Arturo Ghiorzo

Il commendator Arturo Ghiorzo, grande protagonista della scena politica locale valtarese, ci ha lasciati
"Delgrosso, testa di…” un urlo, in mezzo al fumo di una sigaretta. Era la voce di Arturo Ghiorzo, che mi cercava, in mezzo ad una folla di amministratori pubblici e giornalisti, nel giardino del Museo delle Mura, durante un incontro pubblico; era il 2002, qualche settimana dopo la pubblicazione su Valtaro.it di un sondaggio, un po’ cattivello sulla “sua” Montagna 2000.
Tutti si scansano. Mi guarda, mi si avvicina, poi gli scappa un mezzo sorriso, mi branca con un braccio intorno alle spalle, mi stringe un attimo; per un attimo, non capisco se vuole stritolarmi o cosa; due tiri di sigaretta, e mi riprende con un altro "Questa volta l’hai fatta grossa… ma con voi informatici non si sa cosa fare; d’altronde fra un po’ comanderete il mondo, una roba da matti"; un altro mezzo sorriso, bonario, e poi è finita li. Per sempre. Questa era l’essenza di Arturo Ghiorzo.

Un politico verace, uno con il “pelo sullo stomaco”, che non aveva paura di dirti le cose in faccia, di confrontarsi; che, anche con mezzi abbastanza duri, aveva il massimo rispetto dei suoi avversari, mai nemici.

Ricordo ancora; questa volta una riunione pubblica in Comunità Montana; ad un certo punto arriva in sala Antonio Vicini, uno che, ai tempi, stava dall’altra parte del suo tavolo politico; smette di parlare, lo guarda, lo saluta dal tavolo dei relatori, come si conviene con un politico di rango; Vicini contraccambia, con calore: sembrano due parenti che si rincontrano, con rispetto, con umanità, con stima. E poi, poco dopo i convenevoli, inizia la discussione, dura, senza esclusione di colpi.

Arturo Ghiorzo, il Commendator Arturo Ghiorzo, rimarrà sicuramente nella storia della Valtaro per le sue idee, per le sue intuizioni, che si sono trasformate, tante volte, in concrete realtà. Per la sua capacità di interpretare il volere dell’elettorato di montagna, di capire come cambiava il mondo. Sua, anche in tempi difficili, la lucidità di non cedere sull’importanza di mantenere l’ospedale Santa Maria in montagna, di rafforzarlo, sempre, anche in condizioni apparentemente antieconomiche; con nuovi reparti, con la chiamata di grandi professionisti della medicina, della chirurgia.

L’idea della Comunità Montana come entità politica forte sul territorio, ora disconosciuta anche da quelli che si definiscono suoi eredi; l’intuizione, in coppia con Guido Gonzi, delle società pubbliche, con sede in montagna, per la gestione dei servizi strategici comprensoriali. E poi, il suo capolavoro amministrativo: la strada fondovalle che ci collega all’autostrada, che ha accorciato le distanze dalla pianura, la ben nota “superstrada”. Un sicuro elemento dello sviluppo locale. Giunta in valle grazie alle celebrazioni “Colombiane” e all’ora ministro Prandini. Insieme ad altri politici locali, volle l’opera, la ottenne, non senza difficoltà, non senza fatica, non senza polemiche. Ma l’ottenne.

Foto di copertina: a sinistra Renato Cattaneo, al centro Arturo Ghiorzo, a destra Gianfranco Gandi.
"Archivio Gigi Cavalli"

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