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  • E' nato Principato Landi

    Tutto è nato un paio d'anni fa, intorno a un tavolo della Variante di Varsi, forse più per una provocazione tra amici che come intento vero e proprio. Oggi, invece, quel desiderio di creare un nuovo modello di sviluppo per la Valtaro e la Valceno si è reso concreto e l’idea che ha preso forma ha un nome, si chiama: "Principato Landi".
    Questo nome che raffigura il nostro passato, ma soprattutto il futuro, è un Club di Prodotto che rappresenterà tutto quanto di unico c’è sul nostro bel territorio: ospitalità, ambiente, enogastronomia, storia, cultura, tradizioni, produzione agricola e funghi, patrimonio immobiliare. Insomma parlerà di tutti noi, nessuno escluso.
    Anche se nata attraverso una Legge Regionale, è di fatto un’iniziativa di privati, un modo efficace e snello per promuovere insieme le realtà economiche delle due valli.
    Il progetto esecutivo, coordinato nel tempo da Mauro Delgrosso, è stato presentato nel Castello di Bardi da Andrea Pontremoli e dalle aziende fondatrici che fino ad ora hanno aderito (vedi sito), ma anche attraverso importanti testimonianze del mondo politico, turistico, imprenditoriale e della comunicazione. All'evento erano presenti anche i Comuni di Parma, Bedonia, Albareto, Varsi e Berceto, ma mancavano all’appello le Amministrazioni di Borgotaro, Compiano e Tornolo.
    Non sarebbe quindi il caso di replicare la presentazione anche in Valtaro, magari nel Castello di Compiano, dimora degli stessi Landi? Potrebbe essere un'occasione per trasmettere il "messaggio" anche nell'altra valle e nello stesso tempo dare conferma che non si tratta di un'iniziativa nata a beneficio di una sola zona territoriale.
    Il primo obiettivo del Club sarà quello di intercettare i visitatori del prossimo Expo, ed essendo il nostro territorio posizionato all’interno della “Prima cerchia” (raggio di 90 minuti da Milano), c’è la necessità di farsi “vedere” da quei 12 milioni di italiani, 6 di europei e 2 di extraeuropei che parteciperanno al più grande evento del 2015.
    A tal proposito, Andrea Pontremoli, ha voluto chiudere i lavori con una citazione di Oscar Farinetti: “La gallina fa l’uovo e poi dice coccodè: è lei che ha inventato il marketing”.

12 Commenti

  • Davide Galli

    23/10/2014

    Certo che sì. È il caso più che di replicare di portare già uno stato di avanzamento, anche se a breve i cammini si fanno mettendo un passo dopo l'altro con costanza e ritmo cadenzato. E la prossima volta è giusto che sia in Val Taro. L'idea del Castello di Compiano come simbolo mi sembra ottima


    http://www.davidegalli.com
  • Boleto

    23/10/2014

    Vogliamo fare una scommessa sulla durata e sul buon fine ???

  • Ornella

    23/10/2014

    Giustissimo fare la presentazione anche da noi a Compiano
    un pò di speranza non guasta mai

  • Flavio Nespi

    23/10/2014

    Visto l' importanza del progetto suggerisco di presentarlo anche nel castello dei Pallavicini di Varano e perché no anche nella contea degli Scotti di Varsi

  • Guido Sardella

    24/10/2014

    A me questo guardare c o s t a n t e m e n t e al passato non mi piace: dopo di che, che la comunità di Borgotaro non si dimostri partecipe di una iniziativa intitolata ai Landi mi sembra solo la logica conseguenza dello stesso guardare.

  • Lucia

    25/10/2014

    Spudoratamente pro Bardi

  • Ubertino

    26/10/2014

    100% a uso e consumo della val ceno ! Vogliamo vedere ? Avete mai visto Pontremoli fare qualcosa aldilà del ceno ? Ma dai su

  • Laura

    27/10/2014

    Ben venga il "club di Prodotto", tante altre località che hanno molto meno di noi, sanno rappresentarsi meglio .

  • Davide Galli

    27/10/2014

    Guido: valorizzare il proprio passato anche perché, in senso di efficacia del prodotto turistico, genera attenzione e visite. Funziona il percorso "esperienziale" che faccia da filone conduttore. Funziona così anche nell'escursionismo quando proponiamo il Monte Penna come immagine per riuscire di conseguenza ad accompagnare anche in luoghi meno famosi ed efficaci.
    E il Castello di Bardi è molto attrattivo, memorabile, colpisce l'immaginario così come la strana storia di quel Principato semisconosciuto che ogni volta che viene raccontato genera a sua volta curiosità e trasporto. Uno Stato che in modo diretto o indiretto ha coinvolto nei secoli i nostri territori (anche Borgo Val di Taro per un certo periodo).
    Un Castello che non a caso è in assoluto il luogo più visitato della Val Taro e Val Ceno. Generata l'attenzione e attirato il visitatore la scommessa degli operatori a tutti i livelli deve essere quella di portare a conoscere le bellezze naturali, gli altri borghi e paesi, così come tutte le attività possibili di turismo slow. Enogastronomia compresa.
    Su altri ambiti la gara per l'attrazione del turista è difficile e altri territori sono molto più attrattivi e conosciuti. Se invece si vuole rimane puri e immacolati perché la ricerca dell'efficacia e del massimo risultato si ritiene che snaturi si può sempre provare a fare l'ennesima promozione di Valle, con i paesi divisi a uno a uno, spezzando i territori dei funghi lungo le linee dei confini comunali e a farsi le solite guerre tra poveri.

    Nessuno vuole avere la bacchetta magica però un piano di comunicazione e marketing professionale prevede un'analisi dei punti di forza e dei punti di debolezza, ottimizzando la visibilità e l'attrattività con piani di media e lunga durata. Fregandosene dei campanilismi Lucia (Bardi ha un Castello che è tornato a crescere nei numeri e per un piccolo paese sarebbe già sufficiente per l'indotto turistico che genera sui suoi abitanti). E puntando sulla qualità dell'offerta turistica globale, sui ritorni e la fidelizzazione, sulla messa in rete delle varie realtà.
    È un'iniziativa privata che coglie un'opportunità delle Unioni di Prodotto dell'Aziende di Promozione Turistica dell'Emilia-Romagna. Senza un'euro di finanziamento pubblico e anzi pagando per aderire. Gli operatori che ci crederanno potranno chiedere di aderire e di conseguenza verrà vagliata la qualità della loro offerta turistica e la loro capacità di integrarsi nella rete, con un'attenzione continua alla soddisfazione del pubblico e all'insostituibile efficacia del passaparola.
    Chi non vorrà potrà semplicemente rimanere fuori e provare altre strategie, compresa quella di proporre al pubblico i propri microcampanili o investire (spero soldi propri per una volta) nell'ennesimo marketing di vallata a macchia di leopardo. Come Ubertino, a cui chiedo: "E lei? A mai fatto qualcosa oltre l'ombra del proprio naso?"


    http://www.davidegalli.com
  • Davide Galli

    27/10/2014

    Per completezza d'informazione aggiungo alcuni dati sulle ricerche che abbiano raccolto nella fase di progettazione: in Italia i comprensori turistici che si promuovono con un nome di Vallata sono 723. Nei primi 100 che vengono ricordati dalle persone, quando gli viene chiesto di elencarne almeno 10 a memoria, Val Taro e Val Ceno non ci sono mai dentro e purtroppo nessun dato ci dice in quali posizioni esatte si trovino nelle restanti 623 dimenticate.
    Il Castello di Bardi invece è 24° nell'elenco nazionale dei Castelli più conosciuti...
    Meglio scalare le centinaia di ignote posizioni sapendo di avere molte meno frecce all'arco dei concorrenti o puntare su una buona posizione di partenza per salire trascinare anche il resto?
    In un'azienda che stia occupandosi di lanciare o rilanciare un prodotto il solo fatto di farsi la domanda darebbe come minimo seri dubbi sulle competenze di chi la pone. Nella promozione territoriale almeno la domanda facciamocela liberamente. Ma accertiamoci di rispondere senza pregiudizi inutili e con tutta l'onestà intellettuale possibile.
    Tenendo bene conto che la promozione turistica non deve essere rivolta agli abitanti delle vallate per premiarli/punirli o assecondare rivalse e calcoli elettorali. Serve a portare gente da fuori, anche da lontano. E quindi si sceglie la foto più impattante, il luogo più attrattivo, la storia più accattivante, la strategia più efficace.
    Perché la gara per accaparrarsi turisti, nonostante i tanti danni al paesaggio italiano perpetrati da politiche miopi a vantaggio di pochi e con il consenso interessato di molti, per fortuna è ancora durissima e l'offerta molto ampia.


    http://www.davidegalli.com
  • Ubertino

    28/10/2014

    @ Davide Galli cosa cantava Mina ? Parole, parole, parole ?
    Se riuscite a passare il Ceno vi aspettiamo al Castello, a casa mia

  • Davide Galli

    28/10/2014

    Il Ceno è già passato.
    I posti letto inseriti nel Club di Prodotto e per i quali sono già state effettuate delle prenotazioni proprio in questi giorni per le iniziative di Halloween sono soprattutto in Val Taro (finora Seminario di Bedonia e Residence Campo Plano). Segno che accadrà anche per gli altri valtaresi che vorranno e potranno aderire.
    Il Gruppo Guide Val Taro e Val Ceno, che è già da sempre operativosulle due vallate, ha effettuato 2 escursioni con prenotazioni provenienti da "Principato Landi".
    E son passati pochi giorni.
    Son prenotazioni in più, non la sovrastruttura di niente. Un club di promo-commercializzazione che lavora sulla vendita.
    Concetto pratico e operativo molto semplice.
    Prenotazioni, non parole. Soprattutto a vanvera.


    http://www.davidegalli.com
 

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