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  • Quello che i concerti raccontano

    In soli otto giorni ho avuto l’occasione di ascoltare due concerti e quindi l’interpretazione di due album considerati “pietre miliari” nel mio passato musicale: “Sotto il segno dei pesci” e “Fabrizio De André in concerto - Arrangiamenti PFM”.
    I due dischi hanno in comune il 40° anniversario dalla loro pubblicazione. Due LP che sceglierei di portare con me, qualora dovessi mai lasciare il pianeta Terra, per continuare ad ascoltarli. Una scelta senz’altro orientata da ciò che “contengono”, oltre alle parole e alla musica ci sono impressi dentro i ricordi adolescenziali, quelli che inevitabilmente riemergono ogni qualvolta li riascolto: l’acquisto dei primi vinili, il giradischi e l’amplificatore, la camera con i poster, l’approccio con i cantautori dopo “Furia cavallo del west”, ma anche il primo bacio, i bagni al fiume, l'età dove tutto è più bello, la compagnia degli amici, le estati che duravano un secolo.
     
    Il primo concerto è stato Antonello Venditti a Bologna: tre ore di musica, decine di intramontabili successi, ma ciò che mi sono veramente goduto è stata l’esecuzione integrale dell’album “Sotto il segno dei pesci”, suonato con gli strumentisti di allora, quelli presenti nel 1978 in sala d’incisione. L’abisso con il resto del concerto. Musicisti che ha voluto nuovamente con lui sul palco in questo concerto-anniversario, proprio per eseguire quelle otto canzoni nel modo più fedele possibile. Ci sono riusciti alla perfezione. Le sonorità di quella musica “suonata”, mettendo così all’angolo per quaranta minuti quella digitalizzata, hanno cambiato decisamente l’ascolto dell’album, tant'è che ora, nel disco originale, riesco ad “percepire” ciò che fino a quel momento mi sfuggiva: la chitarra a dodici corde, il violino, l’armonica o l’organo Hammond, strumenti che non aveva più utilizzato nelle versioni successive.
     
    Il secondo spettacolo è stato quello della PFM a Salsomaggiore. Si trattava della serata d’esordio del tour che proporrà l'interpretazione dell'album “PFM canta De Andè-Anniversary”. Un doppio disco che ha cambiato, senza dubbi, quella che era la musica minimalista di De Andrè fino a quel momento, creando un’unione indissolubile, il punto d’incontro, tra la poesia e il rock.
    La Premiata Forneria Marconi non ha bisogno di essere raccontata, visto che è ancora oggi riconosciuta come una delle poche band italiane, se non l’unica, ad aver esportato il loro rock progressivo nel mondo.
    La band è ulteriormente migliorata con l’ingresso nel gruppo di Lucio Fabbri, Mauro Pagani e Walter Calloni, batterista che andò a sostituire Franz di Cioccio, elemento sempre più impegnato a tenere in mano il microfono a discapito delle bacchette, pur restando perennemente infilate, a mo’ di “pistolero”, tra la cintura e i pantaloni.
    Ascoltare oggi questa band, ancora in perfetta forma sonora, è stata una vera emozione, soprattutto nella canzone “Amico fragile”, nove minuti che non dimenticherò facilmente, il giusto connubio tra poesia, musica e ritmo, dove, anche questa volta, non c’è stata la paura di far male alla batteria.

1 Commenti

  • Neon Meate Dream of a Octafish

    15/03/2019

    Mi sento in dovere di riportarvi una voce dall'interno del mondo dello spettacolo, che circola da qualche mese sul web e ha già creato parecchia apprensione e malumori tra i diversi fans, che prontamente hanno iniziato a subissare la nostra radio di messaggi.

    Dall'inizio di questa anno, i critici musicali alla Scaruffi avrebbero iniziato a stilare una classifica che verrà contestualmente pubblicata. Le recensioni continueranno senza soste e si fermeranno una settimana per consegnare i premi.

    Ben conoscio che si tratta di voci, seppur provenienti dall'interno della SHOWBIZ, ho ritenuto importante comunicarvele per avere da voi Esperti rassicurazioni e cercare di tenere sotto controllo la tensione tra i cittadini perchè sembra che al primo posto di importanza abbiano messo il 50ennale di:

    TROUT MASK REPLICA 1969
    Captain Beefheart: Trout Mask Replica (Straight)


    In attesa di un vostro gentile riscontro, vi ringrazio e vi porgo i miei più cordiali saluti.

    I Presidente




 

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