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  • 18
    Dic

    Poltrone e Sofà: accomodatevi in Valtaro

    Poltrone e Sofà, la famosa azienda romagnola produttrice di divani e poltrone, proprio quella che ci martella quotidianamente con il suo slogan: “Gli artigiani della qualità”, ha inserito nella sua ultima collezione diversi divani e poltrone con nomi legati a paesi della Valtaro: Bedonia, Alpe, Bergotto, Valdena e Baselica.
     
    È da ottobre che cerco di capire quale sia il motivo che ha spinto l’azienda sulla scelta dei nomi, ho anche avuto uno scambio di mail con l’ufficio stampa, ma non ho trovato nessun appiglio.
    Anche in passato una collezione era stata dedicata a località prettamente romagnole, poi con quest’ultima si sono fatti avanti paesi emiliani e quelli parmensi sono Calestano, Marzolara, Collecchio, Giarola, passando per l’appunto da Bedonia, Alpe, Bergotto, Valdena e Baselica.
     
    Un’idea sul motivo dei nomi me la sarei anche fatta, anche se è una mia sensazione. Per vie traverse ho saputo che il signor Renzo Ricci, reggiano e amministratore unico dell’azienda, è un vero buongustaio e gli piace andare alla ricerca di ristoranti tipici, ecco quindi che i conti possono tornare, infatti tutte le località del parmense, quelle prescelte per la collezione, sono note per ospitare un ristorante o una trattoria. Come premesso è solo un’intuizione, ma non vedo altro indizio che porti ad un motivo logico.
     
    Ne approfitto per ringraziare l’azienda e il titolare per la scelta dei nomi, anche se una forma di riconoscimento istituzionale sarebbe da prevedere, anche solo per un pranzo a base di funghi, la pubblicità che stanno facendo è a livello nazionale ed è davvero notevole, oltre che ad essere per noi a costo zero. Il mio dovere invece l’ho già fatto, sì perché non potevo certo sottrarmi all’acquisto della poltrona “Bedonia”, tra l’altro veramente la più bella tra quelle proposte: “Una poltroncina comoda, dallo stile fascinoso e seducente, come il paesino del parmense, disteso in una verde conca ai piedi del monte Pelpi, a cui si ispira”, così mi sono recato nel punto vendita di Parma e l’ho ordinata: 320 Euro ben spesi.

  • 15
    Dic

    L’arte del continente nero

    È una mostra di arte tribale africana di grande rilievo. Ci sono pezzi unici e originali, mai visti in zona e che probabilmente non si rivedranno tanto facilmente. Un “viaggio” sensoriale nel cuore dell’Africa, saturo di odori, colori e forme. Tutte sensazioni inusuali per la nostra formazione culturale.
    A catturare l’attenzione sono le tante maschere e gli oggetti d’uso quotidiano, ma soprattutto le altrettante figure lignee, sia maschili che femminili, che rappresentano i saggi del villaggio, gli antenati e le divinità, ma anche gli immancabili feticci inneggianti a fertilità, vita e aldilà.

    Una parte della mostra è dedicata alle opere d’arte di popolazioni dell’Africa Occidentale quali i Dogon, i Bamileke, i Luba, i Senufo e i Fang, mentre l’altra è consacrata esclusivamente all’arte Congolese e in modo tutto particolare a quella della tribù dei Lega, una delle arti più elevate del continente africano.

    La mostra è stata organizzata presso il Museo delle Mura di Borgotaro da Intersos Valtaro con l’intento di creare un ponte tra la cultura occidentale e quella africana, tra loro agli antipodi e perciò bisognose di un forte sostegno culturale e ideologico.
    Tutte le opere d’arte sono visibili grazie alla disponibilità del Padre Saveriano Andrea Tam, dei Saveriani di Parma, che da tanti anni lavorano fra queste popolazioni, e delle diverse famiglie borgotaresi che posseggono questi oggetti.

    Se andrete a visitarla, l’esposizione resterà aperta fino al 24 dicembre, segnalo la presenza di un bel catalogo dedicato alla mostra che permetterà di “portarvi” a casa, con soli 5 Euro, la raffigurazione di tutte le opere esposte, oltre ad una visione diversa di quell’universo culturale e poetico che da sempre contraddistingue, e affascina, il grande continente nero.