• 08
    Dic

    Il comune senso del brutto


    8

    C’è chi la chiama “riqualificazione”. I punti di vista non si discutono, è però concesso raffrontarli. L'occasione è offerta dal posizionamento di un nuovo guard rail: robusto, sfolgorante e d’acciao. Sembra di essere nell’autodromo di Monza, invece siamo in via Malta, a Borgotaro. Una conferma che non sempre il fare è sinonimo di positività.

    Per rendersi conto basta fare due passi a San Rocco, nella “Strada del tram”. Lì scoprirete un’opera che salta subito all’occhio, troppo impattante e che stona con l’ambiete circostante.
    Trattandosi di una via secondaria e posta all’interno di un centro urbano non sarebbe stato meglio prevedere una soluzione meno invasiva? Da una ricerca presso un produttore di guard rail “H2 con corrimano e barriera tripla onda”, sono risalito al sovraprezzo tra la barriera di acciao e quella rivestita in legno (stessa conformità stradale). La differenza tra i due materiali è risultata di 63 Euro/metro lineare. Trattandosi di un centinaio di metri non sarebbe valsa la pena spendere qualche migliaio di Euro in più? Nella ricostruzione grafica allegata “Com’è e come sarebbe” si può anche notare l'effetto tra le due soluzioni. Ma dove sta scritto che le opere pubbliche devono essere per forza brutte?

    Per le belle notizie ci sono le conferenze stampa e gli articoli da esse scaturiti, mentre la reale percezione non è quasi mai rilevata. Questo post vuole appunto essere un’altra visione, uno stimolo migliorativo, una riflessione "a voce alta", la stessa espressa da molti “San Rocchini”, la cui bellezza del quartiere sta a cuore tanto quanto alle casse comunali.

  • 05
    Dic

    Zappa-Fermi 2.0


    2

    Si fa presto a dire Scuola 2.0. Così l'esperienza ho voluto farla in prima persona perché, si sa, quando te la raccontano è una cosa, quando invece si passa dalle parole ai fatti le aspettative non sono mai come le premesse.

    L'Istituto di Istruzione Superiore Zappa Fermi, in occasione della Settimana del Nazionale per la Scuola Digitale, ha aperto le porte alla cittadinanza per condividere attività e iniziative realizzate in tema di innovazione didattica e digitale, con l'obiettivo di far conoscere “da vicino” i processi di innovazione di questa scuola.
    Visto il comunicato mi aspettavo una scuola “preparata” agli ospiti, invece ho trovato l’ambiente di tutti i giorni, una realtà quotidiana che marcia di pari passo ai tempi che corrono: fibra ottica, sale multimediali, monitor, lavagne luminose, computer e tablet.
    Un buon risultato ottenuto anche per mezzo del Comune di Bedonia per aver ampliato l'offerta didattica, del Comune di Borgo Val di Taro e Fondazione CariParma per aver contributo alla realizzazione di due aule tecnologicamente avanzate.

    Ma cosa significa insegnare e imparare con il web 2.0? Un esempio concreto è l’utilizzo di “Classroom” in tutte le classi. Si tratta di un programma messo a disposizione da Google per aiutare, in tempo reale, gli insegnanti a realizzare, correggere e inviare agli studenti i compiti. Con questo nuovo metodo avviene un rapido scambio di documenti, dati e relazioni, a volte anche personali, quelle che solitamente si evitano a quattr’occhi, ma anche un sistema per rimanere in contatto con gli studenti quando non riescono a frequentare. Dimostrazione pratica che studiare non significa semplicemente apprendere su un libro stampato.

    Un’altra vera rivoluzione l’ho “toccata” nel laboratorio allestito dall’indirizzo M.A.T. di Bedonia. Lì ho trovato docenti e studenti veramente preparati, motivati e appassionati (da ex studente IPSIA comprendo ancora meglio questa trasformazione avvenuta nel tempo), tutti con un solo obiettivo prioritario: innovare le competenze per favorire l’inserimento dello studente nel mondo del lavoro, oggi più tecnologico che mai. A loro disposizione hanno anche una stampante 3D e programmi per progettare, trasmettere e realizzare oggetti altrimenti impossibili da produrre. Senza dubbio un buon biglietto da visita per questi futuri tecnici.  

    Il privilegio di frequentare una scuola così non è scontato e non è da tutti, motivo valido per credere e sostenere i vari indirizzi dello Zappa-Fermi, in modo che questa “rivoluzione” sia ancor più compresa e apprezzata, in special modo da coloro che scelgono il “treno” per raggiungere una scuola, a loro dire, migliore.