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  • 21
    Gen

    Volontari brava gente


    11

    È gente che non ha un santo in paradiso: terremoto, tanta neve e altrettanta burocrazia. Insomma, di peggio non poteva capitargli addosso.
    È anche per questi motivi che la richiesta di soccorso, diramata ieri a livello nazionale, è stata accolta senza indugi anche in Valtaro. Aiuti ritenuti necessari a fronte del nuovo terremoto e delle forti nevicate che hanno colpito il centro Italia.
    Da ieri sono già sul posto diverse squadre di volontari della Protezione Civile di Bedonia e Borgotaro. Tra questi anche sei uomini della Provincia di Parma, dotati di due turbine spazzaneve, un paio di unità del Soccorso Alpino “Monte Orsaro" e due unità del Nucleo Cinofilo da Soccorso "Branco Asd" di Borgotaro.
    Le squadre sono già giunte a destinazione e stanno già operando in un centro dell’Appennino marchigiano, più precisamente a Santa Vittoria in Matenano (626 metri SLM), in provincia di Fermo.

    Sono una ventina di persone, tutti volontari e in gran parte giovani, che si sono messi a disposizione della macchina organizzativa per aiutare il prossimo, mettendo a rischio anche la propria incolumità. Viviamo in piccoli paesi, perciò le persone si conoscono tutte, per noi non sono numeri, ma nomi. Dal distretto di Bedonia sono partiti: Corti Sergio, Delgrosso Maurizio, Dellanzo Andrea, Malucelli Marcello, Minoli Alessio, Musa Matteo, Rossi Francesco, Sbarbori Mirko, Soracchi Andrea, Bricca Daniele, Franchi Manuel, oltre a Corrado Aroldi e Francesco Valenghi già in loco da ieri con i mezzi della Provincia. Dal distaccamento di Borgotaro: Michele Tamburini, Bacchetta Ivano, Rosario Rondinelli, Daniele Caruso.    

    Chiamo al telefono uno di loro: “Ci capiamo tutti al volo e siamo abituati a lavorare senza tante balle, senza perderci in chiacchiere o polemiche inutili. Una simile situazione richiede la presenza di uomini volenterosi, pronti a rimboccarsi le maniche con grande umiltà e generosità”.
    Sono questi i volontari… meno male che ci sono loro!

  • 18
    Gen

    L'inverno più lungo


    23

    Ora se ne parlerà ancora per qualche giorno, le quattro scosse di oggi faranno “notizia” e poi, ancora, le solite chiacchiere. Vivere senza una casa e tra una scossa di terremoto e l’altra è inimmaginabile. Una ogni 5 minuti, da sei mesi. Ci sarebbe da scappare, ma dove scappi? Se poi ci mettiamo anche due metri di neve, le strade chiuse, la mancanza di energia elettrica, le tende che cedono al ghiaccio e un vento siberiano che spazza via anche la più piccola speranza… allora vuol dire che al peggio non c’è mai fine.

    Occorre fare in fretta. Non c’è più un minuto da perdere. È già passato troppo tempo. Ma che il tempo sia soggettivo lo abbiamo visto tutti, in una notte sono stati trovati 20 miliardi per salvare una banca. Mi piacerebbe invece vedere che le mie tasse, le nostre tasse, potessero servire veramente a qualcosa: a queste vere emergenze.

    Qualcosa si farà anche, ma sinceramente non c’è la percezione che si stia facendo tutto il possibile, non c’è la sensazione che in quelle zone la situazione vada migliorando giorno dopo giorno, non c’è nemmeno l’impressione che la vita di questa gente sia resa più facile e decorosa. Non si nota nemmeno un riscontro tangibile verso gli agricoltori, alle loro coltivazioni e ai loro animali. Niente. Tutto come prima. Come sempre.

    Cosa abbia causato il terremoto nel centro Italia lo sappiamo bene, ma diciamolo, in questi mesi non c’è mai stata una vera priorità. Dopo la prima settimana dall’evento si è continuato a parlare di referendum e adesso si continua con la legge elettorale… argomenti che alla stragrande maggioranza degli italiani non interessano una “cippa” o comunque non li ritiene prioritari.
    Ogni giorno sprecato in chiacchiere è un giorno che sottrae considerazione e dignità a quelle persone. Governo, chiunque tu sia, bisogna passare dalle promesse agli atti concreti. Non c'è più tempo da perdere!