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  • 23
    Mag

    Il canto dei maggianti

    Ciò che prevaleva, domenica in Alta Val Ceno, non erano solo i canti tradizionali, ma un legame forte con la propria terra, una scelta di vita legata al mondo dell’Appennino. A Molino dell’Anzola, nel Comune di Bedonia, era anche percettibile l’orgoglio di fare bella figura e nel contempo dar lustro al proprio paese. L’occasione era quella della "Rassegna Interregionale del Canto del Maggio di Montereggio", giunta ormai alla 15a edizione, e quest'anno ospite del "Gruppo Cantamaggio Alta Val Ceno". I gruppi di cantori provenivano da quattordici paesi, situati in cinque province (Parma, Piacenza, Genova, La Spezia e Massa) di tre diverse regioni: in pratica, un appuntamento con i "custodi" delle tradizioni popolari dell’Appennino Tosco-Ligure-Emiliano.
     
    Le origini di questo canto primaverile si perdono nella notte dei tempi. Un antico folclore che mescola il sacro al profano, e che, nella celebrazione del ciclico "risveglio" della natura, unisce le diverse comunità e tramanda quel sentimento di appartenenza al territorio in cui esse vivono da generazioni.
    Centinaia di persone allegre e vitali, per nulla condizionate dalla crisi e da altre "problematiche" della vita moderna, ma con dentro una gran voglia di cantare: quasi tutte con foulard al collo, cappello di paglia infiorato sulla testa e tante fisarmoniche imbracciate da uomini e donne, giovani e anziani, musicisti e non. Una magia, insomma, che anche quest'anno ha legato i maggianti fra loro...
     
    Una celebrazione del canto popolare egregiamente riuscita, dove ognuno, con il suo ruolo e secondo le sue capacità, ha fatto "gioco di squadra". Emozionante la mostra fotografica allestita da Rachele presso la locale scuola, un percorso a ritroso nel tempo legato alle passate edizioni del Cantamaggio valcenese. Tutto questo, però, è stato reso possibile dall'impegno organizzativo della gente dell'alto Ceno, coordinato dal tenace Francesco, persona autentica e instancabile: e giustamente, a fine giornata, gli è stata consegnata "a sorpresa" una targa ricordo a cura del Motoclub Taro Taro Taro, Amici della Valceno-Valtaro e del Gruppo Alpini Alta Valceno-Anzola.

  • 20
    Mag

    Il Camp dei Crociati

    Sono sicuro che il Camp Parma Calcio 1913 mi farà fare un tuffo negli anni ’70, periodo in cui i giocatori crociati, allora in serie B, giungevano a Bedonia per il ritiro estivo.
    La Val Taro, a differenza di quarant’anni fa, non è più così lontana dalla città. A quel tempo appariva ai parmigiani una meta inarrivabile, certamente per la scomodità della vecchia fondovalle, per quelle 1000 curve che li separavano e che li obbligava ad un viaggio di 90 minuti, adesso è invece comodamente raggiungibile con la metà del tempo.
     
    Oggi come allora si è rivelata fondamentale la qualità delle strutture bedoniesi che ospiteranno i ragazzi nelle settimane dal 2 all'8 e dal 9 al 15 luglio. Durante la permanenza i piccoli calciatori, dai 5 ai 16 anni, impareranno le tecniche del gioco del calcio seguiti dagli istruttori professionisti del Parma Calcio 1913 usufruendo del campo comunale vicino al Seminario, dove alloggeranno e gusteranno l'ottima cucina valtarese, ma anche delle vicine piscine comunali con campetti da beach volley e tennis.

    Un Camp dove s’impara a convivere, a rispettarsi e dove s’imparano i nobili principi di uno sport che da sempre appassiona l'Italia e dove i ragazzi, oltre a imparare a giocare, potranno anche vivere l'estate bedoniese con il suo clima piacevolmente fresco, le sue bellezze naturali del circondario e i tanti eventi estivi in programma. Così, dopo il Volley Camp di Maurizia Cacciatori a giugno, un altro importante traguardo è stato raggiunto con l'arrivo dei ragazzi del Parma Camp. Una nuova opportunità per Bedonia che punta sempre di più a qualificarsi come meta turistico-sportiva, in continuità con i passati campi estivi di importanti squadre calcistiche come la Sampdoria o lo Spezia.