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  • S. Antonio Abate

    È Maria Pina a rimarcarmelo: "Ricordati che è Sant'Antonio Abate, protettore degli animali e Mercante della neve". Prendo la palla al balzo e sprono la mia "fonte storica" a raccontarmi questa ricorrenza dedicata alla benedizione degli animali e al nostro passato contadino.
    La mia narratrice fa un salto indietro, agli anni ’50, periodo in cui la festa era molto sentita e celebrata in tutti i paesini della Valtaro e della Valceno. Nonostante la vita non fosse agiata come oggi, la sagra si celebrava nel giorno canonico, si chiudeva “bottega” in modo che “padroni” e mezzadri potessero festeggiare insieme.

    Oltre alla benedizione degli animali (cavalli, muli e asini), avveniva anche quella del sale, elemento essenziale per la preparazione del mangime per mucche, pecore e maiali, in questa giornata somministrato in maniera più abbondante del solito.
    Nella chiesa parrocchiale di Bedonia non c’è una statua del Santo, ma solo un quadro in cui è presente, nella terza cappella di sinistra: così la sagra era celebrata nella vicina frazione di Roncole. Inta Pieve non c’erano più le stalle, i contadini diminuivano sempre di più, mentre le botteghe e gli artigiani erano ancor più numerosi di un tempo, e la classe sociale mutava.

    In questa giornata i maniscalchi della zona sospendevano il lavoro per ricordare il Santo Patrono degli animali domestici e si recavano a Roncole, a Drusco, a Santa Maria del Taro o in quei paesi dov’era presente la statua del Santo (ad Anzola fu collocata successivamente), mentre i più benestanti, tra questi anche mulattieri e piccoli proprietari agricoli, si recavano a Chiavari con il loro “biroccio”.
    Gran parte dei maniscalchi di Bedonia facevano parte delle famiglie Serpagli: u Custantinu de Ninón, u Pierinu du Löö, u Gigéttu de Ninón, u Giginu du Verègu, tutti abili artigiani che trasmisero la loro arte ai figli e a diversi apprendisti che poi si misero in proprio.
    In questa giornata non si sentiva battere il ferro nella “Contrada” (i ferê avevano la loro officina in via Vittorio Veneto), perché questi si trasferivano nelle osterie dove poi risuonavano canti tradizionali e voci cantilenanti dei giocatori di morra: “quatter!… dui!… cis!… morettina bella!”.

    A Roncole, nella giornata del 17 gennaio, le due messe erano ufficiate dal cappellano Mons. Paolo Groppi, una al mattino alle 8, detta “Messa bassa”, a cui partecipavano le donne di casa, mentre la “Messa grande” era alle 10, e qui invece partecipavano uomini, ragazzi e bambini. Nel pomeriggio, dopo il Vespro, avveniva la processione con la statua del Santo, la benedizione degli animali e quella del sale. Al termine del corteo, i fedeli si radunavano sul sagrato della chiesa, dove iniziava “l’incanto”: una sorta di asta presieduta da Vittorio Elmare detto u Püpà, già orsante, abile oratore e fabbriciere dell’oratorio di Roncole, il quale presentava e decantava la merce donata dagli abitanti di quel villaggio, solitamente galline, conigli e formaggette. In pochi minuti tutto andava esaurito e il ricavato andava alla cassa dell’oratorio. Dopo la cerimonia si ospitavano i presenti presso le varie abitazioni, offrendo torte salate, del buon vino nostrano e dolci appena sfornati.
     
    Ancora oggi la ricorrenza è celebrata a Bedonia e ad Anzola nella giornata canonica, mentre a Roncole ricade la domenica successiva.
     
    Nelle foto allegate si può rivivere la benedizione degli animali avvenuta nel 1978, grazie alle bellissime e rare immagini scattate da Lino Barozzi dinanzi al sagrato della parrocchiale di Sant'Antonino.

13 Commenti

  • Diego

    17/01/2017

    Però il mondo è cambiato. Oggi si benedicono cani, gatti, conigli e criceti. Nulla a che fare con quel sapore autentico contadino e la speranza di far godere di buona salute gli animali in stalla, sostentamento dell'intera famiglia.

  • Dolores

    17/01/2017

    ...che bei ricordi... specialmente per una come me che ne vive.... giorno per giorno... per mantenere vivo il passato e le persone che sono andate avanti.
    Un tempo, l'immagine del Santo non poteva mancare in ogni stalla e in questo giorno oltre agli animali e il sale, anticamente si benedivano anche gli attrezzi e vestiario usato per accudirli.
    Era festa grande e i 'versi' si mescolavano alla gioia della moltitudine accorsa. Oggi vicino il mio Scopolo, questa usanza è ancora mantenuta a Pione e Santa Giustina e mi piange il cuore non poter presenziare... troppo lontana. Ma se volete accorrere, ad Anzola, sono in piena festa.

  • Dolores

    17/01/2017

    E ritornando ai ricordi: due proverbi.

    -Sant'Antoniu Abbà a jurnà a se slonga de mez'ùra sunà
    (S.A.A. la giornata si allunga di mezz'ora).

    -Sant'Antoniu dà barba bianca, se ne piòva a nèive a ne manca
    (S.A.A. dalla barba bianca, se non piove la neve non manca).

  • Virgy

    17/01/2017

    Questa mattina c'era parecchia gente e secondo la tradizione è stato benedetto tanto sale, che secondo la tradizione bedoniese, oltre a servire agli animali, i nostri vecchi facevano dei sacchettini e li mettevano sotto il materasso o in giro per casa... un po' di sacro e profano. Bellissimo articolo e foto.

  • Pietro Borella

    17/01/2017

    Mons. Giuseppe Squeri, già parroco a Vianino, si riconosce il sacrestano Lino Salini già Alpino reduce dalla ritirata di Russia, padre di "u Paolo e "u Angelu"

  • Remo Ponzini

    17/01/2017

    E' vero che anche questa festa, con il trascorrere dei decenni, è molto cambiata. Una volta era popolatissima di gente e di animali da stalla. Ora, con lo svuotamento delle frazioni e l'abbandono delle campagne, si è ridotta alla benedizione di animali domestici. Questa mattina, richiamato dal latrare dei cani, mi sono affacciato in Piazza Clara Centinaro e l'ho trovata spopolata e desolante. I festosi riti di un tempo che fu, declamati in modo sublime ed etico dalla nostra Dolores, si sono dispersi nel vento.
    Non ci resta che aggrapparci ai ricordi idilliaci del passato sperando che, il lento ritorno ai lavori agricoli già manifestatosi, prosegua con maggiore lena a beneficio di tutti.

    Un doveroso ringraziamento A Maria Pina Agazzi-Cattaneo per i meravigliosi ricordi ed a Lino Barozzi per le splendide fotografie d'epoca.

  • Paola

    17/01/2017

    Ricordo negli anni 70/80 a Bedonia sulla pelpirana, dove lavoravo in ufficio, la mattina del 17 quanti animali da stalla e non infiocchettati con nastrini colorati sfilavano con i loro padroni ed i bimbi in sella e poi il parroco arrivava a benedire ed era una festa.... E in tal modo si portava avanti e si faceva conoscere un'antica tradizione!

  • Peppino Serpagli

    17/01/2017

    Ci voleva proprio, con le nevicate di allora, una festa spartana in pien'inverno. Proprio a metà tra i bagordi delle feste di Natale e le chiacchere di carnevale. Mio padre (u Custantinu) ci andava con il tabarro e ovviamente avrà riconosciuto tanti animali che lui aveva "calzato". Suppongo che, dopo la benedizione, le osterie della Pieve facessero grandi affari, anche per i tanti valligiani (detti "vilan" dai bedoniesi del centro paese) che scendevano a valle! Tra le osterie ormai dimenticate c'erano anche il Bar Tripoli, l'Osteria della Colomba (o paremi dei Tre Ponti) e, ovviamente, "U peritu" dei genitori della Maria Pina Agazzi, che faceva anche da pensione per professori (ottimi la Cucinotta e il Campanella di lettere) che insegnavano nelle scuole medie private del maestro Rossi.
    Peppino Serpagli - Milano

  • Isabella Musa

    17/01/2017

    I miei ricordi mi portano a rivedere la benedizione degli animali e il curato o il parroco si trovava sulla soglia della chiesa e con l'acqua benedetta benediceva gli animali raccolti, mi piaceva sempre quella cerimonia c'eravamo in tanti......
    bei ricordi, il sale non lo ricordo ma rende l'idea

  • Isabella M.

    17/01/2017

    Bellissime queste foto! È emozionante rivedere persone che sono cambiate... cresciute... invecchiate... e quanta nostalgia per chi non c'è più! Grazie ancora una volta Esvaso per avermi riportato in un passato non troppo remoto... in fondo son passati neanche quarant'anni!

  • Maria Rosa M.

    17/01/2017

    Io non abitavo ancora a bedonia (sono arrivata a luglio dello stesso anno) ma ho riconosciuto tante persone.... tra cui la Jenny che è stata mia vicina di casa x tanti anni !!!! Ora vive nella casa di riposo di compiano ed ha abbondantemente superato i cento anni !!!!!!

  • Carla

    17/01/2019

    Quante persone conosciute e oggi scomparse in queste bellissime fotografie. I tempi sono cambiati e oggi il parroco benedice qualche cavallo e qualche cagnolino, la benedizione non è più per conservare l'animale in buona salute e quindi preservare il lavoro

  • Pia Moro

    17/01/2019

    Grazie Gigi per aver condiviso questa bella foto dove riconosco mia mamma e la Rosina!!!

 

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