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  • Fu Colonia Fara

    È uno dei tanti bellissimi simboli dello stile “Littorio” e al tempo stesso anche il simbolo di Chiavari. Tutti conosciamo la ex Colonia Fara e tutti abbiamo ben presente le condizioni di degrado in cui versa da diversi decenni.
    La funzione originaria era quella di colonia marina per i ragazzi, edificata nel 1935 e inaugurata solo tre anni dopo da Benito Mussolini. A partire dalla seconda guerra mondiale è stata poi adibita a varie funzioni: ospedale militare, centro profughi, albergo giovanile e infine scuola elementare. Dagli anni ’80 simbolo invece del degrado urbano e riparo per i senzatetto ed extracomunitari.
    Ci sono voluti 34 anni di discussioni comunali per districare la matassa relativa al futuro di questa area, poi la svolta, nei mesi scorsi una società si è aggiudicata il fabbricato per 6 milioni e 705mila euro. Solo qualche anno fa si sarebbe potuto realizzare molto di più, ma la burocrazia e la mancanza di accordi/visioni in consiglio comunale ne hanno prolungato il destino e l'agonia.
    La notizia che ci riguarda più da vicino è che ad acquisire l’intera area è stata la Fara S.r.l. con sede a Santa Maria del Taro di Tornolo e a firmare l’accordo sono stati Luigino Bottini, amministratore unico della società, e il bedoniese Giorgio Serpagli, massimo dirigente del Comune di Chiavari.
    I lavori sono iniziati lo scorso mese e il progetto di recupero prevedere la realizzazione di diciotto appartamenti “Lusso”, ristorante/albergo con spa, garage e parcheggi interrati, mentre i costi indicativi per la ristrutturazione si aggireranno sui 10/12 milioni di Euro.
    Passare sul lungomare e vedere la “Colonia” terminata sarà quasi una visione celestiale, anche se dovremo aspettare il 2017.

6 Commenti

  • Samanta

    21/04/2015

    Non voglio immaginarmi nell'attico vista mare.... grrrrrrr

  • Giovanni

    22/04/2015

    Belan.....

  • Carlo

    22/04/2015

    Gente che investe come queste persone e che ci mettono del loro sarebbero la salvezza della nostra Italia

  • Remo Ponzini

    22/04/2015

    Ricordo che quando lavoravo in Chiavari (dal 94 al 2001), era uno degli argomenti più dibattuti.
    Ognuno aveva la sua ricetta ma nessuno era disposto a cacciare le tante palanche che occorrevano per un simile investimento. Bisogna capire che il Ligure è molto cauto nei propri investimenti e raramente si avventurerebbe in una impresa di queste dimensioni. Di solito preferisce tenere i risparmi al calduccio delle banche e vivere di rendita. Non a caso Chiavari era la città Italiana con la più alta percentuale (in rapporto agli abitanti) di depositi bancari e postali.

    Naturalmente conosco molto bene i due protagonisti di questa spettacolare iniziativa. Vuoi perchè uno è un bedoniese doc (é un Serpagli imparentato con il nostro Esvasante) e l'altro un caro amico sin dai tempi in cui lavoravo a Santa Maria del Taro. Che quest'ultimo (il Bottini) fosse un ragazzo intraprendente l'avevo constatato quando decise di uscire dalle mura del suo paesello per acquistare un lussuoso ex studio notarile nella centralissima via Garibaldi in Chiavari per trasferirvi la sua attività di commercialista.

    Evidentemente "chi si assomiglia si piglia" ed ecco che dall'incontro di questi nostri due valligiani è sorta questa iniziativa di ridare lustro e splendore alla nota ex colonia Faro che, nel ventennio fascista ma non solo, era l'emblema della città. E' una impresa faraonica che richiede un coraggio leonino (che ai due non manca) , ingenti risorse finanziarie e delle banche disponibili a sostenerli.
    Ma conoscendo la loro serietà e capacità non credo abbiano avuto difficoltà di questo genere.

    In bocca al lupo ragazzi. Sarà bellissimo vedere risorgere questo grande palazzo storico che era in totale abbandono. La nostra valle è sempre stata strettamente legata a questa città di mare che sentiamo un po' nostra. "Sursum corda ".

  • Federico Tanzi Marlotti

    07/05/2015

    "Bellissimo simbolo dello stile Littorio"? A me francamente pare nient'altro che il tipico esempio di italico abuso edilizio o ecomostro, edificato a pochi metri dal mare in un golfo qual è il Tigullio già ampiamente cementificato negli ultimi 60 anni.

  • Paolo

    27/06/2017

    Abuso edilizio e ampiamente cementificato nel 1936... bah....

 

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