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  • Renato Ponzini: il ciclista campione

    Caro Renato,
    alla fine non ce l’abbiamo fatta a rivederci e pensare che ci eravamo accordati solo un mese fa. Erano i primi giorni di settembre e faceva caldo. Sei venuto ad aprirmi la porta in braghette corte, per poi ributtarti subito “dentro” al divano, la televisione stava trasmettendo la replica di una Milano-Sanremo… mi avevi chiesto cinque minuti di pazienza per guardare il taglio del traguardo, invece fu proprio da quel momento, da quella corsa, che iniziasti a raccontarmi di te, in fondo quel percorso lo conoscevi bene, ci avevi gareggiato per tre volte: 1954, 1956 e 1958.
    Erano gli stessi anni della squadra di Girardengo e di ciclisti come Coppi e Bartali, entrambi grandi campioni con cui hai corso o per meglio dire “sfidato”.
    La memoria non ti mancava, mi parlavi delle tue gare con una passione e una dovizia di particolari impressionante, ricordavi persino i tempi cronometrici della scalata al Passo Rolle durante il Giro d’Italia del ’56, la corona utilizzata per la discesa del Pordoi in quello del ‘58 o i piazzamenti alla Paris-Roubaix del ’54 e ancora "come freschi" quelli del Campionato del Mondo di Lugano del '53.
    Poi ci hai tenuto a chiarire che non si viveva di sola gloria o popolarità, i polpacci, quelli veri da corridore, te li eri fatti da dilettante, nel dopoguerra, quando i sacrifici e gli stenti erano all’ordine del giorno, come ad esempio la vittoria al “Giro delle Puglie” nel 1952… viaggio in treno con tanto di bicicletta, copertoni e camere d’aria in spalla, per poi arrivare senza che nessuno avesse pensato di prenotare una stanza d’albergo per la notte, la gara, in fondo, era “solo” il giorno dopo.
    Renato carissimo, sono davvero dispiaciuto di dover scrivere di te e di questa tua carriera ciclistica, amareggiato perché avresti dovuto leggerla invece di dovertela raccontare.

8 Commenti

  • Marco Mariani

    01/11/2014

    Ciao Renato,
    ti mando un abbraccio di cuore e di stima, perchè ho avuto modo di conoscerti e di apprezzare la persona incredibile che sei. Non conosco personalmente "campioni" del presente, e non so se avere nel DNA quella scintilla che rende un uomo superiore agli altri in una disciplina, li renda anche tutti come te.
    Quello che so è che sei un vero signore, disponibile, umile e nello stesso tempo con un carattere che fa capire quanto la determinazione sia tutto per raggiungere obbiettivi nella vita. Questa tua determinazione la diffondevi nell'aria ad ogni tua parola come fosse il miglior profumo al mondo, e chiunque intorno a te poteva solo esserne travolto.
    Sono convinto di non sbagliare nel parlarti al presente, e sono altrettanto convinto che ora avrai ritrovato sia la persona che per anni ti è stata vicina, sia la tua grande forza. Probabilmente sei già in sella alla tua bici a testa alta con un bel sorriso sul volto. E' questa immagine che voglio conservare nel cuore.
    Un abbraccio..... marco

  • Michele Porcari

    01/11/2014

    Ciao Renato
    che dire, per me sei l'essenza del ciclismo, umile, pacato, intelligente,v riflessivo, sempre curioso di sapere, quante volte parlavamo di questo mezzo a due ruote a pedal, l'ultima tempo fa in posta a Bedonia. Buon viaggio Renato, la perdita e' enorme per me, per me tu eri il CORRIDORE.

  • Virgy

    01/11/2014

    Una persona davvero speciale! Ciao Renato mancherà il tuo sorriso, ma sarai sempre nel nostro cuore.
    Riposa in pace!

  • Marco Galluzzi

    01/11/2014

    Un pomeriggio di questa estate..ho bussato alla tua porta.. mi hai invitato ad entrare e mi sono seduto accanto a te mentre cenavi... avevo voglia di vederti.. di capire quanto avevo ancora da imparare... volevo cogliere quella forza che hai sempre adoperato per vincere le avversità.. non mi capita spesso di rimanere sorpreso dallo spessore umano nel mio quotidiano.. quel giorno é stato un dono.. non rimarrà nella memoria come un ricordo... quelli sono fatti per emergere solo per alcuni momenti.. ti porterò nel cuore.. come un sentimento da tramandare.. un senso di un esistenza.. Arrivederci amico mio..

  • Lara Matassini

    01/11/2014

    Ti ho conosciuto durante il tuo lungo ricovero in ospedale, ed insieme siamo riusciti a tornare "in sella". Ci tengo a salutarti ed a ringraziarti per la grande forza di volontá che mi hai dimostrato volendo fare meglio tutti i giorni. Sei stato un grande uomo, e l'ho capito da come mi hai parlato e da come sei riuscito a rimetterti in piedi. Nella mia carriera di fisioterapista, sarai sempre un esempio luminoso. Grazie davvero ed un abbraccio, caro Renato.

  • Marco Biasotti

    02/11/2014

    Uno degli ultimi...forse l'ultimo rappresentante del ciclismo eroico, ciao Renato, ora pedala per l'eternità.

  • Remo Ponzini

    02/11/2014

    Il ricordo che ho di Renato risale alla mia adolescenza. Lo vedevo spesso partire per Chiavari dove aveva sede la società ciclistica di appartenenza. Era un giovanotto che faceva girare la testa alle ragazze. Fisico scultoreo, possanza atletica e veemenza esplosiva sui pedali. Un vero piacere vederlo impegnato nelle gare ciclistiche. Mitica la tappa del passo del Bondone del Giro d'Italia (anno 1956 ?) in cui fu fra i pochi che arrivarono al traguardo perchè una tempesta di neve, con temperature sotto-zero, che aveva accompagnato tutta la corsa anche nelle quattro vette precedenti, aveva costretto al ritiro quasi tutti i partecipanti.

    Un atleta che rimase impresso nella memoria di molti. Infatti, negli anni 90, quando lavoravo in Chiavari e mi presentavo ai clienti con il suo stesso cognome, tanti mi chiedevano se ero parente di questo campione. Erano memori della sua affiliazione (in gioventù) ad una squadra locale e quindi lo consideravano come un loro concittadino.

    Era piacevolissimo anche come persona. Sempre cordiale, sorridente e disponibile al dialogo.
    Ci mancherà ma lo ricorderemo non solo per le sue imprese ma anche per la sua innata affabilità.

  • Claudio M.

    02/11/2014

    Grazie Gigi, per avere ricordato, degnamente, il caro Renato Ponzini con le tante foto di tuo zio Bruno: Renato era una gran persona, oltre che un ottimo atleta; mai sopra le righe, ed era bello sentirgli raccontare di quella volta di Magni che ando' in fuga in galleria... o del suo primo arrivo, nel' 56 a Bedonia con il Giro d'Italia, dove vinse il traguardo volante sullo sterrato ghiaioso...
    Conservo ancora una sua bella foto, quando andammo in pulmann, con gli amici di BorgoTaro, fino alla salita di Provazzano (nel 2010 ?) per assistere al mondiale vinto da Cadel Ewans e su quelle strade che negli anni '50 videro Ponzini partecipante al mondiale con la nazionale ciclistica: ci mancherai con la tua classe ed umanita', caro Renato.

 

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