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  • Io sono quella del puntino

    A prima vista può sembrare un'immagine come tante altre, ma ogni fotografia racchiude in sé una storia. Le fotografie ingiallite dal tempo hanno sempre qualcosa da trasmettere a chi le guarda. Un esempio è questa di copertina: c'è una classe elementare abbigliata di grembiulino nero e colletto bianco, poi ai lati la maestra Magnani e il Direttore La Cara, entrambi consapevoli di quella inconsueta occasione di posare davanti a un obiettivo. Un insieme di sguardi che ci guardano ancora oggi dritti negli occhi, capaci di oltrepassare la porta del tempo per trasformarsi magicamente, da un pezzo di carta, in un frammento di vita reale. Dunque non hanno ancora finito di dirci qualcosa.

    Si tratta di una fotografia che ho ricevuto in regalo: classe 5/F, in bianco/nero, risalente al 1952 e scattata a Bedonia, davanti alle scuole, allora nel palazzo del Municipio. In pratica è tornata a "casa" dopo 68 anni. Mi è arrivata nella maniera più classica, per mezzo di una busta, spedita "Air mail" da San Francisco: "Caro Gigi, ti invio questa amata fotografia della mia infanzia, è in originale ma so che sarà in buone mani...". A spedirmela (insieme ad un'altra del 1953) la bedoniese Pia Bonardi, meglio conosciuta ai più come "Pia Moro" (dal cognome acquisito dal marito).

    Tra gli alunni ritratti c'è anche Pia, contrassegnata da lei stessa con un puntino, serviva ad agevolare il suo papà a riconoscerla: "Caro babbo, ti mando questa fotografia della mia classe, se non mi riconosci, io sono quella del puntino". È quanto c'è scritto "a pennino" sul retro della fotografia, assieme alla risposta che fece seguire il padre: "Ti ho riconosciuta subito, sei la più bella".  

    Luigi emigrò infatti in America nel 1950, invitato da sua sorella Albina che partì nel 1933: "Vieni anche tu, ti ospito io, qui c'è tanto lavoro, la mano d'opera italiana è ricercata e apprezzata".
    In Italia, in particolare a Bedonia, le cose non andavano molto bene: l’economia era debole e c'era scarsità di lavoro, specialmente nelle costruzioni. Luigi faceva il muratore a "chiamata" con l'impresa di costruzioni "Rossi Nerio & Giulio Zanichelli". È per questo motivo che decise di imbarcarsi sul bastimento e partire per quella terra sognata da molti.

    Il lavoro e la vita andavano bene, così, quasi sei anni dopo, nel novembre del 1956, partirono per San Francisco anche la moglie e le due figlie: Pia aveva 15 anni e sua sorella Liliana 17. Una nuova emozionante avventura, che hanno brillantemente superato, era lì ad aspettarle. Si laurearono entrambe e Pia venne poi assunta nella "Bank of America" come Assistente Manager, anche se qualche anno dopo si licenziò per aprire, assieme alla sorella, un negozio di Made in Italy: "Gifts Europa". Proponevano principalmente oggetti di prestigio dell'artigianato italiano: maioliche di Faenza, porcellane Richard-Ginori, vetri di Murano e ceramiche di Capodimonte e Siciliane. Introdussero a San Francisco anche la "moda" delle bomboniere "all'italiana" per matrimoni, ricorrenze e meeting: "Fu un vero successo".

    Nel 1971, il papà e la mamma tornarono a Bedonia per godersi la pensione nel loro paese, dove nel frattempo si fecero costruire quella casa tanto sognata. Le sorelle Bonardi, ormai sposate e con dei figli, scelsero di rimanere in California, ormai la loro vita era designata dall'altra parte del mondo.

    Ora non mi resta che aspettare che Pia ritorni a Bedonia per una vacanza e poterla invitare a cena. Sarà un'occasione per conoscerla di persona e parlarle di una mia percezione: "Pia, ho come l'impressione che tu sapessi già che quella fotografia avrebbe raggiunto il tuo papà... lo sostengono gli occhi, uno sguardo impossibile da nascondere, capace di oltrepassare anche l'Oceano".

6 Commenti

  • Margaretha

    17/11/2020

    Bella storia

  • Maria Pina Agazzi

    17/11/2020

    Pia la conoscevo. La sorella aveva sposato il fratello della Franca Capitelli. Erano due belle ragazzine, sempre ben vestite, ordinate e molto educate.

    Il papà era una bravissima persona, lavorante e molto attaccato alla famiglia. La mamma riservata e dedita alla educazione delle due figlie, essendo rimasta da sola a Bedonia.

    In foto qualche bambina la riconosco: la Mentina Mariani in Marchini, una Pizzi, Iolanda, Elide e qualche altra. Come vedi allora c'erano le classi femminili e le classi maschili: i "Tempi de Carlu Cudega".

  • Peppino Serpagli

    17/11/2020

    Bella storia quella della signora Pia Bonardi Moro. Finalmente svelato il mistero dell'autrice di molti commenti sempre misurati e pertinenti ai post di Gigi. Io credevo che fosse una villeggiante! E molto interessanti anche le due foto allegate. In quella del '51, riconosco solo la maestra Magnani e il direttore La Cara. In quegli anni e nei piccoli paesi, i direttori delle scuole elementari erano delle autorità, quasi come il sindaco, l'arciprete e il mareresciallo dei carabinieri.
    Nella foto del '53, mi pare di riconoscere la Franca Bassi e il compianto Romano Raggi. E a proposito di scuole, ricordo che l'incubo delle giovani maestre (magari non ancora "di ruolo") era Cornolo, dove allora s'arrivava solo a piedi o a dorso di mulo.
    Peppino Serpagli

  • Pia Moro Bonardi

    17/11/2020

    Grazie Gigi, mio papa’ sarebbe molto orgoglioso, anche se ha vissuto all’estero gran parte della sua vita, il suo cuore era a Bedonia dove e’ sepolto con la mia mamma. Speriamo di farcela a Primavera, un abbraccio grande con tanto affetto.

  • Mortali giuseppe

    19/11/2020

    Il secondo da sx in basso è mio padre Giuliano scomparso quattro anni fa.

  • Carlo

    20/11/2020

    Come dico sempre le fotografie sono qualcosa di meraviglioso, hanno il potere di fermare il tempo e di fissare per sempre i ricordi. Tra l'altro una bellissima storia......

 

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