post commenti
  • La “Ferrata” del Monte Penna

    Ha fatto molto rumore in Valtaro e nelle valli limitrofe la notizia del sequestro del nuovo sentiero alpinistico attrezzato, comunemente chiamato “Ferrata”, allestito sul Monte Penna, più precisamente sulla parete rocciosa nord del Monte Trevine.
    L’iniziativa di ripristinare (gratuitamente) una vecchia “Ferrata”, ormai in disuso e pericolosa, è partita da alcuni volontari amanti della montagna. Lo scopo iniziale era quello di lasciarla poi a disposizione del vicino Rifugio gestito dal CAI “Faggio dei 3 Comuni” e a tutti gli appassionati dei nostri monti, proprio per fornire un'ulteriore opportunità di sfruttamento della zona ai fini turistici.

    A dire il vero qualche leggerezza è stata commessa, se pur non intenzionale e a fin di bene, in pratica mancava l’autorizzazione necessaria al ripristino/realizzazione. L’area interessata è posta all’interno di un S.I.C. (Sito di Importanza Comunitaria), motivo per cui le Guardie Ecologiche Volontarie del raggruppamento di Legambiente hanno proceduto a presentare esposto agli Enti interessati e all’Autorità giudiziaria. Gli interventi riscontrati, a loro avviso, risultavano: “Non coerenti, non compatibili e non consentiti per diversi aspetti, tra questi la riproduzione su quelle pareti rocciose di alcune specie di rapaci, ecc.”.

    C'è però da dire che nel vicino Parco dell’Antola e all’interno di una zona S.I.C è presente una “Ferrata” molto simile a quella del Penna, la sola differenza è che questa è stata realizzata gratuitamente, mentre quella ligure per mezzo di contributi pubblici (12.000 Euro). Credo che ora ci voglia solo un po’ di buon senso in modo da trovare una soluzione condivisa da tutti, carte bollate in Italia ce ne sono anche troppe, ed evitare così anche la solita morale di chi vive da sempre quel luogo con rispetto e passione: “Quando non c’era tutti la volevano, adesso invece che c’è...”.

12 Commenti

  • Luigi

    25/05/2015

    Credo che le associazioni ambientaliste abbiano uno scopo nobilissimo, ma puntare i piedi con prese di posizione "isteriche", a suon di esposti, per certe cose tuttosommato di poco conto e risolvibili in altri modi (con sanatorie o con la richiesta di smantellamento della ferrata se necessario), allontana queste associazioni dai cittadini invece che avvicinarle.

  • Ettore Rulli

    25/05/2015

    Indipendentemente dalle procedure, per chi fa ci sono sempre problemi. Facile invece è "stare a guardare"

  • Paola Pasini

    25/05/2015

    Ma che peccato!!! Potrebbe essere una attrazzione in piu' nel gia' meraviglioso Penna..... Rifugi, fondo, foresta, sentiero al Pennino.... cerchiamo di risolvere non peggiorare

  • Lina

    25/05/2015

    Pensa che bello sarebbe stato se queste guardie volontarie (ed evidenzio volontarie proprio perché solitamente è segno distintivo di passionalità il volontariato) fossero andate a verificare l’effettiva sicurezza della Ferrata, che mi pare di aver capito NON SIA MESSA IN DISCUSSIONE da nessuno e quindi ne avessero loro per primi promosso l’utilizzo… e invece no, neanche questa volta, neanche più in montagna dove un tempo regnava un codice di comportamento non scritto ma genuino di reciproco aiuto…
    povera Italia e poveri italiani…

  • Alberto

    25/05/2015

    Io sarò sempre dalla parte di chi, nel bene e nella buona fede, cerca in tutti i modi di tenere a galla e promuovere con tante iniziative e attrazioni la nostra bellissima vallata... grandi ragazzi tenete duro!

  • Fabio

    25/05/2015

    Alla svelta i permessi che servono e il necessario collaudo.
    Non facciamo che diventi l'ENNESIMA occasione persa per le Nostre Valli.

  • Peppo

    26/05/2015

    Alcune considerazioni, sperando di riuscire ad essere sintetico.
    Sul Penna non c’è mai stata una ferrata, è vero esisteva un pezzo di catena fissato ad un occhiello cementato nella roccia, c’era anche 60 anni fa, ma a me hanno sempre detto che era un avanzo delle strutture messe in opera per portare la statua della vergine in vetta. D’altro canto il sentiero che sale dalla “Nave” non presenta alcuna seria difficoltà ne in salita ne in discesa, a patto di avere ai piedi un paio di scarponcini con suole in gomma.

    Quando ho letto di “mancati collaudi” mi sono chiesto in cosa potesse consistere il collaudo e chi poteva essere abilitato a farlo, ho allora chiesto lumi ad un amico guida in val Pusteria, la sua risposta è stata semplice e concisa: “non mi risulta che esista alcuna norma, e, se ci fosse, dovremmo disattivare tutte le ferrate delle Dolomiti”.

    Non ho ben capito quale sia il percorso della ferrata contestata, se riesco a liberarmi per una mezza giornata verso fine Giugno, andrò a vedere; dalle fotografie pubblicate sembrano esserci alcuni tratti piuttosto esposti da affrontare con giudizio e soprattutto con le necessarie attrezzature: imbragatura di sicurezza. cordino lungo (4 metri) e 2 moschettoni a carabina. Francamente queste precauzioni mi sembravano andassero seriamente sottolineate ed invece niente, ma ci si preoccupa della avio fauna che verrebbe disturbata.

    Ciao a tutti,
    Peppo

  • Gilio

    29/05/2015

    Niente di nuovo sotto il sole caro Gigi, viviamo in un pezzo di mondo dove riesce sempre molto difficile, se non impossibile riuscire a capire cosa occorre fare per porre in essere un'iniziativa che magari serve e trovare un interlocutore che sia in grado, responsabilmente, di darti un percorso certo.
    Si taglia spesso corto con la soluzione più facile: "non si può fare". Il risultato è che sempre meno iniziative anche di interesse turistico si mettono in cantiere e chi lo fa rischia del proprio, magari inconsciamente perchè se si dovesse informare sulla trafila burocratica, i costi e le responsabilità finirebbe col rinunciare.
    Tu parlavi di soldi pubblici spesi e lì la trafila per spenderli viene sempre trovata ed a tal proposito ti vorrei ricordare la famosa ippovia dell'appennino realizzata con soldi pubblici dalla comunità montana. A distanza di meno di 10 anni vorrei riuscire a mostrarti le strutture, le indicazioni, quelle che ci sono ancora e se hai tempo vai a vederti il sito e troverai la data di inserimento del 2011 e nessun altra manutenzione. Ma questo va bene.
    Chi ha buona volonta, inventiva e voglia di lavorare anche gratuitamente troverà in ogni campo solo ostacoli e qualcuno che trovando sempre giustificati argomenti, invece di aiutarti a migliorare le cose e magari farle in collaborazione, ti metterà sulla via una serie infinita di gabole e di lacciuoli così.... tanto per darsi un ruolo e far sentire la propria presenza. Credo proprio che gli errori saranno sempre più rari per arrivare al punto che nessun errore sarà più commesso. Evviva.

  • PK

    04/06/2015

    Gilio.... guarda che i problemi vengono da quei piccoli burocrati delle provincie che dovevano essere cancellate ma sempre ben pasciute o da quelli della regione, ed entrambi della tua parte, quindi prendi in mano il telefono e chiama chi tu sai invece di lamentarti su un forum.

  • Giuseppe

    04/06/2015

    Mi pare fatta con cura e bene,avviserò amici e appassionati,sono curioso di sapere come faranno a fermarli,ciao a tutti,Giuseppe.

  • Lorenzo

    12/06/2015

    Credo che il punto sia che su quelle pareti rocciose nidificano le aquile. Detto questo io le lascerei il più in pace possibile visto che ne abbiamo 2.

  • Giuseppe

    13/06/2015

    Chiedo scusa a chi si impegna tanto per proteggere la natura non lo farò,ciao Lorenzo.

 

Commenta

Newsletter
Scrivi la somma dei due numeri e poi invia: 2 + 9 =
Accetto Non accetto

(*) Trattamento dei dati personali
Il form messo a disposizione sul sito ha il solo scopo di consentire ai visitatori del sito di publicare post, qualora lo desiderino. La presente informativa riguarda i dati personali inviati dall'utente visitatore al momento della compilazione del form. La informiamo del fatto che i dati che conferirà volontariamente tramite il form verranno tramutati in una email che eventualmente potrà essere conservata all'interno del sistema di ricezione di e-mail utilizzato dal titolare del sito.
Potrai cancellare i tuoi post inviando una tua mail all'indirizzo esvaso@gmail.com
Iscrivendoti alla NEWSLETTER riceverai le novità del sito e i nuovi post - Potrai cancellarti direttamente all'url www.esvaso.it/newsletter.php



Cancellazione POST

Se desideri cancellare e gestire i tuoi post clicca qui ed accedi alla tua area riservata.
Se non utilizzi piu' la mail con cui hai scritto il post che vuoi eliminare contattaci e cercheremo di aiutarti: esvaso@gmail.com