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  • Tempi moderni

    Ho sentito un doppio fischio e mi sono girato. No, non stavano facendo la multa alla mia macchina. Stavolta è andata bene. Era invece un bambino di circa otto anni che fischiava, in segno di sberleffo, a due vigili urbani intenti a multare un automobilista (ovviamente mi trovavo a Borgotaro). Quindi tutto nella norma, se non per l'atteggiamento 'temerario' del bambino.
    Mi è venuto spontaneo raffrontare quello che poteva essere il comportamento mio di allora rispetto ad un bambino di oggi. Ricordo che la divisa era pur sempre una divisa o perlomeno intimoriva.
    Nonostante siano passati alcuni decenni ho ancora bene in mente la soggezione che ci facevano i vigili di Bedonia: Sergio, Mallero e Luigi. Non so se sarà stato per la divisa o per la loro impostazione inflessibile, ma ogni volta che vedevamo un vigile la nostra bicicletta, come per magia, cambiava strada. I rischi erano seri, nessuno di noi voleva essere incolpato di 'aver bruciato la fontana dietro la chiesa' o rimproverato per aver 'spaventato a morte' i gatti di Cilàn.
    I tempi sono cambiati, d'accordo, però una divisa, qualunque essa sia, dovrebbe pur sempre rappresentare un'autorità, invece... tempi moderni.

11 Commenti

  • ValeBD

    13/06/2008

    Condivido in pieno il tuo pensiero e poi sergio e luigi quanti ricordi, due persone d'oro...è vero in divisa li temevo e con la bici scappavo anche, ma poi in borghese a me e ai miei amici ci accompagnavano a prendere il gelato e fare quattro chiacchiere...altri tempi altre persone altre amicizie...ci mancano tanto

  • Anto

    13/06/2008

    sono tempi che non torneranno +, tempi passati e più vado avanti e + dico che si stava meglio quando si stava peggio (la saggezza popolare è stupenda, permette di esprimere concetti in una manciata di parole).
    sarà una foto della fine anni settanta - primi anni 80 presumo, forse la festa della madonna di s.marco, c'erano le majorette, c'era ottimismo, c'era il senso della famiglia, c'era una televisione e si guardava quella, c'erano valori e c'era rispetto. l'altro giorno ho incontrato la mia maestra delle elementari, la sig. ra Tecla Carpani, io la chiamo ancora oggi (e anche i miei ex compagni) "Sig.ra maestra" e le dà del lei e questo è tutto dire (l'anno scoso o poco dopo, sono andata a trovarla e mi son messa a piangere dall'emozione, l'adoravo, mi ha insegnato tante cose - avevo 6 anni - e me le ricordo ancora tutte), è una donna veramente speciale.
    ora i bambini hanno come docenti insegnati che potrebbero essere loro fratelli e non voglio sminuire i metodi di insegnamento, però non so quanto possano essere da modello e soprattutto far apprendere le varie materie ed il rispetto (che neanche + i genitori insegnano ai propri figli!).
    guardando la foto poi mi vengono in mente tanti aneddoti, soprattutto con sergio, e sento la sua mancanza. e penso poi alla sua famiglia, cosa pagherebbe per essere ancora a quel giorno della foto. e come dice la pubblicità: ci sono cose che non hanno prezzo...
    leggevo ieri che la polaroid sparirà a breve, chiude ... io non l'ho mai avuta, ma mi è sempre piaciuta. vuoi la forma, vuoi la possibilià di scriverci sopra, vuoi il bordo bianco, vuoi la maneggiabilità, vuoi l'istantaneità ... ma era splendida.

  • GIANKA

    13/06/2008

    grande stuvetta.... la tua ironia ci manca.

  • NICK

    13/06/2008

    Che roba, il "buco" davanti a mellini sullo sfondo...sono passati pochi anni, però mi crea un senso di vuoto e di angoscia a non vederlo più, sarà che anche li c'è un'altro bel pà di verde discusso... un quiz però adesso per chi è passato a bedonia...se c'è qualcuno di quelli che scrive che sa qual'èra il bar Verdi a Bedonia esvaso vi puà dare in premio l'enciclopedia Motta...o una collana di libri sui pittori olandesi...

  • claudio

    13/06/2008

    Un bellissimo ricordo. Complimenti a Gigi e non finire di stupirci.
    Ciao

  • max

    13/06/2008

    Sottoscrivo tutto e tutti i commenti.
    Come vedo si torna sempre allo stesso punto o quanto meno ci ritroviamo uniti sempre intorno allo stesso argomento: I VALORI!
    Guardate che sono nostri, possiamo cercare di applicarli nel nostro giro, se ognuno lo facesse...
    Cara Anto, (uso un tono familiare perchè su un blog mi hanno detto che non ci si puà dare del "Lei"), anch'io ho sempre desiderato la POLAROID. Mi dispiace che non la facciano più era uno dei miei desideri da realizzare. A dire il vero ne ho realizzati tanti, per fortuna, da ultimo ho cominciato a prendere lezioni di tromba, spero di riuscire anche a comprarne una color argento.
    Sapete un'altra cosa? I bimbi non hanno neanche desideri. Hanno tutto! Ma l'estate scorsa con mio figlio e mio nipote abbiamo costruito delle fionde (una volta non c'erano quelle già pronte), siamo anche andati a cercare sugli alberi d'ulivo le forcelle a calice; io sono tornato bambino e loro erano coinvolti da matti. Non so se le vecchie cose siano riproponibili, ma non perdiamole di vista, grazie GG.

    max

  • paul

    13/06/2008

    avete ragione tutti da vendere, basta vedere costa sta succedendo qu' a Borgotaro nelle ultime settimane, assalti di vandali alla scuola e alla banda, distruzione del lago willi, bombe carta attaccate al campanello di casa, senza contare di quello che accade al sabato sera, un vero cataclisma per giovani, genitori e valori

  • in'amiga

    14/06/2008

    che belu riveide du veiri bedunieisi: stuvetta e trei-ommi

  • Annalisa

    14/06/2008

    Gli "sberleffi" all'autorità, di qualunque genere, sono manifestazioni "normali" di ribellione alle regole, tipiche dell'età adolescenziale. Anche noi, quarantenni o cinquantenni di oggi, cresciuti in famiglie conformiste e ancora autoritarie per tradizione, abbiamo provato, da ragazzi, a contestare e ad 'osare' con certi atteggiamenti.moderati, d'accordo, ma simili.!
    Era una sorta di presa di coscienza che certe regole erano solo vecchie consuetudini e dell'affermazione di sè come persone .
    Oggi, in bambini così piccoli, credo sia semplicemente non riconoscere nessuno più grande di te o diverso da te per ruolo e considerare tutto possibile e tutto da provare; ma questo perchè non hanno mai conosciuto regole fin dall'inizio, da molto piccoli, quando qualcuno doveva dire loro 'NO' ad es. che ne so., a tirare la palla vicino al negozio o in mezzo alla gente, anche se sicuramente in quel momento poteva sembrare loro divertente.
    In fondo le regole sono pochissime e coincidono con lo stare bene tutti insieme in questo mondo: non 'sto bene io, stan bene tutti,'ma.' io sto bene, se stiamo bene tutti.'
    E' che noi adulti facciamo prima a lasciar correre che ad impegnarci in ESEMPI, discussioni, prove di coerenza, tempo da dedicare a loro (almeno come qualità, se ne abbiamo poco: ma , poi, sarà vero?...). E poi occorre trasmettere loro ENTUSIASMO per cià che ci circonda e per le piccole cose, quelle che appartengono a tutti! Queste ,secondo me, sono i 'valori'.
    Se noi per primi siamo insoddisfatti, arrabbiati, annoiati, e non abbiamo nulla di significativo da trasmettere come persone, loro lo sentono istintivamente e recepiscono tutto, percià cercano di trovare un'alternativa, o copiano quelle che suscitano qualcosa, soprattutto in negativo.!
    Gli insegnanti, poi, quelli che ancora non sono stanchi di sostenere lo sforzo psicologico e fisico di un incarico del genere, e quelli ancora idealisti per filosofia o entusiasti per natura, a volte, (d'accordo,non sempre.!) sono gli unici a 'buttare là' qualche nome di personaggio che valga la pena di conoscere, a mostrare qualche immagine artistica, a leggere qualche brano di un racconto che faccia riflettere, ad insegnare a stare a tavola seduti e a salutare, a gettare qualche seme, vero e anche metaforico.. !

    PS. Scusate.! Vi è andata bene ! Avrei potuto scrivere un trattato.!

  • pippi70

    14/06/2008

    Secondo me il vero problema è che la società moderna andrà presto a rotoli. Come si puà pretendere di sopravvivere in mezzo a questa anarchia di regole, in questa disconoscenza dei valori fondamentali della vita, nel non rispetto della persona umana? Ma di chi è la colpa? Sicuramente nella assenza più totale della famiglia, primo fondamento dell'educazione e del vivere sociale. Certo anche la scuola ha la sua importanza, ma se dietro c'è il nulla è come combattere contro i mulini a vento, credetemi. Oggi i genitori pensano che soddisfacendo ogni bisogno materiale dei figli hanno fatto il loro dovere, i bambini sono felici e loro si scaricano la coscienza per l'assenza dovuta al lavoro o ad altro. Ma l'errore è proprio questo: pensando che col soldo posso comprare ed aggiustare tutto non ho più rispetto per niente e nessuno. Questo è l'unico valore insegnato il resto non conta. Se le mamme e i papà non si riprendono il loro ruolo di educatori e donatori di amore ed affetto vero non so dove si andrà a finire... Rispettando se stessi e la famiglia si tornerà a rispettare gli insegnanti, le persone in divisa e tutte le persone che ci circondano, speriamo bene!

  • Flebo

    17/06/2008

    Luigi e Sergio, nella loro semplicità ed umanità, mi hanno lasciato insegnamenti di vita ed un vuoto incolmabile che non mi sarei mai aspettato pur sapendo che sarebbe finito prima o poi...chi li ha conosciuti veramente sa di cosa sto parlando e manterranno per sempre il loro ricordo, perchè è così che merita chi ha dato tanto.

 

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