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  • 25
    Giu

    Il Bar Italo

    È certamente il bar più longevo di Bedonia; ed è dal 1937 che, dietro a quel bancone, c’è la famiglia Serpagli, anche se la memoria popolare rimanda questa attività alla fine dell’800. Fino agli anni ’50 era chiamato “da Zabetta”, dopodiché è diventato per tutti il “Bar Italo”. Fino al febbraio scorso è rimasto praticamente immutato nel tempo; poi la decisione di Eugenia, la quarta generazione, di ristrutturarlo totalmente. Per fortuna i segni del suo non trascurabile passato sono sopravvissuti, e ancora oggi, all’ingresso, fanno bella mostra i serramenti e la sovrastante struttura con relativi decori, tutto rigorosamente in ferro battuto ed in stile Liberty.

    Maria Pina mi racconta che prima di essere definito bar (la macchina del caffè non c'era ancora), era una delle osterie-trattorie della Pieve, perlomeno da fine ’800 ai primi decenni del ’900. Un’altra curiosità che mi riferisce è quella che fino agli anni ’60, sopra al bar, al primo piano, c’era una trattoria gestita da “U Regiàn”. Un’attività che ebbe molto successo per l’ottimo rapporto qualità-prezzo, dato che per un buon pasto si spendevano 350 Lire, mentre gli altri gestori erano intorno alle 500. Fu senza dubbio uno stimolo, per la concorrenza, ad adeguare il listino e migliorare la qualità della cucina.
    Agli inizi degli anni ’60 la trattoria chiuse, ma “da Zabetta” ha continuato e il bar si è ammodernato: macchina del caffè e soprattutto televisore (a quel tempo, i bar si affollavano in serata per assistere ai quiz di Mike Bongiorno).

    Poi arrivò il figlio Italo con la moglie Giulia, e con loro la novità del momento: il jukebox. Nell’ampio salone retrostante il bar, a cui si accedeva dalla corte “du Felice”, c'era sempre un gran movimento di giovanotti. Ragazzi e ragazze si davano appuntamento lì per ascoltare musica “a 45 giri” e per mangiare gelati: “Buoni e grandi quanto quelli di Cilàn”.
    Quella balera improvvisata, particolarmente in voga nel tardo pomeriggio, fino alle prime ombre della sera, era il luogo adatto per incontrarsi e ballare un po’, anche e soprattutto perché al riparo dagli occhi vigili dei genitori. C’era persino chi faceva il “palo” per dare il via libera e uscire in tutta tranquillità! In tal modo, il nostro “Bar Italo” ha addirittura potuto svolgere la funzione di “sensale” di matrimoni: sono infatti una decina le coppie di Bedoniesi che, là dentro, si sono innamorate, per poi fidanzarsi e felicemente sposarsi.

  • 22
    Giu

    Solstizio vista mare

    Per godersi la giornata più lunga e la notte più corta dell’anno è meglio salire su di un monte. Questa volta ho scelto, anzi l’ha fatto Emanuele, il monte Zatta, ad est del Passo del Bocco, a quota 1.404 metri, sull’Alta Via dei Monti Liguri.
    Siamo partiti alle 19 da Bedonia e alle 20.30 eravamo sulla cima. Appena in tempo. Il cielo iniziava a cambiare colore e il sole a indebolirsi. In quel silenzio i daini sgambettavano tra le felci e una folata di vento tiepido rivelava il mare laggiù in fondo. Più in là diverse navi solcavano quel tratto marino e s’intravedevano, oltre all’isola di Capraia, Riva Trigoso da una parte, davanti a noi Chiavari e Lavagna separati dall’Entella, mentre sul lato opposto il promontorio e il golfo di Portofino. Quel panorama, inutile rilevarlo, era meraviglioso.
    Attimo dopo attimo il sole scompariva dietro la linea dell’orizzonte e gli ultimi raggi si mescolavano tra dense nuvole multicolori.
    Sulla via del ritorno, in quel silenzio quasi irreale, il giorno stentava a spegnersi, il chiarore del cielo vinceva sull’oscurità. A dare il benvenuto al solstizio d’estate un fievole spicchio di Luna.