Ida: la donna che parlava ai pesci

Ogni casa in vendita ha una storia da raccontare e questa è una delle tante
I vestiti erano piegati sulla sedia accanto al letto, la caffettiera sulla stufa e la scatola di latta dei biscotti Lazzaroni sul frigorifero. Le scarpe invece erano ancora sotto al tavolo della cucina. La casa l’ho trovata così, inanimata e vuota, ma piena di ricordi.
Ho pensato allo scorso anno. A Quando Ida probabilmente uscì in ciabatte, a giugno l'erba è alta e inciampare è un gioco da ragazzi. Aveva novant’anni suonati, vedova e da qualche anno abitava sola con i suoi gatti: Inferno e Attila. Cadere quando attorno a casa non c’è nessuno può essere fatale, nel prato ci puoi restare per un’intera giornata, fino a che qualcuno sente urlare e allora chiama l’ambulanza.

Ida non la conoscevo, però stasera sto pensando ancora a lei… a quelle fotografie in bianco e nero sul comò; al vestito nero con i fiorellini bianchi e a quello blu del marito, ancora uno accanto all’altro nell’armadio; a quella stradina nel bosco, a quell'angolo di paradiso ad un passo da Bedonia.

Quando sono andato a fotografare la casa qualcuno deve avermi visto passare di lì. Poco dopo mi raggiunge un signore anziano, bastone intagliato, camicia a quadri e cappello in testa. Mi parla di lei, del fieno e della disgrazia che le capitò: “Andiamo dentro così ti spiego meglio”.
Ora che abbiamo preso confidenza mi racconta di una particolarità della signora: “Senti il ruscello in fondo al prato? Sai che quando veniva qualcuno a trovare Ida li portava sempre laggiù dall’acqua e quando i pesci la vedevano arrivare uscivano dalle tane per girarci intorno. Sai, li aveva addomesticati, lei parlava alle trote e una, la più grande, la chiamava anche per nome… Lella.”.
LINK: immobiliarevaltaro.it

FOTO: casa, prati e ruscello



14 Commenti
  1. Serena

    Mi verrebbe da dire: che fantastica storia è la vita

  2. Marco da Pellegrino

    Molto molto molto bello. Bravo

  3. Sabina

    Una storiella da raccontare a mia figlia davanti al camino mentre nevica

  4. Cri Cri

    Quanta vita respiri Gigi. Attraverso il tuo lavoro; quanta vita e quante storie. Mi metti malinconia a volte. Vorrei volare indietro nel tempo e vedere il vestito a fiorellini e il vestito blu insieme felici, magari solo per una bella giornata di sole.
    ❤ Grazie, continua a scrivere queste belle cose.
    😌 Mi sa che stasera penserò a un vestito appeso in un armadio a me familiare 💕

  5. Micol

    Gigi ho letto una bella storia. Continua a tenerci compagnia con questi racconti

  6. Manu

    Che bella, mentre la sto leggendo mi viene una certa malinconia chissà forse la conoscevo questa signora Ida

  7. Pazzi Nady

    Bravissimo Gigi!!!! Hai descritto talmente bene ogni particolare di quella casa che mi sembrava di vederli con i miei occhi!!!! Con i tuoi racconti entri sempre nei nostri cuori!!!! Che dire.... sei il numero uno!!!! Complimenti e grazie x le belle emozioni che mi hai fatto provare con questa meravigliosa storia!!!! 😘

  8. Stefania

    Complimenti Gigi , una freccia che arriva al cuore! Ma qualcuno si occupa di Inferno e Attila ?

  9. Chicchi

    Ciao Gigi,
    mi associo a ciò che ha scritto Micol e complimenti per la tua innata sensibilità.

  10. Silvia

    Bellissimi ricordi di Ida, della mia adolescenza.. grande donna che conoscevo e mentre mi affacciano dalla mia camera guardavo se le sue persiane erano aperte...
    grazie Gigi ... bellissimi ricordi

  11. Ale Lusardi

    Serbo un ricordo carissimo di quella anziana signora. Aveva modi gentili e un sorriso dolcissimo. Quando eravamo bambine io e mia cugina andavamo da lei a prendere il the e lei ci raccontava di quando le nostre case non c'erano ancora e nei boschi si nascondevano i banditi, che qualcuno c'era anche rimasto ammazzato da quelle parti e chissà che qualche notte d'estate non si sentisse ancora il fantasma...a me sembrava di sentir rastrellare le foglie. E poi ancora più indietro, quando c'era un castello, perché Castellaro viene da lì, dal castello, ma non dove abitavamo noi, un po' più in su. E che fine aveva fatto? E' crollato, e le pietre le hanno usate i contadini per ricostruirsi le casa. Che peccato, pensavamo, un castello valeva molto di più delle case dei contadini...

  12. Dolores

    Nonna Ida... vestito a fiorellini... solitudine... Ricordi molto simili, come tanti, che però hanno un'anima e meritano rispetto. Se Ida parlava ai pesci, io vivo di ricordi. Li tengo stretti, li proteggo: sono la vita!
    Grazie Gigi che attraverso i tuoi scritti e le tue foto, aiuti i ricordi ad emergere e ci fai conoscere quello che non vediamo.

  13. Giuseppe

    Gli animali capiscono prima di noi sentimenti tensioni o necessità,la loro sensibilità li rende fantastici si affezionano in modo particolare alle persone sole quasi a voler sopperire alle mancanze degli umani.Ida era di sicuro una persona buona e dolce,non solo due mici anche i pesci erano suoi amici.......

  14. Gabriella

    Ciao Gigi,
    non ti conosco perchè manco dalla mia terra da troppo tempo... ma leggo sempre volentieri ESVASO così mi sento più vicina alle mie origini.
    Molto bello e ricco di nostalgia il racconto della signora Ida che mi ha riportato alla mia gioventù e alle giornate-stagioni serene, pulite e ricche di sogni che i giovani dell'epoca vivevano.

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