La piena del grande fiume

La gente ha lasciato le case golenali e spostato vacche, oche e galline per lasciare spazio al Po
La piena del Po l’ho guardata dall’argine maestro di Mezzani, un punto dove si divide la realtà dalla fantasia, ma si incontrano la terra, l'acqua e il cielo. Da là sopra non esistono più regole o confini, il fiume è dappertutto, tra i pioppeti, nella stalla, sopra ai fienili, fin dentro le cucine.
Calma piatta e un odore di terra bagnata. Niente cani che abbaiano, niente rombi di trattori, solo qualche anatra confusa dentro a quell’immenso specchio d’acqua e i rintocchi di un campanile lontano. Accanto a me gli abitanti di quelle terre, i contadini, gli stessi che hanno lasciato le case golenali e spostato vacche, oche e galline per lasciare spazio al Po.
Nessuno che si lamenta, parlano del loro fiume con orgoglio, quasi fosse una divinità da adorare e rispettare, nonostante l’inclemenza di questo frangente: “Ogni tanto capita…”.
Altri si chiedono se questo sarà il limite massimo o se crescerà ancora, alle tre del pomeriggio il livello dell’acqua lasciato sui muri delle case è stabile, non c’è ancora traccia di “ritiro”.
Un signore anziano, in camicia di flanella e maniche fatte su, spiega a dei ragazzini meravigliati, è la loro “prima piena”, che questa è poca cosa in confronto all'alluvione del 2000 o di quella del secolo, quella del ’51: “Dopo quell’anno, chi abita in golena, tiene una barchetta al primo piano, sotto al letto e quando l’acqua arriva bisogna fare solo una cosa: salirci sopra lasciando lì quel poco che c’è”. Tutti la prendono in ridere.
Questa è gente della bassa, con le loro concezioni e le loro logiche, incomprensibili per un montanaro, inutile comprenderle.

Foto (con il cell.): dall'argine alla golena - Mezzani 18/11/14



3 Commenti
  1. Nicola M

    Il livello inizia questa mattina ad abbassarsi ma prima di tornare alle case ci vorranno ancora dei giorni. Ieri sera ho letto il tuo articolo e mi hai commosso, però è vero che siamo fatti così

  2. Dolores

    Vedendo il parroco di Brescello col Cristo portato in processione, mi è venuta in mente la piena , nel film di Don Camillo. La gente che abita sul Po, è abituata purtroppo a ciò e ' si aspetta' la piena anche 3 volte l'anno... triste appuntamento in cui perdono quasi tutto, ogni volta... come in Liguria per anche altri motivi. POVERA GENTE!
    L'acqua non la puoi fermare, come le frane e così mi torna in mente quando nel 1910, una frana stava portandosi via il mio Scopolo e Don Antonio Chiappa aveva fatto una processione col Santissimo e la frana... si è fermata...

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