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  • Zappa-Fermi 2.0

    Si fa presto a dire Scuola 2.0. Così l'esperienza ho voluto farla in prima persona perché, si sa, quando te la raccontano è una cosa, quando invece si passa dalle parole ai fatti le aspettative non sono mai come le premesse.

    L'Istituto di Istruzione Superiore Zappa Fermi, in occasione della Settimana del Nazionale per la Scuola Digitale, ha aperto le porte alla cittadinanza per condividere attività e iniziative realizzate in tema di innovazione didattica e digitale, con l'obiettivo di far conoscere “da vicino” i processi di innovazione di questa scuola.
    Visto il comunicato mi aspettavo una scuola “preparata” agli ospiti, invece ho trovato l’ambiente di tutti i giorni, una realtà quotidiana che marcia di pari passo ai tempi che corrono: fibra ottica, sale multimediali, monitor, lavagne luminose, computer e tablet.
    Un buon risultato ottenuto anche per mezzo del Comune di Bedonia per aver ampliato l'offerta didattica, del Comune di Borgo Val di Taro e Fondazione CariParma per aver contributo alla realizzazione di due aule tecnologicamente avanzate.

    Ma cosa significa insegnare e imparare con il web 2.0? Un esempio concreto è l’utilizzo di “Classroom” in tutte le classi. Si tratta di un programma messo a disposizione da Google per aiutare, in tempo reale, gli insegnanti a realizzare, correggere e inviare agli studenti i compiti. Con questo nuovo metodo avviene un rapido scambio di documenti, dati e relazioni, a volte anche personali, quelle che solitamente si evitano a quattr’occhi, ma anche un sistema per rimanere in contatto con gli studenti quando non riescono a frequentare. Dimostrazione pratica che studiare non significa semplicemente apprendere su un libro stampato.

    Un’altra vera rivoluzione l’ho “toccata” nel laboratorio allestito dall’indirizzo M.A.T. di Bedonia. Lì ho trovato docenti e studenti veramente preparati, motivati e appassionati (da ex studente IPSIA comprendo ancora meglio questa trasformazione avvenuta nel tempo), tutti con un solo obiettivo prioritario: innovare le competenze per favorire l’inserimento dello studente nel mondo del lavoro, oggi più tecnologico che mai. A loro disposizione hanno anche una stampante 3D e programmi per progettare, trasmettere e realizzare oggetti altrimenti impossibili da produrre. Senza dubbio un buon biglietto da visita per questi futuri tecnici.  

    Il privilegio di frequentare una scuola così non è scontato e non è da tutti, motivo valido per credere e sostenere i vari indirizzi dello Zappa-Fermi, in modo che questa “rivoluzione” sia ancor più compresa e apprezzata, in special modo da coloro che scelgono il “treno” per raggiungere una scuola, a loro dire, migliore.

3 Commenti

  • SALVATORE

    06/12/2016

    L’aspetto dell’innovazione didattica e tecnologica riveste un ruolo centrale nella programmazione dell’indirizzo M.A.T. di Bedonia. Il nostro obiettivo prioritario è quello di innovare le competenze degli alunni con la principale finalità di favorire il loro inserimento nel mondo del lavoro.
    Il raggiungimento di tale finalità è confermato dall’elevata percentuale di occupazione dei nostri alunni in uscita. Quest’anno, per perseguire l’intento di sviluppare attività pratiche per mettere in atto le conoscenze teoriche acquisite, si stanno realizzando dei progetti quali il trenino elettrico automatizzato, che prevede l’impiego di PLC (controllori a logica programmabile); l’implementazione di dispositivi realizzati utilizzando la stampante 3D e automatizzati mediante scheda elettronica con microcontrollore (Arduino). Per il futuro la speranza è di poter dare continuità a queste azioni (per esempio robotica, fotovoltaico, …) grazie anche al contributo economico delle realtà imprenditoriali del territorio e non. In tal senso va un sentito ringraziamento a Carlo GOGNA, titolare della 3Gautomazione di Torino, e a Cristina DELNEVO, titolare del negozio Mr Pickwick di Bedonia, per il fondamentale contributo fattivo ed economico che ha consentito la realizzazione del progetto del trenino elettrico automatizzato.

  • F.B.

    06/12/2016

    Tutto bene, tutto in regola ma mia figlia non ha ancora visto la faccia di alcuni professori. Considerando che siamo a Natale, come potrà recuperare il tempo perso? E' questa la scuola che non cambierà mai.

  • Luigi Lucchi

    16/12/2016

    SCUOLA BUONA A BORGOTARO: GLI STUDENTI E I GENITORI LA RIFIUTANO

    Come tutti, sono stato studente e addirittura fortunato, sia nella scelta della sede scolastica: Istituto Perito Agrario Ranieri - Piacenza(negli anni settanta all’avanguardia per modernità e tecnologia) sia per i professori della mia sezione. Insegnanti competenti, disponibili e severi. Severi nel senso che davano, e molto, e pretendevano dagli studenti attenzione e dedizione. Riuscivano a farci comprendere e quindi amare le materie di studio.
    E’ una benedizione avere una buona scuola e un buon corpo insegnanti.
    Se questo binomio, ottimi insegnanti e ottima tecnologia, fosse generalizzato avremmo, probabilmente, un’altra Italia.
    Come Sindaco lotto, tenacemente ogni anno, per avere le scuole nel mio Comune, sia a Ghiare che a Berceto le elementari e scuole dell’infanzia e le medie nel capoluogo. Non abbiamo risorse ma cerco di mantenere scuole sicure e ordinate, cerco di fornire tutta la tecnologia moderna e aggiornarla: aula computer, lavagne multimediali in ogni classe e piena disponibilità a usare il pulmino del Comune per le gite d’istruzione. La scuola, le scuole, sono importanti, soprattutto in montagna, anche se sono sempre ritenute, sbagliando, scadenti rispetto le scuole delle grandi città. Per merito di insegnanti straordinari, nella loro quasi totalità, a Borgotaro, allo Zappa Fermi, corso di ragioneria, raggiungiamo l’eccellenza. Si diplomano studenti che vengono elogiati quando intraprendono i corsi universitari avendo una preparazione ben superiore alla media.
    A ragioneria, a Borgotaro, si studia molto, si ottiene, dagli insegnanti, il massimo e sembra di vivere in un mondo giusto in cui la scuola è vissuta come formidabile “ascensore” per salire, con merito, nella scala sociale. Come montanari dovremmo tutti essere soddisfatti e sottolineare che la buona scuola è in montagna.
    Constato, purtroppo, con stupore, che non è così.
    Per assurdo succede che proprio perché si studia, si impara, si insegna a mettere impegno, la scuola è malvista, evitata e si fanno chilometri, ogni giorno, pur di non iscriversi a ragioneria a Borgotaro. I ragazzi convincono i genitori a non iscriverli e a sobbarcarsi spese maggiori per andare in altre scuole ritenute piu’ facili o facilone. Il potere dei genitori ormai è ininfluente e le richieste dei figli, che non vogliono impegnarsi nell’eccellenza, vengono soddisfatte, addirittura, con gioia.
    Presto, prevedo, che la scuola di ragioneria di Borgotaro non avrà piu’ studenti e potrebbe essere chiusa. Uno schiaffo al buon senso, alla cultura, alla serietà dell’insegnamento, alla nostra montagna.
    Come Sindaco sono preoccupato non solo per il rischio chiusura ma soprattutto per l’andazzo.
    Mi dispiace, inoltre, come socialista, vedere che noi povera gente dobbiamo sempre lasciare le cose migliori ai ricchi.
    I ricchi, infatti, mandano i propri “rampolli” in severi collegi Svizzeri o Inglesi ricercando insegnanti motivati e capaci d’insegnare e pretendere.
    Per motivi fortuiti abbiamo, racchiuse in poche aule, a Borgotaro, un pezzo di Svizzera e d’Inghilterra, a portata delle nostre tasche e lo disprezziamo schifati.
    Non voglio arrivare a sostenere che le perle non sono fatte per i porci.
    Sarebbe la negazione del mio ideale e della mia fiducia nella società montana.
    Proprio per questo chiedo che ogni educatore, ogni genitore, ogni Sindaco, mi aiuti a sconfiggere questa moda che porta sempre a scegliere le cose facili, i bassi livelli, il minimo anche se si potrebbe ottenere e avere il massimo.
    Ribelliamoci anche contro i modelli televisivi che spingono in questa direzione facilona i giovani.
    I giovani li si rovinano soprattutto nel non educarli al sacrificio, alla responsabilità, al piacere della conoscenza. Cari insegnati dello Zappa Fermi non scoraggiatevi. Non siete incompresi.
    Ogni giorno, in aule universitarie, in diverse città Italiane, frequentate da vostri ex studenti, si eleva un ringraziamento, da parte loro, nel vostri confronti, per come avete vissuto la missione, difficile dell’insegnamento.
    Grazie anche dal Sindaco di Berceto Luigi Lucchi

 

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