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  • Valerio dei Pesos

    È con il tempo che ti accorgi del "buco", del profondo vuoto che lascia l’assenza di una persona, all’inizio ne siamo tutti consapevoli, ma poi l’abitudine prende il sopravvento, non certo con i ricordi, questi, per fortuna, sopravvivono.
    Me ne accorgo osservando il bar, per me quello della colazione del mattino, per lui quello che era stato per cinquant’anni il suo punto di ritrovo. Il "Firenze" non era solo il suo bar, ma una via di mezzo tra l’ufficio e la seconda casa, la prima tappa dove mostrare orgoglioso il cestino di funghi, il punto d'incontro per gli appuntamenti, il luogo dove era stato eletto goliardicamente “Presidente dei Pesos”, il posto dove avrà fumato uno dei due milioni di sigarette.
    Per chi è di Borgotaro l’identikit ha già un volto, per altri sto parlando di Valerio Brugnoli, scomparso proprio il 10 Agosto di un anno fa.
    In questi giorni vedevo la Rosetta passare lo straccio sul bancone, aggirandolo tra un paio di coppette di Prosecco e un gomito che si spostava veloce per non farselo bagnare… è in questo frangente che mi è tornato alla mente lui, in una delle tante domeniche quando si presentava con il cappotto di “Cammello”, abbinato al capello nero di “Astracan”, un cimelio che conservava come una reliquia, testimonianza di una gita a Mosca negli anni ’70. Un viaggio compiuto quando la Russia era la famigerata URSS e quando anche il nostro Don Mario, al seguito della comitiva, aveva dovuto imitare le gesta del famoso Don Camillo, ovvero mettere in tasca il crocefisso, togliersi la tonaca e vestirsi come tutti gli altri.
    Per Valerio, cappotto e cappello, era proprio l’abbigliamento delle feste comandate, mentre nei restanti giorni, estate e inverno, aveva la tuta blu di ordinanza, sì perchè tubi, caldaie e chiave inglese sono stati il mestiere della vita.
    Oltre a funghi, presidenze e sifoni, nella sua vita c’era anche un’inseparabile spalla, talmente in simbiosi che non era possibile pronunciare il nome di Valerio senza quello di Boris, un po’ come dire Stanlio e Olio, Gianni e Pinotto o Tom e Gerry.
    Insieme avevano dato vita per una trentina d’anni alla cena dei “Pesos”, una sorta di gruppo il cui appellativo la dice già tutta, ed era un’occasione indirizzata all’elezione "scontata" del loro “Presidente” e “Vice Presidente” (nel video allegato c'è un'elezione avvenuta a Brunelli nel 1983).
    Per tutta la lunga durata della compagnia mai nessuno era riuscito a gettarli giù da quelle cariche onorarie, anche perché, a fine serata, era la norma trovare nell’urna 150 schede nonostante i votanti fossero la metà, quindi ogni mezzo era lecito pur di non pagare l’onta della sconfitta.
    Indimenticabili poi le diverse presenze alla “Domenica Sportiva” con tanto di cestino di funghi nascosto sotto la poltrona per poi offrirlo in diretta al presentatore: “Sono funghi di Borgotaro”, erano i tempi dell’amico Eugenio Bersellini allenatore della seria A. Stesso copione era riservato per le inaugurazioni delle nuove navi di “Costa Crociere”, era infatti amico del dirigente Dott. Martini… in pratica non mancava occasione per portare alto il nome di Borgotaro e delle sue peculiarità territoriali.
    In tutte queste uscite, che tanto ricordavano la combriccola di “Amici miei”, nessuno si prendeva mai sul serio, tant’è che per punzecchiarlo un po’, magari il giorno dopo l’elezione a Presidente, i “Soliti ignoti” chiamavano casa sua dicendo: “Pronto… Casa Bianca?” e dall’altra parte del telefono la moglie Lina, anzi la “First lady”, rispondeva: “No, chi l’è la cà d’Valeriu l’idraulicu”.

3 Commenti

  • Laura Bersellini

    12/08/2014

    Ricordo di una sera a Borgotaro.
    Era la tanto attesa sera delle elezioni del Presidente dei Pesos.
    Barbara ed io entrammo al Firenze, perché sapevamo che papà era lì con i suoi Amici, quelli di sempre, e noi due dovevamo rientrare a casa (il nostro coprifuoco valeva anche in terra valtarese, ahimè ).
    Valerio, Boris e tutti gli altri si avvicinarono a salutarci affettuosamente, poi ad un tratto qualcuno disse a voce alta che "forse" mancavano dei voti allo storico Presidente per vincere l'elezione.
    Momento di incredulità... poi Valerio disse: "Eh ma adesso ci sono anche la Barbara e la Laura" Qualcuno si azzardò a rispondere che essendo donne non potevamo votare.
    Lui, con il suo sorriso rispose: "Cosa c'entra... Sono le fiùlette di Eugenio".
    I miei ricordi legati a Valerio sono davvero tanti e sono felice ogni volta che penso a lui.
    Grazie Valerio per il tuo affetto e la tua Amicizia.

  • GIGI D.

    12/08/2014

    Complimenti omonimo, tratteggi sempre benissimo oltre che con la macchina fotografica anche con la penna, bellissimo ricordo di Valerio che con la sua perspicace ironia ha impersonificato in modo esemplare il giusto modo d'intendere la vita e l'appartenenza al nostro Borgo.
    Il video merita un 10!!!!

  • Via Cassio

    12/08/2016

    Sono passati gia' tre anni dalla scomparsa del nostro pesos Valerio ma i borgotaresi ti ricordano ancora

 

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