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  • I favolosi anni settanta?

    Milano: dovevo andare alla mostra fotografica degli Archivi Alinari, ma poi, saputo della scarsità di immagini esposte, una ventina, e della location, praticamente "in casa della gente", ho optato per la Triennale, e più precisamente per l'esposizione dedicata agli anni 70: "Ma è già un decennio da museo e da ricordare nostalgicamente?".

    L'ho scelta perchè sono gli anni della mia infanzia, quelli che non si scordano più, quelli a me più cari. Era il periodo della TV in bianco e nero che cedeva il passo al colore, degli sceneggiati televisivi, della Graziella per bicicletta, di Furia cavallo del West, dell'autopista Polistyl e del trenino Lima. Erano gli anni dell'austerity, del rapimento Moro, della fuga di diossina a Seveso, del terremoto in Friuli, ma anche degli occhiali a "Raggi X per vedere le donne nude" proposti dalla Same Govj di Torino, dei fotoromanzi con Katiuscia e Franco Dani, di Sandokan "La tigre della Malesia", delle Radio Libere, dei dischi LP, dei flipper e dei jukebox, di Enzo Tortora a Portobello e poi Fonzie e Ricky Cunningham in Happy Days.

    Per non parlare poi delle "reclam" di Carosello: Ernesto Calindri che beve il Cynar in mezzo alla strada; Mike Buongiorno che sale sul Cervino a bersi un bicchiere di Grappa Bocchino; "La pancia non c'è più" dell'Olio Sasso, e di tutti gli slogan nati e ancora oggi presenti nel linguaggio comune: "E che, ci ho scritto Joe Condor?", "Noi siamo scienza non fantascienza", "Chiamami Peroni, sarà la tua birra", "Rosso antico, il principe degli aperitivi, si beve in coppa", "Calimero, sono piccolo e nero", "Io cerco Lagostina, la cerco e non la trovo", "Cera Grey, ottima direi", "Noo, non esiste sporco impossibile per Bio Presto", "Cynar, contro il logorio della vita moderna", "Dash lava così bianco, che più bianco non si può", "Falqui, basta la parola", "Cimabue, fa una cosa e ne sbaglia due".

    Tutto molto bello, divertente e carico di ricordi, forse anche pò malinconico, tuttavia mi sorge spontanea una domanda: "Ma chi me l'ha fatto fare?". Oggi mi sono sentito come Matusalemme!

10 Commenti

  • m

    27/11/2007

    Nostalgia di un tempo, forse meno felice, forse più strano, ma con tante prospettive davanti. Un tempo pieno di fantasie nella testa, zeppo di utopie in ogni angolo, tanto ricco di grandi speranze perdute. Non so, non ricordo tanto bene, ero ancora piccolo. Ma, insieme all'odore di minestrone di mia madre, in tutta la casa, insieme al fumo denso delle sigarette dei grandi, durante le feste, mi ricordo tanta energia, tante discussioni animate, senza la TV; c'era tanto futuro. Oggi, faccio sempre più fatica a trovarlo, questo futuro. E mi viene sempre più voglia di rifugiarmi in frammenti di passato, che forse non mi appartengono poi così tanto. Gigi, quasi quasi, te ne rubo un po', di questo passato. Magari, ripensandoci, la notte, passa meglio.

  • Nicola

    27/11/2007

    Viviamo come forsennati ad inseguire il tempo, corriamo di qui e di là per ottenere a tutti i costi la chimera di una buona vita. Per quale motivo? Credo che sia molto più importante vivere l'oggi, comunque ci venga prospettato.

  • carmen

    27/11/2007

    Io di quegli anni ho un ricordo. andavo al mare, anzi mi ci portavano, il dottore diceva che avevo bisogno di respirare l'aria marina. Faccio parte di quella generazione che è stata per anni martirizzata a trascorre le vacanze sul balcone dell'albergo 'respirando forte', a fare un solo bagno a tre ore dal pranzo e con pronta asciugatura appena uscita, se no la tosse peggiorava e erano tutti soldi buttati via! Ciao mamma, ciao papà

  • ANGEL GIRL

    27/11/2007

    E LA MUSICA DEGLI ANNI 70 NOOO? » UNA MUSICA KE TI SEGUE DENTRO, IN QUEI MOMENTI MI FA SENTIRE VIVA. SOLO LA DISCO MI FA SENTIRE IMMORTALE BY °l||l°ANGEL GIRL°l||l°

  • fiascotti

    27/11/2007

    saremo anche Matusalemme (tu.......io sono più giovane......eh,eh,eh) ma a me quegl'anni mancano tanto, oggi non si capisce più niente, e non è una frase fatta, retorica, è la realtà.............purtroppo.

  • NDM

    27/11/2007

    leggendo il tuo: 'ma chi me l'ha fatto fare.?" mi è venuto spontaneo un sorriso! pensateghe ben...

  • Gaio Plinio

    28/11/2007

    Ogni decennio ha la sua storia ma a mio parere quello degli anni 70 è stato più che fondamentale, proprio in quei dieci anni sono stati messi in commercio le prime tecnologie informatiche (compresi i giochini da bar) e grazie a quanto fatto allora oggi siamo qui a parlarne su un pc.

  • Max

    28/11/2007

    Io non ricordo quasi nulla di quegli anni: sono cominciati che avevo cinque anni, sono finiti che ne avevo quindici.
    Cominciavo a farmi le prime s...torie, niente di più.
    Quanto penso agli anni settanta, mi vengono in mente, chissa perchè, quegli orrendi vestiti fiorati delle mie zie che tornavano in vacanza da Milano, con quelle altrettanto orribili scarpe con le zeppe.
    Gli anni settanta ci hanno lasciato anche dei bruttissimi palazzi che hanno abbruttito per sempre città e paesi. Borgotaro e Bedonia ne presentano degli esempi emblematici.
    Ma vi ricordate quel giochino con le due biglie da far sbattere? facevano un male da morire, io ne avevo un paio gialle.
    Ma concordo con Angel girl, era tutta un'altra musica!

  • Vita

    28/11/2007

    Dai che non è il caso...e comunque, anche se in maniera leggermente minore (ehhehe, sono più giovane!), qualche ricordo nostalgico è tornato anche a me: infondo, il Cynar c'è stato anche per tutti gli anni ottanta...per non parlare del Dash! :-)

  • PIPPI70

    28/11/2007

    Gli anni 70... Alla fine del decennio io avevo solo 10 anni, forse qualcuno penserà che sono pochi per ricordare qualcosa, e forse è in parte vero, ma voglio comunque pensare che sono una parte di me incancellabile e importantissima, ricca di esperienze, di giochi spensierati, di persone che purtroppo non ci sono più. Ricordo le mitiche canzoni, i giradischi portatili, la tv in bianco e nero e senza telecomando, i cartoni animati (Super Gulp ha fatto storia), i giochi per la strada. Ma più di tutto ricordo la spensieratezza, la gioia nel ritrovare ogni giorno la semplicità dei giochi con la palla o nascondino o nel ritrovarsi semplicemente tra amiche a parlare. Che tempi e che nostalgia... Pagherei oro per poter ritornare anche solo per un minuto ad una di quelle giornate: ritroverei persone che ora vivono solo nei miei ricordi e nel mio cuore, quante cose avrei da dire...

    P.S. Ricordo anche le bevute, non le mie naturalmente, con gli amici e i relativi bicchieri da lavare, ma questa è un'altra storia...

 

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