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  • Tra le onde e le vele di Calatrava

    Sembra più una stazione per perdere i treni che per salirci sopra, è talmente intensa la sua armoniosità da rimanerne incantati ad ogni sguardo. Questa è stata la mia impressione dopo averla vista, per fortuna non in veste di viaggiatore.
    Ferro e vetro modellati per formare un manufatto maestoso, sinuoso ed elegante, un’onda bianca lunga 500 metri che emerge nella verde e piatta pianura padana.
    “Mediopadana” è la nuova stazione dell’alta velocità di Reggio Emilia, una creazione dell’Architetto spagnolo Santiago Calatrava, suoi anche i tre ponti a “Vela” poco più in là e che vanno a formare la tangenziale reggiana, un “Unicum architettonico” per la vista e lo spirito di chi li osserva.
    Però, entrando in stazione, l’entusiasmo mi abbandona: solo qualche viaggiatore qui e là, panchine vuote, ascensori inutilizzati, scale mobili che girano su loro stesse (solo per la salita), bar chiuso, negozi inesistenti.
    La domanda è spontanea: “Perché Reggio Emilia come unica fermata tra Milano e Bologna visto che non è equidistante dalle due città (lontana da Milano e vicina a Bologna)? La logica avrebbe fatto scegliere Parma, ma poi penso all’ex Sindaco Del Rio, allo zampino di Prodi, al finanziamento dell’opera da parte della regione Emilia Romagna (61 milioni di Euro su 79 di costo). Penserò male, ma sembrano tutte prerogative per non aver scelto Parma come stazione intermedia, vuoi per il “colore” del governo della città e vuoi per la "distrazione" degli amministratori di allora.  
    In tutto il tempo che mi sono trattenuto in stazione un solo treno ha fatto sosta… tutti gli altri sfrecciavano come missili. In rete ho trovato i dati di RFI: “Ogni giorno passano circa 160 treni, di cui solo 32 fanno sosta, per un totale di 1.500 viaggiatori che frequentano la stazione, il che significa 46 persone di media a convoglio.
    Bella ehh… ma qualche dubbio sulla sua utilità adesso ce l’ho.

8 Commenti

  • Marco Bernabò

    20/01/2015

    A pensare male si fa peccato, Gigi, ricordalo!

  • Pepito

    21/01/2015

    A Reggio una atavica invidia dell EUR fa veramente brutti scherzi.

  • Remo Ponzini

    21/01/2015

    Senza tanti giri di parole penso che si possa affermare che la stazione alta velocità in Reggio Emilia fu voluta ed imposta da Romano Prodi. A Parma c'era una amministrazione comunale nemica ed allora, per dispetto e per compiacenza, fu locata in una città dove invece si respirava un sano ed amico odore di sinistra.

    Questo contro ogni logica perchè Parma, come è stato giustamente indicato, era più equidistante tra la stazione di Milano e quella di Bologna. Oltretutto, come è ovvio, nel nostro capoluogo di provincia avrebbe avuto un maggior numero di utenti-passeggeri. Ma in Italia si ragiona sempre sull'utilità politica senza tener conto delle reali necessità del popolo.

  • Dolores

    21/01/2015

    E per la millesima volta vien da dire.............E IO PAGO!

  • Enrico "Giulio" Serpagli

    21/01/2015

    Prodi ci mette sempre lo "zampino" . Vi siete mai chiesti come mai l'"Università di Modena", dopo 820 anni di storia, da una quindicina d'anni, si chiama "Università di Modena e Reggio"? Se diventerà Presidente della Repubblica non sarà certamente il Presidente di tutti gli italiani.

  • Alcide

    26/01/2015

    Bella quella tua parentesi di vita dal titolo "seminaristi si nasce",credo anch'io che sia cosi' ma differisco da te nel punto di cio' che definisce la figura del seminarista.Credo che quella persona non si definisca per quello che fa ma per quello che cerca,piu' dentro di se' che fuori .Puo' essere un cammino che dura tutta una vita e forse oltre.Nella mia vita ho affrontato svariati livelli di "seminario", svariati apprendistati, percorsi ,sentieri ,mulattiere e strade adatte solo per cinghiali ma non ho ancora raggiunto una meta ,non mi sono maturato ,non predico ne sono predicato,ma ad ogni passo che faccio in avanti acquisto sempre piu' copnoscenza di me' e del mio Dio ,secondo me' questo e' essere seminarista,ciao Gigi, Alcide.

  • Giuliano

    02/02/2015

    Da quello che ho intuito la stazione se l'è venduta il sindaco di Parma Lavagetto (DS,quello prima di Ubaldi). In cambio di 70 milioni di euro e di un collegamento ferroviario con la AV, la stazione si è FERMATA a Reggio. Con quei 70 milioni è stato completato l'anello della tangenziale di Parma, ma in massima parte è stato utilizzato per la Grandeur parmigiana di Ubaldi. Fatta però con i soldi dei DS. Insomma sembra quasi che il fato abbia voluto punire il colpevole dello scippo della AV facendogli perdere le elezione e facendone godere i frutti al suo avversario sucessore. Ma magari è solo una leggenda......

  • Pippi

    21/01/2019

    Al momento della definizione delle grandi strutture (aeroporto e stazione AV), Parma ha ottenuto un aeroporto; forse si pensava a grandi imperi di passeggeri in relazione all'impegno europeo nel campo agroalimentare. Il realtà da questo aeroporto partono e arrivano solo 4-5 voli al giorno, è collegato alla città con un bus che parte ogni 20 minuti se va bene, mentre se vuoi un taxi devi chiamarlo ed aspettare che arrivi chissà da dove. Si è parlato più volte di chiusura. Vite le capacità organizzative, per fortuna la stazione AV non è stata costruita a Parma!

 

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