Gabriella Mondello del Rischiatutto

La storia della "prof" che conquistò l'Italia. Presentato a Bedonia il suo libro
Ho ritrovato Gabriella Mondello esattamente dieci anni dopo il nostro primo incontro, quando la intervistai al Defilla di Chiavari. L'occasione, questa volta, è stata la presentazione del suo libro "Una Prof al Rischiatutto", un racconto autobiografico in "bianco e nero" che ripercorre la sua vita: dalle origini bedoniesi della famiglia fino a quel pizzico di fortuna, mescolato a studio, preparazione e determinazione, capace di cambiare il destino di una persona. 

Il 5 agosto, Gabriella ha presentato il libro proprio a Bedonia, in anteprima, ospite del Circolo di Lettura Primo Lagasi. E ritrovarla qui, nel paese dal quale è partita la storia della sua famiglia, ha dato a questo racconto un significato ancora più intenso. 

Il suo racconto comincia proprio alla "Pieve", in una famiglia che, come tante delle nostre valli, conosce la fatica, la guerra, le separazioni e l'emigrazione. La madre Rosalinda era nata nel 1911 a Montarsiccio. Suo nonno Teobaldo, pur essendo analfabeta, aveva saputo trasformarsi da contadino in commerciante di legname. Fu così che dalla stazione ferroviaria di Borgo Val di Taro iniziarono a partire vagoni interi di legname per le più diverse destinazioni.

Poi, nel 1915, a soli trent'anni, in un incidente accaduto mentre andava a Masanti, in occasione della sagra di San Fermo, lo portò via improvvisamente, lasciando la moglie con cinque figli. Alcuni di loro finirono in America, presso parenti emigrati nel New Jersey. Rosalinda venne invece accolta dagli zii, rientrati dagli Stati Uniti. 

Sono vicende che raccontano un mondo lontano, quando partire significava spesso non sapere quando si sarebbe tornati e una lettera poteva essere l'unico filo capace di tenere unite famiglie divise dall'oceano. Poi, nella vita di Rosalinda, arrivò l'amore.
A Bedonia conobbe Domenico Mondello, un giovane sergente di artiglieria arrivato in paese per il campo militare. Lui la vede affacciata alla finestra di casa. Lei, quasi per gioco, fa penzolare dal davanzale una borsetta piena di dolciumi. Qualche battura scambiata da una parte all'altra della strada, come usava una volta. Da quella finestra nascerà la loro storia d'amore. 

Arriva però la guerra. Domenico parte per l'Africa, poi riesce a rientrare e a nascondersi dopo l'8 settembre. Nel 1944 nasce Gabriella. È una bambina cresciuta negli anni difficili del dopoguerra, ma in casa c'è una convinzione precisa: studiare significa avere una possibilità in più nella vita.

Gabriella è brava, curiosa, appassionata soprattutto di italiano. Una professoressa si accorge delle sue capacità e la incoraggia a proseguire gli studi. Il padre la sostiene. Gabriella va a Parma in una camera in affitto, frequenta il liceo e poi l'Università a Genova, dove nel 1968 si laurea in Lettere Moderne. Diventerà insegnante. Tra i suoi autori preferiti c'è Giovanni Verga. Ed è proprio Verga che, qualche anno dopo, la porterà davanti alle telecamere della Rai. 

È il 1973 e abita ormai da alcuni anni a Lavagna: "Ci trasferimmo soprattutto per il clima, decisamente migliore di quello bedoniese... oltre a non avere mai visto il mare". 
In televisione c'è Rischiatutto, il quiz di Mike Bongiorno che tiene incollati al televisore oltre venti milioni di italiani ad ogni puntata. Gabriella guarda la trasmissione e, come tanti, prova a rispondere alle domande da casa. Un giorno, mentre è dalla parrucchiera, legge su una rivista che stanno cercando nuove concorrenti. Decide di provarci. Quasi per scherzo manda la domanda di partecipazione. La materia scelta sono i romanzi di Giovanni Verga. Dopo qualche mese arriva la convocazione, i provini e infine la conferma che potrà partecipare al quiz. 

Arriva il giovedì sera, le luci si abbassano e Gabriella entra in cabina, mette le cuffie e sente la voce di Mike Bongiorno: "Quale busta vuole? La uno, la due o la tre?" Sceglie la numero uno. Davanti a lei ci sono le domande su Verga. Inizia a rispondere. Una domanda dopo l'altra. Gabriella diventerà campionessa. Non per una sola puntata, ma per sei. 

Ricordo ancora bene quando mia nonna mi disse: "Vedi quella ragazza, è di qui, conosciamo bene anche i genitori, avevano la bottega in via Garibaldi (ex Zita)". Una circostanza che, ai miei occhi di bambino, aveva dell'incredibile: "Una di Bedonia in televisione...?" 

In questi giorni ho terminato di leggere il libro e quello che ne è emerso è il racconto di una lunga strada, nella quale ogni scelta, anche quella che al momento poteva sembrare piccola, si è poi rivelata importante, capace di aprire nuove strade e portare gratificazioni personali. 

La storia di Gabriella non si ferma alla scuola e alla televisione. Oltre alla professione di insegnante, diventerà Sindaco di Lavagna per 24 anni consecutivi e siederà in Parlamento, come Deputato, per oltre 12 anni. Ma forse è proprio questo il filo che lega tutte le pagine del libro: non esiste un solo momento capace di cambiare una vita. Ci sono incontri, occasioni, intuizioni, studio, lavoro e determinazione. E, ogni tanto, anche quel pizzico di fortuna che arriva quando si è pronti a riconoscerla.

Quella sera del 1973, davanti alle telecamere del Rischiatutto, Gabriella aveva scelto la busta numero uno. Forse, senza saperlo, aveva appena aperto la prima di molte altre.
Il video servizio di RTA-Videotaro L'intervista a Chiavari del 2016

La presentazione del libro e alcuni momenti del quiz



2 Commenti
  1. Marisa Caviglia

    Il nostro caro sindaco di Lavagna, popolare anche oltre la Liguria. Mi complimento per la bella storia vissuta e raccontata

  2. Claudio M.

    Cara Gabriella, grazie per avere concesso a me e a Gigi Cavalli, venerdi' scorso, l'incontro con Te al bar "Italo" di Bedonia, per raccontarci il seguito del Tuo recente libro autobiografico: "Una Prof. al Rischiatutto".
    Era tanto che non ci si vedeva, come ha ricordato Gigi.

    Ci hai fatto l'onore di potere sentire dalla Tua voce i dettagli del Tuo vissuto dal 2016 a venerdi' scorso: familiare, scolastico, politico, eccetera. E siamo ben convinti che tutto ciò sia il risultato degli insegnamenti, degli esempi e valori che Ti hanno donato i Tuoi genitori: Rosalinda, detta Linda o Lindina e Domenico, nonchè merito della Tua intelligenza, dei Tuoi impegno ed esperienza nell' organizzare la Tua vita pure con orgoglio .

    Ho letto subito su Esvaso il post di Gigi il quale in modo esaustivo ha parlato del Tuo libro che ora sto leggendo e centellinando con gusto. Sono sempre stato contento che Tu abbia dato lustro, fama e visibilità a Bedonia, descrivendola in attesa delle domande che Mike Bongiorno Ti avrebbe fatto sulla vita e opere dello scrittore siciliano (come Tuo padre Domenico Mondello) Giovanni Verga, mentre ero incollato con gli occhi e ansia davanti allo schermo del televisore che trasmeteva il Rischiatutto.

    Grazie per averci parlato della Tua carriera amministrativa e politica, come Sindaco di Lavagna e poi come Deputato all Camera per ben tre legislature, occupandoTi di ambiente e di semplificazione delle farragginose leggi statali.

    Grazie soprattutto di averci parlato delle vicende kafkiane nate dalla invidia dei tuoi avversari; della Tua gioia (Tua e dei Tuoi familiari ed elettori) per avere ricevuto piena Giustizia tanto da Te attesa.
    D'altra parte ho pensato che Tuo padre Domenico era stato un fedele servitore dello Stato ed era sopravvissuto alla guerra in africa a El Alemein e alla campagna in Albania (campagna ove anche mio padre, come alpino della Jiulia, aveva partecipato ).

    Tutto cioò ha reso contenti sia Gigi che io nel saperTi felice con Tua figlia Linda e per essere nonna di Giulia).
    Un caro Saluto a Te e a Linda.
    Claudio M.

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