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  • Il concerto dei Keravà

    C’è poco da fare, i Keravà sanno suonare e sanno cantare.
 Il concerto di Ferragosto, a cui ho assistito, ne è stata l’ennesima conferma. Mi ha anche fatto piacere, perché se lo meritano, vedere la piazza del Municipio gremita, proprio fino all’ultima sedia (850 i seduti, oltre un centinaio in piedi). 

    La serata ha avuto un ospite d’eccezione, Giorgio Cordini, il chitarrista che accompagnò musicalmente Fabrizio De Andrè per molti anni. 
Una degna nota va alla canzone “Hotel Supramonte”, che ha cantato, in stile Mia Martini, la sempre più brava Daniela Scanu, ma non solo, il “Coro di Sant’Antonino” ha reso meravigliosi alcuni pezzi tratti dall’album “La buona novella”, mentre eccellente, sotto ogni aspetto, è stata l’esecuzione del pezzo “Amico fragile”. 
     
    Il gruppo dei Keravà li ascoltai per la prima volta nell’estate del 2006, esordivano nella piazzetta di Compiano. Capii subito che avevano una marcia in più. Credo che se Fabrizio De Andrè avesse ancora modo di assistere a una loro esibizione ne rimarrebbe senza dubbio compiaciuto. 

    No, non è una sviolinata gratuita al gruppo, è solo una mia semplice sensazione, uno stato di fatto. I complessi che strimpellano e urlano nelle nostre piazze esistono e sappiamo bene chi sono. I Keravà invece li ritengo un gruppo di persone che, già a prima vista, trasmettono passione per la musica, una voglia di crescere e tanta, tanta professionalità. Riescono a coronare parole e musica, con il metodo classico creato da De Andrè e dalla PFM, compresi i loro non facili arrangiamenti. Sì, nulla è lasciato al caso.  

    Ricordo che il loro miglior concerto lo ascoltai al Cinema Farnese nel 2007, in quell’occasione suonarono con loro Ellade Bandini, Mario Arcari, Piero Milesi e fu una serata veramente speciale.
    A volte mi chiedo se Dori Ghezzi abbia mai avuto occasione di sentirli, ma sono sicuro che in quel caso chiuderebbe gli occhi per qualche istante… “è bello sapere che dove finiscono le tue dita debba in qualche modo incominciare una chitarra”.

8 Commenti

  • Paolo Panigari

    29/08/2011

    Ho letto il tuo post... mi è piaciuto molto, si capisce che sei andato a fondo e non ti sei fermato in superficie ad ascoltare. Per quanto riguarda amico fragile poi che dire, è uno fra i miei pezzi preferiti e mi fa piacere che tu l'abbia menzionato.
    Invece per quel che riguarda Dori Ghezzi ti rispondo dicendoti che no... non ci ha mai sentito (ahimè!) e non ti nego che sarei curioso anch'io di sapere cosa ne pensa del nostro progetto... ma chissà che in un futuro....
    Grazie ancora delle belle parole

  • Monica A.

    29/08/2011

    Io c'ero tra quei 1000... Bellissima serata. Le parole di De Andrè lasciano sempre qualcosa

  • Remo Ponzini

    29/08/2011

    Quando un palco viene calcato da un complesso di così alto lignaggio il trionfo è assicurato. E' stato impressionante vedere quella distesa di pubblico stipato oltre ogni ragionevole aspettativa. Un successo superlativo sottolineato da scrosci di applausi incessanti ed entusiastici.
    Una simbiosi intensa, che ha avvinghiato artisti e pubblico in un abbraccio partecipativo che accade solo in serate di alto valore culturale.

    I successi di queste dimensioni non nascono mai per caso o per gratificazioni divine. Ci vuole impegno, dedizione, talento, comunicativa e qualità artistiche.
    I KERAVA' queste doti le posseggono e le sanno trasmettere. Ci hanno regalato una serata indimenticabile che sarà iscritta negli annali del nostro paese.
    Presumo che anche loro siamo rimasti appagati dal tracimante trasporto che tutto il pubblico gli ha riversato.

    Alla prossima.

  • Arturo Curà

    30/08/2011

    I KERAVA' hanno un pregio che li distingue nel panorama odierno dedito in gran parte al frastuono: perseguono un raro rigore musicale che, proprio grazie ad una ricerca tecnica quasi ossessiva, si fa vibrante comunicazione capace di affascinare il pubblico.
    In dieci anni di vita, senza cedere alle sterili imitazioni di molte bands in voga, si sono evoluti lungo un percorso che ha raggiunto l'invidiabile capacità di reinterpretare con umile sensibilità l'intero mondo poetico di De Andrè. Che non è poco!
    Il Gruppo è compatto, nessuno cerca di primeggiare, le voci cantano, non urlano, i solisti non prevaricano. Insomma i Keravà potrebbero esibirsi in qualsiasi piazza d'Italia. Orgogliosamente. Bisogna ringraziarli e unirsi agli applausi convinti del pubblico bedoniese.

  • Nicola Cattaneo

    31/08/2011

    Mi unisco ai complimenti e ai commenti, io che di De Andrè sono un ammiratore da sempre, ammetto che a volte ho perso (nel vero senso della parola) l'occasione di seguire i concerti dei Keravà, per pigrizia, o per quel senso di deja-vu, che ingiustamente prende nei confronti di un artista che diciamocelo, in certe esecuzioni datate, era un pò indigesto... e d'estate, con la voglia di leggerezza che prende, mi succede di non aver voglia di star lì a sentire menestrelli...
    ma con i Keravà, grazie all'uso degli arrangiamenti di Mauro Pagani, rivisti e corretti poi dai Keravà stessi, devo ammettere che non succede, ci si trova in una atmosfera musicale di grande effetto, dentro a quella che era definito Rock progressive, che Pagani con la Pfm avevano prodotto nei primi anni 70, però con la classe, la dolcezza, l'eleganza e le parole di un genio assoluto della musica quale De Andrè, addirittura poi nella parte delle canzoni in lingua genovese, le atmosfere diventano mediterranee, orientali, africane... un concerto che almeno una volta all'anno va sentito...
    poi la soddisfazione di vedere artisti locali, produrre musica di così alto livello, con due Bedoniesi dentro... Marco Antoniazzi e il mitico Ivo... da anche una soddisfazione un po' campanilistica che non guasta... certo ognuno di quelli che ama De Andrè, avrebbe avuto una o più canzoni da richiedere alla fine di quasi 3 ore di concerto volate via... e allora come il più bieco e becero dei fan chiedo anche io... ma Avventura a Durango la volete mettere nel programma o no??????? dai, ...Peperoncini rossi nel sole cocente... polvere sul viso e sul cappello...
    Mi scuso per la parte iniziale del commento... di musica non capisco niente... dico quel che mi viene così...

  • Pier Giovanni Berzolla

    31/08/2011

    Posso solo dire che chi, come me, ha avuto la fortuna di vivere parte del concerto direttamente dal palco, si è trattato di una bellissima esperienza e confermo appieno tutto quello che si è detto dei Keravà, del loro modo di proporre le note e la poesia di Fabrizio, della loro maniacale fedeltà agli arrangiamenti, alle sfumature che contribuiscono a rendere sempre magica ogni loro esibizione.
    Siamo stati coinvolti per proporre alcuni brani de "La Buona Novella" e devo dire che il loro modo di integrare nella realizzazione del lavoro persone come noi che non sono propriamente animali da palcoscenico mi ha personalmente impressionato ed ha reso le nostre esitazioni ed insicurezze meno evidenti.
    Essendo stato presente agli ultimi concerti, devo dire che quello bedoniese è sicuramente quello che mi ha soddisfatto di più. Ma si può sempre migliorare....

  • Roberta Camisa

    06/09/2011

    Un grazie a Gigi del post sul concerto dei Kerava' e delle note di apprezzamento alla piccola partecipazione del Coro di S. Antonino.
    Confermo le parole del nostro maestro, Pier Giovanni, e cioe' che i componenti del gruppo kerava', oltre ad essre moooolto bravi, ci hanno fatto sentire molto a nostro agio (noi, poveri pellegrini della musica e assolutamente non abituati a cantare da un palco).
    Speriamo di poter proporre a breve l'intero concerto "La Buona Novella".
    ciao da molto lontano
    Roby

  • Stefano

    02/08/2013

    Ragazzi vi aspettiamo lunedì 5 agosto a Albareto per un nuovo concerto dei Kerava'

 

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