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  • Il paradiso dei pescatori

    Tra le tante perle della nostra valle, una delle più note è senz’altro il fiume Taro. Un angolo naturalistico rimasto ancora intatto e anche per questa sua singolare peculiarità è in grado di offrire le condizioni ideali agli amanti della pesca sportiva, ma non solo, anche a chi vuole concedersi un bagno rigenerante in uno dei suoi tanti laghetti o stendersi semplicemente al sole in una delle sue anse.
    Il crescente bisogno di attività all’aria aperta, lontano dal caos e dallo stress cittadino, ha fatto riflettere un gruppo di appassionati pescatori e creare così una società sportiva per promuovere una parte specifica del nostro territorio, in questo caso il fiume, e renderlo un ulteriore strumento in grado di condurre nuove presenze in Valtaro.

    È il caso dell’Associazione “Pietra Arenaria” che si è formata lo scorso anno a Piane di Carniglia nel Comune di Bedonia. Si tratta di un gruppo di una cinquantina di amici pescatori, non sono solo di Bedonia e Tornolo, ma anche provenienti da Pontremoli, Chiavari, Parma, Milano o Verona, che dedica parte del proprio tempo libero al sostegno e allo sviluppo del "turismo ittico", oltre ad organizzare raduni di pesca e attività sociali.

    L’iniziativa consiste nell’aver individuato due chilometri del fiume Taro, tratto che si sviluppa da “Pometo” di Tornolo alla “Diga” delle Piane di Carniglia, dove rilasciare settimanalmente, da aprile e settembre, mediamente 400/500 trote Fario adulte e certificate (la gestione economica è sostenuta dal Comune di Bedonia-Assessorato Caccia e Pesca). Il passo successivo è quello di avvisare, per ora attraverso i gruppi di whatsapp o tramite i social, gli appassionati pescatori, i quali hanno la possibilità di pescare fino a cinque trote dopo aver acquistato il permesso giornaliero dal costo di 15 Euro, biglietto che è possibile procurarsi presso alcuni esercenti (bar Masala, bar Milan e presso le trattorie di “Cecchino” e “Dirce”), oppure online per mezzo del sito Geoticket.it

    Oggi ho incontrato il suo Presidente, Adriano Agazzi, mentre stava collocando dei cartelli segnaletici lungo la strada, così ne ho approfittato e abbiamo percorso una parte del fiume interessato da questo lodevole progetto. Mi mostra le sette aree di rilascio e i sentieri creati per l’accesso al corso d'acqua, tutti ripuliti e segnalati per mezzo di simpatici cartelli in legno, le cui denominazioni riportano i nomi con cui sono chiamati localmente quei luoghi: Lago di Cecchino, Lago Pedagna, Lago di Bore, Vecchia diga, Dai gabbioni o Al ponte, il tutto racchiuso in una straordinaria cornice di pareti rocciose, in Arenaria appunto, tra boschi, prati e dai tanti ruscelli che alimentano il Taro, il luogo ideale per i tanti appassionati di questo sport.

    Dopodiché raggiungiamo l’incubatoio e lì mi dà una spiegazione dettagliata del funzionamento della struttura e dell'importante ruolo rivestito dai pescatori nella salvaguardia ambientale del territorio. Una costruzione regionale in carico al Comune di Bedonia e oggi gestita dall’Associazione “Pietra Arenaria”, la quale ha il compito di allevare e rilasciare le trote Fario nel tratto di fiume posto tra Bedonia, Tornolo e Santa Maria del Taro, ma in questo caso per la tradizionale pesca con licenza.  

    Adriano mi racconta che il progetto “ittico” è solo all’inizio e accrescerà ulteriormente (vedi video allegato), l’obiettivo è quello di offrire soggiorni turistici agli appassionati di questo sport, in modo da alloggiarli presso le strutture ricettive e predisporre per la clientela il “Menù del pescatore”, proprio com’era in uso negli anni ‘70 e ’80, periodo in cui le trattorie di Cecchino e Dirce facevano il pieno ad ogni fine settimana e nel mese di agosto anche su più turni pur di sedersi a tavola per degustare i nostri pesci di fiume. Non per ultimo il “Campionato Italiano di Pesca alla Trota” svoltosi sempre in quegli anni e allestito proprio in questo tratto di Taro.
    Insomma, non è mai troppo tardi per continuare a considerare il territorio, oggi come allora e anche ai nostri occhi: “Il paradiso dei pescatori”.

14 Commenti

  • Adriano Agazzi

    25/03/2019

    Se è vero che dalle piccole idee nascono grandi cose... potrebbe essere la volta buona di rilanciare il turismo nel nostro bel paese, ci si potrebbe attaccare a tanti altri progetti già esistenti e quindi incominciare a fare veramente turismo... io ci credo

  • Barbara Cavalli

    25/03/2019

    Bravo Adriano, bravi ragazzi!!! Così si fa!

  • Sabina Zazzera

    25/03/2019

    Servirebbero più persone con il credo "dalle parole ai fatti.
    Perchè non estendere o progettare questa iniziativa anche nel tratto del fiume Ceno ?

  • Enrica

    25/03/2019

    Le Piane di Carniglia. Sempre nel mio cuore. Il posto piu' bello del mondo.

  • Alberto

    25/03/2019

    Da ex pescatore posso dirlo che si tratta di una bellissima iniziativa . Ma perchè semplici idee come queste nascono sempre a monte di Borgotaro ???

  • Maria Beatrice

    26/03/2019

    Grazie Gigi per aver dato voce a questa piccola realtà che molto spesso si ignora quando si pensa al turismo di valle. Una micro realtà che nasce e vive da sempre nel nostro territorio grazie alla presenza naturale dei fiumi ma che, sino ad ora, è stata sottovalutata per finalità turistico-commerciali.
    Una realtà su cui hanno deciso di puntare un gruppo di ragazzi della zona, con i quali il Comune di Bedonia si è confrontato e che sin da subito ha deciso di collaborare.

    Abbiamo creduto nel progetto della S.P.S Arenaria dopo la presentazione di un programma completo ed ambizioso in Val Taro che comprendeva sia la gestione della zona turistica di Piane di Carniglia che quella dell'incubatoio.
    "Rilancio del territorio" e "turismo" sono stati sin dal principio i loro comandamenti, parole chiave semplici ma in grado di dare un'impronta di cambiamento in un ambito del nostro comune mai stato sfruttato sino ad ora, attraverso la vendita dei biglietti sia in locali del territorio che attraverso una piattaforma di vendita online, con la creazione di pacchetti turistici in collaborazione con le strutture ricettive della zona oltre che con la realizzazione di opuscoli, brochure e mappe interattive per pubblicizzare l'intero territorio.

    Ci tengo a fare anche un piccolo accenno all'incubatoio, dato che è da anni che il Comune di Bedonia ci lavora, ma che solo ultimamente è riuscito ad ottenere un piccolo grande risultato: l'indennità, un processo che garantisce la sanità del pesce e la salubrità delle acque, sino a permettere di creare un ciclo di riproduzione completo della trota Fario (dalle uova al pesce adulto) cosi da garantire il ripopolamento dei fiumi non solo di Bedonia ma di tutta la valle.

    Un piccolo grande merito molto importante per noi, oltretutto raggiunto da primo comune della Regione e soprattutto ottenuto in autonomia, solo mediante il lavoro del funzionario Negri, grazie ai consigli del Dott. Cavalca, veterinario DELL'AUSL, e del Dott. Piccinini, ittiologo e referente dell'Università di Parma, che collabora con noi da molti anni.
    Focale ed importantissima sia per il Comune di Bedonia che per la nuova società di pesca, è la continuazione di collaborazione proprio con quest'ultimo per poter raggiungere nei prossimi anni un obiettivo molto importante: un nuovo progetto ittiologico insieme all'Istituto Agrario del capoluogo.

    Occorre ricordare infine che tutto questo è e sarà possibile grazie anche all'allevamento presente nel nostro comune "Itticultura Gelana" di proprietà di Andrea Rainieri, fornitore certificato della nostra trota autoctona e con il quale, insieme al piano di lavoro inerente alla zona turistica e all'incubatoio potremmo arrivare a presentare un progetto globale del fiume Taro e, perché no, trasferire uno schema similare anche sul fiume Ceno.

    Concludo con questa riflessione: il territorio ed in questo caso il fiume, lo abbiamo. La trota Fario autoctona, l'abbiamo. I giovani ragazzi volenterosi che vogliono fare qualcosa per la nostra valle, li abbiamo.
    Perché dunque non puntare su un prodotto a KM 0, così come sono il fungo ed il tartufo, per rilanciare la nostra offerta turitica?

    Maria Beatrice Rossi

  • Stefano

    26/03/2019

    Da pescatore, tanto di cappello ai "cavalieri dei fiume" che hanno bonificato la zona, facendola diventare quasi un giardino. davvero complimenti, se è permessa una critica, peccato siano solo due km di fiume, ma comunque veramente un gran bel lavoro

  • Sonia Berni

    26/03/2019

    Sempre più turisti stanno acquisendo interesse per il pacchetto “fiume, sole e relax (e anche pesca)” e sono alla ricerca di un qualcosa di autentico e incontaminato. Il fiume Taro è tutto questo. Il dinamismo e le tradizioni dei locali pescatori possono rappresentare un importante punto di arrivo per questa “economia di ambito territoriale”. L’offerta di pesce fresco (Trota), oltre al fungo e al tartufo locale, presso i locali ristoranti/trattorie può essere uno stuzzicante invito ai turisti a visitare la zona. A fare la differenza è sempre la pianificazione dell’offerta e quindi dell’alternativa. Bravi ragazzi, avanti con la strategia.

  • Marco

    27/03/2019

    Grande Adriano. E grandi Stefano, Mauro, Maurizio, Riki per l'aiuto che ci dai.

    Grazie Gigi per la pubblicità.

  • Enrico

    28/03/2019

    Io sono di Parma ma sono Nato si può dire nel fiume Taro.. lo conosco da quando avevo 8 anni e ora ne ho tanti di più.... ho visto gli anni della sua eccellenza per presenza di pesce e di famiglie che alla domenica visitavano il fiume.. poi lungo gli anni ho assistito al suo lento spegnersi per colpa (e per merito di comodità) di infrastrutture che lo hanno reso meno “selvaggio” ma più accessibile dalla strada.. dai tanti pescatori e NON che in questi anni hanno saccheggiato senza attenersi alle regole portandosi a casa anche i sassi !!.. e per ultimo per la presenza divoratrice dei Cormorani.. in questi anni ho visitato altre realtà di riserve in altri fiumi anche fuori Regione, e ogni volta mi chiedevo come mai li funzionava la Pesca Turismo con OTTIMA PRESENZA di Trote ( Salmerini, Fario, Iridee e Marmorate (fuori regione) e COSTANTE PRESENZA di CONTROLLI da parte delle guardie volontarie e NON.
    Ora da poco, mi hanno detto e mi sono informato della nascita di questa bella realtà che sembra essere questa Giovane Associazione di pescatori che da quest’anno gestiranno spero con Orgoglio e Competenza il tratto di Riserva di Piane di Carniglia e il ripopolamento anche del fiume Taro da Bedonia a Santa Maria del Taro (così mi pare di aver letto ).... spero sia VERAMENTE un SUCCESSO e che questa Associazione riesca a vedere nei fatti concretizzarsi le loro bellissime idee per riportare il Fiume Taro nei suoi Anni di Gloria per quanto la sua bellezza MERITA..
    Ho letto che si stanno impegnando molto nel rendere il più possibile accessibile il tratto di riserva e nel renderlo RIPOPOLATO di Trote lungo le settimane di attività pescatorie.. AUGURO a questa Associazione che riesca a portare TANTI pescatori e famiglie a ripopolare con INTELLIGENZA e RISPETTO il NOSTRO MERAVIGLIOSO Fiume TARO e a Vivacizzare TURISTICAMENTE con un impatto economico positivo l’alta Val Taro....
    Un ABBRACCIO a tutta l’associazione di cui spero penso a breve di dare il mio contributo sia in termine della mia presenza come pescatore NO KILL che come iscritto.. AUGURI RAGAZZI/E

  • Michael Maggi

    29/03/2019

    Grande Adriano! Grande tutti che hanno contribuito su questo progetto! Veramente bello.

  • Claudio Molinari

    02/04/2019

    Cara Maria Beatrice mi permetto di ricordarti che per quanto riguarda l'incubatoio e la relativa indennità forse qualche merito ce l'ha anche qualcun'altro, qualcuno che ha lavorato anni in silenzio per poter arrivare al traguardo e sgambettato 5 cm prima di tagliarlo. Grazie!

  • Maria Beatrice

    02/04/2019

    Ciao Claudio, innanzi tutto mi scuso per quanto accaduto e naturalmente ringrazio anche te qui per quello che hai fatto in questi anni per il Comune di Bedonia. Voglio ricordarti comunque le innumerevoli volte in cui l'ho già fatto sia in colloqui privati che in incontri pubblici (la targa donata a te e alla tua Associazione durante il Consiglio Comunale del 30 gennaio 2019 per il tuo operato è un palese riconoscimento del tuo lavoro).

    Ci tengo anche a sottolineare che un'Amministrazione non può voltare faccia ad un gruppo di ragazzi (peraltro del luogo) che presentano un progetto completo, anzi, può solo spronarli ed aiutarli ad andare avanti, ne tanto meno deve e può "sgambettare" chi già presente da anni, come invece sostieni tu; questo per ricordarti infatti che in questi nove mesi di incontri svolti insieme a te e alla neo società la mia prerogativa, appoggiata sempre all'unanimità da persone interne al Comune oltre che dai ragazzi della società, è sempre e solo stata una: COLLABORAZIONE.
    Una parola apparentemente semplice, ma dal grande valore. Un'azione elementare ma fondamentale per il raggiungimento dell'obiettivo comune. In questo caso, un intralcio troppo arduo da poter essere accettato ma su cui comunque io punto da sempre.

    Rinnovo il mio ringraziamento a te per la tua dedizione ed il tuo lavoro ed ai ragazzi della Società Arenaria per la loro caparbietà, per il loro tempo e per le loro idee spese per il paese, per quello che hanno fatto sino ad ora e per quello che faranno in futuro, sperando, questa volta, di non aver dimenticato nessuno.

    Maria Beatrice Rossi

  • Claudio Molinari

    02/04/2019

    Cara Beatrice, non sono avvezzo a chiedere riconoscimenti ne ringraziamenti, non l'ho mai fatto nei miei oltre quarant'anni di volontariato e nei quasi dieci di gestione dell'incubatoio, ma nel momento in cui ho letto il tuo commento mi sono sentito escluso dall'ottenimento di un'indennità voluta, sudata,strappata con i denti, combattendo contro una burocrazia a volte insopportabile.

    Sicuramente i meriti maggiori sono di Gianmauro e del dott. Piccinini, ma tutti insieme abbiamo lavorato per raggiungere l'obiettivo e se la prima struttura in Emilia Romagna ad ottenere l'indennità è l'incubatoio di Piane di Carniglia è per me, e penso anche per gli altri motivo di orgoglio e soddisfazione. Il bene che ho voluto e che voglio all'incubatoio mi ha portato (cosa non obbligata ma fatta col cuore) a comprare n° 50.000 uova certificate di trota fario nell'intento di fare partire l'incubatoio senza problemi dopo l'ufficialità dell'indennità, anche su questo non è stata spesa una parola, non per me ma per la società che mi onoro di rappresentare, spero che quando prossimamente chiederò come Presidente della S.P.S. Il PONTE il piano semine non ci saranno problemi di trasparenza.

    Detto questo, è vero che è stata usata la parola COLLABORAZIONE, ma quando dietro a questa si nascondono le parole prendere o lasciare io ho sempre lasciato. Finisco dicendoti che per me è conclusa la (chiamiamola così) piccola discussione, ne avrei fatto volentieri a meno, auguro ai nuovi gestori di far viaggiare a pieno ritmo la struttura, soprattutto per il bene del nostro Taro, e un in bocca al lupo a te per le tue aspirazioni e la tua carriera. Buona serata.

 

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