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  • L'operazione chirurgica

    Alla luce della notizia sulla chiusura delle sale operatorie presso l’Ospedale di Borgotaro, la popolazione della Valtaro sta dimostrando una grande preoccupazione per le conseguenze che tale decisione potrebbe comportare: per la salute, per i disagi che ne conseguiranno e per il timore che sia un altro escamotage del mondo politico per ridimensionare il “Santa Maria”. Il motivo della chiusura temporanea, si parla di parecchi mesi, ma sappiamo bene come funzionano le opere pubbliche nel nostro Paese, è per motivi di sicurezza: nuove sale e adeguamento antisismico del reparto operatorio.

    Non serve interpellare la Sibilla per capire queste apprensioni, la ferita derivante dalla chiusura del Punto Nascita è ancora fresca e sanguinante, così come quelle promesse elettorali poi contraddette nei fatti. Gli attori politici sono gli stessi di allora, dal primo all’ultimo. A breve ci saranno quindi i loro comunicati. Sarà tutta la verità, ci sarà da fidarsi? Speriamo di non sentire le solite giustificazioni, ma bensì un rimedio con soluzioni immediate e definitive. Disagi ne subiamo già abbastanza.

    In questo momento vi sono tre sale operatorie: chirurgia generale, ortopedia e polivalente. I numeri sono di tutto rispetto: nel 2018 sono stati effettuati 2.473 interventi, di cui il 30% dei pazienti proveniva da fuori Regione. Non solo, per i primi sei mesi del 2019 vi sono già 800 prenotazioni d’interventi e la lista d’attesa è quasi di un anno. Numeri importanti che trasmettono funzionalità e affidabilità del reparto.

    Alcune domande nascono quindi spontanee. Alla riapertura i numeri saranno nuovamente gli stessi? I pazienti che in questi mesi usufruiranno degli ospedali di Fidenza e Parma torneranno a prediligere o a consigliare l’ospedale di Borgotaro come sta accadendo in questi ultimi anni?
    Stessa preoccupazione c’è per il personale, sono circa 60 gli operatori (chirurghi, ortopedici, anestesisti, infermieri) che dovranno trasferirsi nelle altre due strutture della “Bassa”. Il loro timore è comprensibile: sarà temporaneo o definitivo? Le maestrie non originarie della Valtaro faranno poi ritorno o resteranno nelle sedi assegnate? Particolare non da poco poiché il nostro reparto di Ortopedia è divenuto un’eccellenza regionale e sarebbe un vero peccato vanificare quanto è stato creato.
    Le incognite però non finirebbero qui. I trasferimenti dei pazienti verso le due strutture alternative saranno centinaia, viaggi effettuati prevalentemente da personale volontario. Si potrà ancora parlare di piena sicurezza per i trasportati e per gli addetti all'ambulanza? La recente tragedia di Fraore è troppo recente per essere ignorata.

    Sembra che per ovviare a questa chiusura si stiano vagliando due soluzioni, entrambe per impedirne lo spostamento, sia delle sale che del personale: realizzare un reparto mobile modulare, tipo quello in uso alla Protezione Civile, oppure costruire di sana pianta una nuova unità operatoria. Mi sembra di capire, attraverso gli addetti ai lavori, che quest’ultima sia la soluzione più idonea e per noi tutti meno “rischiosa”. Attendiamo fiduciosi una scelta oculata, questa volta a favore dei cittadini e non per far fronte alle finanze regionali.

    A tal proposito è stata depositata presso la Regione Emilia Romagna una interrogazione del Consigliere Fabio Rainieri. In allegato (PDF).

12 Commenti

  • Caronte

    29/01/2019

    L'importante non e' chiudere(oh se chiudono!) ma aver fatto in tempo a fare la scorsa estate la preziosa assunzione della figlia di quello che garantisce i posti di lavoro!

  • Caroline

    29/01/2019

    Chissà perché la frase "motivi di sicurezza" mi riempie di inquietudine...io per fortuna (appena in tempo!) sono passata da pochissimo in sala operatoria - non per la prima volta - e posso solo augurarmi che non ci vedremo derubati anche di questo eccellente servizio.

  • Chiara

    29/01/2019

    Del dito di Cardinali non mi fido più e ancora meno di Rossi che gioca con la politica sulla pelle dei cittadini

  • Sergio

    29/01/2019

    Speriamo che non si avveri quel detto: l'operazione è tecnicamente riuscita ma il malato è morto

  • Alex

    29/01/2019

    Vignetta senza parole

    Bonaccini Venturi Cardinali Rossi

  • Sonia Berni

    29/01/2019

    Siamo però al paradosso. Perchè queste notizie devono essere rese pubbliche dalla stampa e non dalla azienda sanitaria o dai nostri sindaci ? Paura di parlare per non compromettersi ? Complimenti per l'analisi.

  • Giuseppe

    29/01/2019

    La tecnica di comunicazione è un marchio depositato e assolutamente tipico delle prese di posizione della regione Emilia Romagna se devono tagliare lo fanno dove c'e meno perdita di consensi come dire, zone poco abitate, pochi voti, pochi movimenti di massa, poche contestazioni. Siamo soli e purtroppo "mala tempora currunt sed pejora parantur". Cercate di restare in salute. Giuseppe.

  • CALIGOLA

    30/01/2019

    LA STORIA SI RIPETE
    AVETE SENTITO QUALCHE SINDACO PARLARE DELLA CHIUSURA?
    AVETE VISTO I POLITICI DENUNCIARE I RISCHI?
    AVETE ASCOLTATO LA AUSL SPIEGARE I LAVORI?
    AVETE TRACCIA DEI SINDACATI PER TUTELRE I LAVORATORI?
    A BREVE PARTIRANNO I LAVORI VUOLE DIRE CHE I GIOCHI SONO GIA' FATTI E LE GARE GIA' ASSEGNATE

  • Remo Ponzini

    30/01/2019

    Sarà una tegola che ci cade in testa (sarebbe la seconda) o una miglioria che apporterà benefici futuri ??? Non ho certezze e manco sono un oracolo. Ma poi mi chiedo: " perchè dobbiamo porci queste domande? "

    E' il quesito che si pongono tutti coloro che sono intervenuti in questo dibattito... Esvasante compreso che ci ha sciorinato questo dubbio amletico ribaltandolo poi sui lettori quasi a ricercare una certezza che nessuno gli ha fornito.

    E' pur vero che ci sono dichiarazioni ufficiali ma il problema è l'affidabilità di certe affermazioni. Già perchè ormai i cittadini non si fidano più dei bla-bla-bla rassicuranti dei politici che, spesso, mentono sapendo di mentire.

    Non voglio assolutamente fare "l'uccello del malaugurio" che insinua sventure perchè non rientra nel mio "modus vivendi" ma, anzi, se è vero che i numeri contano, la chiusura del reparto operatoria mi appare come una utopia.

  • SERGIO

    31/01/2019

    Signor Ponzini le ricordo che non ho ancora sentito nessuno parlare UFFICIALMENTE DI CHIUSURA E DI TEMPORANEA CHIUSURA DELLE SALE

  • Remo Ponzini

    31/01/2019

    Signor Sergio (??????) io non rispondo agli anonimi.

  • Sergio

    31/01/2019

    Signor Ponzini, stia calmo che nemmeno mi chiamo Sergio ma se scrivessi il mio nome da lunedì sarei precettato a Vaio

 

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