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  • Tra scioperi & forcate

    Ciao GG,
    sono Maria Pia, stamattina forse riesco a buttar giù due righe, non tanto grazie alla mia buona volontà, sempre un pò latitante quando devo mettermi a scrivere qualcosa che debba poi essere letto da altri, ma soprattutto grazie ad uno strano 'sciopero' degli studenti che mi vede assolutamente priva di materia prima.
    Dovendo stare a scuola sei ore, ho pensato che non avevo più scappatoie e che avrei dovuto mettermi al lavoro. E' un compito ingrato scrivere per il tuo blog di solito i tuoi articoli sono belli e scorrevoli, speriamo di essere più o meno all'altezza! A proposito, tecnicamente lo sciopero degli studenti non esiste in quanto, essendo lo sciopero un' interruzione di servizio gli alunni non interrompono nessun servizio, però. Venerdì, domani è festa insomma, che malinconia! Quanti 'scioperi' per il riscaldamento che non funzionava, per la guerra del golfo (e qui denuncio palesemente l'età) perchè in fondo ci andava di stare un giorno in giro senza dover dire a mamma che volevamo stare a casa, tanto non mi ci avrebbe lasciato!!!!!!
    Oggi il motivo sembrerebbe di quelli validi ma chissà? Comunque io non faccio testo, in cinque anni di superiori ho 'forcato' solo una volta in quinta, a maggio.
    Con una compagna di classe decidemmo di andare a dormire in un prato fuori Bedonia. Il motivo della forcata non era da ricercare in verifiche compromettenti o interrogazioni con improvviso mutismo fulminante, era solo che non potevo credere in cinque anni di non aver mai disobbedito ai miei, di esser sempre stata presente a scuola (scioperi a parte). Così invece di salire in corriera, d'accordo con i compagni che ci avrebbero coperto, ci avviammo verso uno dei prati del Serpaglio. Ero proprio contenta, finalmente avevo fatto qualcosa da grande, di nascosto, ma che noia dalle 8 della mattina fino alle 13,40 (orario di ritorno) in un prato, una mattina di maggio con una leggera nebbiolina e una certa umidità. Ma al ritorno a casa, fiera e contenta suono il campanello apre mio fratello che mi aspetta, ridendo, sulle scale. Che strano, come mai è sulle scale e se la ride di gusto? Entro in casa e mi dice:
    - Papà ti aspetta di là, ti deve chiedere una cosa. - OK vado.
    Papà: com'è andata oggi a scuola?
    MP: bene.
    Papà: hanno interrogato?
    MP. No, tutto tranquillo (ripeto era vero)
    Papà: ah e sei tornata su in corriere?
    MP: ovvio
    Papà: ninì guarda che stamattina ero in comunità montana (allora situata di fronte all'istituto Zappa-Fermi) sono passato per dirti che ti avrei portato a casa io, la bidella è venuta a cercarti ma tu non c'eri. (sorriso)
    MP: mhhh ehh beh, uffa sì è vero papà ho saltato scuola, ma è la prima volta è solo che volevo una volta nella vita farlo, ormai sono in 5° e non ho mai fatto niente..
    Papà: si lo so te la firmo lo stesso la giustificazione, ma domani il prof di Italiano ti chiederà spiegazioni.
    MP: pace, certo però oltre il danno la beffa!!!!!!!
    Purtroppo io non sono mai stata brava a mentire, ma accidenti anche la Comunità Montana ci si era messa di mezzo!

6 Commenti

  • Fausto B

    31/10/2008

    Sono incazzato nero. Il motivo è doppio.
    Primo perchè dal mio ultimo fugone è passato un secolo, l'altro motivo è che gioved' ho sfilato a Parma nel corteo anti-gelmini insieme a mio figlio. Il tempo passa ma i problemi restano. E' ora di svegliarci tutti, ragazzi e adulti. Questa volta non è una bella favola.

  • Hammer

    01/11/2008

    Avete vistoooo??? Tutti vorrebbero una scuola come piace a loro........... Mi sa che qui nessuno ha capito un cazzo........... facciamo uno sciopero serio, questo riguarda i bidelli, maestri, professeri, baroni, non noi studenti

  • Donatella

    01/11/2008

    Condivido queste parole, c'è troppa strumentalizzazione e c'è sempre meno spazio a chi invece vuole studiare.
    Io sono daccordo con la ministro Gelmini, non si puà ulteriormente tollerare sprechi e spero anche che sia solo la prima di tante altre leggi al riguardo.
    La scuola è sempre stata un serbatoio di voti e adesso la vogliono trasformare un luogo di reclutamento politico dove bambini e i ragazzi si fanno influenzare da un ambiente profondamente di parte. E poi si viene a dire che nella scuola la politica non c'entra.....

  • Annalisa

    03/11/2008

    Cortesemente, qualcuno vuole prendersi la briga di informarsi veramente su come è organizzata la scuola (in generale, ma in particolare le elementari !) e sul lavoro della maggioranza degli insegnanti?
    Certo! Ci sono degli sprechi da eliminare anche l', (e,secondo me, qualcosa da riorganizzare meglio,relativamente agli orari e all'impiego del personale) ma sono forse le risorse umane? Quelle che hanno mandato avanti la scuola con il buon senso, professionalità e buoni progetti, sopperendo alle mancanze della famiglia, grazie a poche buone leggi, ma nonostante certe altre indicazioni ministeriali?
    Ecco perchè è giusto che anche i bambini dicano com'è bella lo loro scuola oggi (e non possono fare nemmeno il paragone con quella vecchia ...che abbiamo frequentato noi! Di quella ricordo ancora "cose che voi umani non immaginereste nemmeno...")
    Non è strumentalizzazione (anche se, per non dare adito a cià, si sarebbe potuta trovare qualche altra modalità di comunicazione...): è lasciar parlare i veri protagonisti, quelli che verranno fortemente penalizzati da quella che non è una riforma, ma solo un taglio al pubblico impiego (comunque necessario e doveroso, ma si faccia partire dai ministeri e dai grossi enti statali, a cominciare dall'entourage della Gelmini ...)
    Ho letto in un cartello sorretto da un bambino: "La mie maestre sono UNICHE !"
    Se la Gelmini conoscesse la maggior parte delle insegnanti elementari non avrebbe avuto bisogno di imporlo nel famoso decreto...!
    A disposizione su questo web per qualunque domanda in merito...
    Referenze: insegnante di scuola primaria in servizio da 33 anni, numerosi aggiornamenti effettuati, obbligatori e volontari; appassionata dell' umanita, della cultura, dell'arte e dell'ambiente; specializzata in lingua francese; responsabile di un laboratorio di giardinaggio e di un altro di educazione all'immagine, per la propria classe e per un'altra in verticale.
    Resonsabile per il proprio team delle uscite scolastiche ed animazioni didattiche; componente della commissione Valutazione dell'Istituto Comprensivo in cui insegna.
    Pochissime assenze nel corso dei 33 anni di servizio.

  • laurabersellini

    03/11/2008

    Credo che sia "democratico" poter scioperare però ritengo sia altrettanto "democratico" permettere a chi sceglie di frequentare le lezioni (non certo in una piazza o nel cortile) o sostenere esami di poterlo fare in libertà. la stessa libertà tanto acclamata da chi sceglie di scioperare.
    Ma non è così e non lo è mai stato. a me è capitato in V° superiore in occasione del famigerato sciopero /manifestazione per Guerra nel 1991. Quella mattina io entrai a scuola (liceo privato e della mia classe ero l'UNICA) e il fatto sconcertante fu la reazione di una prof. che vedendomi seduta al mio banco, inizià ad aggredirmi verbalmente poichè anzichè essere fuori a manifestare per la pace e contro una guerra che stava iniziando, io ero l'; e ancora che ero disinformata e mi accusà di mancanza di personalità e coscienza civile. Risposi educatamente che era stata una scelta ragionata e assolutamente non condizionata ( mi firmavo le giustificazioni e poi i miei mi hanno dato sempre massima fiducia e libertà per questo tipo di decisioni). Ma lei non volle sentire ragioni.
    Ora vi domando in quel momento chi stava facendo violenza? (oltre naturalmente agli americani che volevano invadere un paese a migliaia di km di distanza!!!). Chi stava calpestando la mia libera scelta? Ebbene si, ironia della sorte, proprio una persona che uscita di lì sarebbe andata a manifestare per la pace nel mondo e i diritti di cittadini che vivono in altro continente . Alla fine pensai di lei : ma se quelli che le stanno accanto li tratta in questo modo è meglio che persone del genere non escano di casa!
    Rispetto chi va a manifestare perchè crede in determinati ideali.però è giusto dimostrare lo stesso rispetto per chi, come me , preferisce 'manifestare' i propri ideali in altro modo.

    P.S. perchè non fare le manifestazione nel weekend ? Ci sono state in passato..ah già!!!

  • claudio

    03/11/2008

    si manifesta solo se ci viene detto, se si crea un evento mediatico e non si manifesta per altri mille motivi magari anche più importanti, più seri che però ci vengono taciuti o per i quali non abbiamo interesse o voglia di informazione.
    Lo scorso anno la finanziari decurto di alcuni punti percentuali i fondi all'università. La notizia non arrivà neppure nelle redazioni dei giornali figuriamoci nei titoli dei giornali, figuriamoci negli stiscioni dei manifestanti eppure sempre soldi erano, eppure...

 

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