Solidarietà senza frontiere

Un gruppo di nove bambini della popolazione Saharawi è stata ospitata a Bedonia
Cosi come sul desolato asteroide B-612 del Piccolo Principe, anche a Bedonia possono fiorire bellissime ed inaspettate rose, come già ho già peraltro avuto modo di dire in un mio post di qualche anno fa. Rose che risplendono di bellezza e grazia, come quelle che crescono anche nei nostri più reconditi giardini. Rose che ci parlano di solidarietà, di pietas, di inclusione e responsabilità e che ci inducono a credere che, volendolo, un futuro migliore è possibile anche su questo nostro tormentato pianeta.

Nello specifico, la rosa in questione (ovvero, la bella esperienza che sto’ per descrivere) è una rarissima “rosa del deserto”, in virtù delle profonde radici che la stessa ha nelle aride e caldissime sabbie del deserto del Sahara (Occidentale, per essere più precisi). Da questa terra, infatti, è provenuta la piccola delegazione di bambini (9 in tutto) del *Popolo Saharawi che, fra fine Luglio ed inizio Agosto, è stata presa in carico da “Bedonia Accoglie”, un comitato di mamme e ragazze Bedoniesi le quali, durante sedici intensissimi giorni, si sono prodigate in tutti i modi immaginabili e possibili per organizzare un soggiorno capace di consegnare, a questi piccoli principi e principesse berbere, un lascito che possa aiutarli a rendere (se possibile) più leggero i loro giorni a venire all’interno dei campi profughi Sahariani a cui un destino avverso li ha finora confinati ed ai quali, purtroppo, presto si troveranno a tornare.

Un lascito fatto di tanto affetto e momenti di toccante solidarietà e costruito quotidianamente tramite una congerie di esperienze che hanno visto i piccoli ospiti coinvolti in passeggiate in una natura verde e rigogliosa cosi come mai avevano conosciuto prima; nuotate fra le fresche ed ancora cristalline acque del Taro; partite di calcio; esercitazioni equestri; spettacoli teatrali e canori dei quali sono stati spesso attori più che semplici spettatori; cene solidali e tanto altro ancora.

Percorsi condivisi spesso anche con le varie istituzioni locali, ovvero il Seminario ed il Comune di Bedonia che hanno coadiuvato “Bedonia Accoglie” durante l’intero stage; l’Asilo Infantile; la Glenn Miller Band; la Biblioteca Comunale; il Centro Ippico Rugalli; il caseificio Porcari & Tambini; le guide locali GAE; la sezioni locali della Assistenza Pubblica e della Croce Rossa, cosi come tanti altri singoli individui (o imprese, come la Barilla) che hanno donato tempo e risorse preziose a garantire il buon esito di questa esperienza.

Da parte loro, i piccoli membri della delegazione Saharawi lasceranno, in chi ha avuto il privilegio di conoscerli e frequentarli, una eredità composta di struggente affetto e toccante tenerezza, oltre che di quella allegria e gaiezza che solo i bambini riescono, con la loro leggerezza e contagiose risate, a generare e trasmettere.

In definitiva, davvero arduo capire se sarà più Bedonia (in senso lato) a mancare a questi bimbi, o questi bimbi a mancare a Bedonia. Quanto, invece, è certo è che il giardino di Bedonia si è arricchito di una nuova rosa che, ne son sicuro, non mancherà di regalarci nuovi boccioli in un non lontano futuro.
 
* Il popolo Saharawi, costituito da gruppi tribali arabo-berberi che da epoche lontanissime si sono insediate nelle aree del Sahara Occidentale (ex colonia Spagnola) site a sud del Marocco, rivendicano inutilmente da anni un riconoscimento internazionale ed il diritto ad una propria indipendenza, cosi come sostenuto a più riprese dalla stessa ONU. L’Italia ha, fin da subito, manifestato pieno appoggio alle rivendicazioni di questo popolo che, nel tempo, è stato cacciato dai territori che originalmente occupava e relegato in gran parte in campi profughi fuori dallo stesso Marocco. Atti concreti della solidarietà Italiana hanno incluso, fra i tanti, permanenze estive in Italia di delegazioni di ragazzi Saharawi.

VIDEO: i bambini nei dintorni di Bedonia


Momenti di svago - Foto Maria Gomez e BedoniaAccoglie



5 Commenti
  1. Gigi Cavalli

    La serenità di questi bambini è tutta racchiusa nel video che ho visto. Ci sono sorrisi, urla e tanta spensieratezza. Abbraccio di cuore chi ha saputo cogliere la loro gioia e le persone che hanno reso felici questi ragazzini. A malincuore penso però al ritorno nella loro terra, a quel campo disumano dove vivranno tanti altri giorni, ma molto diversi da questi. La speranza è che crescano in fretta e possano tornare alla felicità che gli spetta. Bravi e brave!

  2. BedoniAccoglie

    Grazie di cuore Andrea per le tue meravigliose parole nei confronti del nostro progetto, da tutto il comitato di BedoniAccoglie. E grazie anche a Gigi Cavalli per lo spazio che ha dedicato al nostro piccolo progetto! Grazie 💓

  3. Katia

    Grazie Andrea, questo racconto mi ha fatto rivivere tutti i bei momenti trascorsi con i nostri piccoli amici. Con naturalezza mi hanno regalato gioia, spensieratezza e mi hanno rubato il cuore. Sicuramente questa bella esperienza rimarrà un bellissimo ricordo anche per loro, quando torneranno a casa avranno tantissimo da raccontare ai loro genitori 💓 e nonostante tutto questi bambini sono sereni e hanno gli occhi felici. Questo ci fa capire tante cose.

  4. Daniela

    Sono piccoli ma grandi segni che gratificano l’animo anche di chi è lontano da Bedonia. Gesti gentili che scaldano il cuore e fanno confidare che tra noi ci sia ancora tanta bontà, più di quella che percepiamo ogni giorno attraverso telegiornali o social. Orgogliosa di voi.

  5. Chiara Benaglia

    In un incontro che ha preceduto l'arrivo dei bambini, il Sig. Giancarlo di Help for Children ci "mise in guardia" sul fatto che, inevitabilmente, avremmo finito con l'innamorarci dei bambini che di lì a pochi giorni avremmo ospitato. Pensai che esagerasse.
    Leggo adesso le parole di Andrea, così delicate, ma allo stesso tempo evocative di immagini intense, vivaci e ricche di emozioni... proprio come l'effetto che hanno le poesie e le canzoni d'amore su chi ha vissuto una storia bellissima ma ormai finita. Una storia di amore incondizionato, reciproco e senza confini.
    Mi rendo conto, quindi, che sì, mi sono effettivamente innamorata di questi nove bambini... e mi mancano già tantissimo. Ma li ringrazio per avermi (e averci) regalato emozioni che, personalmente, non avevo provato prima.

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