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  • 19
    Set

    Mister Bersellini

    Lo ha scritto anche sua figlia Laura: “Non poteva essere altro che di domenica”.
    La notizia ha avuto risalto nazionale, con il suo passato (490 panchine nella Serie A) e la sua comprovata moralità non poteva essere altrimenti.
    Eugenio Bersellini per il popolo sportivo italiano era il calciatore e poi l’allenatore, per i borgotaresi era sempre rimasto “B’rslèin”, uno della goliardica compagnia dei “Pesos”.
    Ieri mi parlava di lui Gianmarco, in macchina, tra una telefonata e l’altra. Mi ha raccontato di quel loro lungo rapporto, da quando “sbarbatello” lo portò alla Sampdoria e poi di come fosse stato un costante consigliere nella sua vita calcistica. Un punto di riferimento inscindibile.

    “Lo chiamavano il ‘Sergente di ferro’, ma solo perché in un mondo come quello del calcio, fatto di calciatori, che sono per lo più bambini viziati, aveva il coraggio di essere sempre se stesso. Senza se e senza ma. Pur di difendere le sue idee non hai mai accettato compromessi con nessuno, che siano stati presidenti, giocatori o giornalisti, non faceva differenza.
    Una stretta di mano e la sua parola… questi erano i gesti a cui teneva di più e per cui valeva la pena vivere ed essere ricordato.
    Quando tornava a Borgotaro, anche negli ultimi tempi, rievocava i nostri lunghi viaggi in macchina e degli anni passati insieme. In quel periodo mi ha insegnato a difendere con i denti i valori più importanti al mondo: l'umiltà e la dignità, oltre all’orgoglio di essere “Montanaro”.
    Ha vinto ovunque e ha portato fieramente il nome di Borgotaro in televisione, sui giornali e in giro per il mondo. Più di una volta portò con sé i Pesos alla Domenica Sportiva e il cestino di funghi: ‘Appena raccolti a Borgotaro’, veniva donato in diretta al conduttore Adriano De Zan. Un gesto, un amorevole spot per la sua Valtaro, visto e apprezzato da milioni di persone.
    Era un grande uomo di sport, un grande allenatore, ma soprattutto per me, un grande uomo… la “U” maiuscola. Fai un buon viaggio Mister e se puoi insegna anche agli angeli il gioco del calcio.".

    P.s.
    Nella foto di copertina, gentilmente donata da Carlo Forni, oltre a tanti altri borgotaresi, Eugenio Bersellini con il piccolo Gianmarco.

  • 14
    Set

    Serpaglio: segnali di rinascita

    La recente violazione della chiesetta del Serpaglio, con distruzione della teca e della statua di Maria Bambina, è stato quasi il culmine di una serie di squallidi episodi ripetutisi negli ultimi tempi. Ma, come si suol dire, non tutto il male viene per nuocere: la Fondazione “don Emilio Bellentani”, proprietaria del sito, unitamente al Gruppo Alpini di Bedonia, al comitato “Veterrima Plebs” e alla Pro-Loco Bedonia, hanno infatti maturato la decisione di prendersi seriamente cura di questo luogo storico e ameno, a cominciare appunto dall’oratorio che ne è il bene più prezioso e significativo.

    Così, l'annuale ricorrenza è stata l'occasione non solo per una doverosa riparazione spirituale al gravissimo gesto, ma anche per dare pubblico risalto a questa volontà di recupero che ha già dato alcuni segnali positivi, nella speranza possa diventare un progetto fattivo e organico.Venerdì scorso, 8 settembre, complice anche il tempo atmosferico che ha provvidenzialmente tenuto, erano decine e decine i fedeli adulti, oltre ai diversi bimbi e ragazzini, convenuti al Serpaglio. Particolarmente nutrita e gradita è stata la rappresentanza degli abitanti di Roncole, venuti insieme con la statua mariana del loro oratorio, gentilmente prestata per l’occasione a sostituire la nostra, distrutta e attualmente fuori uso (si trova in restauro presso un’artigiana di Borgotaro).
     
    La funzione è stata raccolta e partecipata. Al termine, dopo alcune parole introduttive del Parroco –che è anche Presidente della Fondazione– è intervenuto Paolo Masala: ha fatto presente la buona volontà dei “suoi” Alpini ad operare a beneficio del Serpaglio e della cappellina e, con l’aiuto di un pannello fotografico, ha illustrato i lavori già gratuitamente eseguiti: la paziente ricomposizione della teca distrutta (opera di Maurizio Noberini) e la sistemazione e pulitura dei dintorni, ai fini di un maggior decoro e possibilità di controllo.
     
    Per conto di “Veterrima Plebs”, il sottoscritto ha poi letto una breve ma densa relazione storica, direi seguìta con la necessaria attenzione –cosa che mi ha ben compensato delle fatiche dei giorni precedenti. Basandomi su alcuni documenti, ho evidenziato le origini prettamente medioevali del Serpaglio (già ricordato nel 1229) e il suo carattere di insediamento sparso, con al centro la casa ancor oggi esistente, ma allora più piccola e fortificata: un centro autonomo rispetto alla stessa Bedonia, i cui abitanti erano riuniti in una sorta di “clan” familiare.
    Ho poi tratteggiato l’interessante evoluzione dell’età moderna: disfacimento del clan e promozione sociale del ramo Serpagli rimasto in loco, di cui è diretta espressione la cappella di famiglia: l’edificio, dedicato a san Carlo Borromeo, fu costruito tra il 1611 e il ’17 ad iniziativa di don Sante Serpagli, che fu poi Arciprete di Bedonia e che volle esservi sepolto.
     
    L’oratorio del Serpaglio ha, insomma, un’origine e delle caratteristiche ben precise, che è giusto avere presenti: un’elegante architettura seicentesca ad otto angoli, sormontata da un lucernario e da un tradizionale tetto in ciappe (esempio ormai raro!); un bell’altare in calce; inoltre, tracce di riquadrature a effetto decorativo, che si notano all’interno sotto strati di pittura. Tutti particolari che passo dopo passo, rispettati e recuperati, faranno di quest’oratorio un vero gioiello del luogo; senza però dimenticare la sua messa in sicurezza, che purtroppo è necessaria...
     
    La raccolta fondi ha, di fatto, preso inizio con questa giornata, che ha registrato ben 433,64 Euro di offerte. Chi, magari assente, volesse aggiungere un suo contributo, potrà farlo già ora presso il Bar Masala o presso la Parrocchia. In seguito, verrà individuato un apposito conto corrente da parte di tutti i soggetti interessati. Inoltre, si possono anche consegnare o segnalare eventuali vecchie foto relative al Serpaglio, che saranno un prezioso corredo per l’opuscolo storico alla cui stesura mi dedicherò, ovviamente a titolo gratuito, nel corso del 2018. Grazie a quanti hanno partecipato e vorranno partecipare anche in seguito.
                                                
    Piero Rizzi Bianchi