La scuola ai tempi del Covid

L'impatto della pandemia con la scuola ha generato inevitabili cambiamenti sul rapporto tra insegnanti, studenti e genitori
Com’era bella la scuola di una volta… Eh sì, un tempo non tanto lontano, la scuola era proprio bella. Era un luogo di serenità, di sorrisi, di chiacchiere e di giochi. Certamente era un luogo di studio, ma l’aspetto prevalente era proprio il piacere di recarvisi. Eh già, in questi giorni, i nostri pensieri di insegnanti e di tanti genitori, sarebbero stati anche dedicati alla realizzazione della 38esima edizione del "Carnevale bedoniese", ma per il terzo anno consecutivo non si farà.

Due anni fa è arrivato il Covid e tutto è cambiato. Piano piano siamo arrivati ad oggi, ad un momento in cui andare a scuola è motivo di ansia, di frustrazione e di sconforto. Un colpo di tosse ti fa sussultare, uno starnuto scatena mille pensieri, tutti convergenti verso un unico incubo: il Covid! Non esiste più la febbre, il mal di testa, il mal di pancia visti solo come un piccolo momento di pausa, una buona occasione per rimanere a casa, no, non esiste più niente di tutto questo.

Poi c’è il calcolo dei positivi che disturba le nostre notti. Uno solo? Beh dai, possiamo farcela, ascoltiamo ogni piccolo segnale di malessere e poi via di tamponi. Sono due? Ecco che arriva il problema DaD, tutti a casa, tutti davanti ad uno schermo. Tutto ciò alla Primaria perché all’Infanzia è diverso come è diverso alle medie e alle superiori.

Un crogiolo di regole in cui però non tutti fanno la propria parte e allora il caos impera, è anche peggio del virus stesso. Nei meandri delle normative ci si perde forzatamente e allora tutti pronti col fucile puntato verso il responsabile di turno che, poveretto, conta come il “due di coppe quando non è briscola” e giù fiumi di parole, parole e parole. Basta, rivoglio la scuola di una volta!


7 Commenti
  1. Paolo MAC

    È una forma di allucinazione in cui le scuole stanno facendo tutto il lavoro di tracciamento e verifica che spetterebbe alla Asl. Ci sono ? Il procedimento della quarantena al secondo positivo però è impietoso e funziona con un comunicato ufficiale immediato. Quanto sia scorretto per gli alunni guariti o vaccinati con 2 dosi è superfluo dirlo, né quanto sia angoscioso per la famiglia. Mia moglie insegna alla scuola primaria e sono sfiancato anch'io, anche perché tra presenza e dad il lavoro va avanti e a breve ci sono le valutazioni.

  2. Annalisa

    Le regole non sono mai state chiare nemmeno in periodi più rischiosi figuriamoci adesso. Purtroppo i professori non sono solo a scuola ma sono quelli che decidono sull'accanimento dei nostri figli che a quanto pare la loro sorte non interessa a nessuno.

  3. Vale Vale

    Il problema c'è ed è gestito solo da genitori e insegnanti. Chissà perchè questa vicenda mi ricorda il comandante Schettino che abbandona la nave e lascia l'accaduto al destino

  4. DeFalco

    Gli attuali "Schettino" mica vengono da Marte, erano tra noi anche prima. Ma di certe cose è fastidioso occuparsi quando si ha la "pancia piena".

  5. Laura

    Caro Gigi non so, e se fosse scoppiata una pandemia ai nostri tempi? Come sarebbe finita con la scuola? Me lo domando spesso. La dad non mi piace, spesso con la scusa "è comunque scuola" se ne e' abusato, ma meno male che c'e'. Seguendo le lezioni della mia figliola ho imparato a conoscere gli insegnanti, anche loro tra mille difficolta' sono diventati proprio bravi con la tecnologia tra classroom, videolezioni e quant'altro. La classe di mia figlia, una prima media, e' in dad ormai da una settimana, e non c'e' professore che inizi la lezione chiedendo ai ragazzi come stanno e se va tutto bene. I ragazzi nonostante le distrazioni in casa, seguono tutti diligentemente, senza fare tanta confusione, non so se in classe e' cosi' 😊 ecco. la dad mi ha fatto entrare un po' nei panni dell'insegnante, categoria spesso criticata. W la scuola in presenza, ma se non esistesse la dad?

  6. Marino

    La dad non è scuola, è l'anti scuola, inizialmente nella fase acuta della pandemia è servita ma ora andrebbe limitata ai positivi, la scuola a distanza ha fatto regredire i ragazzi che ovviamente ci marciano, senza partecipazione attiva e di persona non esiste il contesto scolastico aggregante che permette ad una persona di crescere, assimilando le regole sociali che poi gli serviranno nella vita. se poi continuano a raccontarci la favola che il virus viene del pipistrello o altri animaletti invece di essere uscito dal lab dove si facevano esperimenti su armi chimiche pericolosissime mi viene solo da ridere, l'uomo è sempre il peggior nemico dell'uomo e tende ad autodistruggersi purtroppo.

  7. Sonia Carini

    DAD sì o DAD no, chissà. Mi sono fatta invece un'opinione su quei genitori, sempre più crescenti, che scolarizzano i propri figli con il metodo Homeschooling: una scelta irrazionale e diseducativa, senza sì e senza no.

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