Gente di Provincia

Caro Stefano, con questa tua raccolta Gente di Provincia sei riuscito, grazie alla tua piacevole scrittura da narratore, a dare spessore a dei personaggi che nemmeno l’acuta compagnia del Mastino dei Baskerville li avrebbe scovati e quello che tu hai lasciato in sospeso lo ha colto l’obiettivo della Nikon di Luca e Daniele.  
Insieme siete riusciti a dar vita propria a persone tipiche, per non dire inconsuete, che rappresentano i paesi dove vivono, proprio gli stessi che rendono la provincia di Parma, quella che va dalla bassa all’alta valle, una terra meravigliosa, con usi e costumi talmente differenti che un "foresto" stenterebbe a crederli.
Fate bene a raccontare la nostra gente, ad accostare la vita vissuta sulle sponde del Po con quella di chi alle pendici del Monte Penna, sostenere che non sono i 1.000 metri di dislivello che li separano, ma far intendere ciò che più li accomuna: esperienza, dignità e passione, ma non solo, in comune hanno anche, sfortunatamente, gli stessi ricordi di brutali rallestramenti, imprese partigiane e guerre la cui memoria resta indelebile.
Alcuni di questi racconti, tra cui molti riguardanti la Valtaro e la Valceno, li avevo già letti all’interno dell’omonima rubrica domenicale sulla Gazzetta di Parma, ma in queste sere, grazie a questo libro, ho scoperto altri personaggi favolosi e talmente nascosti tra i meandri della provincia, che solo attraverso queste storie, a queste vostre “Polaroid”, possono ora giungere fino a noi e, perché no, aiutarci a non perdersi d’animo.

Venerdì 22 Novembre, alle ore 21 presso il Bar Mellini di Bedonia, sarà presentato il libro alla presenza degli autori Stefano Rotta e Luca Pezzani, modererà l’incontro Claudio Mazzadi. La serata è stata organizzata in collaborazione con il Circolo di Lettura Primo Lagasi e la Biblioteca Comunale. 
Il primo articolo fu dedicato alla frazione Bozzi di Bedonia (PDF) La locandina dell'incontro di venerdì 22 (PDF)

Foto della serata al Bar Mellini by Valeria Danzi



3 Commenti
  1. Simona

    Ho acquistato il libro alla stazione di Parma e l’ho sfogliato sul treno. Questo ragazzo è riuscito a raccontare le persone che tutti avevamo perso di vista o di quel qualcuno dimenticato dalla storia o che nessuno vuole raccontare. Persone che appaiono chiare come se il tempo non le avesse snaturate, raccontano le loro avventure, l’eccitazione giovanile, la guerra. Non è un viaggio indirizzato a noi lettori ma dentro loro stessi.

  2. Dolores

    Certamente leggerò questo libro perché ritengo che il ricordo di chi è andato 'avanti' e delle mie zone, sia giusto mantenerlo verde nel tempo. Io nel mio piccolo, nel mio libro 'Il mandarino nella scarpetta' che prima o poi farò stampare, è scritto principalmente per le mie figlie, non racconto solo la storia della mia famiglia e di me (che poco interesserebbe), ma quella di tanti paesani che non ci sono più, come mio nonno Lino Chiappa che è stato anche vice-sindaco a Bedonia e che forse molti giovani degli anni '60 ricorderanno. L'intento era di farli ricordare e anche conoscere e la certezza che così facendo, di loro lascerò una traccia per sempre, mi rasserena dall'averli persi....

  3. Gigi Cavalli

    Sono state aggiunte le fotografie sella serata, scattate e gentilmente inviate da Valeria Danzi.

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