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  • L’asso dei bastoni

    Ogni paese racchiude in sé, come a volerla gelosamente custodire, una storia, una persona, una passione e per conoscerla più a fondo bisogna ascoltarla, osservarla, apprezzarla. È il caso di Scopolo, piccola frazione posta ai piedi del monte Pelpi, sul confine tra Bedonia e Bardi, in Alta Val Ceno, e di Giulio Chiappa, un suo abitante, una persona speciale a cui dedicare attenzione. A sostenere questa mia tesi ci sono tre dei suoi compaesani: Mariarita, Dolores e Piergiorgio, sono loro a prendermi per mano e a farmi conoscere l’artista.
     
    Sono andato a trovarlo perché ho visto casualmente alcuni dei suoi bastoni decorati e ho voluto saperne di più, come nascevano e cosa lo ispirasse. Così scopro che Giulio è nato lì, nel 1942: “Sono nato ai Pilati, non a Scopolo, ai Pilati”. Ci tiene a puntualizzare questa particolarità nonostante si tratti di una manciata di case poste a monte dello stesso Scopolo. Per capirci, alla domenica vanno tutti a messa a piedi nella stessa chiesa.
     
    Giulietto con il legno ci ha sempre fatto l’amore, l’ho capito subito da come lo guarda, da come lo accarezza, come per un affetto incondizionato. Adesso che è in pensione, nella vita ha sempre fatto il muratore, dedica a questa sua passione sempre più tempo, trascorrendo parte della giornata nei suoi laboratori tappezzati di arnesi: ripara attrezzi per lavorare la terra, trasforma cose raccattate qui e là per donargli una vita diversa e crea nuovi oggetti mettendone insieme tanti altri buttati da una parte. Insomma gli piace “creare” per il semplice motivo di non disfarsi di ciò che non serve più: “A buttare via una cosa ci vuole un attimo, per recuperala tanto tempo, ma questo è il mio mondo”.
     
    Ora casa sua assomiglia a un museo della cultura contadina, c’è di tutto: attrezzi, utensili, strumenti e congegni veramente curiosi. Giulio è una persona schiva, non ama parlare di sé, anzi quando gli rivolgo un complimento mi ribadisce che i suoi amici sono molto più bravi di lui: “Giuseppe Pambianchi e Claudio Pianaro, loro sì che sono dei veri artisti, guarda qui cos’hanno fatto…”, mostrandomi alcuni loro manufatti che ha ricevuto in regalo.
     
    La sua grande passione però è un’altra, realizzare bastoni con l’impugnatura modellata a sua intuizione, quasi sempre raffigura un animale del bosco o qualcosa che solo lui intravede, come se quella radice contorta e insignificante aspettasse di mutarsi attraverso la maestria e la genialità dell’artista.
    Osserva alberi, tronchi e radici che hanno smesso di vivere, oppure ciò che viene abbandonato nel bosco o trascinato a riva dal torrente Ceno. Così, quando esce di casa con la “marassa” in mano, vuol dire che ha adocchiato il “pezzo giusto” da trasportare poi nel suo laboratorio e dargli un senso a lui più logico.
     
    I bastoni che realizza sono tutti in pezzo unico, non usa sgorbie o pialle per modellarli, si limita a metterli a nudo, a mostrare l’anima dell’albero, a esaltarne le forme, insomma ad aiutare quegli esseri a “nascere”, un po’ come se all’interno di quelle radici contorte si nascondessero lepri, lumache, volpi, oche, merli, rane, cinghiali, ma anche figure come coccodrilli, boa, elefanti o draghi che sembrano usciti dal regno di Fantàsia, dal racconto "La storia infinita".
     
    Di questi suoi bastoni ce ne sono ovunque, in ogni stanza, lungo le scale, dalla cantina al solaio, oltre un centinaio: “Sapessi poi quanti ne ho regalati…”. Così ha voluto donarne uno anche a me, un animaletto con la testa di una lumaca e la coda di una volpe: “Regalare un bastone non è solo un simbolo di “sostegno”, bensì un atto che trasmette fiducia, che infonde sicurezza, raffigura un amico a cui aggrapparsi”.

13 Commenti

  • Anna Maria

    17/09/2019

    Gigi, ho letto il tuo bel racconto che hai fatto descrivendo la passione di Giulio dei Pilati.. E io non ne sapevo niente... Sapevo di Giulio molto preciso nel suo lavoro, ma di questa passione ero all’oscuro... Complimenti...

  • Massimo De Santis

    17/09/2019

    Ciao Gigi,
    Quando si dice il caso. Proprio ieri mio papà mi ha espresso il bisogno di un bastone per sostenersi. È stanco, come se la fatica di una vita gli sia caduta addosso in poche settimane. Mi stavo chiedendo dove comprarlo quando ho letto il tuo bel racconto. Se possibile puoi spedirmene uno? Ti rimborso appena vengo su. Grazie

  • LINA

    17/09/2019

    COMPLIMENTI GIULIO, SONO BELLISSIMI !!!!

  • Cristina V.

    17/09/2019

    Che meraviglia leggere della ns quotidianità e realtà di montagna. Io ho la fortuna di usare i bastoni di Giulio da quando era bambina ed ora, li tengo anche da collezione.
    Dietro ad ogni pezzo, unico, c'è una storia, un luogo ed uno spaccato di vita di questo ns amico ed artista ed è sempre un piacere, quando lo si va a trovare, ascoltarlo nelle narrazioni ...
    Un caro saluto ed un grazie a Giulio e a te, "Grande" Gigi.

  • Graziano

    17/09/2019

    E' andata bene che non ti ha bastonato quando gli hai dato dello "Scopolese"🤣
    E non confonderti più! I Pilati sono unici, come noi che ci siamo nati!
    Scherzi a parte, da artista del cemento a quello del legno !

  • Graziella

    17/09/2019

    Caro Gigi
    Giulio lo conosco bene, e' dei Pilati-Scopolo come me. Ha ricostruito la casa dei miei nonni e quasi tutte le case della Val Ceno, insieme a mio cugino Giuseppe Pambianchi. Conosco bene anche i suoi bastoni e a me e alla mia famiglia ne ha regalati tanti. Pensa che qualche anno fa in agosto, ho avuto un problema a un ginocchio, e portavo le stampelle per non ''caricare''. Lui senza dire niente ha fatto un bastone apposta per me e mi ha detto ''custu baston u va meiu de e' ta stampele''. Cosi l'ho usato per alcuni mesi e con le cure ricevute all'Ospedale di Borgotaro e l'aiuto del bastone di Giulio sono guarita e quando c'e l'occasione ballo ancora il valzer come prima del guaio alla gamba. Ma non crea solo bastoni, costruisce anche dei bellissimi funghi di legno che a guardarli un po' da lontano sembrano veri... dei bei servetti testa nera... e realizza anche piccoli sgabelli per sedersi e i ''banchetti'' da casa per le persone piccole che non arrivano ai pensili alti della cucina. E' davvero una persona ''speciale e molto generosa.''...
    Bravo Giulio ..continua cosi'..
    Grazie Gigi che fai conoscere questa nostra ''arte povera'' a tutti.
    ciao Graziella.

  • Gianlazzaro

    17/09/2019

    Bravo Giulio sei famoso in tutto il mondo

  • Gabriella

    17/09/2019

    Bravo Giulio sei forte!!! Sei il vanto dei Pilati

  • Valentina

    17/09/2019

    Giulio è un grandissimo artista è una splendida persona,come tutti artisti, anche un po' originale.
    Bellissimo l'articolo e le foto, d'altronde tutto ciò che nasce e cresce nel nostro bel paesino è davvero qualcosa di speciale!

  • Mariarita

    18/09/2019

    Mi ha fatto piacere essere in qualche modo l'artefice per aver fatto conoscere a Gigi la grande passione che mio cugino Giulio coltiva già da parecchi anni. Il grande amore per la lavorazione del legno... anzi più che altro il saper tirar fuori con fantasia e dare vita su strane radici a teste di animali o altri soggetti, la sua stanza di lavoro è diventata così un piccolo zoo di legno...
    I suoi bastoni, ognuno di noi ne possiede uno che lui ci ha gentilmente regalato, non mi dilungo a spiegare lo ha già fatto magistralmente Gigi che ringrazio ancora di nuovo perché attraverso i suoi bei racconti tiene viva la nostra montagna... e poi mi tolgo un sassolino: basta con questa eterna diatriba di rivalità tra Scopolo e Pilati, a questo mondo tutti siamo unici nessuno escluso...



  • Dolores

    19/09/2019

    Quel giorno é stato speciale x tutti... Giorno... Poche ore in realtà, ma intense: troppo poche gigi x poterti mostrare le meraviglie del nostro paese! Gli avevo detto mentre salivamo ai Pilati... La frazione più grande.. Oltre le altre: Violoni.. Firen, Manoli, Casello, Zucconi, Franchi, Lavure', Galli.. Mulino e Lecca di qua. Pilati é una coccola tutto rimesso a nuovo... curato e Giulio ne è un degno rappresentante per la sua poliedrica personalità. Nel sangue ha la forza, l'onestà e l'ardore anche dei Pariotti scopolese da dove proviene sua mamma... Mia zia Maria. É schivo e dirotta i clamori, ma quando ti mostra i suoi tesori, si anima e si commuove con infinita tenerezza e i suoi occhi spesso abbassati x timidezza diventano laghi azzurri come il cielo. Questo è il Giulio che non conoscono tutti, é il mio cugino 'Grande' che spesso mi dice: se savesse scrive ben cumme te, puderesse scrive un lubbru ... E ghe saresse da conta' da me vitta co passa'. Io lo ascolto sempre rapita e annoto ammirando i suoi manufatti che la moglie Gina spolvera con dedizione. Le mura di casa 'parlano' e respirano attraverso la maestria di Giulio che li fa rivivere.
    Nella sua foto davanti il pianoforte tiene in mano una radice che raffigura una testa di beccaccia attaccata da un predatore e dietro un altro che... lui dice... si è arreso! Ma la beccaccia potrebbe essere anche un pesce spada... a seconda di quello che vede chi la guarda e la storia cambia... Giulio ama 'il vecchio' che nasconde un ricordo, una vissuto e la storia continua all'infinito, sempre diversa e per sempre...

  • Beppe

    19/09/2019

    Grazie mille Signor Cavalli per aver messo in luce il nostro caro Giulio, se lo merita proprio. E con Giulio mi voglio congratulare per essere diventato, senza essersi mosso da casa, Ambasciatore dei nostri Pilati. Anche per questo è un mito geniale...

  • Anna Maria

    26/11/2019

    Anche mio nonno intagliava radici e conservo ancora un paio di suoi bastoni ma questo signore è un vero artista, tra i nodi del legno vede ciò che gli altri non vedono

 

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