 1938 il minerale estratto veniva portato al punto di raccolta a dorso di mulo, a questa data fu installata una teleferica lunga 1.400 metri costituita da due tratti rettilinei che trasportava il materiale estratto fino al paese di Corchia, più o meno in prossimità dell'attuale cimitero.

    Nell'aprile 1939 la concessione passò alla Società Metallurgica Italiana la quale incaricò la Società Mayer di Venezia di proseguire i lavori, non più in galleria, ma a “giorno”, cioè attraverso sbancamenti all'aperto su più piani della montagna.
    La massa mineralizzata che venne messa a giorno era composta principalmente da pirite cuprifera e marcasite molto alterabili e soggette ad autocombustione.
    Fu proprio in seguito ad un incendio di notevoli quantità di minerale estratto, avvenuto nel settembre 1939, che si passò alla predisposizione di roste per il trattamento in luogo del minerale e alla costruzione di vasche e forni per la cottura.
    Le ricerche vennero proseguite, sempre con esiti poco fruttuosi, finché nel 1943 la società concessionaria, considerando concluso il programma di lavoro, diede comunicazione della cessazione definitiva dei lavori.

  • 23
    Apr

    Una lezione di democrazia

    Quando la mattina pensavo alla manifestazione che si sarebbe svolta nel pomeriggio, sono stata assalita da qualche dubbio. E se ci fosse stata poca gente? Sapevo che molti la pensavano come me. Ogni giorno mi esprimevano le loro perplessità, ma quando ho chiesto ad alcuni di loro se partecipavano al corteo, molti mi hanno propinato delle scuse. Sono stata delusa da questo e sinceramente per me era un atteggiamento difficile da comprendere.
    Poi è arrivato il pomeriggio e mentre mi avvicinavo al punto di ritrovo avevo davanti a me una lunga fila di mamme, papà, bambini, nonni e tanti ragazzi giovani. Eravamo in tanti, anche se così tanti non lo avrei mai immaginato. E quando mi sono ritrovata sul ponte di San Rocco e mi sono voltata indietro e ho visto quella fiumana di persone ho ritrovato un forte senso di appartenenza.

    Giunti nella piazza del Municipio diverse persone hanno preso la parola: Marco, Ilona, Elena, Martina, Sara, Veronica, Gigi, ma una parola “speciale” la voglio spendere per Mauro (il video è in allegato). Mauro Bernardi, medico Otorinolaringoiatra, si sta battendo con tutti i mezzi per difendere i diritto dei suoi concittadini e soprattutto quelli delle persone più fragili. Il passo che mi ha colpito di più del suo intervento, è quando ha detto di avere scritto ai cinque Sindaci della valle e di non aver ottenuto risposta. Credo che non rispondere ad una persona sia sinonimo di maleducazione, ma non rispondere ad un medico preparato e di coscienza, che cerca solo di essere la voce dei propri concittadini, sia un fatto ancor più grave. Mauro è sicuramente una persona speciale, ma tante sono le persone che si stanno impegnando per un futuro diverso della nostra valle.

    Io sono di Borgotaro, sono nata a Borgotaro, cresciuta a Borgotaro, lavoro a Borgotaro, amo Borgotaro e dopo aver sfilato pacificamente e democraticamente, insieme a tutte quelle persone del mio paese, per rivendicare il diritto alla salute, posso dire di essere orgogliosa della gente di Borgotaro, del mio paese.
    Molte volte ci si riempie la bocca della parola “democrazia” e democrazia etimologicamente significa governo del popolo. Penso che Borgotaro abbia dato una forte dimostrazione di democrazia, penso e soprattutto spero che la politica sappia ascoltare.