• 23
    Giu

    Le valli del biologico


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    In questi giorni c’è stato un altro “cambio di passo”: il “Simposio-Bio”. Un’occasione per conoscere più a fondo, e direttamente dalla voce degli stessi attori, lo stato dello sviluppo e le aspettative delle aziende agricole del territorio vocate al biologico, oltre ai problemi con i quali le stesse si devono quotidianamente confrontare, tra questi i danni alle coltivazioni provocati dal progressivo incremento delle popolazioni locali di fauna selvatica.

    L’iniziativa è stata proposta da Andrea Serpagli, sostenuta dal Consorzio Lovetaro&ceno, in collaborazione con l’Istituto per la Certificazione Etica ed Ambientale (ICEA). Il Simposio è stato moderato dal giornalista Marco Epifani e sono intervenute diverse realtà locali: Mario Marini dell’Agriturismo “Il cielo di Strela”; Francesco Querzola produttore biologico; Emanuela Grazian coltivatrice di lavanda per oli essenziali; Federico Rolleri di Localab; Lisa Baldi di “MercaTiAmo”; Guido Sardella della Riserva WWF dei Ghirardi; Micaela Sini Scarpato Presidente del distretto di Economia Solidale del territorio parmense; Marco Pirovano della “Fattoria Monte Pelpi” e Iris Wittwer, rappresentante dei “Piccoli Produttori Alta Valtaro” e del “Consorzio Valtaro carne biologica”.

    Fra i vari strumenti proposti durante il simposio per la promozione biologica e del turismo responsabile, di uno sviluppo più sostenibile e di un’economia “più verde”, c’è stato pure il “Bio-Distretto”. Quest’ultimo è un modello di sviluppo territoriale attraverso il quale cittadini, operatori vari (in primis quelli agricoli e turistici) e pubbliche amministrazioni stringono un patto per un uso e gestione sostenibile delle risorse (naturali ed imprenditoriali) locali, tutela della salute degli operatori agricoli e dei consumatori, conservazione e sfruttamento responsabile delle risorse ambientali (inclusi i suoli), rispetto della biodiversità.

    Per meglio capire quali e quante opportunità può portare con sé un Bio-Distretto, basterebbe guardare aldilà del Passo Cento Croci, nella vicina Varese Ligure, dove questa scelta fu stata portata a compimento, con le note conseguenze, da quella “mente illuminata” del Sindaco Maurizio Caranza.

    Certamente uno strumento essenziale anche per le piccole imprese agricole, altrimenti impossibilitate a sopravvivere basandosi solo sulle proprie forze, per favorire rapporti più equi ed equilibrati fra gli attori che animano le varie filiere agricole ed alimentari, anche attraverso rapporti più diretti tra produttori e consumatori. Non solo. Il Distretto Biologico può, infatti, diventare anche un modello vincente per “marchiare” mediaticamente un intero territorio: aria sana, acque di qualità, biodiversità, qualità della vita e del lavoro. Un cammino importantissimo, in cui la politica e le Amministrazioni locali giocano un ruolo fondamentale per garantirne il suo successo nel lungo termine.

  • 21
    Giu

    Valtaro & Valceno 2.0


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    È stato il punto di partenza, non di arrivo. Sono stati tre giorni intensi e ricchi di eventi, il cui vero fine è stato quello di fare comprendere ai centotrenta soci, alla popolazione e agli amministratori locali (e non), la vera sostanza del percorso che si è prefisso il “Consorzio Lovetaro&ceno” con la sua costituzione.

    Una strada innovativa che si prefigge di combattere lo spopolamento del nostro territorio e, nello stesso tempo, di costruire un’offerta produttiva e turistica in grado di incidere in modo sempre più rilevante sull’economia dei nostri paesi.
    In questo senso, le parole del Presidente del Consorzio, Claudio Agazzi, sono state chiare: “Uno sforzo comune, un circolo virtuoso tra imprenditori privati, istituzioni pubbliche e società civile che remano tutti nella stessa direzione, ovvero: proteggere, agevolare e sostenere le nostre due vallate con tutti i mezzi possibili”.

    La testimonianza oggettiva di queste prerogative sono state la pubblicazione del nuovo portale di valle “lovetaroeceno.com”, l’App. “Loves” e la realizzazione di un video che valorizza i contenuti più attrattivi delle valli: dalla natura ai paesaggi, dalle tradizioni allo sport, all’atmosfera che si respira nella nostra parte di Appennino. Tutti investimenti importanti, non solo economici, poiché vanno a colmare un vuoto congenito locale, quello della promozione turistica digitale.

    Dall’appuntamento è uscito un altro efficace obiettivo, quello di istituire “La Borsa del Viver Bene in Montagna”, un indicatore che da una serie di parametri misurerà, tra gli altri, accoglienza, servizi, salute, comunità, lavoro e sviluppo, per arrivare a stilare una vera e propria classifica del benessere montano. Un progetto che vede collaborazioni fondamentali ed autorevoli come l’Istituto per la Certificazione Etica ed Ambientale (ICEA) e l’Università degli Studi di Parma.

    Al termine della mattinata c’è stata anche la presentazione del nuovo indirizzo “Agrario” assegnato alla sede di Bedonia dell’Istituto Zappa-Fermi, oltre alla premiazione per la miglior narrazione sul tema "Vivo il mio paese", conferita all’alunno Francesco Moglia.