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  • Pilo Albertelli e Bedonia

    Pilo Albertelli nacque a Panna nel 1907, figlio dell'onorevole socialista Guido, eletto per più legislature negli anni tra il 1900 e il 1920, rappresentante delle attese operaie della Bassa Parmense, avversato dai fascisti e costretto a lasciare la sua città nel 1925, dopo che le squadre fasciste gli incendiarono lo studio.
    In questa atmosfera familiare, impregnata dal culto del Risorgimento e di Giuseppe Mazzini egli si formò ed aprì la mente ad alti ideali ed alla concezione che la vita va vissuta come una missione. Si laureò a Roma nel 1930 in filosofia, dopo avere avuto in Guido Calogero uno dei suoi maestri e in seguito suo compagno di lotta nella Resistenza.
    La lotta al fascismo era cominciata presto nella vita di Pilo Albertelli. Nel 1928 fu uno degli organizzatori della rivista "Pietre" che avrebbe dovuto essere un organo di diffusione della concezione liberal-socialista. L'iniziativa lo portò ben presto in carcere, nell'aprile del '28, (allora aveva appena più di 20 anni) con i suoi amici. Tra essi Ugo La Malfa, Lelio Basso, Gino Luzzatto, Mario Vinciguerra, Urnberto Segre e altri. Fu condannato a 5 anni di confino, poi tramutati in 3 anni di sorveglianza speciale.
    Il 1' marzo 1944, dietro denuncia di un delatore, fu arrestato e portato alla Pensione Oltremare, covo della Banda Kock, dove cominciarono le torture nel vano tentativo di farlo parlare. Due volte tentò di togliersi la vita. Martoriato, con tre costole rotte, non parlò. Il 20 marzo lo trasferirono a Regina Coeli. Poi fu fucilato nell'eccidio delle Fosse Ardeatine alla periferia di Roma. In Pilo Albertelli il Paese ha riconosciuto, oltre all'uomo di azione, le straordinarie qualità morali e le capacità di trasmetterle ai suoi allievi, facendogli l'onore di intestare al suo nome tre scuole e tre strade, a Parma, a Livorno e a Roma.
    A Bedonia il padre ebbe casa fin dal 1910. La casa fu venduta dopo la seconda guerra mondiale sul finire degli anni quaranta e questa casa, ancora oggi, viene ricordata come la “Villa Albertelli”, ed è posta in località Costa di Borio (ex Agostino Rossi). Pare che il luogo per la costruzione sia stato scelto per la vicinanza con la casa dei Lagasi essendo Guido Albertelli amico di Primo Lagasi.

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