Un po' di riparo
 

Dove passano i treni



Turismo: dalla carta alla rete

Gli Uffici Turistici del futuro dovranno lavorare in modo diverso, ma soprattutto essere diversi
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Turismo: dalla carta alla rete
Mi riesce difficile capire perché i Comuni, quindi gli Uffici Turistici, si affidino ancora alla brochure in carta. Non me ne vogliano gli stampatori e i grafici, ma non credo sia una via efficace per un’ampia e mirata promozione al territorio o perlomeno indirizzata a portare nuova “linfa” alla valle.
Da alcuni giorni si trovano abbondantemente nei bar o nei negozi i pieghevoli che pubblicizzano l’evento: “Gusta la Primavera in Alta Valtaro”. Negli anni cambiano i formati, ma l’opportunità che offrono questi volantini è sempre la stessa: “Auto-promozione”. Il messaggio che contengono è rivolto per lo più ai nostri residenti, mentre il vero scopo della promozione andrebbe cercato altrove, verso coloro che dobbiamo portare in valle, non a quelli che già ci sono: "Così facendo sarebbe come lanciare l’esca nel Taro e pretendere di pescare un pesce nel Po".
 
Al giorno d’oggi servono azioni di promozione o campagne di comunicazione di massa incisive, in caso contrario si sprecano energie e si soccombe. Il turista del momento gestisce ormai in maniera autonoma le informazioni che gli servono e queste pervengono direttamente dalla rete. La promozione tramite inserzioni pubblicitarie su radio, quotidiani e riviste di turismo è costosa, specialmente ora che i soldi pubblici da spendere sono pochi e sempre meno. Tutti sappiamo bene che il primo budget che si va a tagliare è quello destinato al turismo e già sento i vari responsabili rispondere: “Si fa quel che si può”, però nel momento del bisogno bisogna aguzzare l’ingegno e non fossilizzarsi sulla consuetudine.
Non dico di non fare nulla, ma se 1.000 dei 1.500 Euro occorrenti per stamparle fossero stati spesi nel web, per mezzo di Google e Facebook, scegliendo quindi le zone limitrofe su cui puntare (raggio di 100 km dalla Valtaro) e i destinatari a cui rivolgersi (persone dai 30 ai 50 anni), non ci sarebbe maggior possibilità di attrarre nuove presenze?
 
Esistono inoltre i pacchetti turistici, un sistema valido per soddisfare più categorie di attività, proprio come si sta organizzando il Consorzio LoveTaro&Ceno per far fronte alle esigenze di valle. Questa nuova realtà non si occuperà solamente di pacchetti turistici, ma anche, volendolo le Amministrazioni, di comunicazione e singoli eventi, fornendo così un pacchetto chiavi in mano per veicolare l’avvenimento attraverso i canali più idonei.
 
La scelta di puntare sulla comunicazione online la vedo ormai come una scelta obbligata, Internet è sicuramente il mezzo di promozione meno costoso e più efficiente, considerando il rapporto fra l’investimento e le migliaia di persone raggiungibili: “Mal che vada o con un uguale risultato il nome della Valtaro circolerebbe comunque e al di fuori dei nostri confini… se non sarà per questa volta, magari sarà per la prossima”.
Ora torno con i piedi per terra… se a mia insaputa fosse stata percorsa questa strada on-line “Tanto di cappello”, significherebbe che è quella giusta. 
 
Le osservazioni che spesso faccio non vogliono rappresentare sterili critiche, ma solo un consiglio o fornire un’altra opportunità.

C’era una volta la ceramica

Dalla produzione di piastrelle al riciclo di plastica salvaguardando l’ambiente
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C’era una volta la ceramica
Agli inizi degli anni ’70 la politica industriale di Bedonia era basata sulla produzione di ceramiche per edilizia. Un settore che ha procurato, nel bene e nel male, un lavoro sicuro a centinaia di famiglie per quarant’anni. La ex fabbrica Edilcuoghi si era dimostrata la sicurezza economica per l’intera vallata fino al 2010, anno in cui chiuse i battenti e oltre cento lavoratori si ritrovarono senza un’occupazione. Per un paio d’anni si ventilò anche la possibilità di riaprire lo stabilimento con la modenese “MoMa Ceramiche”, ma il tentativo non andò a buon fine. Una situazione di crisi che si è prolungata, tra cassa integrazione e mobilità, fino ai giorni nostri.
Ora la decisione di riconvertire quella realtà con una politica industriale innovativa, orientata al futuro, impegnata a salvaguardare la salute dei lavoratori ed essere compatibile con l’ambiente.

Quella stessa fabbrica, dove prima si producevano piastrelle, si baserà sul riciclo di plastica raccolta tramite la differenziata, vale a dire rimettere in circolo nuovo materiale per realizzare altri contenitori, abbigliamento in “pile” o per applicazioni edili, moquette per l’auto, ecc.
Un impianto nato anche da un importante intervento di bonifica, la gran parte della copertura del fabbricato era infatti in amianto. Per quanto riguarda invece il ciclo lavorativo interno sarà eseguito per mezzo di un moderno impianto ottico/selezionatore e la lavorazione dei polimeri sarà effettuata a “freddo”, senza manipolazioni termiche, dunque senza emissioni in atmosfera, trattamento che riguarderà anche le acque e le polveri. Successivamente il materiale verrà imballato e immagazzinato per essere poi avviato ad altri impianti di riciclo. In pratica una realtà a “Zero emissioni” che sarà poi seguita e certificata dal COREPLA (Consorzio Nazionale per la Raccolta, il Riciclaggio il Recupero dei Rifiuti di Imballaggi in Plastica).
Gli impianti di lavorazione occuperanno solo un terzo della superficie disponibile (8.000 mq.), perciò rimarrà inutilizzato gran parte del fabbricato bonificato. Sarà quindi importante capire che cosa verrà realizzato nei 16.000 mq rimasti inutilizzati, visto che al momento non è stata indicata la futura destinazione degli spazi.

Questo nuovo insediamento, a partire dal prossimo autunno, darà lavoro a quarantacinque persone (tra questi dei dipendenti della precedente azienda ceramica), che opereranno a ciclo continuo, 24 ore su 24, trattando fino a 16.000 tonnellate/anno di materia plastica. Altri impieghi vi saranno nel laboratorio di analisi interno per il controllo dei processi, per verificare la qualità dei prodotti ottenuti e garantire gli standard di sicurezza ambientale.
Le caratteristiche e i dati soprariportati sono stati presentati in una conferenza pubblica, organizzata presso il Seminario di Bedonia, da tutte le parti interessate al progetto.
La determinazione di questa riconversione è nata da un proficuo gioco di squadra tra la proprietà Oppimitti Energy, il Sindaco di Bedonia Carlo Berni passando per l’Assessore Regionale alle Politiche Ambientali e della Montagna, Paola Gazzolo.

Mettiamoci una croce

Votiamo, senza ascoltare Renzi o Napoltano ma solo la nostra coscienza
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Mettiamoci una croce
Domani andrò a votare. Andrò a manifestare la possibilità di contare qualcosa in questo paese dove tutto è deciso a tavolino. Soprattutto ci andrò perché mi dicono di non andarci. Non riesco ancora a credere che alte cariche delle Stato tifino per l’astensione, passando da Renzi a Napolitano "I Democratici", passando per Mattarella che tace, non prende posizioni, come sempre. Di questo loro “consiglio” però me ne ricorderò con un bel nodo al fazzoletto, ad ottobre, quando ci sarà l’altro referendum e gli stessi chiederanno l’esatto contrario, ovvero di andare a votare.
Perciò questa volta ci andrò, come tutte le altre volte, per il semplice fatto che un referendum è un diritto conquistato e non voglio che questo diritto venga soggiogato da calcoli di convenienza politica o, come in questo caso, dagli interessi delle lobby.
Andare a votare è un diritto e un dovere, una priorità, un atto di democrazia che non è né di destra né di sinistra, mettere quella benedetta croce sul sì o sul no rappresenterà comunque una precisa volontà e se qualcuno non ha ancora capito per cosa dovrà votare... poco importa, fatelo solo perchè vi dicono di non farlo! Quella croce sarà la nostra opinione e di nessun altro.
ARGOMENTI: Politica nazionale;

Borgotaro: mettiamoli alla porta

I dati e le cause della raccolta dei rifiuti "porta a porta" che stenta a decollare
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Borgotaro: mettiamoli alla porta
Non è mai colpa dei cittadini se non si fa la raccolta differenziata, ma dei Comuni che non promuovono e incentivano l'iniziativa! Il concetto è semplicissimo.
Ad esempio: la raccolta dei rifiuti “porta a porta” rappresenta l'unico metodo comprovato che dà garanzie per conseguire risultati nella differenziata. La soluzione per dare una scossa al tradizionale sistema di raccolta rifiuti tramite i bidoni stradali.
Il conferimento del rifiuto indifferenziato in discarica non è più auspicabile, né dal punto di vista ambientale, né dal punto di vista economico, basta leggere la nostra bolletta per averne conferma.

L’Amministrazione di Borgotaro non è stata in grado di attivare una raccolta “porta a porta”, nonostante fosse uno degli obiettivi dello scorso programma elettorale. Comune fanalino di coda della provincia di Parma: 27% di differenziata nel 2015, 26% nel 2012 e 22% nel 2010, un dato praticamente stabile da anni con una produzione di rifiuti rilevante, pari a 553 Kg/abitante (vedi tabella allegata).

Quali sono i motivi di questa situazione? Un’analisi condivisa identifica le cause in una scarsa visione di futuro da parte dell'attuale Amministrazione e un deficit di comunicazione con i cittadini.
Una situazione che grava sulle tasche dei cittadini solo per non essere virtuosi, ad esempio 110 mila Euro annui di costi post-mortem della discarica ai Piani di Tiedoli ed esclusione dagli incentivi promossi dalla nuova legge regionale.

Tutti questi dati sono emersi da uno dei tanti incontri pubblici promossi dalla lista “Resistenza del Cerro”, in lizza per le prossime consultazioni elettorali borgotaresi, che per mezzo di queste interessanti serate con i cittadini costruisce gli obiettivi del suo programma.
Venerdì scorso è stato invitato un esperto del settore, Paolo Tazzini, rappresentante dei consumatori nel comitato tecnico dell’innovativa Legge Regionale 16/2015 fondata su prevenzione, riuso e riciclaggio dei Rifiuti Solidi Urbani.
Una Legge che detta linee chiare sugli obiettivi al 2020: riduzione della produzione pro-capite di rifiuti del 20-25%; raccolta differenziata al 73%. Alla base di questa Legge tassazioni economiche per i Comuni non virtuosi (ad esempio Borgotaro è tassata con 16.000 Euro per il 2014) e premi economici per i Comuni virtuosi e ai progetti di miglioramento significativi.

Una situazione sconcertante poiché in Comuni come Bedonia, Berceto, Compiano o Varano la raccolta differenziata risulta significativa (50% di media) grazie all'applicazione del “porta a porta”. Questa metodologia non è solo un costo, superata la condizione iniziale d’investimento e giunta a regime, presenta notevoli vantaggi sulla riduzione dei costi per lo smaltimento. La raccolta differenziata genera lavoro e si ricava denaro dal materiale raccolto: 80 Euro a tonnellata per la plastica, 300 Euro per l’alluminio e 60 Euro per la carta.

Una significativa riflessione va fatta anche sull'impatto turistico di questa situazione, i turisti sono sconcertati dall’arretratezza di questo sistema di gestione rifiuti. Il turismo è prima di tutto una sensazione di qualità che viene percepita dal visitatore, mentre a Borgotaro il cittadino deve continuare ad immergersi nel passato, oltre che dentro al puzzolente cassonetto stradale.

Questione di Fibra - III Atto

Attivati diversi punti per fornire Fibra Ottica e Banda Larga in Alta Valtaro e Alta Valceno
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Questione di Fibra - III Atto
Tutto è bene quel che finisce bene. Era il novembre 2014 quando le tredici ragazze del Call-Center traslocarono "forzatamente" la loro sede lavorativa da Bedonia a Borgotaro. Il motivo di questo trasferimento era dovuto alla mancanza di fibra ottica nel capoluogo bedoniese. Nei mesi scorsi si è infatti provveduto a interrare il cavo digitale partendo da Borgotaro per raggiungere Compiano e terminare a Bedonia.
Sono passati diciotto mesi, però le attese sono state esaudite. Con l’arrivo della “fibra” e quindi della Banda Larga, soffriamo un po’ meno tutti della “Precarietà digitale” a cui eravamo relegati e anche un po’ rassegnati all’assenza di questo fondamentale servizio.
Un progetto portato a termine grazie alla collaborazione attiva e caparbia tra Comune di Bedonia, Lepida S.p.a/Regione Emilia Romagna e Provincia di Parma.

Il punto strategico è senza dubbio il ponte radio predisposto sul Monte Pelpi (già predisposto il traliccio che ospiterà i ripetitori), grazie al quale si coprirà, in tempi brevi, l’Alta Valtaro e l’Alta Valceno.
In attesa di questa strategica copertura sono però già attivi diversi ponti radio di Banda Larga, tra cui quelli del monte Molinatico a Borgotaro, Berceto, Valmozzola, Solignano, Spallavera di Albareto, Centocroci e Marzuola di Tornolo, mentre in Valceno sono attivi quelli di Bardi, Val Lecca, Bergazzi e Pareto, per poi spingersi fino alla vallata di Varsi.  
L’offerta internet veloce non si limita a collegare uffici pubblici e scuole del comprensorio, ma è complementare alle utenze private di cittadini e imprese della zona per mezzo di un canone mensile e l'installazione di una piccola antenna.
A fornire il servizio di abbonamento vi sono due società locali: ComUnica e Eolo.

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