Il restauro della cappelletta del Pennino

Rendersi conto in quale stato versa la cappelletta non è certamente cosa facile, fortunatamente per noi ci ha pensato un bedoniese, Giancarlo Moglia che si è preso a cuore l’iniziativa, insieme al Gruppo Alpini di Bedonia, di “mettere mano” alla costruzione per risanarla.

La cappelletta presa in esame è quella del Monte Penna, più precisamente quella posta sulla cima del “Pennino” a quota 1735 metri SLM; un luogo magnifico, dall’orizzonte infinito, da lì, nelle giornate terse, si intravede anche il mare Ligure, navi e isole comprese (Corsica o Elba).

Il motivo dell’ormai urgente risanamento del tempietto dipende da molte cause tra cui i fulmini abbattutisi sullo stesso, il tempo che inesorabilmente trascorre e l’incuria dell’uomo. Nelle fotografie è possibile notare la base di cemento che si sta sfaldando, la copertura del tetto danneggiata e la lapide marmorea con molte crepe. Le condizioni atmosferiche a cui sono sottoposte queste strutture, il caldo estivo e il gelo invernale, provocano forti dilatazioni tra i differenti materiali provocando continue crepe, abrasioni e rotture.

Ricordiamo che queste costruzioni religiose furono volute e costruite dai bedoniesi nel 1937 sotto la direzione morale del
Seminario e dell’allora Arciprete Mons. Paolo Checchi.
L’ultimo recupero, sempre a cura del “Gruppo Alpini Bedonia”, risale al 1992, ma aveva riguardato solamente la statua della Madonna di San Marco posta a lato; in quel caso fu necessario l’intervento di un elicottero per portare in quota i materiali più ingombranti, il resto fu trasportato a dorso di mulo.

I lavori previsti in questa nuova fase prevedono il riposizionamento del parafulmini, l’accomodamento del tetto e la collocazione di una nuova targa, a cura delle Associazioni Partigiane bedoniesi, in sostituzione di quella posata nel 1945 a ricordo di quei partigiani caduti durante la seconda guerra mondiale proprio su quelle “rocce”; colgo l’occasione per rimarcare un particolare che mi è saltato all’occhio, certamente non dovuto alle intemperie, ma al gesto di qualche idiota che cancellò/graffiò via la parola “Libertà” dalla frase che narra quanto era accaduto durante la guerra: probabilmente non sa quello che ha fatto, ha però oltraggiato il nome di quei tanti ragazzi che hanno sacrificato la vita per donargliela.

Foto: alcune fasi dei lavori



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