Sono balzati fuori improvvisamente

Cercavo vecchie riviste che conservo in solaio in scatole di cartone. In una, sotto ad un mucchio di Photo e Zoom, ho trovato un piacevole, quanto lontano, ricordo. Dentro ad una scatoletta di latta, di quelle che non servono a nulla se non a contenere ricordi, sono balzati fuori, improvvisamente, come da loro tradizione... una decina di vecchi 'soldatini' di piombo, indiani per la precisione, appartenenti alla tribù dei Cheyenne è così che devo averli naturalizzati una trentina d'anni fa.
Tra loro c'era il capo indiano, riconoscibile dal lungo copricapo, gli altri erano guerrieri con una sola penna e l'arco teso. Dopo averli fatti passare uno ad uno, di mano in mano, ho 'srotolato' il tempo.

Sono cresciuto con l'idea che l'indiano fosse il cattivo e il soldato solo una vittima di questi "selvaggi". Hollywood è stato davvero geniale! Ricordo quando li disponevo a cerchio per trarre in imboscata i Cavalleggeri americani. E' così che li facevo 'vivere': sempre sulla difensiva, alzando barriere, armandoli di archi e frecce. L'angoscia di finire tra le grinfie dei soldati era ben visibile sugli sguardi e negli atteggiamenti. Le speranze si erano affievolite, i desideri bruciati insieme alle loro tende e le aspirazioni finite nella polvere della prateria.

Le buone intenzioni dei vari Generali Custer, nonostante si fossero seduti più volte attorno al falò e con il calumet della pace tra le mani, non avevano mai dato risultati affidabili, i "visi pallidi" finivano sempre per non mantenere quei solenni giuramenti.
Credo sia questo il motivo che li spinge ancora oggi ad essere diffidenti del futuro. Se dovessi riprendere in mano quei 'soldatini' sono certo che ora giocherei in modo diverso.


1 Commenti
  1. Makawee

    Sai che gli alberi parlano? Si, parlano tra di loro, e a te, se li ascolti. Ma gli uomini bianchi non ascoltano. Non hanno mai voluto ascoltare le nostre parole indiane, e temo che non ascolteranno neanche le altre parole della natura. Io stesso ho imparato molto dagli alberi: a volte li ho sentiti parlare del tempo, degli animali, altre del grande spirito. Tatanga Mani, Stoney Non abbiamo ereditato la terra dai nostri genitori ma l'abbiamo presa in prestito dai nostri figli. Sapienze Indiane

Commenta

Somma e invia : 4 + 7 =
Accetto Non accetto


Resta aggiornato

Post simili

Musica con l'anima

Ezio Bosso, il Maestro che ci ha insegnato ad andare oltre alle note: ad ascoltare la musica

La memoria del tempo

"La giornata della memoria" rivissuta attraverso una canzone di Francesco Guccini: la sintesi di una tragedia

La storia della famiglia Mocellin

Famiglia veneta di carbonai che giunse a Bedonia negli anni trenta, dal matrimonio ebbero dodici figli

Kenya: oltre il cancello

Terza puntata: la visita alla scuola orfanatrofio di Watamu

Mauro, l'ultimo calzolaio

La storia di Mauro Ponzini, della sua famiglia e dell'ultima bottega bedoniese che riparava le scarpe

La Via degli Abati

Uno storico percorso che parte da Bobbio, passando da Borgotaro, per raggiungere Pontremoli

La storia della Sagra della Trota

Come e perchè è nata la sagra più longeva della Provincia di Parma

Settimo

Settimo Anelli era nato nel 1938 e per l'intera vita ha vissuto in casa della famiglia Biasotti