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  • 22
    Nov

    Tele-Camera con svista

    Sarà proprio vero che l’eccezione conferma la regola? Con l’avvento della tecnologia dovevamo essere tutti più sicuri, ma anche questa sera tre furti con scasso sono andati a segno a Borgotaro.
    Era giugno quando su via Piave è stata installata una telecamera di nuova generazione OCR, in pratica rileva le targhe dei veicoli in transito (se però ci parcheggi sotto arrivandoci di spalle, come è già successo, il veicolo non è rilevato poiché si tratta di una telecamera unidirezionale).

    Bene, in questi sei mesi, undici furti sono avvenuti nella stessa zona, ma non solo, anche nelle solite abitazioni e tutte in prossimità di questo “Occhio intelligente”: per tre volte in una casa che si trova a fianco (10 metri), per tre volte nella casa di fronte (50 metri) e tre volte in casa poco più avanti (200 metri). Di questi undici, due colpi sono avvenuti il 10 novembre e altri due proprio stasera, mercoledì 22 novembre, sempre compresi tra via Piave e via Strela.
    Anche oggi, ma come sempre, nessuno fa riferimento e affidamento a quanto può aver registrato la videocamera di via Piave.

    C’è qualcosa che non torna. Sì perché il 4 novembre, per mezzo di un’intervista a Videotaro (vedi link), l’Amministrazione Comunale di Borgotaro sosteneva che con l’acquisto di queste nuove apparecchiature ad alta tecnologia saremmo stati tutti più sicuri, avvalorando anche l’impegno di spesa di 20.000 Euro: “Non va mai abbassata l’attenzione per non far sentire il cittadino solo e abbandonato…”.
    A questo punto ripongo la stessa domanda fatta il 22 agosto: “Ad oggi, la telecamera di via Piave funziona?”. Grazie per la risposta, con la speranza che non si adotti la prassi della precedente…

  • 20
    Nov

    La Valle del Lucido

    Si deve sempre cercare un motivo per fare qualcosa. È la regola. Per meglio conquistare un luogo bisogna farlo a piedi, passo dopo passo, non in macchina. È il caso della Lunigiana, una terra che avevo sempre percepito dal finestrino, attraverso sguardi sottratti all’autostrada.
    Un bel trenino diesel parte da Aulla, direzione Garfagnana e poi Lucca. La nostra meta è la stazione di Gragnola. È da lì che inizia l’escursione attraverso la Valle del Lucido, chiamata così poiché le acque del torrente che la solca sono limpide da secoli.
     
    Ad accompagnarci in questo territorio sconosciuto ai più, è la bercetese Cecilia Molinari, new entry tra le guide di Trekking Taro e Ceno: "La valle che visiteremo è sicuramente una delle zone più affascinanti della Lunigiana". Ora la posso assecondare: "Non si sbagliava". A renderla tale sono i piccoli paesi arroccati ai piedi delle Apuane e incastonati tra uliveti e vigneti: Gragnola, Monzone, Equi Terme.
     
    Sono piccoli borghi che tribolano per non morire, ma con dentro la passione del riscatto, così come accade ai nostri paesi in Valtaro, a tutto l’Appennino. Raccontano la stessa storia, uguale per tutti, non cambia di una virgola: spopolamento e invecchiamento della popolazione.
    Anche questa terra conserva un trascorso fatto di sacrifici, di gente umile e tenace che ha dedicato la propria vita al lavoro, chi nei campi, chi nelle vicine cave di marmo, ma tutti con lo stesso intento: sbarcare il lunario per non abbondonare quei luoghi.
     
    I segni di questo passato rurale sono ancora ben visibili attraverso i castagneti, i mulini e gli essiccatoi. È il caso di Alessandro, un giovane agricoltore che ha scelto di non abbandonare la sua terra e gestire l'azienda agricola "La Bucolika di Fazzano". La sua è un’attività basata sull’accoglienza e la produzione di prodotti del territorio, primo fra questi la castagna. Ha ripristinato, infatti, un vecchio essiccatoio, uno dei tre ancora in funzione in questa valle, e la sua farina di castagne ha così conquistato in pochi anni la notorietà che meritava. Ci fermiamo a pranzo da lui e nei piatti lunigianesi che ha preparato, si avvertono impegno, caparbia e passione… ingredienti essenziali per cambiare il destino di queste terre.