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  • Quarantaquattro pioppi

    Eh sì, pare proprio che i 44 pioppi che abbelliscono il rettilineo di Sugremaro passino a miglior vita. Si dice che il destino sia già segnato: "Sono alti e pericolosi". Questa la giustificazione, scelta stabilita nonostante la zona sia gravata da vincolo paesaggistico.
    Il centro abitato della frazione di Compiano è già di per sé compromesso: ville, capannoni e condomini convivono in unico contesto, all’ombra del castello medievale. A rendergli un po’ di giustizia c’è solo il corso del fiume Taro e questi bellissimi alberi.

    Le piante sono state messe a dimora negli anni ’50 dall'Ente Turismo di Compiano e non credo che tale scelta l’abbiamo fatta per non aver avuto di meglio da fare che piantare alberi, quindi un po’ di rispetto per chi aveva visioni più lungimiranti non guasterebbe. Ma perché la soluzione deve sempre ricadere sul taglio? Questa è una pianta potabile come le altre, i pioppi potati questa primavera in zona Tardini a Parma (vedi foto allegate) ne sono un chiaro esempio.

    E' interessante notare come si parli sempre di territorio da valorizzare, di azioni in campo turistico da promuovere e poi si vanno ad abbattere alberi piantati sessant’anni fa. Voglio almeno sperare che il progetto preveda un rimpiazzo o addirittura il posizionamento di nuovi alberi nei diversi punti “vuoti”. Se così non fosse continuiamo pure a toglierci il terreno da sotto i piedi, a distruggere quello che abbiamo e che ci potrebbe dare da vivere nei prossimi decenni!
    Ogni giorno bisogna cercare di salvare e di far cresce quanto di buono abbiamo, non cancellarlo!

24 Commenti

  • I pioppi

    06/01/2014

    Non c'è mica da stupirsi che abbiano idee di sto genere... quando hanno mai avuto idee brillanti? Complimenti sempre meglio!

  • Elisa

    07/01/2014

    Eh no i miei pioppi noooo!!! Poi cosa guardo quando sono sul balcone!!! Ma poi voglio dire, PERCHÉ e pericolosi per cosa?? Solo perché, quando c'è brutto tempo, pioggia e vento qualche ramo cade in strada? Appunto se li potassero magari si ridurrebbe anche questo rischio.

  • Federico

    07/01/2014

    Tagliare costa meno che potare? Ma l' oro non si mangia

  • Ypsilon

    07/01/2014

    Non voglio sindacare sul reale motivo di questa programmazione al taglio ma sapere i motivi tecnici di questa decisione non sarebbe sbagliato. Diamo per vero che sono pericolosi perchè anziani - ammalati - troppo alti - ma un viale cosi non può essere cancellato. In tale caso chiedo se saranno sostituiti con nuove piante ?

  • Duecuori Unacucina

    07/01/2014

    Mi piacerebbe sapere il nome dell'impresa che si occuperà di eseguire questi lavori. Ancora "complimenti" ai nostri amministratori !!

  • Ainoa44

    07/01/2014

    Quando si pensa solo al risparmio, non si vede oltre il proprio naso....la potatura è un lavoro ricorrente, ogni 3 o 4 anni si torna al punto di partenza. Questo devono aver pensato gli amministratori del momento. Quindi, a parer loro, se si abbattono i pioppi, si elimina il problema e si risparmia. Se tutti gli amministratori la pensassero cosi, non ci sarebbero più alberi nei viali cittadini....!
    Consiglio: Prima dell'OK all'abbattimento dei "44", ci pensassero su bene. Oltre ad essere alberi molto belli, sono patrimonio della comunità locale, e in parte con le radici, formano una barriera naturale contro lo sgretolamento della riva del fiume, che scorre parallelo alla sede stradale.

  • NDM

    07/01/2014

    Esatto GG. Che si proceda a una intelligente potatura e non solo di quelle. Ogni volta che scendo la Costa osservo con orrore le sterpaglie che limitano il panorama sulla Pieve. Ti immagini come sarebbe diverso il paeseggio se queste fossero eliminate e sostituite da alberi ben curati e potati? Non è forse anche questo è promozione del nostro territorio?

  • Il Geom.

    07/01/2014

    Noto ormai che quasi tutte le Amministrazioni locali sono state colpite dal raptus della “Banda della Motosega”!
    Certo che, secondo loro, le cause del taglio degli alberi saranno sempre le stesse: “ Sono piante vecchie, malate, pericolose, ecc.”
    Però come mai questi tagli vengono fatti senza mai interpellare la popolazione, o perlomeno che vengano spiegate le vere cause del loro abbattimento ?
    E poi gli alberi sono stati esaminati da tecnici del settore per sapere con esattezza del loro stato di salute ?
    Mi ricordo che quando frequentavo le scuole Elementari, ogni anno si festeggiava la giornata dell’albero e con la scuola si andava a piantare nuovi alberi (all’epoca andammo per un paio di anni nel parco della peschiera ).
    Ora mi sa che questa bella tradizione ed utile abitudine sia ormai da anni scomparsa !
    Spero di sbagliarmi ma ormai la Festa degli Alberi è stata soppiantata dalla Festa della Motosega.

  • Andy

    07/01/2014

    Oltre ai rischi giá evidenziati sopra legati all'erosione delle acque del Taro, vorrei sottolineare che per riavere dei pioppi di quelli dimensioni (semmai venissero ripiantati), bisognerá attendere decenni, durante i quali saremo privati di cotanta bellezza (per consolarci possiamo comunque sempre volgere lo sgaurdo al lato opposto della strada, dove fanno appunto splendida mostra di sé orripilanti edifici che in modo dissennato hanno occupato quelli che un tempo -fino ai primi anni settanta- erano dei bellissimi prati che, dai calanchi soprastanti, scendevano verso il fiume).
    Vorrei pure far notare che esempi di pioppi centenari ne abbiamo pure quasi fin dentro al paese (Bedonia, in questo caso): basta andare all'inizio della pista ciclabile (dietro lo stabilimento ValSana, per intenderci) per trovarne uno splendido, sanissimo e che se la ride della follia degli uomini.
    Stessa sorte toccó ad un numero simile di pioppi lungo Via Roma una ventina (?) di anni fá: ma si trattava di piante piantate su suolo privato e si sá, in quel caso, diventa piú difficile andare a sindacare. Ma su del suolo pubblico (perché tale é il greto di un fiume), dovrebbe essere "il pubblico" (ovvero tutti noi, che in quelle zone ci viviamo e paghiamo le tasse) a dover decidere.
    Dando per scontato che le autorità locali hanno il diritto di far presente (dimostrandole, visto che agronomi e forestali ce ne sono anche fra la popolazione locale) le proprie ragioni.

  • Compiano Arte Storia

    07/01/2014

    Il bel filare di pioppi del Sugremaro da anni non è curato ed effettivamente qualche ramo potrebbe staccarsi e diventare un pericolo per chi ci passa sotto. Ma la colpa non è di pioppi, la colpa è di chi non ha fatto le opportune potature. Ed ora, dopo il malfatto, pare che sia stata scelta la peggior soluzione, quella di abbatterli.
    Negli scorsi decenni, mentre sul lato nord della strada provinciale sorgeva il caos urbanistico del Sugremaro, su lato sud, lungo il Taro, qualcuno ebbe la lungimiranza di piantare un lungo filare di pioppi che, oltre ad ombreggiare la pista pedonale, creava un forte senso di ordine contrapposto al suddetto disordine.
    Ora non c'è dubbio: i pioppi, sia pur malandati, devono essere mantenuti, o meglio, ripristinati. E allora come fare? Vediamo:
    Tagliamo pure i pioppi, ma solo uno ogni tre, potiamo opportunamente gli altri e mettiamo a dimora nuove piante a sostituire quelle che ora dovrebbero essere tagliate e quelle che da qualche anno mancano.
    Però vigiliamo affinché non si agisca con la solita furberia: tagliati gli alberi cisi senta dire che non ci sono i soldi per fare il resto. No! Si appalti l'intera operazione, e se non bastano i soldi si divida il filare in due o tre lotti, incominciando con uno.
    Tra qualche anno, quando i nuovi pioppi saranno irrobustiti, si potrà iniziare una nuova serie di tagli dei vecchi, potatura dei rimanenti e messa a dimora dei nuovi.
    Finito tutto ciò, perchenò? Proseguiamo il filare fino al Rio Raschiano.

  • Kappy

    07/01/2014

    Come sempre il "vincolo paesaggistico" è altamente interpretabile. Quando si tratta di tagliare alberi tutto è fattibile, sempre e comunque.. e poco importa se quegli alberi rappresentano storia, cultura, tradizione e stralci di vita di ognuno di noi.

    Purtroppo questa è una triste realtà in molti, troppi comuni del nostro paese :(

    Facile dire "Sono piante vecchie e malate..." parliamone... vecchie? Un pioppo in natura ha una vita media di 300 anni... 300!! Questi a regola sono dei "ragazzini"!

    Malati? Forse, non ho competenze in questo settore, ma non sarebbe male sapere chi l'ha deciso. Capisco che vivere ai bordi di una strada, con lo smog che ne consegue non è salutare oltre che per noi, nemmeno per le piante, ma forse la sofferenza maggiore è per l'incuria e il poco rispetto.
    Molti dicono "tanto sono solo piante"... ma questo non vuol dire che non abbiano le loro esigenze e il loro bisogno di cure.

    Mi dispiace leggere che anche lì, tra borghi e colline che io considero tra le più belle del nord Italia, si cominci a trascurare la bellezza del territorio, per un semplice "ritorno economico" puramente fittizio... è vero, forse seguendo questa strada è possibile risparmiare qualcosa oggi, ma così ti giochi tutti i guadagni che avresti potuto fare domani con turismo e promozione del territorio...

    Spero il Comune ci ripensi e torni sui suoi passi...


    http://www.kappy.it
  • Davide Biganzoli

    07/01/2014

    Sicuramente l'area è sottoposta a vincolo paesaggistico, quindi dovrebbe esistere, ai sensi dell'art. 146 del D.L. n. 42/2004, una pratica depositata alla Soprintendenza beni architettonici e paesaggistici di Parma.

  • Dteddy3

    07/01/2014

    I pioppi sono piante pollonifere, basterebbe lasciare qualche ricaccio basale durante le operazioni di taglio per permettere che si riformi una nuova pianta e impedire che la sponda del fiume frani come accade a Borgotaro lungo la passeggiata. In Trentino usano le piante per consolidare le sponde ma NOI LE TOGLIAMO!!!!!!!!!
    ps nemmeno i platani andrebbero toccati nè potati per evitare il diffondersi delle patologie legate alle potature, quali il cancro del platano, ma tra gli uffici tecnici dilaga una ignoranza incalzante, non si sa nemmeno perchè esistono le piante, sono solo un costo per la manutenzione e la pulizia...bah

  • Coòcco

    07/01/2014

    La colpa è di quello che girava con gli occhiali gialli, abita all'inizio del rettilineo... dice che gli uccelli gli fanno la cacca in testa!!!!

  • Fabio

    07/01/2014

    Siamo indietro e non disciplinati, comunque se le piante sono malate o pericolose, questo deve essere stabilito da una relazione tecnica, il cittadino ha facoltà di richiederla in visione..
    anche oggi assistevo alla potatura dei platani in viale Bottego a Borgotaro, col cestello da sotto e solo dove si arrivava, tagli imprecisi..costi enormi,oggi ci sono tecniche molto più precise e con costi esigui al confronto, soprattutto eseguite da personale addestrato...


    http://www.georgofili.info/detail.aspx?id=1268
  • Dolores

    07/01/2014

    Un viale senza alberi che viale è? La natura è bellezza è OSSIGENO puro.
    Il pericolo è in ogni posto, anche il più impensabile... allora, potrebbe cadere anche una tegola, un vaso di fiori o si potrebbe inciampare anche sul proprio piede: dobbiamo tagliarlo?
    Se sono realmente malati si devono sostituire e basta.
    Come farebbe Elisa se dal balcone sparisse quel bel verde? O le sponde che potrebbero franare...
    I pioppi che alti a Sugremaro van da Bedonia in un unico filar..... quasi in corsa giganti giovinetti mi balzaron incontro e mi guardar... bei pioppi, pioppetti miei se voi sapeste, via non fò per dire..... ma senza voi ne morirei....

  • Franco Pesci

    08/01/2014

    Da alcuni giorni (da sabato scorso, 4 gennaio 2014): in occasione della Donazione Giorgio Gaslini alla Biblioteca Manara, cerco di ritrovare un senso a quel lemma di una poesia dialettale, da te ricordata, di Romeo Musa: mettersi a roëvu (a rovo: mettersi intorno, a cerchio). Controlla tu, non so scrivere il dialetto: fui troppo devoto alla grammatica italiana, tormento delle maestre e delle sagrestie. Ma non ora che sono in Archivio Barocco: la grammatica me la faccio da solo, sulle orme di chi la letteratura se la mangia a fette (Walter Pedullà - Marzio Pieri), mentre altri se la fanno a morsicini. Ettore, siamo figli di gente i cui piedi hanno calcato la terra.
    Questa mattina un amico matematico, di nome Archimede Albertelli, che insegna al Toschi, mi diceva quello che era scritto sull’architrave all’entrata della Scuola di Platone: Qui non entra chi non conosce la geometria. Credi che il nostro dialetto non possedesse la geometria euclidea e le sue trasgressioni? Non credi che il nostro dialetto debordasse di filosofia?
    Del mio amico matematico, poco più che ventenne, apparve un articolo su Scientific American (1980): L’algebra di Boole. Che due palle!, dirai, e invece la logica naturalistica è nella natura delle cose: il rovo è un genere di piante rosacee rosoidee, come fosse un rosone medievale, che sempre ha carattere naturalistico, floreale, di vetrata, per l’esposizione alla luce.

    E a quel filare di pioppi, così legato al Sugremaro e ai nostri dismessi poderi (poteri)... teniamoci più che a:

    I cipressi che a Bolgheri alti e schietti
    van da San Guido in duplice filar,
    quasi in corsa giganti giovinetti…

    Il vostro, il nostro, è un semplice filar e tanto più semplice in quanto intimamente legato all’intelligenza:
    non sono un botanico, ma sono un buon amico del prof. Don Antonio Moroni, colui che inventò l’Ecologia come interdisciplinarietà universitaria e che un po’ più di un anno fa, novembre 2012, fu decorato di Medaglia d’oro dal Ministro Clini (da Clinica=Medicina per allettati) all’Università di Parma: vedi caso, per l’occasione, blindata contro le proteste studentesche. Moroni e Clini, nel ’68, erano rispettivamente professore e allievo, ma compagni di occupazione.
    A forza di occupare le istituzioni, io invocai l’elemento tellurico e l’evo (roevo) geologico:

    la democrazia si fossilizza
    e, bene che vada, diventa un rovo
    o un cerchio chiuso
    da cui è difficile uscirne (Esvaso)

  • Danilo Colombi

    09/01/2014

    Mi complimento con le tante ed articolate citazioni culturali e mi associo alle varie opzioni conservative; in fondo è questione di buon senso!

  • E.Mazzadi

    09/01/2014

    Il filare di pioppi di Sugremaro è davvero molto bello, nonostante non sia stata fatta manutenzione (potatura, sfoltimento, ecc.). Se c'è una situazione di grave pericolo per la pubblica incolumità, la pubblica autorità dovrebbe provvedere da subito a chiudere temporaneamente la pista ciclabile, sino a che non saranno completate le operazioni di messa in sicurezza. Come dimostrano le foto che Gigi ha allegato (potature di pioppi a Parma), se c'è la volontà e la sensibilità questi alberi si possono "governare", con beneficio per il territorio, per il turismo e quindi per la popolazione residente.

  • Fabio

    10/01/2014

    Non è per far polemica, ma la gestione del verde da parte delle amministrazioni é davvero una vergogna. Siccome sembra sempre sputare sentenze su tutti e tutto, rimanevo basito nel vedere alcuni interventi, ma aspettavo che il tempo ponesse rimedio ma nulla sembra voler migliorare o porre rimedio ad errori e mancanze.. Adesso qualcuno da spiegarmi per esempio l'abitudine a lasciare in giro i moncherini solo perché non capace di rimuovere un po' di asfalto marcio o come nell'esempio in foto due blocchetti?
    La verità e che oltre ad essere incapaci di amministrare sono anche impreparati e menefreghisti sulla maggior parte dei problemi legati alla voce spese.. Alla voce mangia vanno spediti come razzi con il luccichio della pirite davanti agli occhi. Poi hanno la pretesa di raccontare sempre le cose con belle parole.. Ma va là che il tempo dell'ignoranza ci ha portato al collasso, fatevi da parte che non siete nemmeno furbi.


    http://www.esvaso.it/dati/fotoalbum/fotoalbum_100114191822_wp_20140110_16_21_06_pro.jpg
  • Gigi Cavalli

    10/01/2014

    Fabio, proprio ieri mattina la motosega comunale ha tagliato un altro albero in Via Piave (Borgotaro), notare nella foto come era "ammalato". Nel frattempo non si nota nessun riparo al danno, anzi la situazione peggiora di giorno in giorno, un mese fa ne era caduto un altro e anche lì è rimasto il "buco". Ora in questa via ne mancano all'appello 20.


    http://www.esvaso.it/dati/fotoalbum/fotoalbum_100114192701_dsc_1846.jpg
  • Giuseppe

    12/01/2014

    Fantastico la montagna che odia le piante e le elimina è una novità in senso assoluto,siamo veramente dei fenomeni.Buona fortuna ragazzi.

  • Guido Sardella

    14/01/2014

    La montagna che odia le piante purtroppo non è affatto una novità, è la regola e da sempre. Vedi quando piove un po' e i fiumi erodono le sponde, nessuno grida alla impermeabilizzazione del suolo causata da asfalto e cemento, che veicola l'acqua troppo rapidamente nei fiumi senza farla assorbire dal terreno, ma sempre e solo agli alberi che crescono nelle sponde (e che sono preziosi nel rallentare la corrente e tenere salde le rive). E non diamo la colpa solo agli amministratori, è la "sapienza comune" della maggioranza dei valligiani.

    Riguardo il filare di pioppi, quando è stato piantato è stato messo ad una distanza tale dalla strada da non dare alcun fastidio al traffico con l'eventuale caduta di rami: solo dopo qualche decennio dalla messa a dimora qualche genio dell'urbanistica ha pensato di farci passare sotto una pista ciclabile stretta come un marciapiede, pericolosamente rialzata e adiacente senza separazione dall'arteria più trafficata della valle.
    A me sembra che la logica voglia che essendo la pista stata fatta dopo il filare, se ci sono problemi debba essere spostata la pista. Un nastro di asfalto lo si ricolloca in settimane, un filare di alberi sessagenari lo si rimpiazza, a essere rapidi, in sessant'anni.

    Ultima cosa, le potature: potare un albero significa ferirlo, aprire varchi alle malattie, ai batteri, ai parassiti. Gli alberi da frutto si potano per mandarli in una sofferenza artificiale che li induce a produrre più frutta (disseminarsi per una pianta è l'unico modo di sfuggire ad un pericolo, visto che non può scappare), e quindi da un punto di vista economico ed esclusivamente produttivo ha senso, ma potare qualunque albero "ornamentale" significa accelerare il suo decadimento e, di conseguenza, renderlo più pericoloso.

  • Sara F.

    22/01/2014

    Vi porto a conoscenza di una situazione analoga alla vostra. 377 platani di San Secondo Parmense collocati su aree di proprietà comunale dove soltanto 28 hanno evidenziato uno stato fitosanitario particolarmente compromesso e ciò a causa di ferite provocate in passato da potature drastiche della chioma e dal danneggiamento delle radici dovuto a lavori al manto stradale, che hanno favorito l’instaurarsi di infezioni di funghi agenti di carie.”

    Queste è ciò che emerge dalla risposta dell’Assessore all’Agricoltura Tiberio Rabboni all’interrogazione della consigliera regionale dei Verdi Gabriella Meo sul progetto preliminare di manutenzione straordinaria e di abbattimento di alberi approvato dalla Giunta comunale lo scorso ottobre.

    I fatti dimostrano – continua Meo – che i cittadini e le associazioni avevano ragione a preoccuparsi per la mancanza di chiarezza dell’operazione messa in campo dal Sindaco, operazione che abbiamo fermato quando già girava per il paese la ditta incaricata degli abbattimenti.

    A fine 2011 su richiesta del Comune di San Secondo Parmense, il Consorzio fitosanitario provinciale di Parma – incaricato dei controlli sui platani in provincia di Parma per conto del Servizio fitosanitario regionale – aveva effettuato uno specifico sopralluogo per verificare le condizioni vegetative del patrimonio arboreo pubblico, ma soltanto attraverso osservazioni visive e percussioni con martello a testa di gomma nella parte bassa del tronco.

    Come si può leggere nella relazione del tecnico del Consorzio, si consigliava al Comune di effettuare una ulteriore verifica strumentale con V.T.A. (Visual Tree Assestment) da parte di ditte specializzate e si sottolineava la necessità di un periodico e attento monitoraggio delle piante, con particolare riferimento a 28 esemplari ubicati nelle vie Matteotti, Cavour, Battisti, Rossi, Martiri di Cefalonia, in Piazza Mazzini e Strada del Grugno.

    A questo punto è logico chiedersi – prosegue l’esponente ecologista – se, dopo due anni in cui la relazione del Consorzio fitosanitario provinciale è stata tenuta chiusa in un cassetto, il Comune abbia incaricato una ditta specializzata di realizzare tali verifiche strumentali e con quali risultati, se sia stato predisposto un progetto esecutivo da parte di un tecnico abilitato e scientificamente competente e se sia stato acquisito il parere della Soprintendenza.

    E’ incredibile che per fare luce su questa vicenda si siano dovuti mobilitare i cittadini formando un comitato, cittadini che ringrazio per quello che stanno facendo a salvaguardia degli alberi. Sta ora all’amministrazione comunale – conclude la consigliera Meo – fornire quelle risposte che fino ad oggi sono mancate. La regione, per quanto di sua competenza, l’ha già fatto.


    http://www.gabriellameo.it/2014/01/platani-a-san-secondo-parmense-avevamo-ragione/
 

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