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  • Oggi sono andato a Dugara

    Lo spopolamento del paese ha avuto il suo apice alla fine della seconda guerra mondiale. Dugara è una piccolissima frazione ora appartenente al comune di Bardi, ma fino al 1918 faceva parte del vicino Compiano. Nei primi decenni del novecento contava una popolazione di un centinaio di persone. Poi uno alla volta l’hanno abbandonata, l’emigrazione in cerca di lavoro l’ha fatta da padrona, finché negli settanta è rimasta praticamente disabitata.
    Il borgo è immerso in una vallata circondata dal verde dei faggi, a ottocento metri sopra il livello del mare, lì finisce anche la strada d’acceso. Si contano ancora venti case, tutte in pietra, e una chiesetta che rivive ormai una sola volta all’anno, il 7 di settembre per la festa della Madonna Bambina, la sagra del paese che un tempo si festeggiava con gran vigore.
    Le tracce della popolazione di un tempo sono ancora ben visibili, i forni a legna, con la parte superiore annerita dal fumo, sembrano ancora roventi e pieni di quel pane cotto sopra alle foglie di castagno; i portoni delle case sono chiusi, ma con il battiporta fissato sull’anta, in attesa che qualcuno bussi per entrare; la fontana pubblica, con il rubinetto aperto, riempie una vasca per far abbeverare le mucche che ritornano dal pascolo e la campanella dell’oratorio sembra annunciare la funzione dominicale. Sono tutti particolari che riportano alla luce per qualche secondo la vita che un tempo si muoveva tra quelle case, tra quelle stradine, tra quei sassi che ancora oggi narrano l’esistenza di un paesino del nostro Appennino.
    Oggi, a poco a poco, si sta rivitalizzando, si contano già tre famiglie che hanno deciso di acquistare, ristrutturare e abitare le vecchie case, per ora solo nei mesi estivi e nei fine settimana. Ad oggi  non c’è ancora un residente stabile, ma è comunque un passo avanti per la sua futura sopravvivenza.
    Una curiosità, fino a qualche mese fa vi abitavano stabilmente, e da sei anni, due tedeschi, marito e moglie. Lui era un giornalista che lavorava per la TV di stato tedesca e la sua permanenza in Italia era finalizzata a girare documentari naturalistici nel “bel paese”, ovviamente tra questi andò in onda in Germania anche quello riguardante il nostro territorio, documentando i percorsi naturalistici, i castelli e la gastronomia delle valli del Taro e del Ceno. Ma ora se ne sono andati anche loro, hanno raggiunto la Spagna dove trascorreranno altrettanti anni a girare nuovi cortometraggi.
    Per chi volesse visitare il paese di Dugara, anche solo per una scappata domenicale, bisogna percorrere la strada che da Bedonia porta a Cereseto, quindi a Bardi, passando per il Passo Colla (1000 metri), arrivati in cima al passo c’è una quercia, sotto di essa troverete l’indicazione, per raggiungerlo bisogna percorrere tre chilometri di strada ghiaiata, è transitabile con qualsiasi auto, ma il consiglio è di farvi una bella passeggiata, se non altro per lo stupendo paesaggio che offre il percorso.
    Una sola raccomandazione, quando arrivate fate piano, il paese si sta “risvegliando”.

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