Clio: made in Gallura

In Gallura, zona nord della Sardegna, ci andai per la prima volta nell'agosto del 1986. Eravamo tre coppie, tra cui due miei colleghi di lavoro: Renzo e Paolo. Ho ancora ben presente quella traversata notturna, rivelatasi poi un dramma. Sì, un vero e proprio supplizio determinato da un caldo e un'umidità mai provata prima, dall'assenza dell'aria condizionata, coricati a terra per tentare un illusorio riposo, il tutto condito da oltre quattordici ore di mare mosso.

La vacanza durò due settimane, era itinerante e visitammo proprio gli stessi paesini che ho rivisto oggi con lo stesso piacere di allora. Ho persino ritrovato il negozio di Castelsardo dove acquistai i 'mamutones', due maschere lignee ancora appese alla libreria qui di fronte. Le rievocazioni sono state ovviamente tante, ma quella che più mi ha fatto sorridere è stata quando sono ripassato davanti al campeggio di Torre del Porticciolo (sì andammo in tenda, per me era la prima esperienza, senz'altro bella, diversa e spiritosa, ma fu anche l'ultima).

Ricordo la prima sera dopo aver piantato le tre tende, individuato l'angolo della pineta che meglio si confaceva alla zona pasti, contrastato uno sciame di api, fatto il bagno nello splendido golfo e successiva doccia nei bagni comuni, ci siamo ritrovati stanchi morti. Una pausa rilassante era perciò d'obbligo. Dopo aver acceso un buon sigaro restammo parecchio tempo con il naso all'insù, quella era la notte di San Lorenzo. Un cielo che, in effetti, meritava la giusta attenzione, tant'è che Renzo e Antonietta, rientrati poi nella tenda, si fecero probabilmente sopraffare dall'influenza indotta da Venere.

La conseguenza di quella notte la incrocio quasi quotidianamente tra le vie di Borgotaro. Oggi ha ventidue anni, nacque ovviamente a Giugno sotto il segno dei Gemelli. E' una piacevole e simpatica ragazza, si chiama Clio e la ritengo un po' scherzosamente: "Made in Gallura".

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