post commenti
  • Autunno in Pelpi

    Un'unica fascia di faggi dalle tinte pastello ricopre i pendii del monte Pelpi. È il modo in cui l’autunno si esprime. Uno spettacolo della natura straordinario, perciò giornata ideale per salire fino alla cima: colori, funghi e la compagnia di Emanuele hanno fatto il resto.

    Decidiamo di camminare lungo un tracciato indicato dal caro Giannino Agazzi: “La guida delle guide”. Proseguiamo per il sentiero interpretando le sue indicazioni, talmente particolareggiate da sentirlo con noi: “Appena dopo la croce, sul punto più alto (1480 metri) potrete notare un punto trigonometrico dell’I.G.M. Lì il panorama è davvero affascinante. A sud si stende la conca di Bedonia. Verso sud-ovest le cime dell’Appennino Ligure-Emiliano si mostrano in tutta la loro bellezza. Verso destra (guardando Bedonia) vedrete apparire il massiccio del monte Penna con il suo profilo inconfondibile, poi la cima del Tomarlo, quella del Martincano, del Maggiorasca, del Bue, del Nero e del Ragola. Dopo quest’ultimo potrete scoprire, se la giornata è particolarmente limpida, le cime innevate delle Alpi. Se non sarà una di quelle giornate rare potrete soffermarvi ad osservare la valle del Ceno con Bardi e il suo castello. Giratevi verso est e si distenderanno i territori di Compiano e Borgotaro.

    Sempre se la giornata sarà tersa, all’orizzonte vi appariranno l’Orsaro, le Alpi Apuane con la cima del Pisanino. Se questo vi sarà ancora negato allora potrete godervi le vedute dei villaggi e dei boschi che scendono fino al nastro luccicante del Taro e su, nell’altro versante, al monte Gottero che vi impedirà la vista della Toscana.
    Da lì continuate a percorrere il sentiero fino al crinale della Costa Aguccia che vedrete verso ovest. Nel dirupo sotto la cima potrete osservare dei bei cristalli di calcite e in un masso abbastanza isolato innumerevoli fossili (Helminthoidea labyrinthica)”.
    Caro Giannino, ti ringraziamo della "compagnia" e delle preziose indicazioni, ma averti con noi fisicamente sarebbe ben altra cosa. Consideralo quindi un invito.

6 Commenti

  • Remo Ponzini

    03/11/2015

    E' una montagna che i bedoniesi considerano "cosa nostra". Domina tutta la nostra alta valle con la sua maestosità e ci piace ammirarla tutte le volte che apriamo la finestra come fosse una amica fedele ed una sentinella silente ma presente.

    E' sempre stata meta di escursioni su entrambi i lati ma personalmente ho sempre preferito raggiungere la vetta dalla frazione di Monti anzichè dal Passo Colla. Mi piaceva troppo ammirare i panorami dei tre comuni limitrofi e delle tante frazioni che fanno da corollario. Fascinosa in tutte le stagioni anche se la primavera, con il risveglio della natura, era quella che trovavo più suggestiva.

    E' cambiato molto l'aspetto in questi ultimi decenni. Ricordo che da ragazzo mi capitava di trovare contadini che tagliavano l'erba con la falce (alta solo quattro dita) per avere un po' di foraggi durante l'inverno. Fatica immensa e reddito di pura sopravvivenza. Ora i prati sono stati inghiottiti quasi totalmente dall'avanzare della foresta e ci rimane solo il ricordo del tempo che fu. Speriamo che il timido risveglio di questi ultimi anni induca altre persone a ritornare ai lavori agresti invertendo la tendenza di spopolamento e di abbandono che si era verificata.

  • Peppino Serpagli

    03/11/2015

    Bellissime e tonificanti foto, complimenti. L'immagine più significativa del Pelpi, il monte di Bedonia, é per me quella che si vede a metà strada della passeggiata (quella che inizia con Ri Grande) verso la Costa. Pacifico e protettivo sembra quasi un nume tutelare della Pieve e dei bedoniesi, almeno quelli che abitano non lontano da quel che resta del Pelpirana.
    Peppino Serpagli - Milano

  • Anna Maria Scanzi

    04/11/2015

    Quante passeggiate... quanti ricordi... da lassù panoramica stupenda... da Masanti, salivamo a piedi (un'oretta) si arrivava dalla croce, poi Pic Nik... foto col nostro carissimo Remo... eravamo ragazzi... ci divertivamo un sacco.

  • Pia Moro

    04/11/2015

    Mi ricordo che da bambina guardavo il nostro Monte Pelpi quasi fosse un'immagine sacra..... bellissimi ricordi......

  • Dolores

    09/11/2015

    "Quande Pèrpi u gà u capèlu, tùttu u mondu l'è in rebèlu".... Questo proverbio insegnava ai nostri 'vecchi' il tempo di quel giorno, quando al mattino per prima cosa guardavano il 'nostro' monte.
    Per 'noi ragazzi' era la prima esperienza di 'uscita' da grandi, coi grandi... Un passaggio dall'infanzia all'adolescenza. Camminata - pic.nic - gioco - canti e ritorno tra i boschi, allegri e abbronzatissimi. Peccato non aver fatto foto così mirate, così varie e così ATTENTE: per fortuna c'è GIGI!

  • Giannino

    11/11/2015

    Grazie, mi hai fatto sentire fra voi. Accetto volentieri l'invito a partecipare, zaino in spalla,a qualcuna delle vostre meravigliose escursioni... Buone camminate a te e a tutti gli amici sensibilizzati a godere delle tante bellezze che i nostri monti ci offrono.

 

Commenta

Accetto Non accetto
Scrivi la somma e invia: 6 + 2 =
Resta aggiornato


Cancellazione POST

Se desideri cancellare e gestire i tuoi post clicca qui ed accedi alla tua area riservata.
Se non utilizzi piu' la mail con cui hai scritto il post che vuoi eliminare contattaci e cercheremo di aiutarti: esvaso@gmail.com