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  • Il teatro di Melania

    Anche questa volta il buon Gigi mi ha concesso l’onore di discettare sullo spettacolo teatrale di sabato scorso della nota attrice Melania Fiore che ha permesso, ai tanti che hanno saputo cogliere questa opportunità, di vivere una serata unica ed indimenticabile. Aveva compreso che io nutrivo una ammirazione genuina e smisurata verso questa artista e, senza neppure che glielo chiedessi, mi ha ceduto nuovamente il passo su questo splendido diario pubblico nomato Esvaso dal significato volutamente misterioso.
    Sapevo benissimo che il pubblico avrebbe assistito ad una serata immemorabile. Non solo per averla già vista recitare, ma anche per gli innumerevoli attestati e premi che hanno adornato il suo curriculum artistico. Una ragazza che non ha mai percorso le facili strade lastricate da favoritismi o da trite concessioni basate sul “do ut des” ma che ha impostato la sua carriera sugli studi duri che hanno spaziato dalla laurea in arti e scienze dello spettacolo, al canto lirico, al pianoforte, recitazione, movimento scenico, educazione della voce, ecc. ecc..
    Possiede una capacità ed una padronanza teatrale inusitata. Riesce a catturare l’interesse dello spettatore sin dalle prime battute, lo magnetizza con il suo sguardo penetrante, lo tiene avvinghiato alla narrazione con la sua forza attrattiva e lo rende compartecipe e protagonista, al pari di Lei. Mi ha impressionato la perizia  con cui modula la sua voce variando i toni, il timbro, l’intensità. Solo una grande artista come Melania può riuscire a recitare un monologo di sessanta minuti senza un attimo di interruzione, senza cedimenti e con una intensità interpretativa da brividi.
    Bastava sbirciare i visi assorti, compiaciuti e appagati del pubblico per capire che la serata aveva riscosso un successo strepitoso. Un vero tripudio accompagnato da applausi fragorosi. Tutti a riversarsi intorno a questa attrice per congratularsi, per stringerle la mano, per ringraziarla della meravigliosa serata che ci aveva regalato. Ma anche sul volto di Melania si poteva scoprire la commozione per l’affetto che noi Le abbiamo dimostrato.
    Un vero unisono che mi ha fatto sovvenire quello che le diceva il suo maestro e mentore Mario Scaccia: "Recitare è un atto d'amore".

    Remo Ponzini

8 Commenti

  • Francesco

    12/08/2013

    Non sono uno stanziale ma Bedonia è il paese che frequento e posso dire che lo spettacolo Partigiana è stata una meteora nel cielo bedoniese e che difficilmente si potra' ripetere. Ringrazio che si è attivato per far si' che questo spaccato di vero teatro abbia avuto luogo. Complimenti ancora alla signorina Melania Fiore per la prestanza artistica.

  • Melania Fiore

    12/08/2013

    Non ho parole.... Siete voi ad essere speciali. E pensare che è nato tutto per caso, il nostro incontro, questa esperienza indimenticabile! Non è facile incontrare persone con la vostra sensibilità culturale e la vostra delicatezza d'animo.
    Le foto di Gigi Cavalli sono splendide, impreziosite da questi contrasti di luce quasi caravaggeschi creati anche dal suggestivo luogo della recita. Un vero professionista.
    L'articolo di Remo Ponzini poi rispecchia perfettamente la nobiltà del suo spirito e quella straordinaria e misteriosa dote tutta sua, la "sympatheia", nell'accezione greca del termine, quella sua capacità di "emozionarsi", "comprendere" l'essenza, la gioia e del dolore, delle persone che gli stanno accanto.
    Grazie a tutti, e a Francesco per il suo commento... Ci vediamo a dicembre!!

  • Trilussa

    12/08/2013

    Ho visto due grandi occhi. Mi sono rimasti impressi nella memoria: due occhi grandi, sarebbero bastati da solo per recitare. Due occhi per raccontare il provato nella Roma capitolina. Due occhi ma anche cadenza, ritmo, voce. Un video suggestivo che mi ha permesso di non perderla ma di conoscerla.

  • Claudio Agazzi

    12/08/2013

    Buonasera

    L'ho assaporata seduto davanti a lei. In prima fila. Remo era due file indietro, in terza. Penso sia il posto degli impresari teatrali, almeno nei film non sono mai davanti :).

    Assaporata lo so non rende, sempbra poco rispetto le roboanti parole usate da Remo ma io sono un po' parco nei giudizi. Faccio fatica a usare termini ...issimi, ...issima, perché mi pare che alla fine se lodiamo con espressioni così eloquenti tutti rischiamo di sminuire chi poi veramente ci emoziona.

    Che brava Melania. Che piacere vedere il teatro fatto da una professionista, che bello vedere tener la scena con tanta padronanza e tecnica, che bello vedere la mimica, la fisicità (ancora ho davanti agli occhi il balzo con il quale Melania si sedeva sul tavolo:).

    Un'oretta davvero piena, veloce, e quando le cose passano velocemente sono belle, piacevoli.

    Il testo a dire il vero non mi ha particolarmente emozionato. Uno stacco forte tra la grandezza dell'artista e il racconto.

    Detto questo la rivedrei volentieri cento volte per il piacere che mi ha dato in quell'ora.

    Grazie Melania e Grazie soprattutto a Remo Ponzini che ha portato nel nostro paesello una persona davvero speciale.

    Ciao
    Claudio Agazzi

  • Arturo Curà

    13/08/2013

    Purtroppo non ero presente ma, solo guardando il video realizzato senza mezzi tecnici di supporto ( bravo Stefano! ) mi sono trovato tra il pubblico, calamitato dalla recitazione di Melania Fiore. Perchè il Teatro, quando è vero Teatro di sentimenti, ha il magico potere di trasportarci altrove per vivere fatti, storie dolenti e attimi di intensa partecipazione alla vita.
    Attrice, bravissima, in questo monologo per nulla facile, impastato nell'idioma romanesco ma trattenuto e sempre palpitante senza esasperate situazioni popolaresche, è riuscita a comporre un "canto" generoso e vibrante, capace di catturare un pubblico magicamente attratto.
    Splendida realizzazione a tu per tu con gli spettatori dentro una scenografia scarna quanto magicamente coinvolgente: l'attrice parlava al pubblico e il pubblico in religiosissimo silenzio partecipava.
    Un momento di indimenticabile magia.

  • Francesca B

    14/08/2013

    GRAZIE

  • Claudio M.

    14/08/2013

    Serata magica, resa possibile e reale da Remo, prima, e da Melania poi, ignara di cosa rappresentasse, storicamente, la Corte di Bindon. Nella corte di "Bindon", ove piu' di settanta anni orsono si affacciavano le abitazioni del Segretario del PNF di Bedonia e del medico condotto di Compiano, persone divise, allora, dalle loro ideologie.
    Ora il condominio è giallo e dietro al palco di Melania, c'è ancora la porticina ove quel medico teneva il suo cavallo per raggiungere i pazienti e i resitenti. Ora Livio, Serverino e Flaminio non ci sono piu' e a Bedonia non abbiamo avuto una via Tasso e l'empatia, del conoscersi tutti in paese, ha mitigato la violenza di quei tempi bui. Ma Melania, quando ha urlato alla staffetta partigiana, con grido e faccia truci dell'aguzzino di via Tasso: "Sali in macchina!", un lungo interminabile brivido ha attraversato gli spettatori attoniti: questo il "Miracolo" del "Teatro", del riso e del pianto, dello scherzo e dell'urlo, resi veri dall'attrice; resi veri come il sacrificio del martire Pilo Albertelli, torturato in via Tasso e poi eliminato alle "Fosse"; quello stesso Albertelli che negli anni trenta passava le estati a Bedonia, al riparo dalla canicola parmigiana.
    Mi piace pensare che non solo il grande Scaccia fosse presente dai balconi che davano sulla corte di Bindon, ma che fossero rapiti dalla mirabile recitazione di Melania, tra i gerani, il tralcio di vite, la siepe di mortella, anche Livio , Serverino e Flaminio, ormai riappacificati nella catarsi e nel miracolo teatrale. Melania ogni tanto alzava gli occhi ai balconi e recitava.
    Grazie Melania e come diciamo nel nostro vernacolo: "A reveidese" e naturalmente grazie Remo, e a tutti gli organizzatori. Claudio M.

  • Remo Ponzini

    14/08/2013

    Caro Claudio molto interessanti i tuoi cenni e riferimenti storici che io stesso ignoravo. Chissà quanti accadimenti potrebbe raccontare la Corte du Bindon che vedeva di fronte, nel ventennio, compaesani che manifestavano idee e visioni politiche opposte. Tutti li a spiarsi l’un l’altro, a tessere trame , ad ordine reciproche vendette. Ma a me non risulta che ci fossero stati episodi di particolare persecuzione nei confronti dei dissidenti. Tu stesso lo fai intendere tra le righe nella descrizione che hai fatto.

    La Melania, appena si affacciò dal Cancello della Corte, rimase estasiata e comprese all’istante che quel luogo era il palcoscenico ideale per la sua rappresentazione. Aveva bisogno di un posto caldo, accogliente, che inducesse al raccoglimento e quello sembrava disegnato appositamente per Lei. Un caro ringraziamento a tutti i condomini che, come già avvenuto in passato, la mettono a disposizione della collettività per iniziative culturali.

    Mi sono intenerito a guardare le due ragazzine della Cristina Mariani che sono state tutta le sera a guardare la recita dall’alto. Erano appollaiate su un piccolo terrazzino posto a lato della rampa delle scale. Un evento straordinario per loro. Peccato che fossero al buio altrimenti avrei invitato uno dei fotografi a riprenderle. Io non merito tanti ringraziamenti. Con Gigi Cavalli ci siamo attivati a contattare la Prof. Maria Pia Cattaneo (assessore competente) che ha immediatamente colto questa opportunità e l’ha concretizzata.

 

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