Oggi sono tutti polvere
 

LOVE & EXPO



L'amante tradita "Cornuta e mazziata" - Atto II

Prosegue senza soste il presidio allo stabilimento ceramico di Borgotaro
1
L\'amante tradita \
Volevo scrivere del come, del perché, del se e anche del forse. Volevo parlare delle colpe. Volevo soffermarmi sul ma e anche sul magari. Volevo aggiungere qualcosa al "senno di poi". Volevo soffermarmi a lungo, molto a lungo, sul "ma io ve l'avevo detto...".
Ecco, avrei voluto.... ed ho pensato e ripensato, ma mi uscivano solo cose banali o cattive e non so quali delle due fossero le peggiori.
Del resto già troppe parole negli ultimi anni e ancor più nell'ultimo mese erano state scritte (anche a sproposito!) e spese e buttate e riprese e io non avrei aggiunto niente di costruttivo al castello di sabbia (o di ceramica) che era stato costruito.
Così ho preso le mie parole, le ho selezionate tutte quante e le ho spostate nel cestino. Pensavo... Ma dopo un tradimento è ancora possibile fidarsi? Ho deciso che la riposta è no !
Mentre c'è chi contatta, contratta, valuta, parla, sparla, scrive, riscrive, 120 persone a turno passano giorno e notte sotto una tenda senza corrente elettrica, senza acqua, con il sole e con la pioggia, pagandosi la benzina per azionare un piccolo generatore elettrico, lottando di notte contro zanzare inferocite e di giorno contro amministratori delegati sfuggenti. Amministratori delegati che stanno pensando... con calma, molta calma (c'è da valutare, ponderare... ma cosa?) se concedere o meno ulteriori cinque mesi di cassa integrazione. La vergogna stessa si sta vergognando. Lo schifo si è arreso. La dignità delle persone persa per sempre. Ma andiamo avanti.
Il presidio è sempre coperto. Di giorno come di notte... nonostante tutto. La solidarietà del paese è commovente. I nostri figli ci guardano e non capiscono. A scuola gli hanno insegnato che il lavoro è un diritto. La vita gli insegnerà che il lavoro è una lotta.
ARGOMENTI: Ceramica; Borgotaro; Bedonia;

Capraia, un'isola fuori dal mondo

Basta poco per avere conferma che non è necessario volare lontano per trovare un paradiso vicino
4
Capraia, un\'isola fuori dal mondo
È un’isola dell’Arcipelago Toscano, più vicina alla costa francese della Corsica che a quella toscana, ma con due ore e mezzo di navigazione Capraia rimane a portata di mano, si riescono a fare due giorni pieni grazie ai comodi orari del traghetto Toremar.
Si va a piedi, la macchina non serve, si lascia nel parcheggio di Livorno, l’isola non ha strade asfaltate se non una di 800 metri, tanto per collegare il porto al paese.
Niente macchine e nessun rumore: il posto ideale per vivere un soggiorno d’altri tempi.
Una volta sbarcati si gira a piedi, infatti gran parte dei turisti la scelgono per fare escursioni di trekking o immersioni. Il territorio dell’isola fa parte del Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano, ovvero il reale sostentamento per molti dei 300 abitanti.

Se cercate spiagge lunghe, affollate e sabbiose non è il posto ideale, qui le spiagge vanno conquistate nel vero senso del termine, l’isola è tutta frastagliata, impervia e a picco sul mare. Il metodo migliore per esplorarla, oltre alle scarpe da ginnastica o la mountain bike, è senza dubbio il giro in barca, per qualche ora non esiste altro che mare turchino, fondali trasparenti e grotte naturali… meraviglie raccontate con incredibile passione da Fabio, a bordo della sua “Dragut II”.
Una cala degna di nota è senz’altro quella della Mortola con una spiaggia che appare e scompare, a seconda dei venti: il Libeccio la forma mentre il Grecale se la porta via.

Oltre ai più celebri di Gorgona e Pianosa, anche Capraia aveva il suo carcere (attivo dal 1872 al 1986) e ciò che resta della Colonia Penale Agricola è lì da vedere, purtroppo. Allego una fantastica relazione del 1940, redatta da un Ispettore Agricolo per conto del Ministero di Grazia e Giustizia… tempi in cui tutto funzionava e per averne conferma è sufficiente leggere qualche passo del rapporto (che allego) per capire che la “Cosa pubblica” era considerata ben diversamente da oggi.
Insomma un weekend che non dimenticherò facilmente, lo devo principalmente all’ospitalità dell’albergo “Il Saracino” e Nawal, tra le sue qualità, ha il dono ti farti sentire parte integrante dell’isola, non poco per un montanaro come me.

La ricorrenza di San Giovanni

Fino agli anni '50 si rievocava la ricorrenza proprio il 24 giugno e non la vigilia come ora
3
La ricorrenza di San Giovanni
Ho trovato Maria Pina con le mani in pasta, non poteva essere altrimenti... ricorre l’antichissima festa di San Giovanni, il Battista.
Il ripieno è già nella zuppiera e la sfoglia stesa sul tavolo... così ha il tempo di raccontarmi un’altra delle nostre tradizioni andate perdute.
A Bedonia, fino alla fine degli anni ’50, a differenza di Parma e della bassa, non si mangiavano i tortelli nella notte della vigilia “d'la rozäda äd San Zvan ”, ma si rievocava la ricorrenza proprio il 24 giugno.
Giovani, ragazze e adulti, già di buon’ora, erano in partenza per il Monte Pelpi. Per quel pranzo sui prati, mogli e mamme preparavano “u mandìllu”, così in quel fagotto di tela blu a righe bianche venivano sistemate le classiche torte di patate, d’erbe e riso, insieme al pane fatto in casa e un buon salame di “Panbianchi” di Scopolo. Agli uomini rimaneva solo il compito di scegliere un buon vino, allora era nostrano, le vigne erano ancora al loro posto.
C’era chi andava a piedi e chi a cavallo, in ogni caso la prima tappa era sempre a Monti. I giovanotti dicevano che era “Il paese delle cinque stelle”, il motivo era semplice, vi abitavano delle gran belle ragazze, tra queste “a Pirlétte" e "a Pinêra”.
La sosta non prevedeva solo un breve riposo, il vero scopo era convincere i genitori delle ragazze a lasciarle andare al Pelpi. Il sagrato della chiesa si animava e quel trambusto faceva uscire di casa, portando a sua volta un fiasco di vino, Pasquale “de Merlén”, proprietario della locale stazione di monta per cavalli, nota in tutta la provincia, mentre il figlio e la nuora lo seguivano offrendo il caffè fatto col tegamino.
La comitiva ripartiva per poi giungere a “Pian de câ”, ad attenderli una fioritura di genziane, orchidee e narcisi, mentre in cielo, spaventate dai canti e da “u curdijón”, volteggiavano maestose le poiane.
Si mangiava e si beveva all’ombra dei “crusti de fò”, per poi dare inizio al ballo al suon di fisarmonica. Il “conto” però non tornava, perché i maschi erano in numero superiore: le donne, in gran parte, erano rimaste a casa, e il loro contributo lo avevano già dato preparando il pic-nic; in compenso, quelle presenti erano senz’altro consapevoli della parità dei sessi, e con la loro vivacità trasmettevano allegria e spensieratezza, anticipando di fatto quella “conquista” che arrivò quasi vent’anni dopo.

EXPO TARO CENO 2015

Il prossimo weekend a Compiano si svolgerà la quarta edizione dell'Expo locale
6
EXPO TARO CENO 2015
Lo slogan di questa edizione poteva essere: “Ci dispiace ma quest’anno non ci sono soldi”. Enti e Amministrazioni locali hanno temporeggiato finché potevano, ma alla fine le risposte sono state sempre le stesse: “Non li abbiamo a bilancio – Aspettate ancora un po’ – Ma se quest’anno non riuscissimo?”.
Ettore Rulli non si è scoraggiato e con la sua nota volontà ha tirato comunque avanti, l’esposizione l’ha pianificata e realizzata nonostante la mancanza di fondi e la partecipazione gratuita degli espositori. È partito deciso, senza perdere tempo, con un gruppetto di persone entusiaste, di quelle che per fortuna ancora esistono. Così la quarta edizione dell'Expo Taro Ceno si terrà all’interno del borgo di Compiano sabato 27 e domenica 28 Giugno, anticipando di un paio di mesi la data canonica.
Il gruppo di volenterosi ha messo a punto tante piccole e curiose iniziative, mentre il tema di quest’anno sarà “A. E. R.”, ossia Ambiente-Escursionismo-Ricettività.
Sempre più spesso accade di scoprire che il nostro ambiente si rivela una grande risorsa, nonostante sia spesso ignorato o sottovalutato, mentre in realtà è apprezzato da un numero sempre più crescente di escursionisti che a piedi, in bicicletta, in moto o a cavallo giungono nelle nostre valli. Si tratta però di un turismo "mordi e fuggi", arrivano il mattino e ripartono la sera. Ecco il motivo per cui la ricettività locale va promossa, migliorata e incentivata, proprio per stimolare i visitatori a soffermarsi per più tempo e magari a ritornare frequentemente in valle.

Zacchi

Un amichevole ricordo di Giampiero Zanichelli
7
Zacchi
Caro Zacchi,
mai avrei pensato di doverti ricordare adesso, in fondo avevi solo 53 anni, tre più di me.
Questa sera è inevitabile riavvolgere il tempo per andare ai giorni più belli della vita, quelli che non dimentichi nemmeno se campi fino a 150 anni, a quelli che segnano la spensierata adolescenza.
Oltre ad aver condiviso con te, insieme a tutti gli altri della nostra compagnia, una parte della nostra gioventù, eri anche il cugino maggiore, quello che dopo un paio d’anni mi passava la giacca, i maglioni fatti a mano dalla zia o il vestito della Cresima.
Anche per questo motivo ci siamo ritrovati nella stessa compagnia, nel "Group Grease" prima, negli “Artisti” dopo... un nome questo che piaceva a Giustino.
Stasera affiorano ricordi, con lo stesso concentrico effetto del sasso lanciato nel lago, i cerchi si allargano e poi svaniscono, ecco che allora ne vuoi lanciare altri, fino a che il braccio non fa male. È proprio quello che sto facendo ora. Penso ai tuoi tornei di ping-pong in canonica, alla tua carriera nelle giovanili del Parma Calcio e poi come calciatore nell’A.S Bedonia… alle estati passate in Piramide, a Tomba o nella mia soffitta… tutti ricordi vivi, che non sono solo chiusi dentro all’album delle fotografie.
Anche adesso, come successe con Giustino e Zeffiro, sono costretto a ripensare alla stessa frase, proprio per ricordare gli anni più belli: “Gli anni di Happy Days e di Ralph Malph; gli anni delle immense compagnie; gli anni in motorino sempre in due; gli anni di "Che belli erano i film"; gli anni dei Roy Rogers come jeans; gli anni di qualsiasi cosa fai; gli anni del "Tranquillo, siam qui noi".

Post precedenti

Grazie per aver visitato Esvaso.it - Rimani aggiornato per i prossimi argomenti, iscriviti alla newsletter.
Le fotografie e i testi presenti nel blog sono di Esvaso - Copyright © 2006/2015