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  • La ghiacciaia

    Pare proprio che non ci sia più nulla da fare. Lo stato in cui versa l’antica ghiacciaia di Bedonia non è dei più confortanti: invasa dai rovi e con la sommità crollata.
    Sono certo che molti la ricorderanno quand’era intatta, quando quella "Protuberanza" ricoperta di terra sporgeva in mezzo al prato, alle porte del paese, davanti al "Cristo".
    La ghiacciaia è una vecchia costruzione in pietra, risalente all'ottocento, che serviva a mantenere il ghiaccio per tutto il periodo dell’anno, principalmente per i bar del paese e a conservare cibi deperibili, tra questi la carne (vedi ganci in ferro) e l'ultimo "gestore" ad utilizzarla è stato Mario Felloni, titolare di una rivendita locale di vini, liquori e "Gazzose", queste ultime di sua produzione.
    Questo manufatto è rimasto inalterato fino a una ventina di anni fa, ma con il crollo della cupola è iniziato il vero degrado. Ricordo quando la frequentavamo da bambini: “pila in mano e cuore in gola”… esplorarla e scendere nella stanza interrata era considerato un gesto valoroso e da veri esploratori.
    La struttura originaria, molto simile a un igloo, era a forma circolare (10 metri di diametro), con la copertura a calotta e costituita da due stanze, di cui una scavata nel terreno (profonda 3 metri). Al centro della stanza di superficie un foro (1 metro), ancora oggi visibile, utilizzato per gettare la neve al piano sottostante e raffreddare nel contempo anche l’aria della stanza sovrastante… in pratica un precursore del frigorifero/congelatore con le celle a differente temperatura.
    Per costatare le condizioni della struttura non potevo che chiedere aiuto a Giacomino, da sempre “dirimpettaio” e premuroso conoscitore di quel luogo, il quale, con la dovuta cautela, è andato a verificare ciò che rimane della ghiacciaia.

15 Commenti

  • Virgy

    30/03/2015

    Quarti ricordi! Tutti noi ex ragazzi siamo andati a curiosare alla ghiacciaia... chi aveva il coraggio di entrare, chi scappava avendo paura di essere scoperti dai genitori, visto che era un posto 'proibito1. Bè in effetti pericoloso x noi bambini lo era..... l'ultimo a produrre il ghiaccio fu Corrado, che era il garzone di Mario Felloni, non ricordo il cognome, forse Ferrari?

  • E. Mazzadi

    30/03/2015

    Davvero molto interessante! Mi ricordo quando ancora la ghiacciaia si intravvedeva dalla strada asfaltata. Non credevo che fosse un edificio su due livelli. Ricorda la struttura delle "neviere" che ci sono vicino al passo del Bocco: disposte nei versanti a nord, avevano pianta circolare ed erano parzialmente interrate. D'inverno veniva stipata la neve e d'estate, sfruttando le ore notturne, i blocchi di ghiaccio venivano trasportati verso la riviera ligure.

  • Francy A

    30/03/2015

    Nata e vissuta da ormai 30 anni a Bedonia ma non ne avevo sentito parlare. E il Cristo dove si trova ? Mi Piacerebbe vederla

  • Odetta

    30/03/2015

    Ci andavo con mio fratello. ma la paura era tanta...

  • Giovanna

    30/03/2015

    Bravo Gigi! hai fatto rivivere un luogo magico per tutti i bambini del paese;
    anch'io con i miei amici e amiche ci ho giocato e l'ho esplorata con timore riverenziale, nonostante le proibizioni categoriche dei genitori.
    Sarebbe bello ristrutturarla come reperto storico del paese; certo le ristrettezze attuali non favoriranno la cosa, ma forse interessando gli alpini, che sempre si sono prodigati per restaurare luoghi e costruzioni simbolo del paese e della montagna, si potrebbe fare qualcosa. Importante è informare, la molla perché la gente ricordi e si interessi. Lasciata così basteranno pochi anni e un po' di agenti atmosferici per cancellarla del tutto.

  • Moglia Andrea

    30/03/2015

    Sensazionale! Erano moltissimi anni che non la vedevo e devo dire che e' gia' un miracolo che qualche pietra sia rimasta in piedi. Risistemarla sarebbe si un miracolo, magari con l' aiuto di tutto il paese essendo di fatto un bene comune. La proprieta' e' privata, comunale o demaniale?

  • Remo Ponzini

    30/03/2015

    Accade che le cose proibite, oltre ad ingenerare paure, procurino suggestioni e fascino.
    Ricordo che da piccolo quella sorta di antro scatenava le fantasie più smodate che noi ragazzi coloravamo con dettagli surreali, stravaganti ed inverosimili.
    I primi approcci furono timidissimi ma poi, con l'antagonismo ed il desiderio di apparire più coraggiosi di altri, riuscimmo, con il tempo, ad esplorarla in ogni angolo.
    Divenne poi una sorta di meta che fungeva da passatempo nei momenti di noia.

    Le ghiacciaie erano molto diffuse il secolo scorso perchè ai quei tempi non c'era altro modo per conservare cibo e bevande. La gestione locale era affidata a Felloni che aveva un negozio di bibite e vini dove ora è locata la farmacia Raggi. Vedevamo spesso scaricare quei lunghi blocchi di ghiaccio (pesantissimi) che poi venivano spezzettati e messi in vendita al minuto
    Sperare che possa essere restaurata e riportata agli antichi splendori lo ritengo estremamente improbabile.

  • Caroline

    30/03/2015

    Sapevo della ghiacciaia da mio marito che sicuramente avrà fatto qualche scorribanda lì intorno da bambino. Penso anch'io che varrebbe la pena di restaurarla come ricordo di tempi passati, e a testimoniare di come ci si arrangiava allora - altro che frigiderio!!!!!

  • Stefano Filippi

    30/03/2015

    Via delle Ghiacciaie! Addirittura una via intera piena di ghiacciaie e siccome i mi nonno faceva il gelato di cui Brontolino ( io piccino) andava matto, s'andava a prendere il ghiaccio perché a quei tempi il frigo c'era ma non arrivava alle temperature basse che servivano per raffreddare le centrifughe.

    Almeno 60° sotto zero era la temperatura che serviva e s'andava con un triciclo di legno rivestito di sacchi di juta a comprare il ghiaccio secco che aveva una temperatura superficiale di poco meno di -80°C.
    Era ghiaccio fatto con l'Anidride carbonica ( ora la chiamano Diossido di Carbonio) ed era così chiaccio che rimaneva attaccato alle mani, ma aveva una caratteristica perculiare , invece di diventare liquido , all'aumentare della temperatura sublimava e spariva ed io ero affascinato da questo fenomeno , perché il giaccio di acqua ritornava ad essere acqua ed era facile capirlo , invece questi grossi parallelepipedi di ghiaccio letteralmente sparivano davanti agli occhi ... dove andavano a finire ? Mio nonno mi diceva che era una magia , ma a me sto fatto che circa 50 kg. di ghiaccio sparivano nel nulla non mi faceva dormire e non mi detti pace finché non capii come funzionava la cosa e che tutti quei quintali di ghiaccio diventavano un gas che si disperdeva nell'aria.

    E poi il nonno mi spiegò che prima il ghiaccio lo facevano solo con l'acqua e con la neve pigiata dentro le ghiacciaie e che queste ghiacciaie dovevano essere fatte molto bene perché l'acqua è tanto necessaria ma può fare grossi danni; infatti è l'unica sostanza che se la scaldiamo aumenta di volume e i tubi scoppiano ma anche se ghiaccia aumenta di volume e i tubi scoppiano, e così anche quando l'acqua ghiacciava nelle antiche ghiacciaie in muratura non doveva infilarsi tra le pietre od i mattoni se no spaccava tutto, ci volevano strutture solidissime ed impermeabili tenute sempre a bassa temperatura , per questo non venivano mai vuotate del tutto e l'acqua liquida fatta entrare poco alla volta a contatto col ghiaccio esistente si ghiacciava anche lei , in un equilibrio instabile. Non era per niente facile e solo gente esperta era addetta a queste ghiacciaie.

    Un lavoraccio ! Sempre al freddo ed all'umido, ed appena i motori poterono supplire il lavor dell'uomo e della natura le antiche ghiacciaie caddero in disuso e crollarono.
    Non esiste un meglio od un peggio; esiste che il ghiaccio ci è necessario e poco importa come viene fatto purché la "catena del freddo " non venga a mancare, in caso contrario non si potrebbero conservare i cibi.
    Vedere quelle vecchie ghiacciaie nel bosco è come vedere una vecchia macchina, funzionavano! Ed alcuni di noi ancora possono dire di averle viste funzionare... e non è poco!

    Ciao a tutti Stefano

    Ps.
    Grazie Gigi di avermi dato lo spunto per scrivere qualche ricordo e qualche cenno tecnico

  • Marco Biasotti

    30/03/2015

    Eh sì, quanti ricordi da bambino... ci siamo passati tutti.
    È vero, ci sono ristrettezze economiche, ma lasciar perdere quello che è la nostra storia non mi sembra un buon investimento per il futuro.
    Da anni lo dico che è un'assurdità non recuperare quel posto, anche e soprattutto a fini turistici.... un modo ci deve essere e bisognerebbe trovarlo!

  • Fiora du Curado

    30/03/2015

    Virgy, non ti conosco ma ti ringrazio per aver ricordato mio padre Corrado Ferrari che per tanti anni ha lavorato alla ghiacciaia e da Felloni e ha portato quei pesantissimi blocchi di ghiaccio sulle spalle. Grazie di questo pensiero.

  • Franco Biasotti

    31/03/2015

    La ricordo bene, ma non sapevo quale fosse il suo utilizzo. Molto interessante. A proposito del Cristo quando ero ragazzo era ben visibile sulla strada. E' ancora lì? Mi sembra che ora sia seminascosto.

  • Italo Vignali

    31/03/2015

    ....mutuando dalla "Ghiacciaia di Bedonia", fin da piccolo ho potuto condividere con mio zio Decimo Delgrosso (il papà di Guido, il giocatore della Juventus) la conduzione invernale ed estiva nel podere della Sig.ra Feci al Monastero di Borgotaro.
    In inverno caricava quella buca, vicino al Varacola delimitata da un muro di contenimento del torrente, con centinaia di carrette di neve. Al termine, dopo tre giorni di duro lavoro, copriva tutto con frasche particolari e sigillava il portone di legno con sacchi di carta ed altre frasche.
    Non apriva più quel luogo fino alla fine di giugno quando in quel buco ricoverava ogni ben di Dio.... carne, bottiglie di vino, succhi di limone, di mirtillo, di ribes.... tutto quello consumabile durante l'estate.... sembrava l'antro del vento freddo e bastavano due ore di stazionamento per gustare fresche albicocche, susine, angurie freschissime.....
    "LA GIASSÈRA DAL MUNASTER" non so se gli attuali eredi l'hanno mantenuta o migliorata.... anche se i moderni frigoriferi e surgelatori hanno vanificato... tanta fatica

  • Monica

    01/04/2015

    Vivo a Bedonia da vent'anni e non sapevo dell'esistenza della ghiacciaia, ne tantomeno dove si trova il cristo! Grazie al Sig. Giacomo per averci mostrato le foto così ben dettagliate di questo posto che in pochissimi conoscono! Ben presto mi farò indicare la strada e andrò personalmente in avanscoperta! ;)

  • Dolores

    02/04/2015

    Grazie a Gigi e a chi ha aggiunto notizie, foto e spiegazioni: penso anch'io che sarebbe un 'delitto' se non si tentasse di recuperarla.

 

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