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  • La tenda delle donne

    È vero, già si respira aria natalizia, ma quella “Capanna” illuminata che spicca nei “Giardini” di Borgotaro non fa parte di un presepe vivente, anche se, inconsapevolmente e a suo modo, rappresenta anche lei la “natività”. Nel nostro caso, quella che non c’è.
    Dentro ci sono donne di ogni età, ceto sociale, classe politica. Entrano una dopo l’altra, si danno il cambio, dalle 8 del mattino alle 20 di sera. Sono tutte lì, all’acqua e al freddo, perché vogliono presidiare ad oltranza la causa in cui credono e confidano: far cambiare idea alla Regione, farle considerare l’effettiva distanza con Fidenza o Parma, farla riflettere su quella "sicurezza" tanto sbandierata. Sono tutte lì a combattere una battaglia pacifica per sostenere un loro diritto: far nascere figli o nipoti a casa loro. Emozionante è la solidarietà dei commercianti borgotaresi che cercano di rendere questa permanenza un po’ meno tribolata recapitando loro bevande calde, dolci e soprattutto “calore umano”.
     
    Domenica scorsa c’è stata una sentita manifestazione organizzata dalle “Mamme”, iniziata nei Giardini 4 novembre e terminata davanti all’Ospedale Santa Maria. Una protesta nata dopo la decisione regionale di chiudere il Punto Nascite di Borgotaro insieme ad altri due dell’Appennino emiliano.
    Nel contempo è stata allestita al centro del paese una tenda tutta bianca. Sistemata lì perché dall’aiuola dell’Ospedale, luogo simbolo del dissenso, è stata subito sfrattata per forza maggiore. Un’installazione che vuole essere l’immagine di una protesta arrabbiata, un contributo di sani principi delle molte mamme deluse e dei molti cittadini valtaresi che si sono visti “soffiare da sotto il naso” il loro Punto Nascite. In pratica sono lì per rivendicare il mal tolto.
     
    In quella stessa giornata hanno partecipato curiosamente al corteo alcuni Sindaci e Assessori, forse anche dispiaciuti per l’accaduto, ma che non hanno comunque espresso contrarietà agli atti ufficiali, neppure nei confronti dei responsabili del provvedimento, tanto meno con un’informale e timida autocritica: “Potevamo fare di più”. La domanda sorge perciò spontanea: “Da che parte stanno veramente?”. Con una mano accolgono la decisione, mentre con l’altra agitano il dissenso. Qualcosa non torna.
     
    Ma non tutto il male viene per nuocere, da questa esperienza, nuova per un paese come Borgotaro, sta nascendo qualcosa di positivo, qualcosa di mai visto prima, ovvero quella solidarità necessaria ed indispensabile per combattere assieme, tutti uniti contro i soprusi. In questa tenda si sta formando un gruppo di persone, spesso solo conoscenti tra loro, ma pronte ad ogni evenienza, forse per la consapevolezza che la lotta non finirà a breve, anzi, questa forma di ribellione verso scelte affidate a terzi sarà sempre più fondamentale per la nostra sopravvivenza e per quella della nostra montagna.

13 Commenti

  • Stefania

    15/11/2017

    Oggi, ho fatto la mia prima ora in tenda per il nostro punto nascita, questa sarà una delle tante che farò, molto motivata e molto orgogliosa per cercare di portare il mio impegno e contributo per far si che si riesca a far capire che rivogliamo quello che ci è stato negato e tolto.
    Stare lì, seduta, ti fa pensare, ragionare e capire molte cose non chiare, ci si confronta con i compagni di viaggio di quel momento, ci si pone tante domande su il perché è successo proprio a noi, il perché di chi ci doveva sostenere e guidare se ne è lavato le mani e non sta facendo nulla per fare finire questo triste film. Si, lo definisco un film con un inizio ed una fine calcolata da tempo nei minimi particolari, dove non si è preso neanche in considerazione il fatto di tenersi stretto quello che ci spetta di legittimo diritto.
    Perdere il nostro punto nascita, significa non fare nascere mai più nella storia di Borgotaro bambini qui... ma come si può accettare una situazione così grave quando la gioia più grande è quella di dare alla luce un bambino e urlare al mondo intero mio figlio è nato a Borgotaro!!!!
    E bene e’ così, ci hanno tolto questo legittimo diritto, ma noi mamme non ci arrenderemo mai, faremo il possibile perche’ questa nostra protesta entri nelle case di tutti noi e non solo sindaci e amministratori comunali tutti, perché se succede questo di qualcuno la responsabilità sarà. È un dispiacere enorme, e a me personalmente mi piange il cuore essere cittadina Borgotarese e pensare che chi come te sta mandando allo sfascio il reparto dove si è nati e in seguito cresciuti.... io penso, che nella vita tutti facciano errori, ma credo anche che si può ammettere di avere preso una decisione sbagliata, e allora, è proprio qui dove bisognava combattere e tirare fuori a tempo debito le unghie e difendere ciò che era nostro....

  • Marco Biasotti

    15/11/2017

    Stamattina sono passato, come tanti altri, al presidio fisso pro ospedale e contro la chiusura del punto nascite delle donne di Borgotaro.
    Ho voluto portare il mio piccolissimo contributo di solidarietà e chiedere se avessero bisogno di qualcosa, anche un semplice caffè.
    Ho visto donne, ragazze convinte a combattere per i diritti, non solo i loro, ma quelli di tutti noi.
    Ho visto che in quella tenda in mezzo ai giardini, al freddo, si sta’ creando un clima fantastico, una aggregazione, una rinascita di pensiero e lotta, pacata ma ferma, decisa.
    Entrate in quella tenda, non passateci solo davanti, credetemi.... vi farà bene.
    Grazie, davvero, grazie a tutte per quello che state facendo.

  • M.Cacchioli

    15/11/2017

    Quella tenda può aiutare a ricostruire quel senso di comunità che si è smarrito negli ultimi tempi, soprattutto a causa del problema emissioni, molto più di tanti discorsi di circostanza.

  • Paolo

    15/11/2017

    Se il sindaco e gli assessori borgotaresi (ma anche gli altri del corteo) volevano sostenere i cittadini dovevano essere loro a dormirci dentro alla tenda

  • Gianluca

    16/11/2017

    Ci vorrebbe LA TENDA DELLE DONNE davanti alla casa di ogni autore di violenza verso le stesse.

  • Stefania

    20/11/2017

    Buongiorno dalla tenda, devo dire che questa mattina il freddo pungente si fa sentire, il termometro segnava -6 direi assai tosto, però nonostante tutto io sono qui a presidiare, sola senza paura e senza timore neanche il freddo mi ferma, la magia che trasmette la tenda ognuno di noi la vive in modo diverso, io personalmente la vivo bene e lo faccio volentieri e spero di trasmettere a tutta la valle quello che trasmette a me, e allora forza chi non ha ancora presidiato neanche per un’ora sola venga a provare, poi però siate consapevoli delle vostre azioni, perché una vostra varcata questa porta non potrete mai più stare lontani!!!!!
    Buon inizio settimana a tutti dalla tenda!!

  • Stefania

    28/11/2017

    Oggi ho ascoltato senza volere la chiacchierata di due persone adulte riguardo alla tenda del presidio. Non ho parole, i commenti che facevano riguardo le persone che da quasi 20 giorni presidiano la tenda mettendoci tutto l’impegno morale e non, facendo i conti con le condizioni meteo del momento e cercare di fare il possibile per portare avanti questo progetto per tentare di trarne beneficio per la nostra valle era disgustoso.
    E’ vero, ognuno di noi è libero di pensare con la propria testa e ragionare a voce alta ci mancherebbe, però abbiate almeno rispetto ed educazione verso persone che si sono prese a cuore questo enorme problema, e che pur lavorando trovano il tempo per presidiare, abbiate un po’ di amor proprio e mettete da parte l’orgoglio e scendete dal quel piedistallo, perché quello che le mamme, le nonne, i papà e nonni della Val Taro e Val Ceno stanno facendo lo fanno anche per voi che stamattina avete detto spudoratamente in paese senza nessuna vergogna e senza preoccuparsi di chi avevate al vostro fianco che presidiare è solo tempo perso e che lo facciamo solo per farsi vedere e poi non commento il resto....perché io mi vergogno per loro.
    Adesso mi rivolgo a voi mamme, visto che lo siete e leggerete perché mi avete come amica su Facebook, la vostra vergogna non ha limiti, però riflettete prima di blaterare e di offendere persone che si stanno battendo per il bene di tutti e anche per il bene vostro!!
    Sarebbe meglio che invece di parlare a vanvera faceste un’ora in tenda così capireste come gira il mondo lì dentro!!!!!

  • Stefania

    30/11/2017

    Cerchiamo, sempre di ringraziare vivamente con immenso affetto e calore, tutte quelle persone che ogni mattina si ricordano di portare la loro solidarietà a noi in tenda. Sono piccoli gesti sentiti che non te li dimentichi, gesti dove capisci che arrivano direttamente dal cuore, quelli che entrano in tenda sono persone inaspettate che comunque ti riempiono il cuore e ti fa piacere scambiare due parole con loro.

    Io voglio dire grazie a tutte le mamme, nonne, nonni, ecc che presidiano e non, ma un grazie particolare lo voglio riservare ad Anna Maria Chilosi e Giovanna Grossi due donne doc per l’impegno e la pazienza che ci stanno donando nel mandare avanti questo meraviglioso ma faticoso presidio che resterà nella storia del nostro amato borgo e non, ma soprattutto resterà impresso nei nostri cuori per sempre!!
    Grazie davvero

  • Lu

    06/12/2017

    Leggo sul Parmense, per bocca del Consigliere Regionale Cardinale, la notizia che la Regione si appresta a stanziare soldi per ..." sostenere Sanità, Scuola, Trasporti onde combattere lo spopolamento e favorire lo sviluppo locale ...". nella ns montagna.

    Mi sono alquanto meravigliata, perchè, se non vado errata, parla in questi termini entusiastici la persona che si é espressa con un Sì, al momento di decidere la chiusura definitiva del "Punto Nascite " dell'Ospedale Santa Maria di Borgotaro. Un servizio che l'Ospedale ha sempre offerto alle partorienti, con sicurezza e professionalità e che. improvvvisamente si decide di chiudere, senza tener conto che, per una donna, il momento essenziale della sua esistenza é quello nel quale diventa mamma, e necessita del calore umano del suo ambiente.

    Cosa si intende per....sostenere la Sanità, chiudere i reparti dell'Ospedale? Per favorire i trasporti, agevolare chi viaggia, chiudere le biglietterie delle Stazioni? Per sviluppo locale si intende avviare lavorazioni nocive per la salute pubblica, come dimostra l'ultimo insediamento industriale.
    Le nostre Valli devono essere valorizzate per le loro bellezze naturali, per il turismo, per i loro meravigliosi funghi, tartufi, prodotti del sottobosco. Devono poter offrire tutti i servizi e una buona rete alberghiera.
    E come verrebbero spesi questi soldi? Ci sta qualche altra ROTONDA da costruire e demolire nel giro di 1 mese?

  • Stefania

    27/12/2017

    Oggi piove, l’acqua non da tregua, sembra quasi dispettosa, e’ insistente, fastidiosa ma, l’acqua ci vuole, serve per tutto, la vita senza acqua non sarebbe vita. L’acqua è indispensabile, serve per bere, per fare il mangiare, serve per lavarsi, serve per innaffiare, serve per i torrenti l’acqua serve sempre...

    Stamattina l’acqua e’ entrata a fare visita alla tenda, ha bagnato tutto, ma l’acqua ci vuole, le mamme hanno messo in preventivo che andando incontro all’inverno avremmo dovuto fare i conti con le condizioni climatiche, infatti non c’è problema noi siamo pronte a tutto, ci siamo rimboccate le maniche ed abbiamo asciugato senza tanti se e ma... si presidia anche se piove, la tenda è diventata esempio per tutti e per tutto!!!!

    Stare qui seduta sola con il rumore della acqua che scende un po’ e’ triste, ma nello stesso tempo è magico anche l’acqua ha i suoi perché, sembra quasi che ci voglia raccontare la sua favola sembra che ci voglia stare vicino per esprimerci la sua solidarietà, e, piano piano ci sussurra di non mollare, nonostante l’acqua può causare molti disagi... ecco i disagi può causare, e ne può davvero fare tanti se lei si innervosisce, è proprio per questo che le mamme sono diventate macchine da guerra, e vogliamo fare sentire la nostra voce tutti e difendere il nostro punto nascita anche se piove, e dare esempio a chi fa il sordo, e non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire!!!!!

    La tenda!!!

  • Comitato Pro Ospedale

    08/01/2018

    I COMITATI PRO PUNTI NASCITA DI MONTAGNA FANNO FRONTE COMUNE

    Rodolfo Marchini chiede ai Sindaci della Valtaro-Valceno di accelerare la pratica

    I Comitati per salvare gli Ospedali di Montagna, come è noto, non si sono assolutamente rassegnati alla chiusura dei Punti Nascita decisa dalla Regione Emilia Romagna e hanno promosso diverse manifestazioni di protesta che hanno coinvolto migliaia e migliaia di cittadini e che sono tuttora in corso. Purtroppo, al di là delle formalità e con grande stupore della pubblica opinione, si era registrato un sostanziale disimpegno da parte delle Istituzioni locali.
    Però l’ultima iniziativa, promossa a fine novembre 2017 dal nostro Comitato Pro Ospedale di Borgotaro, su suggerimento di Maria Cristina Bettini del Comitato di Pavullo, e poi seguita dal Comitato di Castelnovo ne’ Monti, è riuscita a richiamare le Istituzioni Locali e i Sindaci dell’Appennino emiliano alle loro più dirette responsabilità, affinchè rivolgessero al Ministero della Salute un’ ISTANZA DI RIESAME del parere negativo espresso il 4 ottobre 2017 dal Comitato Punto Nascita nazionale, in risposta alla richiesta di Deroga avanzata dalla Regione Emilia Romagna.
    Questa nostra richiesta di RIESAME, condivisa dai tre Comitati, mette in risalto che le Terre Alte dell’Appennino modenese, reggiano e parmense presentano specifiche condizioni orogeografiche, di distanze chilometriche, di viabilità, di tempi di percorrenza (aggravate, tra l’altro, nella stagione invernale, dalle nevicate e dalle gelate), talmente rilevanti da procurare disagi praticamente insuperabili con ogni mezzo di trasporto (compreso l’elicottero), e tali da compromettere la sicurezza e l’incolumità psico-fisica delle gestanti e dei loro nascituri. A tale proposito, è bene tenere presente che con l’elisoccorso non possono essere trasferite le donne in prossimità del parto o in travaglio e che lo stesso elicottero, quando sono avverse le condizioni atmosferiche, non può alzarsi in volo per il trasporto di personale specializzato. Purtroppo la Regione Emilia Romagna non aveva inviato al Comitato ministeriale proprio questi dettagli specifici che, stando al Decreto Lorenzin, potrebbero essere decisivi a favore della nostra sacrosanta rivendicazione, come la stessa Ministra della Salute ha dichiarato a proposito della analoga situazione dell’isola della Maddalena.
    Ora, come Comitato Pro Ospedale, siamo contenti che, secondo i nostri auspici, da diversi comuni della Valtato-Valceno (Borgotaro, Bedonia, Albareto) arrivi la notizia che i rispettivi Consigli hanno deliberato a favore dell’istanza di RIESAME, anche grazie al ruolo delle Minoranze consiliari, però ci aspettiamo che ormai, essendo passato oltre un mese dalla nostra richiesta, le decisioni consiliari, delle Giunte e dei Sindaci vengano inviate con premura al Ministero. Siamo consapevoli che questi atti della burocrazia amministrativa richiedono il loro tempo, tuttavia rileviamo che il Sindaco di Fiumalbo (Mo), Mirto Campi , ha già adempiuto a questo impegno da oltre venti giorni. Quindi, con questa lettera pubblica, il sottoscritto, a nome del Comitato, chiede che facciano altrettanto anche i nostri Sindaci, con la opportuna sollecitudine, in modo tale da offrire al Comitato Punto Nascita del Ministero un quadro più completo ed esaustivo della situazione generale.

    Lettera aperta del Prof. Rodolfo Marchini, portavoce del Comitato Pro Ospedale di Borgotaro
    Borgotaro, 5/01/2018

  • Remo Ponzini

    08/01/2018

    Carissimo Proff.

    Ritengo doveroso ringraziarti pubblicamente per il tuo fattivo ed instancabile attivismo a favore della nostra comunità. La tua lettera illustra, in modo esaustivo ed ineccepibile, tutte le gravose problematiche che la chiusura del Centro Nascite comporta. Ti sei mosso d'intesa con i comuni del reggiano e modenese, che hanno le stesse problematiche, in modo da creare una forza d'urto più dirompente.

    Dopo il cedimento nefasto di un rappresentante locale, che votò a favore della chiusura (voto determinante) badando più alla sua carriera personale che agli interessi della nostra popolazione, non ci resta che il tuo supporto affinchè si riesca a ripristinare ciò che, in modo improprio e sconvenevole, ci è stato tolto. Nella speranza che il PD locale e regionale si ricreda ed appoggi il tuo pensiero che è in perfetta sintonia con i desideri della popolazione a prescindere dal partito di appartenenza.

  • Fiorella

    19/02/2018

    Come volevasi dimostrare è successo a Pavullo. Complimenti alla nostra regione di incompetenti.

    Donna di 39 anni partorisce in ambulanza tra Pavullo e Sassuolo. Nella notte in auto con il marito da Pievepelago si ferma a Pavullo poi in viaggio con l'ostetrica verso Sassuolo ma non arriva in tempo all’ospedale

    http://gazzettadimodena.gelocal.it/modena/cronaca/2018/02/19/news/donna-di-39-anni-partorisce-in-ambulanza-1.16495104

 

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